Risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: Piove sul bagnato

  1. #1
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    Predefinito Piove sul bagnato

    PECHINO - Un terremoto di magnitudo 7 sulla scala Richter si e' verificato oggi al largo dell'isola indonesiana di Sumatra, gia' colpita dal terremoto e poi dal maremoto di domenica scorsa. Lo rivela l'ufficio sismologico di Pechino.

    La scossa si e' verificata alla 7:25 ora italiana a 5,2 gradi di latitudine nord e 92,3 di longitudine est, ha reso noto il centro di sismologia. L'epicentro si situa a circa 410 km da quello del terremoto di magnitudo 9 di domenica scorsa.

    Contare i morti e' ormai un'impresa sempre piu' difficile. In Indonesia, epicentro del sisma, le autorita' affermano che le vittime potrebbero essere almeno 100 mila ma c'e' chi teme che il totale possa essere di 400 mila.

    E' cominciata la distribuzione dei primi aiuti ma la macchina internazionale e' ancora imballata e in India, Thailandia, Indonesia e Sri Lanka mentre incombe il pericolo di epidemie quasi 5 milioni di disperati chiedono acqua, cibo, medicinali e un tetto sotto cui ripararsi.
    Gli italiani morti restano per ora 14 e i dispersi circa 700. In nottata a Ciampino sono arrivate le salme dei primi tre connazionali.

  2. #2
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    Predefinito Piove sul bagnato, letteralmente...

    Da Televideo Rai - 01/01 08:00

    Una pioggia battente si sta riversando sulla città di Banda Aceh, capitale della provincia indonesiana di Aceh, quasi totalmente distrutta prima dal terremoto, poi dallo tsunami. La pioggia, secondo le organizzazioni di soccorso, aumenta sensibilmente i rischi di epidemia di colera o di dissenteria. Nelle vie della città si trovano ancora migliaia di cadaveri insepolti. Una scossa di magnitudo 5 della scala Richter è stata avvertita nella zona sudorientale dell'isola di Sumatra.

  3. #3
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    Predefinito

    ormai il destino s'è accanito su quei paesi, speriamo bene.....

  4. #4
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    Predefinito Episodi di sciacallaggio.

    Un attenzione particolare alla parte finale formattata in grassetto.
    ----------------------------------------------
    Le salme degli italiani presto a Roma

    Il C130 dell'aeronautica militare partito da Phuket con a bordo tre corpi senza vita atterrerà in serata a Pratica di Mare. Racconti e sfoghi a Fiumicino: "Nessuno rispondeva ai telefoni del consolato italiano". Il bilancio delle vittime sale a 125 mila.

    L'elenco dei pazienti al Phuket Hospital..Fini:"Settecente Italiani dispersi".

    Roma, 31 dicembre 2004 - Mentre la Farnesina annuncia che il numero delle vittime italiane è destinato a salire continua il ponte aereo che sta riportando in patria i nostri connazionali scampati al maremoto, e non solo.
    E' decollato all'alba dall'aeroporto di Phuket un C130 dell'Aeronautica militare con a bordo tre salme degli italiani morti in Thailandia a causa del maremoto. L'aereo dovrebbe arrivare in serata in Italia all'aeroporto
    di Pratica di Mare. Un altro velivolo della compagnia Alitalia giunto da Phuket ha riportato in Italia anche Anna Rampazzo, la cinquantenne padovana, con due vertebre probabilmente fratturate, rimasta immobilizzata per 4 giorni in un hotel di Galle, nello Sri Lanka. La donna, accolta nello scalo romano da un familiare, è stata la prima ad essere trasferita dall'aereo su un' ambulanza e poi condotta all'ospedale S.Camillo di Roma.
    Con gli arrivi degli italiani dal sud est asiatico a Fiumicino continua la raccota di testimonianze da parte dei cronisti: ''Che altro possiamo dirvi - dicono i testimoni - dopo quanto già conoscete sulle decine di migliaia di vittime e le immagini che anche voi avete visto? Un disastro, scene da rabbrividire''. Piange e ride contemporaneamente stretta dai genitori, Paola Santini, che si trovava in vacanza con un gruppo di amici a Galle, nello Sri Lanka. ''Noi siamo stati fortunati, anzi miracolati" raccontano invece, Massimo e Nieves Marinelli, con il figlio Alessandro di 4 anni e mezzo, di Codigoro, in provincia di Ferrara, che si trovavano in vacanza a Phi Phi Island insieme con gli amici Nardini, Mauro e Claudia e il figlio Federico di 9 anni. "La costa dove eravamo noi - proseguono - è stata un po' meno disastrata rispetto al resto della localita', che praticamente non esiste piu'. Tanto che li' per li' non ci siamo resi conto della gravita' di quanto era successo. Poi lo choc per quanto abbiamo visto nell'isola, scene inimmaginabili che non si potranno piu' dimenticare''.
    Non risparmia critiche invece chi accusa il modo in cui è stata gestita l'emergenza e il ritorno in Italia. Matteo Lastrucci, di Prato, che si trovava a Phuket con un amico racconta: ''Io ero in albergo e non ho avuto grossi problemi. Invece voglio dire che l'Italia e' sempre il Paese piu' scandaloso. Nessuno rispondeva ai telefoni del nostro Consolato, eravamo privi di informazioni o ce ne davano di non veritiere. C'e' gente che sta aspettando in aeroporto da giorni. Purtroppo e' sempre cosi'''.

