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Risultati da 1 a 10 di 15

Discussione: Sulla questione basca

  1. #1
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    Predefinito Sulla questione basca

    Al di là del giudizio che si può dare sul terrorismo come mezzo di lotta, mi interesserebbe capire la vostra posizione in sé sulla causa basca dal punto di vista politico, identitario e razziale.

  2. #2
    Comandante
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  3. #3
    fedalmor
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    Ho votato la seconda opzione, più per i metodi che non per le collusioni bolsceviche. Non conosco abbastanza la situazione per esprimermi appieno... ma condanno a prescindere l'uso di attentati stragisti. L'omicidio politico è un'extrema ratio, ma ci può anche stare... il coinvolgimento indiscriminato di uomini, donne e bambini colpevoli soltanto d'essersi trovati nel luogo sbagliato nel momento sbagliato... no. Usando questo metro, infatti, dovremmo sparare a tutti gli Americani perché i loro governanti sono spietati sionisti analfabeti... dovremmo suicidarci perché Berlusconi è un inutile - anzi, dannoso - idiota e così via. Posso comprendere e, mi sbilancio, condividere alcune rivendicazioni dell'ETA... ma mi domando (anche pensando ai nostri leghisti e scissionisti sardi, veneti...): come mai, in Francia, i Bretoni (che pure hanno lingua e tradizioni proprie, tutt'altro che francesi) sono percentualmente tra i più numerosi e convinti sostenitori di Le Pen, mentre in Spagna e in Italia i partiti etno-identitari sono secessionisti? Ciò è dovuto sicuramente a motivazioni storiche... ma, forse, dovremmo imparare dai Francesi.

  4. #4
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    La prima.

  5. #5
    Dalla parte del torto!
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    Sinistra Nazionale!

  6. #6
    Paul Atreides
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  7. #7
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    Io mi identifico nella prima opzione e mi ritengo un filobasco.
    E' vero che spesso l'indipendentismo basco si è collocato esplicitamente all'estrema sinistra, però io direi che ci è stato gettato. Perché in Spagna Franco, che era un gagliego tra l'altro, quindi anche lui appartenente a una minoranza etnico-linguistica, ha attuato una politica di accentramento violento e di repressione delle minoranze, peraltro in continuità con certa destra nazionalista spagnuola precedente, col risultato di gettare catalani e baschi nelle mani dei rossi e dei repubblicani.
    In realtà la teorizzazione del nazionalismo basco, che risale a Sabino Arana, ha semmai un'impronta di destra e si fonda su un'idea di distinzione linguistica ma anche razziale (la famosa storia dell'Rh negativo ecc.).
    Stessa cosa per l'autonomismo catalano, che ha ancora, nel suo maggior partito, Convergència i Unió, che ancora governa la regione, una collocazione a destra. D'altronde la ricca borghesia catalana, da sempre produttiva e intraprendente economicamente, ha poco a che spartire con le ragioni della sinistra.
    In effetti, se ci pensiamo, universalmente e per logica ogni posizione nazionalista (e in Spagna gli autonomismi e i secessionismi delle minoranze linguistiche si chiamano nazionalismi, non regionalismi) è per definizione di destra.
    Sul piano dei mezzi utilizzati va considerata una cosa: è vero, come dice Fedalmor, che il terrorismo spesso coinvolge i civili e gli incolpevoli.
    Però è anche vero che, nel caso dell'ETA, gli obiettivi sono stati quasi sempre obiettivi mirati e non privi di responsabilità: militari, poliziotti, funzionari pubblici, giornalisti di chiara posizione antisecessionista. Diversamente dal terrorismo islamico, il terrorismo basco, con buona pace di quell'imbecille di Aznar, non ha mai o quasi mai colpito indiscriminatamente (qualche eccezione c'è stata, ma marginale e circoscritta).

