La meglio gioventù
C'è chi sa opporsi alle prevaricazioni degli estremisti. Mentre si estende il contenzioso fra chi vuole la Tav e chi vuole incoraggiare la protesta, in una condizione che rappresenta perfettamente la paralisi in cui si troverà la società italiana nel caso di vittoria del centrosinistra, vi sono cittadini che si rimboccano le maniche anche con coraggio. L'esempio lo ha dato un imprenditore di Bussoleno, Giovanni Marcon, che ha fermato l'ultima protesta dei No Tav, i quali avevano bloccato il passaggio della fiaccola olimpica a Torino. A sua volta Marcon, da solo, li ha sfidati, bloccando la loro manifestazione. Ci sono dei cittadini che sanno farsi sentire e non si lasciano intimidire. E' un invito che rivolgiamo ai giovani in particolare, quello di difendere una manifestazione voluta proprio dagli italiani e che un gruppo di esagitati tenta di bloccare. Contestare lo sport, di cui le Olimpiadi, con tutti i loro problemi, rappresentano l'essenza, significa dare uno schiaffo allo stesso futuro dei giovani.
Il caso di Marcon ricorda, con le debite proporzioni, Luigi Arisio e i quadri Fiat autoconvocati. Chi minaccia il livello di produttività, oltre una certa soglia, subisce una reazione capace di spazzarlo via. Tutti questi nostri rivoluzionari da strapazzo si sono dimenticati che le rivoluzioni funzionano dove non c'è un sistema capitalistico avanzato, dove l'economia non è sviluppata.
Possiamo stare certi che, come a Torino nell'autunno del 1980, vedremo altri quarantamila cittadini alla Marcon pronti a difendere il progresso di una società. Su questo bisogna che l'elettorato rifletta, ed anche il centrosinistra, che vive una contraddizione profonda e sinceramente non sembra troppo interessato a risolverla. L'Unione potrà anche vincere le elezioni tenendo basso il tono del conflitto interno, ma su questa base, poi, di sicuro non governerà il paese. Infine l'onorevole Fassino ha il pieno diritto di ritenere che comunque sia già talmente scontata la vittoria della sua coalizione che tutto il resto dei problemi si affronterà con la debita calma.
Invidiamo la sua flemma, anche perché non ha dato egli in passato prova di particolare lungimiranza sulle capacità di scelta delle masse. Noi ce lo ricordiamo ancora a Torino quando picchettava i cancelli del Lingotto e sfidò Arisio: "Ci conteremo", disse Fassino. E così in effetti fu. Ma le masse scelsero Arisio, non quelli che, come l'onorevole Fassino, volevano mettere in ginocchio la Fiat.
Roma, 7 febbraio 2006
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tratto dal sito web del
Partito Repubblicano Italiano
http://www.pri.it
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