Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Lecce Lepore

  1. #1
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    Predefinito Lecce Lepore

    Ho scovato questo articolo senza data che posto qui sotto per chiedere lumi agli amici pugliesi.
    Pax è interessatissimo perchè frequenta il Salento, isola etnica a parte dell'arcipelago pugliese (parlano anche diversamente), ed un voletto da RM risulterebbe molto apprezzato, ma non mi pare proprio abbiano mai cominciato...certo meglio di Galatina troppo fuori mano, un aeroporto a Lecce città farebbe veramente comodo....

    Il 23 marzo, (del 2004??? ndr) presso l'hotel President di Lecce, si è svolta la conferenza stampa di presentazione del progetto di ampliamento dell'aeroporto di Lecce Lepore a scalo di terzo livello. Erano presenti numerose autorità, rappresentanti della Provincia di Lecce e dei Comuni di Lecce e Vernole, il presidente dell'aero club di Lecce (Giuliano Ferrara), il direttore dell'aeroporto (Antonio Santoro) e due dei nuovi proprietari della Fly Mediterraneo (gli imprenditori campani Ferdinando Petrella e Raffaele Pezzella). Il progetto, messo a punto dall'arch. Cantatore per conto della Fly Mediterraneo che ha acquistato l'aeroporto dall'aero club di Lecce, prevede nell'ordine: pavimentazione dei 917 m di pista per una larghezza di 30 m più 7,5 m di banchine laterali per un totale di 45 m, pavimentazione della via di rullaggio fino alla testata 36 e raccordo con la piazzola carburante, realizzazione di un'aerostazione passeggeri con annessa torre di controllo e predisposizione dell'impianto voli notte per una spesa totale di circa 2,5 milioni di euro. I lavori dovranno essere consegnati entro il 25 giugno, in tempo quindi per la stagione estiva. La stessa Fly Mediterraneo ha anche annunciato la creazione di una compagnia aerea, con un capitale iniziale di 1,5 milioni di euro, che, dotata di aeromobili DASH-8/100 da 37 posti, collegherà per tutto l'anno Lecce con Roma (con prosecuzioni su Napoli e Alghero) e Bologna (con prosecuzioni su Pisa e Firenze) e stagionalmente con alcune località in Croazia (Dubrovnik), Albania (Tirana e Valona) e Grecia (Corfù, loannina, Zante).

  2. #2
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    Predefinito

    OK assalito da grande curiosità ho trovato si Google il sito web...vado a dare un'occhiata!!!

    http://www.aeroportolecce.it/index.htm

  3. #3
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    Ragazzi scusate se insisto...ma è uno spasso!!! Se avete tempo leggetevi questa gustosissima intervista dell'agosto 2002!!!

    Da il Corsivo !?!