    I NUMERI DELLA TRAGEDIA

    Con i nuovi dati forniti dalle autorita' dello Sri Lanka il bilancio del maremoto di domenica nel Sud-est asiatico ha raggiunto ormai i 125.000 morti.
    Solo Indonesia il numero potrebbe superare i 100.000 morti Ad annunciarlo è il ministro della sanità indonesiano Siti Fadilah Supari. Ieri l'ambasciatore indonesiano in Malaysia, H. Rusdihardjo,aveva detto di temere addirittura 400.000 morti per la sola Indonesia. Per ora il bilancio ufficiale e' fermo a 79.940
    morti.
    E' salito a 28.400 morti il bilancio delle vittime nello Sri Lanka. Lo hanno riferito le autorità. Fino a poche ore fa si parlava di 24.700 morti circa.

    Ma nel dramma si consumano anche tristi fenomeni di sciacallaggio. Sempre nello Sri Lanka alcuni cadaveri delle vittime del maremoto sono stati spogliati dei loro averi, monili o gioielli, in alcuni casi attraverso la mutilazione di dita e orecchie, oppure sono stati venduti ai congiunti. Ad affermarlo è oggi un quotidiano locale, il Lankadeepa. Secondo il giornale un cingalese ha dovuto pagare 50 dollari per avere il corpo di un suo familiare morto a Galle, nel sud dell'isola. Altri sciacalli hanno in questa località rubato cadaveri per rivenderli alle famiglie, sostenendo di averli trovati mentre venivano uccisi dal maremoto. Altri ancora si sono offerti per 100 dollari per recuperare corpi senza vita. 'Mentre la maggioranza delle persone manifestano grande altruismo e spendono tempo e denaro pe ritrovare gli scomparsi, è una vergogna che tali criminali infliggano questa offesa ai
    morti'', ha raccontato al giornale un militare.


    Fonte:

    RomaOne

  5. #5
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    Predefinito Re: Episodi di sciacallaggio.

    In Origine Postato da Max72
    Un attenzione particolare alla parte finale formattata in grassetto.
    ----------------------------------------------
    Le salme degli italiani presto a Roma

    Il C130 dell'aeronautica militare partito da Phuket con a bordo tre corpi senza vita atterrerà in serata a Pratica di Mare. Racconti e sfoghi a Fiumicino: "Nessuno rispondeva ai telefoni del consolato italiano". Il bilancio delle vittime sale a 125 mila.

    L'elenco dei pazienti al Phuket Hospital..Fini:"Settecente Italiani dispersi".

