Dopo 1600 anni, un gruppo selezionato di rabbini ha ricostituito a Tiberiade il Sinedrio ebraico. Formato tradizionalmente da 71 “savi anziani di Sion”, l’antico Sinedrio era il massimo tribunale religioso, che doveva sanzionare le violazioni alla Halacha (la legge sacra): in questa veste, ai tempi di Ponzio Pilato, condannò Gesù Cristo come falso Messia. L’ultima riunione dell’antico Sinedrio è avvenuta nel 425 dopo Cristo.: dopo di allora, vari tentativi per ricostituirlo sono falliti per disaccordi interni al rabbinato.
Stavolta va meglio. I nuovi “71 savi anziani di Sion”, che sono stati ordinati secondo un rituale descritto da Maimonide, appartengono a tutte le possibili denominazioni dell’ebraismo: haredim, hassidim, sefarditi, askenazi, riformati e ortodossi. Come ha sottolineato rabbi Ysrael Ariel, si tratta di un passo ulteriore verso il compimento delle profezie ebraiche sui tempi ultimi: “i sapienti talmudici descrivono dieci fasi dell’”esilio” del Sinedrio, fino alla sua ricomparsa a Tiberiade”, quando gli ebrei, tornati padroni di Israele, si prepareranno a ricostruire il “terzo tempio” e a ridare così vigore (credono loro) all’antica alleanza”.
Non a caso, rabbi Ariel è il rabbino del Temple Institute di Gerusalemme, una scuola talmudica (yeshiva) che raccoglie denaro per ricostruire il tempio e le sue suppellettili.
Infatti la prima riunione del nuovo Sinedrio ha avuto il seguente tema: quali animali sacrificare a Dio nel tempio futuro? Nell’antico tempio sicuramente si sacrificavano colombi (nel Vangelo, Maria SS. offre due piccioni per la sua “purificazione” post-partum) e soprattutto si sgozzavano agnelli. Nella pasqua ebraica, molti agnelli venivano uccisi e il loro sangue sparso sulla “roccia” di Abramo (l’altare neolitico nel centro più segreto dell’edificio) per “lavare” i peccati del popolo. Gesù viene chiamato l’Agnello in quanto la Vittima sacrificale perfetta, che salva l’umanità col Suo sangue.
Ma per i cristiani Cristo è stato l’ultimo Agnello, e da allora gli arcaici sacrifici animali sono aboliti. Non così per gli ebrei. Quando ricostruiranno il Tempio, ripeteranno le stesse immolazioni di tremila anni fa. La ripetizione del rito dovrebbe, secondo loro, “obbligare” Dio a tener fede alla sua parte dell’Antico Testamento (ossia del sacro “contratto”): dare al popolo eletto il dominio sul mondo (così intendono “il regno di Dio”) in cui “ad ogni ebreo saranno assegnati sette schiavi gentili”.
di Maurizio Blondet
Fonti:
http://israelnationalnews.com/news.php3?id=70349




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