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    Predefinito Ma dov'è questa crisi?

    dedicato al vice-Visco, brunik, grande "lettore" di statistiche e grafici

    Il fabbisogno di cassa al 31 dicembre è sceso a 41,5 miliardi di euro, con una diminuzione di 1,2 rispetto al 2003.
    Di conseguenza il deficit di cassa risulta del 2,8 del prodotto nazionale lordo. Ciò smentisce le previsioni pessimistiche, che erano state fatte, circa la manovra correttiva attuata dal Tesoro, ad agosto, quando la situazione era sembrata andare fuori controllo.
    Il risultato è tanto più rilevante in quanto non si tratta del deficit di competenza, valevole per il bilancio del governo in sede europea.
    Spesso in passato il deficit ufficiale era sotto il 3 per cento, ma quello di cassa viaggiava sul 4.
    Con i dati del 31 dicembre, il divario fra i due deficit sembra essersi chiuso, anzi forse il disavanzo ufficiale è il 2,9 per cento del pil mentre quello di cassa è inferiore di un 0,1 per cento, cosa che negli anni passati non era mai accaduta.
    Al risultato ha giovato il saldo positivo delle entrate rispetto alle spese di dicembre, che è stato di 19 miliardi di euro, grazie a un flusso fiscale abbondante.
    Non è facile capire se il flusso di entrate sia stato favorevole a causa degli introiti dei condoni o del miglior andamento delle entrate ordinarie. Ma in entrambi i casi se ne desume che l’economia ha avuto risultati positivi che le hanno permesso di dare al fisco un buon apporto.
    Se ne è giovato anche il rapporto fra debito e pil sceso al 104,8 per cento, di 0,4 punti rispetto al 2003.
    Non è un grande balzo, ma è pur sempre un miglioramento. D’altra parte non si può attribuire questo buon andamento a pressioni inflazionistiche, che – se ci sono state – hanno fatto lievitare più i prezzi che non il pil reale.
    Infatti l’inflazione, a dicembre, in Italia risulta al 2 per cento, contro la media europea del 2,1.
    Anche la disoccupazione in Italia è in contro tendenza rispetto a quella europea, in quanto è scesa a novembre al 7,6 per cento mentre, in paesi come la Germania, ha toccato il 10,3.
    Infine la Borsa: in tutta Eurolandia sta andando bene.
    Ma mentre l’indice Msci europeo segna per l’Italia un rialzo del 15 per cento rispetto a fine agosto, quello per l’Europa nel complesso migliora del 10 per cento, in linea con Wall Street. Questi sono i dati.
    Non i sondaggi o le opinioni.

    Ferrara su Il Foglio

    saluti

  2. #2
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    Predefinito

    BERLUSCONI: BENE I CONTI, IL 2005 SARA' L'ANNO DELLA SVOLTA


    "La chiusura dei conti 2004, con un disavanzo di cassa inferiore a quello del 2003 e molto migliore delle stime, e' un risultato assolutamente positivo e importante".


    Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una nota a commento dei dati diffusi dal ministero dell'Economia sul fabbisogno del settore statale. Dati che hanno registrato un avanzo di 19 miliardi di euro a dicembre e che hanno consentito di chiudere l'anno con un fabbisogno cumulato di 41,5 miliardi, al di sotto sia dei 62 miliardi di fabbisogno previsti dal governo nel Dpef, sia dei 42,7 miliardi di fabbisogno registrati nel 2003. Un dato che, ha sottolineato il premier, "conferma che la politica economica del governo e' tesa a perseguire la crescita del Paese e la riduzione delle tasse insieme al controllo delle finanze pubbliche. Ringrazio il ministro dell'Economia e tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato. Confido che il 2005 possa essere l'anno della svolta per la nostra economia, anche grazie alle misure di rilancio e alle misure che abbiamo varato con la legge finanziaria appena approvata dal Parlamento".

    3/1/2005

    Link a F.I.

  3. #3
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    Predefinito Re: Ma dov'è questa crisi?

    In origine postato da mustang
    dedicato al vice-Visco, brunik, grande "lettore" di statistiche e grafici