    Il Corsivo lo anticipò a metà aprile: se i leccesi potranno partire per Roma o per loannina con regolari voli di linea dallo scalo di San Cataldo lo dovranno al fiuto e alla lungimiranza di due imprenditori di Caserta e non di Lecce. Il geometra Raffaele Pezzella e il dottor Ferdinando Petrella, entrambi costruttori per proprio conto, hanno costituito una società che ha acquistato ii 51 per cento di una piccola (per mancanza di risorse finanziarie) compagine leccese, la "Fly Mediterraneo"; la notizia fu data con una conferenza stampa in un albergo cittadino dove si respirava una forte soddisfazione mista ad un certo imbarazzo: rispettivamente per l'annuncio di una novità che avrà, se ben gestita, importantissime ricadute economiche, e per la presa d'atto che l'investimento per far partire il progetto giungeva dalla Campania e non da piazza Mazzini, Lecce. Il commentino di ironica critica che ne feci, mi fu detto - neanche troppo ironicamente - non piacque a qualcuno. Ma tant'è: quel qualcuno, se vorrà andare a passare un week-end a Corfù (splendido bagno, aragosta da Vassili a Paleocastriza, serata in un tipico buzukia e magari una puntatina al casinò) dovrà acquistare un biglietto da "Fly Mediterraneo" (circa 20 minuti di volo), se non vorrà partire in nave (Otto ore di traversata, all'incirca lo stesso tempo di un "normale" Brindisi-Roma-Atene-Corfu). Il completamento dell'aerostazione e della messa a regime della pista è stato mancato di circa un mese non per colpa dell'impresa, la Fices di Donato Montinari, ma di un imprevisto tecnico (strati di sabbia durante uno sbancamento e altri problemi). Adesso tutto è pronto per la grande festa, mancano solo dettagli tecnici e organizzativi, poi il volo inaugurale aprirà una nuova era per lo sviluppo di questa sonnecchiosa città il cui ceto dirigente sembra essere totalmente assorbito dalle cene della pazza estate.
    I due imprenditori, accompagnati dall'ingegner Stefano Piscopo, responsabile dei collaudi dell'aerostazione e dal direttore dell'aeroporto, Antonio Santoro, uno dei più tenaci protagonisti di quest'avventura di successo, sono venuti al Corsivo per l'intervista. Per la verità Santoro mi aveva invitato sul cantiere in una caldissima giornata di giugno (a poche ore da Italia-Equador), per una visita dettagliata sulle pontenzialità di questa struttura, e sinceramente - ma fortunatamente non lo avevo detto - sospettai che neanche per ottobre quel cantiere sarebbe stato smantellato e i lavori consegnati. "Qui verrà il banco check in, là in fondo la sala d'imbarco, qui accanto gli uffici della polizia", dove qui, là e accanto erano aree senza l'ombra di un muro. Ma il direttore, accompagnato dal suo cane lupo Ciccio sembrava che li vedesse.
    Alle mie domande, i due proprietari di "Fly Mediterraneo" risponderanno alternativamente, senza un preciso ordine. Ma farò l'intervista anche a Santoro.
    Perché avete investito a Lecce, signori Pezzella e Petrella?
    "Prima di tutto perché è una zona meravigliosa. Poi perché la sua configurazione geografica ci ha convinti che qui era necessario questo tipo di servizio, dato che in passato c'è stata grande carenza di trasporti: basti pensare che per andare a Caserta in auto impieghiamo quasi cinque ore e che se ci andiamo in treno non ci guadagnamo granché. La prima ragione è certamente questa: il Salento merita di essere valorizzato, ed una operazione del genere è importante oltre che per noi imprenditori anche per Lecce e la sua provincia".
    E questo è l'aspetto etico-sociologico. Per quanto riguarda il business invece?
    "Ci è stato dimostrato dallo studio condotto da un consulente finanziario che questa parte del meridione è carente di servizi e che la domanda è al contrario alta. Di conseguenza i vantaggi da questa operazione sono abbastanza certi per il nostro gruppo".
    Da quando vi è stato proposto l'investimento a quando avete accettato, quanto tempo è passato?
    "Circa tre mesi, da dicembre 2001 a febbraio 2002. Lo studio commissionato alla Arthur Andersen Consulting ci ha dato risultati incoraggianti, è per questo che i tempi sono stati quasi anglosassoni".
    I punti critici nell'analisi quali sono?
    "Ci siamo basati anche sui traffici e le competenze degli aeroporti vicini e si è considerata una certa percentuale; rispetto ai costi ed ai ricavi è uscito fuori un parametro di riferimento positivo anche nel breve termine. In particolare sono stati valutati gli aeroporti di Brindisi e Bari per calcolare le nostre potenzialità rispetto ai movimenti degli altri. Un punto critico sta nel fatto che la nostra pista può consentire l'atterraggio ed il decollo solo di alcuni tipi di velivolo. Abbiamo dovuto calcolare quindi collegamenti a medio raggio, eludere le lunghe distanze; per questo abbiamo calcolato se gli utenti che si rivolgeranno a noi sarebbero stati sufficienti da permettere il pareggio di bilancio. Fino ad un certo numero di passeggeri ci sarebbe andata male. Non ricordiamo il numero con precisione ma credo che fosse intorno ai 70 mila passeggeri. Non bisogna confondere il break even point (punto di pareggio, ndr) con il numero dei passeggeri, ma solo con quelli relativi alle tratte utilizzate da noi. Abbiamo voluto accertare le potenzialità di ogni tratta, con Roma, con Bologna e con la Grecia, loannina e Corfù. Abbiamo individuato l'aeroplano migliore per il servizio, e poi abbiamo accertato il break even cli quella singola macchina sulle varie tratte; infine abbiamo valutato il risultato sulla base di costi e ricavi eventuali. Il risultato della macchina, il Dash 8/100, è stato più che confortante, al punto da lasciarci pensare all'organizzazione di queste tratte con compagnie di supporto. Il risultato, se pur teorico, ci ha consentito di organizzarci molto bene. La finalità dell'aeroporto è quella di effettuare collegamenti; se partiamo già da un risultato eccezionale di tre tratte che funzionano benissimo nonostante vengano servite anche dall'aeroporto di Brindisi, questo non può che voler dire che l'operazione è da fare, senza dubbio alcuno. L'idea forte è forse nel vicino oriente. I greci vi hanno contattato?
