Che cosa significa essere di sinistra oggi? A cosa pensa un marchigiano, o un calabrese, o magari un lombardo di sinistra nel ventunesimo secolo? Cosa leggono i socialisti italiani? Che libri hanno i diessini di Fassino sui loro comodini? La sinistra che naviga a vista, senza riferimenti, senza una meta, priva di una matrice culturale chiara e distinta, rischia di divenire definitivamente incapace di una proposta politica riconoscibile e dai contenuti forti. In fondo, se ciò che resta del vecchio Pci si vede costretto a dare sangue elettorale a un leader come Prodi, che di fatto non gli appartiene neanche antropologicamente, fino a far impallidire il proprio profilo ideologico, un motivo c’è. Ed è nel fatto brutale che la sinistra italiana, impaludatasi nel moderatismo più bolso e nel sinistrume più insulso, non è ancora riuscita a ricostruirsi un’identità post-marxista...[...]
di William Longhi
Mi chiedo sulla base di questo scritto, cosa sarebbe oggi la sinistra se non ci fosse Berlusconi. Mi ricordo di quando ne parlavamo tempo fa, ancora prima che si sapesse che l'Ulivo sarebbe stato sconfitto alle elezioni, e di come secondo me il problema della sinistra italiana fosse non la presenza di Berlusconi ma il fissarsi sulla sua presenza. Tuttora, la sinistra, non si è risollevata, neanche psicologicamente, della sua *discesa in campo*, così come la chiamò lui stesso. Così fragili erano, e sono, le fondamenta della sinistra italiana?
C'è una identità da ritrovare? Oppure l'identità va puramente e semplicemente trovata? Al momento, per come la vedo io, è sempre e soltanto costretta a rincorrere non tanto la destra quanto la persona Berlusconi. Il primo errore commesso da Berlusconi è quello di governare un Paese prima di tutto per sè stesso, e le leggi ad personam sono solo l'esempio più eclatante, ma se ne potrebbero fare tanti altri. L'errore conseguente della sinistra, è stato ed è quello di rispondere solo a lui, e non a tutti gli altri, un pò come quel ciclista che per evitare di rimanere fuori corsa si attacca al primo che lo sorpassa, senza pensare prima di tutto di ritrovare il suo gruppo.


Rispondi Citando


