Risultati da 1 a 4 di 4

Discussione: Identità

  1. #1
    Alessandra
    Ospite

    Predefinito Identità

    Che cosa significa essere di sinistra oggi? A cosa pensa un marchigiano, o un calabrese, o magari un lombardo di sinistra nel ventunesimo secolo? Cosa leggono i socialisti italiani? Che libri hanno i diessini di Fassino sui loro comodini? La sinistra che naviga a vista, senza riferimenti, senza una meta, priva di una matrice culturale chiara e distinta, rischia di divenire definitivamente incapace di una proposta politica riconoscibile e dai contenuti forti. In fondo, se ciò che resta del vecchio Pci si vede costretto a dare sangue elettorale a un leader come Prodi, che di fatto non gli appartiene neanche antropologicamente, fino a far impallidire il proprio profilo ideologico, un motivo c’è. Ed è nel fatto brutale che la sinistra italiana, impaludatasi nel moderatismo più bolso e nel sinistrume più insulso, non è ancora riuscita a ricostruirsi un’identità post-marxista...[...]

    di William Longhi


    Mi chiedo sulla base di questo scritto, cosa sarebbe oggi la sinistra se non ci fosse Berlusconi. Mi ricordo di quando ne parlavamo tempo fa, ancora prima che si sapesse che l'Ulivo sarebbe stato sconfitto alle elezioni, e di come secondo me il problema della sinistra italiana fosse non la presenza di Berlusconi ma il fissarsi sulla sua presenza. Tuttora, la sinistra, non si è risollevata, neanche psicologicamente, della sua *discesa in campo*, così come la chiamò lui stesso. Così fragili erano, e sono, le fondamenta della sinistra italiana?

    C'è una identità da ritrovare? Oppure l'identità va puramente e semplicemente trovata? Al momento, per come la vedo io, è sempre e soltanto costretta a rincorrere non tanto la destra quanto la persona Berlusconi. Il primo errore commesso da Berlusconi è quello di governare un Paese prima di tutto per sè stesso, e le leggi ad personam sono solo l'esempio più eclatante, ma se ne potrebbero fare tanti altri. L'errore conseguente della sinistra, è stato ed è quello di rispondere solo a lui, e non a tutti gli altri, un pò come quel ciclista che per evitare di rimanere fuori corsa si attacca al primo che lo sorpassa, senza pensare prima di tutto di ritrovare il suo gruppo.

  2. #2
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    mi sa che dovete un attimino riaggiornarvi. Al momento la sinistra italiana è divisa in tre: quella estrema, di Cuba libera, di Ocalan, noglobal, delle canne eccetera;
    poi quella moderata, quella che "le elezioni si vincono al centro", quella che "Berlusconi non va demonizzato", quella che "Che c'è di male a pubblicare un libro con la Mondadori?"; una sinistra certamente moderata, centrista, ma anche compromissoria, subalterna alla cultura massificante del Pensiero Unico, altro che "eredità marxista", la cui identità mi ricorda molto l'autorità dello Judenrat polacco ai tempi dell'invasione tedesca in Polonia. Un governatorato generale degl'interessi del regime, con la Palombelli che sorride mentre compare a Punto e a Capo e si fa fotografare allegra ad una cena accanto a Gasparri.
    Poi c'è la terza sinistra, che io non saprei nemmeno definire tale: quella dei Girotondi, quella che legge Micromega, ascolta Nanni Moretti, legge Travaglio, s'indigna per le leggi ad personam ma anche per la compromissorietà della sinistra di cui al secondo comma, quella che vorrebbe davvero vivere in un paese normale, senza mar dei sargassi, senza bucanieri imprendioriali e leggi ad personam.

    E poi, se proprio vogliamo scendere nel particolare, non è certo la sinistra ad essere "ossessionata da Berlusconi", o meglio lo è nella misura in cui è oceanica la congerie d'interessi berlusconiani nella cosa pubblica. Un esempio: il Cda Rai è controllato politicamente, al 100%, dal presidente del consiglio, che è la stessa identica persona che poi è proprietaria di altre reti private. In pratica ci troviamo in un regime di monopolio in cui un soggetto privato controlla, dal suo ruolo istituzionale, quella che in teoria dovrebbe essere la concorrenza. Un mostro, societariamente parlando.
    Eppure in questo marasma, il dibattito è, chissà perché, incentrato sul postmarxismo dell'opposizione, in cui fra l'altro il principale partito (Pci) è di fatto socialddemocratico fin dal lontano 1976, anno di allontanamento da Mosca ed avvicinamento all'Europa occidentale.
    Riaggiornatevi svp.

  3. #3
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    Molto probabilmente dirò cose che alla sinistra non piaceranno (ma ricordate sono dette da uno di sinistra)

    Oggi come oggi io non vedo (purtroppo) una sinistra capace di affrontare il fenomeno (perche fenomeno è) berlusconi, questa persona ha le mani in troppe cose ha diciamo il "dominio" di tutte le televisioni italiane e come gia si è detto molte volte legifera nei suoi interessi.

    Di controparte però la sinistra attuale non ha leader capaci di riuscire ad affrontare il fenomeno, troppi ammicamenti a destra, la sinistra è tale perche dovrebbe come minimo fare opposizione (durissima io dico, senza tregua senza verso) all'attuale maggioranza, che deve essere fermata usando tutti gli strumenti del parlamento, senza ammicamenti che NON ci dovrebbero essere, di questo passo e a causa (secondo me) della troppa vicinanza al centro ci si è dimenticati che cosa era la sinistra ai tempi di Berlinguer. Logicamente anche la troppa divisione all'interno della sinitra porta a perdere consensi. Una sinistra frammentata non vincerà mai, anche se comunque a destra non ce sicuramente unione sono uniti dalla semplice voglia delle poltrone, e NON nell'interesse degli italiani come si è visto più e più volte.

    Non so se sono riuscito a spiegarmi io non sono un grande scrittore, spero che comunque i concetti siano chiari.

  4. #4
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    Risponedero' piu' dettagliatamente piu' avanti xo secondo me l'errore della sinistra(dei Ds) è quello di non avere ancora trovato una identità post comunista. La Bolognina è stata l'inizio di un percorso ke si è fermato per molti anni e ke ora si sta rilanciando.
    Cmq la prima cosa ke deve fare la SX ora è avere fiducia in se stessa e DARE FIDUCIA ALLA SOCIETA' ITALIANA!

 

 

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