no qui la globalizzazione non c'entra affatto. Nel settore ortofrutticolo si lavora solo per il consumo interno. Qui c'entra il mercato e con lui le sue storture. Perchè è semplice dire che il mercato regola tutto, sarebbe vero se le condizioni fossero ideali, come per la legge dei gas. In realtà ad alterare la sua funzione regolatrice basta l'azione di alcuni fattori. Nel caso degi piccoli coltivatori, la necessità di vendere subito se no la merce si altera. Chiaro che il grossista ha modo di strozzarti se tu non stai alle sue condizioni. Oppure la difficoltà dei trasporti come per i siciliani.In Origine Postato da FLenzi
Ieri sera, come sempre su questa rete, e' stato trasmesso un documentario degli effetti della globalizzazione che hanno avuto sulla nostra agricoltura, praticamente centinaia di proprietari terreieri che prima avevano e gestivano i propri terreni costretti ad andare a alavorare per le multinazionali alimentari e per la grande distribuzione, ne sono stati intervistati a decine e tutti dicevano la stessa cosa:
Noi produvamo e il mercato decideva i prezzi, alcuni esempi:
Grano 0.50 al Kg, Uva 0.10 al Kg ecc ecc, prezzi che dal produttore al consumatore sono stati decuplicati. Alcuni coltivatori hanno scioperato per settimae e occupato magazzini, ma l'Italia di tutto cio' non sa niente, ne giornali ne TV hanno dato notizie.
Tutto cio' e' frutto della tanto amata globalizzazione, ma nella cacca adesso si trovano tutti quelli che l'hanno applaudita e hanno dato del delinquete a quelle migliaia di persone che manifestafano in piazza, adesso l'unica cosa che sanno fare e' dare la colpa alla Cina.
Non sono esperta in materia ma in quel caso si dovrebbe intervenire a sostegno degli agricoltori favorendo la possibilità di trasportare loro stessi direttamente ai grandi mercati la merce, bypassando gli intermedi. Nel nord casi di strozzinaggio come quelli non succedono. In questo momento parecchi giovani sono tornati all'agricoltura, ma sono tutelati dalle loro organizzazioni di categoria, inoltre si sono specializzati in colture particolari e vendono il prodotto direttamente ai trasformatori oppure ai grandi mercati.




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