dalla mailing list di Diorama
Caro prof. Tarchi,
le scrivo per segnalarle un fatto avvenuto ieri sera in onda su RADIO 1.
Nel programma, L'ARGONAUTA, curato da Gianfranco De Turris lei è stato oggetto d'una sottile parodia. Come lei saprà quel programma ha una rubrica,
LIBRI IMMAGINARI, nella quale vengono recensiti volumi mai scritti, ma che potrebbero essere licenziati da un autore reale. S'è così immaginata la pubblicazione d'un suo nuovo volume di ben 6000 pagine (!) dal titolo TARCHI
E IL TARCHISMO. Gli autori del programma hanno immaginato il contenuto di questo immaginifico volume: il suo non essere mai stato di destra, la sua
tesi sulla mancata presenza nella storia nostrana d'una destra, la sua idea del superamento della destra e della sinistra in nome d'una dicotomia tra tarchismo ed antitarchismo con un linguaggio, sempre a detta di De Turris and company, comprensibile solo con l'ausilio d'un agile dizionario
TARCHI/ITALIANO. E' evidente che De Turris ha voluto ironizzare sulle sue posizioni storiche interpretando maliziosamente la sua presa di distanza da questa destra italiana inaccettabile come un avvicinamento furbo ai salotti
bene della sinistra perennemente alla ricerca della quadratura del cerchio.
Sperando d'averle fatto cosa gradita,
la saluto!
Giovanni P.
Caro Giovanni,
la ringrazio della segnalazione. L'argomento è troppo irrilevante per passare questo nostro scambio al Forum di Diorama, ma lo girerò agli iscritti alla lista.
Non sapevo e non so granché del programma che mi segnala: l'ho ascoltato per
caso due o tre settimane fa e mi è parso un clone delle terze pagine del "Secolo d'Italia" di venticinque anni fa. Per il livello culturale e per la gran parte delle firme dei vari interventi. Né l'una né l'altra cosa mi sorprendono: la prima perché la botte continua a dare il vino che ha, la cui
qualità è decisamente scarsa; la seconda perché, come tutti sappiamo, una volta vinte le elezioni Alleanza nazionale ha seguito le pratiche che per
decenni il Msi aveva rimproverato agli avversari, lottizzando tutto il lottizzabile negli enti pubblici, Rai inclusa. Considerato che già a suo tempo adeguati accordi fra missini e socialisti avevano consentito l'ingresso nell'azienda radiotelevisiva di Stato di una pattuglia di fedelissimi della fiamma, si spiega l'effetto - per certi versi divertente -che provoca a volte a chi ha conosciuto quell'ambiente scorrere organigrammi e palinsesti, specialmente della radio: sembra di leggere l'appello di una
riunione di sezione del partito di Almirante...
Meno ancora mi sorprende che l'episodio da lei citato abbia per protagonista una persona verso la quale da molti anni ho una profonda e motivata disistima. Tra le interminabili e reiterate piagnucolose giaculatorie sulle
sopraffazioni subite ad opera dei malvagi avversari degli anni Settanta con cui imbottisce gran parte degli scritti che ho avuto modo di scorrere, l'imbalsamazione nel culto evoliano e l'intolleranza censoria nei confronti
di chi dissente da lui, non so dire quale delle caratteristiche delle sue attività culturali sia peggiore. Direi che sono tutte pessime, senza abusare dei superlativi.
Quel che invece mi stupisce è che un personaggio così ben collocato nei ranghi di quella che la destra ha per decenni denunciato come la "comunicazione di regime" e che adesso, per merito della destra stessa, è
più che mai tale, sprechi il prezioso tempo di una sua trasmissione per ironizzare su una persona come me che: a) è certamente ignota alla massima
parte dei suoi ascoltatori, che quindi della tirata satirica non avranno capito niente; b) è pressoché totalmente emarginata dal circuito massmediale - se non per qualche spiraglio concesso per motivi e scopi professionali al politologo, non certo all'esponente di una corrente di
pensiero - e dunque non può nuocere alla parte politica cara a De Turris; c) quando si è occupata in sede professionale della destra, si è ben guardata
dal dileggiarla. Evidentemente, la bile a taluni ottenebra le facoltà
razionali.
Sul merito, ammesso che valga la pena parlarne, mi piacerebbe replicare con adeguata ironia, ma, ohimè, non sono più i tempi de "La voce della fogna", dove GdT avrebbe fatto degna figura. Quindi mi limito a constatare, fingendo
di prenderli sul serio, che i camerati postneofascisti avrebbero potuto sfottermi su argomenti più centrati. Quelli presi in considerazione peccano
di sostanza, perché né ho mai sostenuto di non esser stato di destra (è un errore che ho ammesso e su cui ho pubblicamente riflettuto, anche se è vero
che semmai di destra lo sono stato per riflesso, perché di quella etichetta si rivestiva - per opportunità o per convinzione: dipendeva dai casi -
l'ambiente politico missino cui appartenevo, e che sarebbe più onesto definire neofascista), né mi sono sognato di dichiarare l'inesistenza della destra nella storia italiana, specie in quella attuale (troppo bello sarebbe
se non esistesse...) Quanto al dizionario necessario per capirmi, può darsi che serva a De Turris e ai suoi amici, ai quali evidentemente troppe letture
esoterico-fantastiche hanno causato un blocco di alcune elementari facoltà di comprensione quotidiana. Ma sarebbe uno sforzo inutile procurarsi un
simile sussidio: menti del genere, alle argomentazione mie e degli amici che scrivono su Diorama, sarebbero comunque impenetrabili. Per reciproca
fortuna.
Ah, dimenticavo: quanto ai salotti della sinistra, che in materia di
quadrature del cerchio mi sembra avere una non meno abile dirimpettaia, devo
averne smarrito l'indirizzo, oltre al cartoncino d'invito. Speriamo che mi richiamino. Giusto per farmi sentire meno solo nelle buie serate d'inverno...
Un cordiale saluto
Marco Tarchi




Rispondi Citando
