…Aboliamolo

Era solo questione di tempo, ed è successo.
E’ successo che in Francia, dopo che in Italia e in Spagna è partita la Grande Offensiva d’Inverno contro il presepe, c’è stato chi si è risentito per un albero di Natale nel cortile di una scuola, e ha preteso la rimozione di quell’oggetto pericolosamente allusivo a una festa religiosa, e quindi lesivo della laicità dello Stato.
Rimaniamo in attesa di un prossimo e inevitabile giuramento della Pallacorda contro la Befana (a proposito: l’Epifania è il Natale ortodosso, e prima che qualche preside ossequioso verso la laicità se ne accorga tanto vale denunciarlo con chiarezza),
con annessa requisizione di calze.
Ma più ancora della vena grottesca di questo multiculturalismo all’ingrosso e dei suoi esiti degni della penna di Achille Campanile, colpisce la riflessione seriosa di intellettuali umoralisti come Michele Serra.
Su Repubblica dell’11 dicembre, in un editoriale intitolato “Chi vuole distruggere il presepe”, si metteva dalla parte di presidi e insegnanti “che devono cercare di garantire tutti, maggioranze e minoranze”, perché “la scuola di Stato, per definizione, è di tutti, e non può rappresentare in alcun modo il punto di vista di una sola confessione”.
Benissimo.
Si dà il caso, però, ed è strano che la circostanza sia sfuggita a Serra, che il giorno di vacanza che chiamiamo Natale commemori proprio e soltanto la nascita di Gesù Cristo.
E’ in nome di quella ricorrenza che da centinaia d’anni si fa festa, ci si riunisce, si fanno presepi e, da ultimo, anche alberi di Natale, per quel meraviglioso e inarrestabile calamitarsi di tradizioni diverse (pagane, nel caso dell’albero, ma pur sempre religiose) che davvero affratellano gli uomini, più dei laicismi da manuale Cencelli del sacro.
Maestri e presidi che ritengono che il multiculturalismo sia azzeramento delle culture e che eliminano il presepe chiedano allora l’abolizione del Natale e del relativo giorno di festa (per non parlare del 26 dicembre, santo Stefano protomartire).
O forniscano un buon motivo per fare festa e scambiarsi regali il 25 dicembre.

Ferrara su Il Foglio

saluti