Guerra sorda all’interno della Ragioneria generale dello Stato sui numeri della Trimestrale, che il ministro potrebbe rendere nota all’inizio della prossima settimana. Indiscrezioni stampa parlano di forti pressioni esercitate da Giulio Tremonti su alcuni funzionari affinché nelle stime sul 2006 riportino le stesse cifre già concordate con l’Ue. Voci filtrate in tarda serata parlano di un deficit al 3,8%, maggiore di 0,3 punti rispetto a quanto dichiarato a Bruxelles ma pur sempre in linea con le previsioni della Finanziaria e con il programma di rientro studiato con l’Europa dopo l’avvertimento preventivo. Una parte di quei 3 decimali in più sarebbe giustificata dalla crescita rivista al ribasso (dall’1,5 all’1,3, come osservato da Joaquin Almunia).
Insomma, l’Italia sarebbe a posto con quanto concordato, smentendo così le «Cassandre» dell’opposizione. Peccato però che stando alle ultime stime effettuate da alcuni uffici il deficit sarebbe invece attorno al 4%. Ma la novità più allarmante riguarda il fabbisogno di cassa, che risulterebbe in forte crescita, facendo salire ancora il debito oltre il 107%. Significherebbe il secondo aumento consecutivo per una voce su cui i mercati sono sensibilissimi. Sul fronte dei titoli pubblici arriva la novità di rendimenti in rialzo per i Btp a 3 anni (al 3,39%) e a 10 anni (al 4%), e per i Cct (al 3%).
Dai toni usati da Giulio Tremonti si intuisce però che il ministro è pronto a trasformare questi conti ad alto rischio in un traguardo epocale raggiunto dalla Casa delle Libertà. «È il tipico caso dello sfascismo demenziale di questi poveri disperati - dichiara commentando le richieste dell’opposizione sulla Trimestrale - Sarà un boomerang perché centrerà in pieno gli obiettivi europei. Dovranno chiedere scusa di questo».
Sta di fatto che l’aria è pesantissima nei corridoi della Ragioneria. L’ex ministro Vincenzo Visco ha chiesto all’attuale titolare di smentire le voci di pressioni: ma la smentita fino a tarda sera non è arrivata. L’esponente della Quercia insiste sul fatto che il vero dato sull’indebitamento si avvicina più al 4%. Un dato «in linea con quellodel Fondo Monetario Internazionale - spiega - e probabilmente, ottimistico, dato che la crescita dell'economia deve già essere corretta al ribasso e che la spesa sanitaria, quella per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego e per il cofinanziamento dei fondi comunitari, è sottostimata. Una più realistica previsione indica l'indebitamento netto per il 2006 al 4,5% del Pil e il fabbisogno al 6%». In effetti il peso dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego e lo sforamento sulla sanità già comportano assieme un maggior deficit attorno allo 0,4. Vero è che le entrate tengono, ma non aumentano in modo tale da poter coprire le maggiori spese.
Vista in aumento anche la spesa per beni e servizi. Senza contare che mancano all’appello i cofinanziamenti Ue. Comunque un «taroccamento» dei conti non sarebbe neanche una novità per l’attuale esecutivo: è già successo l’anno scorso con un dato sul pubblico impiego e con i 6 miliardi di cessioni immobiliari «nascosti» nel tendenziale del deficit, che Tremonti è stato costretto a sostituire dopo che i numeri erano stati smascherati. In quella occasione il Ragioniere generale dello Stato Mario Canzio fu costretto ad ammettere davanti al Parlamento che non se ne era accorto. C’è da sperare che non debba fare ancora un’ammissione simile.




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