Non lo so. Forse questa diventerà una discussione banale in un mare di discussioni banali. Discussioni fatte mille volte, ma mai veramente ascoltate.
“La libertà è un dovere, prima che un diritto è un dovere”. Alekos Panagulis.
Ma la gente non capisce. Perché? Si ostina a rifugiarsi dietro le sicure ma vigliacche barriere di un pacifismo che in realtà è antiamericanismo. Un pacifismo che è capace solo di sfilare in piazza senza combinare nulla di concreto. Che sa solo affollare vie con slogan spesso offensivi e che inneggiano alla violenza (e che, inneggiando alla violenza, ridicolizzano il concetto di pace. Lo umiliano, lo demoliscono, lo distruggono). Un antiamericanismo che si concretizza nel rogo della bandiera americana, si ostina a credersi e dichiararsi pacifista. Ma che poi alla domanda “E allora che fate per le migliaia di guerre che distruggono l’Africa?” rimane con lo sguardo perso nel vuoto e la bocca aperta. Un pacifismo-antiamericanismo che è tanto contraddittorio quanto discutibile e moralmente inaccettabile.
Eppure sono in tanti a pensarla così. Quei tanti che preferirebbero chiudere gli occhi, girare la testa da un’altra parte piuttosto che rimboccarsi le maniche e aiutare chi vive in una dittatura, chi è suddito in un regime teocratico.
Ma come fanno a non capire? Come fanno a non capire che portando avanti la guerra al terrorismo gli Americani difendono anche noi? Io li ringrazio. E non sputo suoi nostri soldati. Anzi sono orgogliosa dell’esercito del mio paese quando Bush due giorni prima delle elezioni li ringrazia e li chiama eroi.
Sbagliano a mio avviso i pacifisti della bandiera americana bruciata. Sbagliano gli antiamericanisti che inneggiano alla pace facendo la guerra. Che la pace la chiedono da una parte sola, la pretendono da una parte sola. Sbaglia chi ha già dimenticato i morti dell’11 settembre, chi non si rende conto un attacco nucleare è possibile (la C.I.A. parla di “matter of when” non di “matter of if”). Sbaglia chi prende tutto questo alla leggera: chi per paura di schierarsi pensa che la verità sta nel mezzo. No, mi spiace: a volte sta da una parte sola.
C’è una canzone americana bellissima che dice “have you forgotten when those towers fell? We had neighbours still inside going trough a living hell. Have you forgotten all the people killed? Yes some went down like heroes in that Penssilvanya field. And you say we shouldn’t worry about Bin Laden. Have you forgotten?”




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