sul forum Italians del corriere ho trovato questo intervneto interessante:
Euro-ristagno: pragmatismo, non dogmatismo
Caro Beppe,
ancora sul tema euro-ristagno: tra 1970 e 2001 la crescita economica è stata identica tra Eurolandia e USA (3,1% annuo). Nel 2002-4 USA e resto del mondo sono invece cresciuti del 10% totale, Eurolandia del 3%. Perché? Il dollaro è sceso del 34% contro l’euro ma solo del 12% medio contro le altre valute (leggi Asia). L'euro si è rivalutato contro TUTTO il mondo, in media del 23%. In realtà l'interscambio USA-Eurolandia pesa solo il 15%; il cambio euro-$ farebbe poco danno se l'Asia non fosse legata al $ (la Cina ha il cambio fisso, il Giappone vende yen per limitare il rialzo etc...). Le politiche USA (surplus federale divenuto deficit, tassi all'1%, deficit commerciale record) hanno creato paure di inflazione e di difficoltà nel finanziare i deficit. Da qui il calo del $, ma le valute asiatiche sono "bloccate" e l'effetto è stato sproporzionato sull'euro - oggi pesantemente sopravvalutato. Per inciso, gli squilibri USA sono fantasie. L'inflazione resta bassa; il deficit federale è 3,6% su PIL come per Francia e Germania e al contrario di queste si ridurrà nel 2005. Il debito/PIL è 40% in USA, 70% in Eurolandia e 140% (!) in Giappone. E il deficit commerciale? Nel 2004 è 600 mld $, col che il debito netto estero arriva a 3.000. Ma gli USA hanno un PIL di 12.000 miliardi di dollari e beni (immobili, aziende, infrastrutture) per 50.000. Per il Nobel Prescott "chi dice che il deficit commerciale USA è un problema non capisce cose che si insegnano alle matricole di economia": un dentista con un reddito netto di 120.000 euro, che possiede casa e studio senza un soldo di mutuo, affoga nei debiti se ha un'auto da 30.000 in leasing? L'errore BCE? Tassi al 2%, pur ai minimi, sono comunque eccessivi se l'economia è ferma. Tanto più che l'euro a 1,33 $ equivale a una pesante stretta creditizia. Non si fa poi nulla contro la rivalutazione perché "gli interventi sui cambi senza accordo USA sono inutili": ma allora perché funzionano al Giappone? Vero quanto scrive M. Toscano il 15 dicembre: il mandato BCE è "preservare la stabilità di lungo termine dei prezzi". Ma qui è la differenza con il mandato Fed: MASSIMIZZARE la crescita COMPATIBILE con la stabilità dei prezzi. L'inflazione incontrollata è deleteria, ma la BCE sta bloccando lo sviluppo per evitare rischi inflattivi inesistenti. Ci sarà il modo di iniettare il pragmatismo anglosassone Fed nel dogmatismo teutonico BCE...
http://www.corriere.it/solferino/sev...4-12-19/06.spm




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