    "Non personalmente, ma è chiaro che c'è un forte interesse nei confronti del Salento. Inoltre con la Grecia c'è forte carenza di collegamenti, se non navali, al punto che una compagnia aerea ne ha istituito uno nuovo dall'aeroporto di Bari. Questo ci convince ancora di più che stiamo investendo bene".
    A questo punto interviene nella conversazione Antonio Santoro che ha curato personalmente la maggior parte dei contatti.
    Qual è il suo ruolo, signor Santoro?
    "Sono il direttore dell'aeroporto, ho la responsabilità civile e penale nei confronti di chiunque, essendo responsabile della sicurezza, quindi oltre che del servizio antincendio e di quello sanitario, anche del servizio di torre per la sicurezza del volo. Inoltre devo curare le separazioni fra gli aeroplani, devo controllare che decolli ed atterraggi avvengano a norma attraverso circuiti di traffico in volo. Il mio interlocutore è il ministero dei Trasporti, cui devo dar conto della mia attività, oltre che, naturalmente, gli azionisti".
    Quali interessi esterni ha notato intorno al progetto?
    "Al di là del Canale d'Otranto c'è un fortissimo interesse ai collegamenti fra noi per un sacco di ragioni. Il sindaco di Corfù venne in atterraggio da noi e ci disse di essere molto contento della pista già alcuni mesi fa, prima dei lavori. La necessità per lui non stava tanto nel trasportare cittadini greci a Lecce, quanto turisti salentini a Corfù. Mentre dal continente, nello specifico da loannina, mi è stato comunicato l'estremo interesse per il collegamento dal presidente della loro Camera di Commercio che è venuto da noi in aeroporto e che sono andato a trovare io stesso a loannina. Loro sono estremamente distanti da noi fino a questo momento, fino ad Igoumenitza sono due ore e mezzo di auto e da Igoumenitza a Kerkira sono altre tre ore di traghetto, da cui si parte per Brindisi, impiegando altre otto ore, per poi arrivare a Lecce dopo un'altra mezz'ora. E' impensabile che i genitori dei mille ragazzi greci che studiano nella nostra Università non debbano venire a trovare i figli per una questione di distanze; questo aspetto mi è stato suggerito proprio dal presidente della Camera di Commercio di loannina, Spiridon Kitsatis. Del resto fino ad ora in aereo la situazione non è più confortante, per arrivare a Lecce bisogna fare scalo ad Atene ed a Roma, per poi arrivare a Brindisi. Questo signore è venuto con me in aeroplano, gli ho fatto vedere il Salento e la costa: è rimasto letteralmente incantato".
    La pista quando sarà pronta?
    "Alla fine del mese. Non ancora sappiamo però se si volerà così presto. Il ritardo è stato dovuto a problemi di tipo tecnico, ci siamo trovati a dover sistemare alcune aree al confine con l'aeroporto, delle sacche da sistemare all'interno dell'area bonificata. Una piccola spiacevole sorpresa che rientra però nella casistica di tutte le imprese".
    Riprende il dottor Petrella.
    "Il nostro programma prevedeva di rientrare nei mesi estivi per fare conoscere la nostra attività attraverso la stagione turistica, sarebbe stato un trampolino di lancio il cui rinvio tuttavia non pregiudica il risultato dei lavori".
    A che evento di inaugurazione avete pensato?
    "Lo abbiamo concordato con il direttore, che ha altre esperienze in questo campo. Per noi l'inaugurazione non sarà solo l'atto di taglio del nastro e la conseguenza apertura della struttura, ma un vero e proprio richiamo dell'attenzione di cittadini e di chi altro può essere attratto dalle manifestazioni aeree e che venga anche da altre regioni. E' un modo per raggiungere un buon traguardo".
    Riprende Santoro.
    "A me le esibizioni di pattuglie e singoli acrobatici fanno impazzire, ed è proprio ciò che ho in mente di organizzare. L'acrobazia è qui intesa come professione, chiameremo campioni italiani e stranieri di questo settore, come Sergio Dallan e Beppe Liva o lo svizzero Franco Actis, che vola su un biplano a cui si lega una giovane donna. Io ho con loro un contatto diretto e li ho già invitati. E poi ho una grossissima sorpresa, uno spettacolo che da solo vale i tre giorni di manifestazione. Per ora non dico di più. Avremo, anche un raduno di mongolfiere, con Chaboinner; verranno da Aosta che è la loro patria".
    I rapporti con la compagnia e con gli scali: avete già preso gli accordi sui piani di volo, chiedo a Petrella e Pezzella?
    "Siamo ancora in trattative. Di sicuro per il momento abbiamo le tratte per Roma, per Bologna e per Corfù-Ioannina. Stiamo valutando le proposte che ci fanno man mano, siamo noi a contrattare con le compagnie per i prezzi, decideremo con quali altri aeroporti combinare la tratta. Al di là di collegamenti che già possono essere effettuati dalle compagnie prescelte da noi, quello che stiamo organizzando, non meno importante, è l'obiettivo di avere un trimotore jet, da 32 posti, da mettere a disposizione di aziende ed imprenditori che normalmente usano aerei di linea, il servizio ulteriore che noi vogliamo offrire è quello di aero-taxi. Siamo stati letteralmente subissati di domande di questo genere: cliniche private, la società Lecce Calcio, che da quando è in B si sposterà anche in città minori, e molti altri soggetti. Infine stiamo trattando un Atr 2 da 51 posti, equipaggio compreso".
    Probabilmente è presto per chiedervi se avete avuto motivi di pentirvi dell'investimento, per cui vi faccio una domanda contigua: cosa potrebbe accadere per farvi pentire degli oltre sette miliardi di vecchie lire investiti?
    "Il disinteresse da parte della gente, poi il disinteresse delle amministrazioni, come Regione, Provincia e Comune di Lecce. Non dico che abbiamo bisogno di loro, ma speriamo in una certa attenzione nei confronti di questa nuova realtà. Le istituzioni ci devono essere vicine".
    Come si chiamerà l'aeroporto?
    "Lecce-Lepore, questo è l'aeroporto di Lecce. Per noi è una scornmessa già vinta".