    Venendo al merito della rivendicazione indipendentista basca, io ritengo sia del tutto fondata. Perché storicamente è esisitito il Regni di Navarra, di fatto sovrapponibile con l'area di lingua basca, ma sorattutto per ragioni linguistiche e razziali.
    La lingua basca è una lingua isolata, non appartenente a nessuna famiglia linguistica e unica nel suo genere. E' antichissima e le sue origini misteriose si perdono nella notte dei tempi. Precede i Romani, precede i Celti e ogni altro gruppo indoeuropeo e precede probabilmente anche gl'Iberi.
    Il popolo basco, e qui viene l'aspetto più interessante, ha delle caratteristiche genetiche che dimostrano che è un residuo delle popolazioni più antiche dell'Europa, prima non solo degli indoeuropei, ma anche degli agricoltori neolitici.
    Cioè i Baschi risalgono al paleolitico superiore, quindi a 30.000 - 40.000 anni fa e costituiscono la prima colonizzazione dell'homo sapiens sapiens in Europa. Ciò significa che i baschi sono la sopravvivenza più pura e vitale di un sostrato etnico originario che è comune a tutta l'Europa o almeno alla sua parte occidentale. Sono quindi gli unici europei veramente autoctoni e, nel nostro sangue, sia pure mischiati con altri elementi successivi, c'è una parte di sangue affine a quello basco.
    I Baschi, come le popolazioni del nord della Penisola Iberica in genere, sono stati quelli che meno hanno recepito gli influssi etnici provenienti dal Nordafrica in età preistorica, che più hanno resistito anche agli stessi Romani e che sono stati sostanzialmente immuni alla colonizzazione araba.
    Cioè, in una Spagna che, a partire dai Fenici e forse dagli stessi Iberi, attraverso gli ebrei per arrivare agli Arabi e ai Berberi, ha avuto un'immissione massiccia di sangue camito-semitico, le regioni del nord e soprattutto il Paese Basco, hanno mantenuto una purezza razziale e una forte radice identitaria e culturale.
    Io ritengo siano un popolo nobile e fiero, da sempre combattivi e guerrieri, legati a una cultura pastorale semplice e austera.
    Inoltre hanno una creatività, una sensibilità artistica e una capacità critica rare. Io ho conosciuto diversi baschi: nell'ambiente madrileno, molto conformista e omogeneo (una volta c'era il conformismo franchista, adesso quello progressista e politicamente corretto) risaltano immediatamente per la loro intelligenza, mancanza di omologazione intellettuale e tendenza all'ironia. Inoltre sono spessissimo pittori, musicisti, letterati, insomma gente di cultura e creativa.
    La cosa non stupisce: le prime forme d'arte in Europa, cioè le pitture rupestri, si sono manifestate nel paleolitico in un'area oggi non più linguisticamente basca, ma anticamente tale e contigua al Paese Basco attuale: sud-ovest della Francia, nord della Spagna.

  8. #8
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    In origine postato da fedalmor
    Ho votato la seconda opzione, più per i metodi che non per le collusioni bolsceviche. Non conosco abbastanza la situazione per esprimermi appieno... ma condanno a prescindere l'uso di attentati stragisti. L'omicidio politico è un'extrema ratio, ma ci può anche stare... il coinvolgimento indiscriminato di uomini, donne e bambini colpevoli soltanto d'essersi trovati nel luogo sbagliato nel momento sbagliato... no.
    Come giustamente ha detto Peucezio, l'Eta non ha mai colpito indiscriminatamente.

    Detto questo mi chiedo che senso abbia, nel 2005, ammazzare la gente per un'ipotetica patria che neanche la maggior parte dei baschi vuole.
    Euskadi è la zona più ricca e sviluppata della Spagna (in parte grazie anche ai finanziamenti 'a pioggia' generosamente concessi da Franco, nella sua politica del bastone e della carota), hanno un'abbondante autonomia linguistica e scolastica, proprie istituzioni, una propria polizia, un proprio sistema scolastico, una propria toponomastica, televisioni e radio che trasmettono in euskera etc.etc.

    Riguardo la collocazione politica di Eta e Batasuna, c'è da dire che dietro l'immagine marxista-leninista (che poi storicamente ha caratterizzato solo parte dell'Eta), l'indipendentismo basco si abbevera ad una cospicua letteratura otto-novecentesca che parla di quella basca come razza superiore, con toni simili a quelli del suprematismo bianco anglosassone.

    Ciò non toglie al basco il diritto di lottare per la propria indipendenza se lo crede giusto, per quanto mi riguarda, se mi chiamassi Gaizka Listerazka e fossi nato a Bilbao, non me ne andrei per strada a sparare.

    Per chiudere, al contrario di Peucezio, devo dire che i baschi che ho conosciuto in loco li ho trovati piuttosto ottusi, freddi ed inospitali. Tutto il contrario per esempio degli andalusi (anche in Andalusia esiste un radicato movimento indipendentista)

  9. #9
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    l'Unità Nazionale è un DOGMA...i Baschi sono carini e simpatici..ma se in veneto in sardegna o ovunque nel Mio paese dovessero fare del separatismo simile sarei sicuramente coi GAL..gruppi di difesa della Guardia Civil...comprendo la loro origine particolare...la fierezza...ma non basta

  10. #10
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    Lasciamo perdere i famigerati G.A.L. , residuo del franchismo negli anni '90. Io mi schiero con il popolo Basco.

 

 
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