    Roma, 31 dicembre 2004 - Mentre la Farnesina annuncia che il numero delle vittime italiane è destinato a salire continua il ponte aereo che sta riportando in patria i nostri connazionali scampati al maremoto, e non solo.
    E' decollato all'alba dall'aeroporto di Phuket un C130 dell'Aeronautica militare con a bordo tre salme degli italiani morti in Thailandia a causa del maremoto. L'aereo dovrebbe arrivare in serata in Italia all'aeroporto
    di Pratica di Mare. Un altro velivolo della compagnia Alitalia giunto da Phuket ha riportato in Italia anche Anna Rampazzo, la cinquantenne padovana, con due vertebre probabilmente fratturate, rimasta immobilizzata per 4 giorni in un hotel di Galle, nello Sri Lanka. La donna, accolta nello scalo romano da un familiare, è stata la prima ad essere trasferita dall'aereo su un' ambulanza e poi condotta all'ospedale S.Camillo di Roma.
    Con gli arrivi degli italiani dal sud est asiatico a Fiumicino continua la raccota di testimonianze da parte dei cronisti: ''Che altro possiamo dirvi - dicono i testimoni - dopo quanto già conoscete sulle decine di migliaia di vittime e le immagini che anche voi avete visto? Un disastro, scene da rabbrividire''. Piange e ride contemporaneamente stretta dai genitori, Paola Santini, che si trovava in vacanza con un gruppo di amici a Galle, nello Sri Lanka. ''Noi siamo stati fortunati, anzi miracolati" raccontano invece, Massimo e Nieves Marinelli, con il figlio Alessandro di 4 anni e mezzo, di Codigoro, in provincia di Ferrara, che si trovavano in vacanza a Phi Phi Island insieme con gli amici Nardini, Mauro e Claudia e il figlio Federico di 9 anni. "La costa dove eravamo noi - proseguono - è stata un po' meno disastrata rispetto al resto della localita', che praticamente non esiste piu'. Tanto che li' per li' non ci siamo resi conto della gravita' di quanto era successo. Poi lo choc per quanto abbiamo visto nell'isola, scene inimmaginabili che non si potranno piu' dimenticare''.
    Non risparmia critiche invece chi accusa il modo in cui è stata gestita l'emergenza e il ritorno in Italia. Matteo Lastrucci, di Prato, che si trovava a Phuket con un amico racconta: ''Io ero in albergo e non ho avuto grossi problemi. Invece voglio dire che l'Italia e' sempre il Paese piu' scandaloso. Nessuno rispondeva ai telefoni del nostro Consolato, eravamo privi di informazioni o ce ne davano di non veritiere. C'e' gente che sta aspettando in aeroporto da giorni. Purtroppo e' sempre cosi'''.

    I NUMERI DELLA TRAGEDIA

    Con i nuovi dati forniti dalle autorita' dello Sri Lanka il bilancio del maremoto di domenica nel Sud-est asiatico ha raggiunto ormai i 125.000 morti.
    Solo Indonesia il numero potrebbe superare i 100.000 morti Ad annunciarlo è il ministro della sanità indonesiano Siti Fadilah Supari. Ieri l'ambasciatore indonesiano in Malaysia, H. Rusdihardjo,aveva detto di temere addirittura 400.000 morti per la sola Indonesia. Per ora il bilancio ufficiale e' fermo a 79.940
    morti.
    E' salito a 28.400 morti il bilancio delle vittime nello Sri Lanka. Lo hanno riferito le autorità. Fino a poche ore fa si parlava di 24.700 morti circa.

    Ma nel dramma si consumano anche tristi fenomeni di sciacallaggio. Sempre nello Sri Lanka alcuni cadaveri delle vittime del maremoto sono stati spogliati dei loro averi, monili o gioielli, in alcuni casi attraverso la mutilazione di dita e orecchie, oppure sono stati venduti ai congiunti. Ad affermarlo è oggi un quotidiano locale, il Lankadeepa. Secondo il giornale un cingalese ha dovuto pagare 50 dollari per avere il corpo di un suo familiare morto a Galle, nel sud dell'isola. Altri sciacalli hanno in questa località rubato cadaveri per rivenderli alle famiglie, sostenendo di averli trovati mentre venivano uccisi dal maremoto. Altri ancora si sono offerti per 100 dollari per recuperare corpi senza vita. 'Mentre la maggioranza delle persone manifestano grande altruismo e spendono tempo e denaro pe ritrovare gli scomparsi, è una vergogna che tali criminali infliggano questa offesa ai
    morti'', ha raccontato al giornale un militare.


    Fonte:

    RomaOne

    Non c'è mai fine al fondo, anche se ci si arriva c'è sempre qualcuno che prova a scavare ancora....
    Prosit


 

 

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