



lo ha fatto Dante per i Pisani...In Origine Postato da geom.antonio
Esite un tsunami per i fiumi?
Ahi Pisa, vituperio de le genti
del bel paese là dove 'l sì suona,
poi che i vicini a te punir son lenti,
muovasi la Capraia e la Gorgona,
e faccian siepe ad Arno in su la foce,
sì ch'elli annieghi in te ogne persona!
doveva essere simpatizzante del LivornoIn Origine Postato da pcosta
lo ha fatto Dante per i Pisani...
Ahi Pisa, vituperio de le genti
del bel paese là dove 'l sì suona,
poi che i vicini a te punir son lenti,
muovasi la Capraia e la Gorgona,
e faccian siepe ad Arno in su la foce,
sì ch'elli annieghi in te ogne persona!
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In Origine Postato da geom.antonio
Esite un tsunami per i fiumi?
E come no? A Firenze ci fu ni'66 (io per fortuna 'unnero ancora nato... e comunque)
L'Alluvione
(di Riccardo Marasco)
parlato: - Oh Rosa, ma che l'hai chiuso l'acquaio ieri sera ? E sento un gran pisciolio d'acqua!
- Vien via Agesilao, o un tu lo sai ? L'è la solita storia dell'Algìda d'i pian di sopra: il sù marito l'è andato ni bagno e lei la fa piscià il figliolo dalla finestra, su mi fiori! Agesilao, va a dinni qualche cosa te perchè qui l'è buriana!
- Ovvia Rosa, e andrò a vedere, ma... o mammina, quanta roba gialla che passa! Il sor Stecchetti sull'armadio, o ndove torna di casa ?
O Ro... O Ro... O Rosaaaaaaaa!
Nuoti sommerso in un mare di cacca
non sai se e` d’uomo oppure di vacca
non sai capire icche` t’e` successo
ti pare troppa per esser d’un cesso.
E mentre cerchi di restare a galla
l’Arno trabocca laggiu` dalla falla
corre veloce per via Tornabuoni
a i’Davide lava fremente i coglioni.
Sei trascinato per via Calzaioli
e pensi che ieri dicevi ai figlioli:
"Sara` ma domani, Maremma Puttana,
l’e` pioggia ? C’ho un callo che segna buriana!"
E tutt’a un tratto sei nel battistero
ti par di sognare ma invece l’e` vero
quel mondo dorato di Santi e Gesu`
lo tocchi con mano, l’e` sceso quaggiu`.
Sei vomitato e gettato in via Roma
e ridi, tu ridi pensando alla chioma
che porger la schiava dovea la vittoria
e poi come Pisa la prese in Meloria.
E via bordeggiando per mille stradine
in quattro e quattr’otto sei gia` alle Cascine
la` dove c’erano tanti finocchi
adesso ci cantano quattro ranocchi.
Fermati, Palle, via fermati adesso
lascia che l’acqua ti scorra un po` addosso.
Attaccati a un palo, su, un fare il pazzo!
Se tu un c’hai il palo attaccati a il... Lilli.
Ma la corrente la ti porta via
fin sulla piazza della Signoria
la` dove Cosimo monta a cavallo
a’icche` tu t’attacchi? A’il Lilli di' lallo.
Tutte le statue che son sul piazzale
berciano in coro: "Ma questo e` triviale!"
Lo dice Ercole che sotto c’ha Caco
che di quell’acqua oramai l’e` briaco.
Grida Loferne colla su’ Giuditta
e la Medusa che l’e` la piu` dritta
perche` Perseo co’na sciabolata
su’i pelo dell’acqua la testa gli ha alzata.
Mortificato da questa gran lagna
cerchi rifugio alla Loggia d’Orcagna
dove il Romano fa becco il Sabino
gli soffia la moglie e lo lascia li` chino.
Anche i’ Marzocco un sa` piu` cosa fare
perche` i leoni e un sanno nuotare.
Senza costume sta li` tutto nudo:
"Speriamo che l`acqua la un mi freghi lo scudo".
Non hai piu` salvezza non hai piu` speranza
ovunque c’e` cacca in frenetica danza
e trascinato dall’onda feroce
giungi stremato in Santa Croce.
Dante di marmo, poeta divino
mira sdegnato l’immane casino:
"O fiorentini, m’avete esiliato:
prendete la merda che Dio v’ha mandato!"
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Gli zeri, per valere qualcosa,
devono stare a destra.