    Il fabbisogno di cassa al 31 dicembre è sceso a 41,5 miliardi di euro, con una diminuzione di 1,2 rispetto al 2003.
    Di conseguenza il deficit di cassa risulta del 2,8 del prodotto nazionale lordo. Ciò smentisce le previsioni pessimistiche, che erano state fatte, circa la manovra correttiva attuata dal Tesoro, ad agosto, quando la situazione era sembrata andare fuori controllo.
    Il risultato è tanto più rilevante in quanto non si tratta del deficit di competenza, valevole per il bilancio del governo in sede europea.
    Spesso in passato il deficit ufficiale era sotto il 3 per cento, ma quello di cassa viaggiava sul 4.
    Con i dati del 31 dicembre, il divario fra i due deficit sembra essersi chiuso, anzi forse il disavanzo ufficiale è il 2,9 per cento del pil mentre quello di cassa è inferiore di un 0,1 per cento, cosa che negli anni passati non era mai accaduta.
    Al risultato ha giovato il saldo positivo delle entrate rispetto alle spese di dicembre, che è stato di 19 miliardi di euro, grazie a un flusso fiscale abbondante.
    Non è facile capire se il flusso di entrate sia stato favorevole a causa degli introiti dei condoni o del miglior andamento delle entrate ordinarie. Ma in entrambi i casi se ne desume che l’economia ha avuto risultati positivi che le hanno permesso di dare al fisco un buon apporto.
    Se ne è giovato anche il rapporto fra debito e pil sceso al 104,8 per cento, di 0,4 punti rispetto al 2003.
    Non è un grande balzo, ma è pur sempre un miglioramento. D’altra parte non si può attribuire questo buon andamento a pressioni inflazionistiche, che – se ci sono state – hanno fatto lievitare più i prezzi che non il pil reale.
    Infatti l’inflazione, a dicembre, in Italia risulta al 2 per cento, contro la media europea del 2,1.
    Anche la disoccupazione in Italia è in contro tendenza rispetto a quella europea, in quanto è scesa a novembre al 7,6 per cento mentre, in paesi come la Germania, ha toccato il 10,3.
    Infine la Borsa: in tutta Eurolandia sta andando bene.
    Ma mentre l’indice Msci europeo segna per l’Italia un rialzo del 15 per cento rispetto a fine agosto, quello per l’Europa nel complesso migliora del 10 per cento, in linea con Wall Street. Questi sono i dati.
    Non i sondaggi o le opinioni.

    Ferrara su Il Foglio

    saluti
    non so chi sia brunik, ma leggere quel titolo e poi lo scritto fa venir voglia di dire: "povero monarca, con cortigiani simili non hai bisogno di nemici ... "

  4. #4
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    NEL 2004 SIAMO STATI IL PAESE CON LA PIU' BASSA CRESCITA AL MONDO. LE VENDITE VANNO A PICCO.

    E poi ci si chiede perche' scenda l'inflazione...

    E se vi state chiedendo perche' mai l'inflazione sia salita nel 2002-2003 nonostante l'economia andasse a rotoli anche allora, ricordiamo che in quel periodo c'e' stata la fase di concambio che questo governicchio ha gestito da cani.

    Ricordiamo infatti che all'epoca i buoni a nulla di marzano e tremonti avevano previsto un effetto del concambio sull'inflazione pari allo 0,2%!!!

    Oggi il giochetto del concambio e' finito e l'inflazione dipende dalla crescita economia. E si vede. Infatti al netto degli effetti del caro petrolio siamo vicini alla deflazione...

  5. #5
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    Quanto al fabbisogno di gennaio, a me risulta che SIANO AUMENTATE LE ENTRATE. Questo lo dice il Foglio o se lo e' dimenticato?

    Ma non c'e' forse stato il piu' grande taglio delle tasse della storia? Io dopo il piu' grande taglio della storia mi sarei aspettato una riduzione delle entrate ed invece queste aumentano... Qualcuno qui puo' darmi delucidazioni?

  6. #6
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    Isae: fiducia consumatori febbraio sale a 104,4 da 103,3

    (Teleborsa) - Roma, 22 feb - Miglira a febbraio la fiducia dei consumatori in Italia. Secondo la consueta indagine mensile dell'Isae l'indice destagionalizzato è salito a 104,4 (da 103,3 di gennaio) il valore più elevato dallo scorso ottobre. Quello corretto anche per i fattori erratici si porta a 104 da 103,7 e quello grezzo passa a 103,8 da 103,7. Migliora a giudizio degli intervistati sia la situazione generale del paese, sia quella personale, nel dettaglio tra situazione corrente e attesa, migliorano le valutazioni sulla prima, ma si deteriorano leggermente le aspettative a breve termine. In particolare, salgono nettamente i giudizi sulla convenienza del risparmio, che sono oramai tornati su livelli superiori a quelli precedenti gli scandali finanziari dell'inizio del 2004. Recuperano anche i giudizi sulla situazione economica del paese, mentre peggiorano leggermente le valutazioni sul mercato del lavoro. In Europa, a gennaio la fiducia permane mediamente stabile, mostrando segnali di recupero in Germania e di deterioramento in Francia. Negli Stati Uniti, ad un dato di gennaio in parte contraddittorio (in miglioramento per il Conference Board, in calo invece per l'Università del Michigan) segue una lieve caduta dell'indice a febbraio (secondo l'indicatore del Michigan), principalmente dovuta a prospettive meno favorevoli per il mercato del lavoro ed i redditi personali.

