S. F. Romano, Gramsci, UTET, Torino 1965
F. Nicolini, Croce, UTET, Torino 1962
Il "Quarto Stato" di Nenni e Rosselli, a cura di D. Zucàro, SugarCo, Milano 1977
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S. F. Romano, Gramsci, UTET, Torino 1965
F. Nicolini, Croce, UTET, Torino 1962
Il "Quarto Stato" di Nenni e Rosselli, a cura di D. Zucàro, SugarCo, Milano 1977
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Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...
…bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa


Opere di Antonio Gramsci, “Sotto la Mole. 1916-1920”, Einaudi, Torino 1960
Opere di Antonio Gramsci, “Ordine Nuovo. 1919-1920”, Einaudi, Torino 1970
Opere di Antonio Gramsci, “Scritti giovanili. 1914-1918”, Einaudi, Torino 1958
G. Galli, “Storia del PCI. Il Partito comunista italiano: Livorno 1921, Rimini 1991”, Kaos, Milano 1993
L. Pintor, “Parole al vento. Brevi cronache degli anni ‘80”, Kaos, Milano 1990
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Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...
…bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa


Temo che a breve verrò scambiato per un pericolosissimo comunista…![]()
Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...
…bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa


T. Giglio, Berlinguer o il potere solitario, Sperling & Kupfer, Milano 1982
G. Mughini, Compagni addio, Mondadori, Milano 1987
G. Mughini, Compagni addio, Mondadori, Milano 1987
Inviato speciale dell’ “Europeo”, Giampiero Mughini è nato a Catania nel 1941. Nel 1963 fondò e diresse per un decennio “Giovane critica”, una delle riviste che alimentarono il Sessantotto. Dal 1974 al 1983 è stato uno degli artefici di “Mondoperaio”, la rivista-stemma del nuovo corso socialista. Per le edizioni Mondoperaio ha curato l’antologia “Il revisionismo socialista”, Roma 1975. ha scritto (in coppia con Paolo Flores d’Arcais) “Il piccolo sinistrese illustrato”, Milano, Sugarco 1977; “Gli intellettuali e il caso Moro”, Milano, Librerie Feltrinelli 1978.
Muore il secolo delle ideologie e muore con esso uno dei suoi protagonisti, la Sinistra. Mentre in tanti continuano a giudicare decisiva un’opposizione Destra/Sinistra che in realtà non ha più alcun significato alla vigilia del terzo millennio dell’avventura umana; mentre in tanti cercano disperatamente, lassù nel cielo delle ideologie, di che scatenare battaglie totalizzanti, magari all’insegna della crociata contro il nucleare civile; mentre in tanti si augurano un’alternativa di sinistra che dovrebbe fungere da panacea di un sistema politico altrimenti immobile, questo libro accompagna come a un funerale miti e idee che per mezzo secolo hanno segnato la nostra storia civile. E racconta per la prima volta il paradosso di un’Italia dove la Sinistra non è mai andata al potere, ma dove ha esercitato, negli ultimi vent’anni, una vera e propria dittatura intellettuale. È il racconto in prima persona, disperato e ironico, di uno della generazione del Sessantotto, che ne ha vissuto tutti i vizi e tutte le virtù.
1987
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…bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa


A. Labriola, “Scritti politici”, a cura di V. Gerratana, Laterza, Bari 1970
L. Cortesi, “Le origini del PCI”, Laterza, Bari 1971
M. Teodori, “Il vizietto cattocomunista. La vera anomalia italiana”, Marsilio, Venezia 2015
Si svelano qui le ambiguità di settant’anni di egemonie cattoliche e comuniste che - combinate nel «vizietto cattocomunista» - hanno reso l’Italia una democrazia anomala. Nei grandi Paesi europei l’alternarsi al potere di conservatori e riformatori ha prodotto l’espansione del benessere e delle libertà. In Italia, invece, la sinistra comunista e postcomunista, confluita con i democristiani nel Partito democratico, è rimasta estranea al riformismo socialista di stampo europeo e ha guardato con ostilità alla laicità dello Stato, con effetti negativi sui diritti civili e la giustizia sociale. L’anomalia cattocomunista italiana è destinata a continuare all’infinito? Con il rigore dello storico e lo spirito critico del laico, Massimo Teodori mette in luce l’intreccio perverso tra il conservatorismo burocratico comunista e il rapace «attaccamento alla roba» dei clericali: dalla versione di Palmiro Togliatti, che votando il Concordato pensava di giocare il Vaticano e ne fu giocato, al fatale moralismo di Enrico Berlinguer, attratto dal mondo cattolico, fi no ai postdemocristiani d’oggi, Matteo Renzi e Sergio Mattarella, assurti al massimo potere con il benestare dei postcomunisti. «Se è vero che Renzi ha rimosso le scorie veterocomuniste - scrive Teodori - è altrettanto incontestabile che non ha tagliato i ponti con il cattocomunismo, la vera palla al piede del riformismo italiano insediato al centro del Partito democratico».
Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...
…bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa




E. Vittorini, “Gli anni del ‘Politecnico’. Lettere 1945-1951”, Einaudi, Torino 1977
N. Tranfaglia, “Un passato scomodo. Fascismo e postfascismo”, Laterza, Roma-Bari 1999
Angelo Tasca, “Nascita e avvento del fascismo”, 2 voll., Laterza, Bari 1965
M. R. De Gasperi, “De Gasperi. Ritratto di uno statista”, Mondadori, Milano 2004
F. Wheen, “Marx. Vita pubblica e privata”, Mondadori, Milano 2001
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…bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa


G. De Rosa, “Il Partito Popolare Italiano”, Laterza, Roma-Bari 1988
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Antonio Gramsci, “Socialismo e fascismo. L’Ordine nuovo 1921-1922”, Einaudi, Torino 1978
Antonio Gramsci, “La costruzione del Partito Comunista 1923-1926”, Einaudi, Torino 1971
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…bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa


Escluso proprio Notte di festa che ho fatto fatica a leggere e noioso di brutto e Si parva licet: incomprensibile!
Paesi tuoi: mi ha colpito ed è finito con l'Adele che guardava dalla finestra ma che guardasse proprio me non credo. Vigliacco d'un Berto ed Ernesto, perchè non avete fatto niente per Gisella? Che nervi!
Feria d'agosto, a parte la Giacchetta di cuio, lo dico in bergamasco: al fa SCHEFE!
La bella estate. M'era piaciuto quando lo lessi.
La luna e i falò. CAPOLAVORO.
Ho scritto stupendo quando lo lessi. Mi chiedevo perchè facesse fare sempre una brutta fine alle donne e sprizzasse misoginia da ogni poro.
Dopo aver letto le biografie, le "analisi" incomprensibili, di quelli che l'hanno conosciuto e la Pizzardo (la donna dalla voce rauca), Pavese l'ho definitivamente archiviato. Le sue poesie non mi dicono nulla, non mi piacciono. Non voglio leggere più niente di questo povero nevrotico.
Ultima modifica di Brunilde; 10-11-15 alle 12:16