AGENDA 2005: IL CENTRODESTRA PUNTA ALLA RISCOSSA
(ASCA) - Roma, 3 gen - Il nuovo anno appena iniziato e' considerato molto importante per il centrodestra. Dopo anni di sconfitte elettorali nelle amministrative finora disputate (con la perdita della provincia di Roma e del comune di Bologna su tutte), nelle regionali (Friuli-Venezia Giulia e Sardegna passate al centrosinistra) e nelle elezioni politiche suppletive finora svolte (doloroso il 7 a 0 di ottobre, in particolare per la vittoria dell'ex presidente della Rai, Roberto Zaccaria, nel collegio 'blindato' del leader della Lega, Umberto Bossi) ed il brutto risultato di Fi nelle elezioni europee dello scorso anno, la Casa delle Liberta' ed il governo ora guardano con fiducia e trepidazione agli appuntamenti elettorali del 2005, un vero e proprio test in vista delle politiche in programma il prossimo anno.
Le forze di maggioranza sono fiduciose in particolare per le regionali di aprile (non e' improbabile pero' il loro spostamento a giugno per abbinarle con le amministrative in programma questo mese), fino a poco tempo fa giudicate quasi proibitive. Il fatto e' che, sotto la spinta della riforma fiscale inserita nella legge finanziaria, molti elettori 'sfiduciati' del centrodestra, che si erano rifugiati nell'astensione nelle elezioni passate, sembrano essere tornati a credere nel messaggio 'berlusconiano'. Questo dicono infatti i sondaggi espletati da vari istituti di ricerca demoscopica, che danno quasi tutti in questo periodo il sorpasso, sia pure di poco, della Cdl a danno del centrosinistra che, attualmente, appare diviso e frastornato.
Se si aggiunge la possibilita' del centrodestra di aggregare nuovi alleati (come ha detto il premier nella conferenza stampa di fine anno si guarda e si vuole trattare con Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini, con i radicali e perfino ad Alleanza Popolare-Udeur di Clemente Mastella, in questa fase in rotta di collisione con la Gad), le possibilita' di successo sono senza dubbio notevoli.
Certo, molto dipende da cio' che gli italiani lavoratori dipendenti vedranno nelle loro buste paga, a partire da quella di gennaio. Se le sentiranno 'piu' pesanti', sia pure di poco, quelli che propendono per il centrodestra avvertiranno di piu' l'esigenza di recarsi alle urne per premiare il proprio schieramento che, sul fronte fiscale, ha operato un vero dietrofront. Berlusconi l'ha definita ''una svolta epocale''; non tutti sono d'accordo con le sue parole, ma certamente il premier ha dato un segnale ai contribuenti di voler procedere sulla strada delle riduzioni delle tasse che potrebbe invogliare tanti elettori, anche in mancanza di un analogo segnale da parte del centrosinistra, a puntare alla riconferma dell'attuale maggioranza alla guida del Paese.
Certo, all'orizzonte c'e' anche il referendum sulla procreazione assistita che potrebbe recare qualche disturbo alla Cdl che, quasi in blocco, aveva votato una legge restrittiva, contestata da vari settori del Paese e soprattutto dagli scienziati impegnati nelle ricerche sulle cellule staminali. Ma su questo fronte neanche il centrosinistra e' compatto. I cattolici di questo schieramento, ma anche alcuni laici di rilievo (vedi Rutelli), hanno contribuito all'approvazione del provvedimento in Parlamento.
Comunque, la maggioranza punta alla riscossa confidando anche sulla revisione di alcuni criteri del Patto di Stabilita' e sviluppo. Berlusconi si e' detto convinto che sulla sua posizione (non contemplare nel rapporto deficit/pil le spese per difesa, ricerca e investimenti, ma solo gli ammortamenti) sono schierati i principali Paesi europei. Se cio' dovesse verificarsi, l'Italia potrebbe liberare grandi risorse finanziarie che permetterebbero al governo di dare nuovo impulso agli investimenti (e quindi all'occupazione) e, soprattutto, dare il via alla seconda e piu' massiccia fase di abbassamento delle tasse.
Come si vede, un anno, il 2005, che potrebbe tingersi di 'rosa' per i partiti che compongono la Casa delle liberta' e che sostengono il governo Berlusconi.




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