    22/02/2005 - 09

    Link a... Repubblica

  7. #7
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    L'Istat ha pubblicato le rilevazioni sulle vendite al dettaglio
    A dicembre, -0,5% su base annua, nessuna variazione mensile
    Consumi a -0,4% nel 2004
    E' il primo calo dal 1995

    Nel 2003 c'era stato un aumento del 2%, nel 2002 del 2,5%
    In difficoltà le piccole imprese, cresce la grande distribuzione


    ROMA - Consumi in calo dello 0,5 per cento a dicembre su base annua, mentre per il 2004 l'Istat ha registrato un calo dello 0,4 per cento sulle vendite al dettaglio, rispetto alla media dell'anno precedente. Si tratta del primo calo da quando è stato rilevato questo indicatore, e cioè nel 1995. Nel 2003 la media annua era stata del +2 per cento rispetto all'anno precedente, nel 2002 si era registrato un aumento del 2,5 per cento.

    Un dato quindi particolarmente negativo, anche se secondo la più recente inchiesta condotta dall'Isae la fiducia dei consumatori a febbraio è risalita, attestandosi, in termini destagionalizzati, a 104,4 (da 103,3), il valore più elevato dallo scorso ottobre. Fra un paio di mesi si saprà se l'aumento della fiducia si è tradotto in una effettiva ripresa degli acquisti.

    I dati del 2004 registrano inoltre un forte arretramento delle piccole imprese, le cui vendite sono in calo dell'1,3 per cento, mentre per la grande distribuzione l'Istat ha rilevato un aumento dello 0,9 per cento. Nell'intero anno hanno segnato performance positive soprattutto gli ipermercati (+3 per cento) e gli hard discount (+2,9 per cento) e i grandi magazzini (+2,5 per cento) mentre i supermercati hanno segnato un -0,1 per cento.

    Nel confronto con il 2003, le vendite delle piccole imprese e delle medie imprese sono diminuite, rispettivamente, del 2,2 per cento e dell'1,1 per cento, mentre quelle delle grandi imprese sono aumentate dello 0,8 per cento.

    Il calo di dicembre dello 0,5 per cento, precisa l'Istat, dipende da una diminuzione dello 0,8 per cento delle vendite non alimentari e da un aumento dello 0,1 per cento delle vendite alimentari. Rispetto a novembre 2004, a dicembre le vendite sono rimaste invariate (invariati gli alimentari, -0,1 per cento per i non alimentari).

    (23 febbraio 2005)

    Ecco il grafico del Sole 24 Ore


  8. #8
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    Sempre dal sole 24 ore

    Isae: deboli fiducia e aspettative
    Tornano a calare le attese degli imprenditori su domanda e produzione. Stabili prezzi e occupazione

    Isae: più deboli fiducia e aspettative
    Un quadro molto incerto si registra nell'inchiesta congiunturale di febbraio. Torna a calare il clima di fiducia degli imprenditori, così come si ridimensionano le previsioni a 3-4 mesi su domanda e produzione; risalgono le scorte di magazzino. Sono sempre negativi (con tendenza la peggioramento) i giudizi sul portafoglio ordini, si stabilizzano le attese sull'occupazione e recuperano leggermente quelle sull'andamento a breve termine dell'economia italiana. Per dimensioni d'impresa, fiducia e aspettative vanno peggio nelle grandi aziende, mentre quelle medie si dichiarano più ottimiste. Si attenuano le tensioni sui prezzi.

    http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=ar...rticolo&back=0


  9. #9
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    In origine postato da Ago
    Quanto al fabbisogno di gennaio, a me risulta che SIANO AUMENTATE LE ENTRATE. Questo lo dice il Foglio o se lo e' dimenticato?

    Ma non c'e' forse stato il piu' grande taglio delle tasse della storia? Io dopo il piu' grande taglio della storia mi sarei aspettato una riduzione delle entrate ed invece queste aumentano... Qualcuno qui puo' darmi delucidazioni?
    -----------------------------
    Calano le tasse ma aumentano i fatturati; calano le tasse ma aumentano i 'tassati'.
    Ergo: potrebbero aumentare le entrate.

  10. #10
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    In origine postato da mustang
    -----------------------------
    Calano le tasse ma aumentano i fatturati; calano le tasse ma aumentano i 'tassati'.
    Ergo: potrebbero aumentare le entrate.
    Come no! Dopo quasi tre anni di condoni e condonini ininterrotti ora la gente corre a pagare le tasse...

    Tremonti, in un articolo del 91, prevedeva invece che dopo condoni e condonini la gente EVADE ANCORA DI PIU' visto che si attende ulteriori condoni e condonini e visto che quelli che avevano pagato onestamente capiscono di essere solo dei fessi che pagano per gli altri.

    Chi avra' ragione Mustang o Tremonti?

 

 
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