Dopo la mezzanotte di sabato 18 dic. RAI 2 ha mandato in onda, verso l'una, la trasmissione "Capodanno celtico". Milano faceva da sfondo, Giovanni Polli, il direttore della manifestazione, intervistato spiegava il perchè della manifestazione: "alla riscoperta delle nostre radici". Un certo Lepore organizzatore del "Capodanno...", ha detto che Milano è stata fondata dai celti..... E allora?
Tra chi segava un tronco, tra chi filava la lana, tra chi impastava il sapone (la ricetta era originariamente romana). Poi c'era l'editore, vestito alla moda del tempo con una collana fatta da zampette di coniglio e denti di cavallo. Improbabile, primo perchè le collane celtiche o torquis erano indossate solo in particolari momenti della vita comune celta (uno dei questi era la battaglia, i guerrieri celti in genere indossavano il torquis in guerra e per il resto erano completamente nudi, cosa che solleva l'ilarità dei romani e li rendeva anche dei facili bersagli, siccome loro non usavano l'arco pensavano che i romani facessero lo stesso, i meschini!); per secondo il cavallo era un animale totemico, veniva sacrificato dai druidi nei loro riti sanguinari ed era la rappresentazione visiva e reale di una delle loro divinità, la carne se la mangiavano in occasione dei loro incessanti festini ed i resti li seppellivano. Alla riscoperta delle loro origini, ma quale origini se tutti gli intervistati erano traccagnotti, scuri di pelle, con facce da luna piena e pelati?
Assomigliavano più ai romani, difatti........
La musica: un complesso che suonava le musiche che Angelo Branduardi propina oramai da 30 anni, ma almeno lui sa suonare, quelli più che altro strimpellavano; il flautista che sopperiva alla scarsità del suono muovendo incessantemente i muscoli facciali e la testa, alla fine il regista decise di inquadrare solo il flauto, l'unica cosa che rimaneva ferma. Gli altri...lasciamoli stare. La cantante straniera, francese da parte di madre e scozzese da parte del padre. Intervistata dalla conduttrice: "Ti piace l'Italia?", risposta: "very, very much". Ecco fatto.
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