In Origine Postato da geom.antonio
doveva essere simpatizzante del Livorno
A' tempi di Dante Livorno non esisteva ancora...
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Gli zeri, per valere qualcosa,
devono stare a destra.
sunami, l'apocalisse in un angolo di paradiso
Iservizi giornalistici televisivi, i commenti, le agenzie ieri hanno fatto largo uso di un aggettivo che non vorremmo fosse mai dominio della natura: apocalittico. Infatti, la tragedia che ha coinvolto alcune zone dell'Asia ha in sé qualcosa di apocalittico, qualcosa che rimanda a scenari in cui il mito si interseca spaventosamente con la cronaca e si fa storia. Si chiama «tsunami», scientificamente onda anomala; l'origine del termine è giapponese e ha anche un inizio e una genesi: è apparso per la prima volta nella storia nel 1986, da allora è entrato a far parte della «cultura» del disastro ambientale, segnando le coste con la ferocia della sua potenza distruttrice. Tecnicamente si tratta di onda di maremoto prodotta dal propagarsi di onde elastiche di pressione sul mare; alla loro origine può esserci, tra l'altro, un terremoto o un movimento tettonico del fondo, ma anche un fenomeno vulcanico. Tutti temi da esperti che però hanno poca importanza per le migliaia di persone travolte, per le case distrutte, per il disorientamento dell'uomo della strada ormai consapevole che la natura può ribellarsi quando meno ce lo aspettiamo.
Adesso la sua furia ha colpito un angolo di paradiso: luoghi consacrati al turismo, alla vacanza esotica in spazi incontaminati.
Spazi che cercano disperatamente di crescere, di trasformare in risorsa gli angoli di bellezza di cui sono depositari: oggi sono girone infernale con carcasse di auto e di case sfracellate dall'acqua torbida densa di morte. E così lo «tsunami» (uno tra i più terribili fra quelli registrati) rinfocola immagini spaventose che credevamo ristrette alla letteratura apocalittica, patrimonio di religioni tanto diverse.
Ma oggi il principio escatologico, anche con la complicità di immagini sempre più crude che il video ci propone, diventa meno rilevante, forse passa in secondo piano mentre viene fuori il rantolo estremo di una Terra che urla e stritola i suoi frutti migliori.
Davanti all'onda anomala, al terremoto, oppure a chissà quale altra terrificante contrazione delle viscere inquiete del pianeta noi non possiamo fare altro che constatare la nostra fragilità, il nostro essere creature ospiti di un luogo che non è solo terreno di caccia e sfruttamento, ma è materia viva, pulsante, anche violenta.
Forse possiamo immaginare di essere padroni assoluti di questo mondo, ma non è così; la nostra ambizione di onnipotenza, davanti a catastrofi come quella di ieri, è costretta a ridimensionarsi, ci costringe ancora ad essere «solo» uomini, mortali, fragilissimi. Secondo alcuni scienziati, circa il 90 per cento delle forme viventi sulla Terra si è già estinto in relazione ai principî evolutivi determinati dall'equilibrio naturale che in sé non ha nulla di catastrofico ma che risponde viceversa a regole biologiche e ambientali scandite dal razionale meccanismo della natura. Questo quanto afferma la scienza, ma l'uomo della strada teme che un giorno anche il proprio Paese finisca come l'Atlantide di Platone e guarda ai fenomeni catastrofici come a un preludio o a un annuncio della prossima apocalisse. Atlantide perì nel mare, con le sue immense ricchezze, perché i suoi abitanti non furono capaci di trovare l'armonia con gli dei, ma soprattutto con i loro simili.
Metafora attuale e attualizzabile in qualunque epoca. Anche se il disastro epocale del giorno di Santo Stefano non c'entra nulla con Atlantide: qui i morti sono di carne e sangue.
Il nucleo vivo di un pezzo d'Asia, che aveva fatto del suo essere terra privilegiata dalla natura un punto di forza per portare turismo dove l'economia è spesso avara e la vita è difficile, in una manciata di minuti un'onda anomala se l'è mangiato.
Forse con esso sono perdute molte speranze, mentre noi tutti ci rendiamo conto di essere uomini fragili, soltanto uomini.
"Eco di Bergamo"
Il tutto mi fa sentire appropriata questa poesiola:
Gli uccelli
sui rami
guardano
le persone
sui tetti
[...]
I corvi
festeggiano
con voli spericolati
nel cielo
"Migliaia e migliaia di essere umani sono stati distrutti da sciagure causate dalle acque: periodicamente, infatti, gli dei usano l'acqua per purficare il mondo e allora tutti coloro che vivono vicino ai fiumi e ai mari sono travolti e scompaiono sotto i flutti"
Un vecchio sacerdote egiziano verso Solone.


Bertolaso: "Forse più di 100.000 le vittime della strage"