    Adolfo Maffei

  4. #4
    Duffy
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    In Origine postato da Paxromana
    Ragazzi scusate se insisto...ma è uno spasso!!! Se avete tempo leggetevi questa gustosissima intervista dell'agosto 2002.....

    -----cut-----cut-----cut-----

    Surreale e demenziale

    Complimenti Pax per aver trovato questa "chicca"

    Ciao

  5. #5
    Araldo
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    Paxromana. dimmi cosa vuoi sapere e ti dirò tutto, per motivi che ora non ti sto a spiegare, allora 21 enne, ho fatto parte del gruppo progettuale come "esperto" di aviazione e di Annesso 14 ICAO. Lo so che sono uno studente e allora lo ero ancor di più ma... mi era stato chiesto e non potevo rifiutarmi
    Adriano

  6. #6
    Araldo
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    Dietro l'aeroporto Lecce Lepore ci sono molte cose tra cui un sequestro. L'aeroclub all'indirizzo www.aeroportodilecce.it ha organizato il suo sito... vi consiglio di dare un'occhiata, qui tra le altre cose potrete trovare tutti gli articoli sull'aeroporto
    Adriano

  7. #7
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    Bene, grazie, ho letto. Penso ci sia poco da dire. Una modestissima storia!!! Ma dalle foto l'aerostazione, la torre ecc. dove sono???

 

 

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