Dorigo «costretto» a sospendere lo sciopero della fame
PERUGIA Paolo Dorigo ha sospeso lo sciopero della fame che stava attuando da circa due mesi nel carcere di Maiano di Spoleto dove è recluso per scontare una condanna a 13 anni per un attentato alla base Nato di Aviano, rivendicato dalle Brigate Rosse, al quale si è sempre proclamato estraneo. Lo ha annunciato lui stesso con una telefonata a uno dei suoi difensori, l'avvocato Vittorio Trupiano, spiegando che continuerà comunque a rifiutare il cibo del carcere. Dorigo, che ha già scontato 11 anni di reclusione, chiede di essere sottoposto ad alcuni esami medici al di fuori della struttura carceraria per verificare la presenza di corpi estranei nel suo condotto uditivo. Ha sollecitato in particolare una verifica con un sintonizzatore universale, ma anche analisi del sangue e del Dna. «Esami già disposti dal tribunale di sorveglianza - hanno spiegato i suoi legali - ma che non vengono eseguiti».
Dorigo ha riferito all'avvocato Trupiano - il quale ha poi reso pubblica la circostanza - di avere ricevuto ieri mattina la visita di personale del Dap, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, che gli comunicava il trasferimento presso il centro medico del carcere torinese delle Vallette. Iniziativa alla quale però il detenuto si è opposto, chiedendo nuovamente di essere sottoposto agli esami in un ospedale civile. Gli è stato quindi permesso - secondo la versione di Dorigo resa nota dal suo difensore - di restare a Spoleto purchè sospendesse lo sciopero della fame.
L'avvocato Trupiano ha anche annunciato che oggi presenterà una nuova istanza al tribunale di sorveglianza per chiedere la sospensione della pena. A causa dello sciopero della fame Dorigo - hanno reso noto i suoi difensori - pesa infatti ormai poco più di 57 chili.
Ma sulla decisione del Dap è polemica l’esponente dei Verdi Luana Zanella, che osserva - annunciando una interrogazione parlamentare al ministro Castelli - che quella del trasferimento alle Vallette è stata «una soluzione sempre osteggiata dallo stesso Dorigo il quale, pur di evitare il trasporto, è stato di fatto costretto ad interrompere lo sciopero della fame, sebbene continui a rifiutare cibo dell'amministrazione penitenziaria». «Per quale motivo - chiede l'esponente dei Verdi - continua l'accanimento contro la sua persona?. Gli aspetti giuridici ed umani di questa vicenda - prosegue - rendono incomprensibile la totale chiusura delle autorità giudiziarie nei riguardi nelle richieste di Dorigo, che si era detto disponibile ad interrompere lo sciopero della fame che sta minacciando la sua vita, se gli fosse stato concesso il ricovero nel vicino ospedale pubblico di Spoleto. Credo che il ministro Castelli dovrebbe intervenire almeno per chiarire alle migliaia di persone che sostengono la necessità di una sua scarcerazione quanto avvenuto nella sua cella».




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