In origine postato da silvioleo
Questo secolo ha visto un gran numero di regimi socialisti sparsi per il globo: quello di Stalin, di Hitler, di Mao, di Castro, e così via. E cosa ha portato in questo secolo il socialismo se non stermini di massa, disperazione, campi di concentramento, schiavitù su larga scala, penuria, e carestie?
Sfortunatamente, in Occidente nelle discussioni sul socialismo viene concesso ai socialisti di rigettare queste accuse con l’argomento che sarebbe sleale giudicare il proprio ideale sulla base di quello che hanno combinato Hitler, Stalin, o Mao, dato che questo non è il loro genere di “socialismo”. Questi socialisti non considerano socialisti quei regimi, malgrado essi rientrino perfettamente nella definizione di socialismo . Il loro socialismo, infatti, sarebbe popolato da “brave persone”, e non da quei personaggi terribili che hanno guidato i regimi socialisti di questo secolo. Ma queste scuse non sono sufficienti. L’essenza del socialismo non sta nelle specifiche persone che i socialisti vorrebbero al potere. L’essenza del socialismo è il sistema stesso: il totale potere statale sui mezzi di produzione. E se questo programma ha portato ovunque a risultati mostruosi, e se nessun bravo “umanista” è mai giunto al potere, allora forse - come dicono i marxisti – “questo non è un caso”, ma un esito inevitabile del sistema stesso. La nostra tesi è proprio questa: che la presenza di personalità come Hitler, Stalin, Mao, e tutti gli altri, rappresenta una tendenza costante del socialismo stesso.
La scuola liberale austriaca ha già ampiamento dimostrato che la "via della schiavitù" è sempre da evitarsi, sia questa promossa da "brave persone" riformiste, sia da criminali comunisti. Ovviamente il socialismo riformista e democratico è da preferirsi al comunismo totalitario e criminale, ma vi sono buone ragione, per i liberali conseguenti, di evitare anche questo.
Shalom




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