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Discussione: il ruolo dello stato

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    IL RUOLO DELLO STATO
    di Felice Marra



    Il dibattito politico-istituzionale di questi ultimi tempi pone all'attenzione dell'opinione pubblica la grande divergenza, fra i due schieramenti politici di centro-destra e centro sinistra, sul ruolo dello Stato nella nostra società civile.
    Il governo di destra ha sempre sostenuto nei suoi programmi elettorali la necessità di uno Stato moderno , snello ed effìciente , spogliato delle sue funzioni essenziali , in nome di una valorizzazione del concetto di libertà produttiva , economica , sociale di tutta la collettività.. D'altra parte i governi di centro-sinistra precedenti avevano promosso con forza un ruolo attivo dello Stato in vari settori del paese, al fine di governare le disfunzioni economiche del mercato , redistribuire la ricchezza prodotta attraverso la tassazione e costruire un sistema di protezione sociale a carattere universale per tutti i cittadini. In questi ultimi anni , al di là dei proclami propagandistici , il governo di destra ha raggiunto sicuramente un importante obiettivo : quello di presentare agli italiani uno Stato assente ed impassibile di fronte al susseguirsi di eventi negativi per lo sviluppo del paese quali: le difficoltà di crescita dell'economia italiana, l'assenza di una politica dei redditi per milioni di lavoratori, la crisi del mercato del lavoro, le difficoltà del sistema di protezione sanitario e sociale , le difficoltà del mondo della scuola, della ricerca e della formazione, e non ultimo le gravi tensioni cui abbiamo assistito nelle relazioni con i partners europei. Assistiamo , infatti , ormai da diverso tempo , ad una grave inflazione che ha aumentato notevolmente il costo della vita . Ciò ha comportato una grave trascuratezza degli organismi di controllo sulla dinamica dei prezzi , ma tale era la prospettiva da raggiungere , in nome di uno Stato che doveva arretrare e lasciare spazio alla libertà di mercato.
    Il Governo è risultato assente sulla politica dei redditi , assistiamo infatti ad una consapevole indifferenza sui rinnovi contrattuali e sull'adeguamento dei salari di milioni di lavoratori, che ha comportato una diminuzione dei consumi e una pericolosa riduzione, se non azzeramento, dei risparmi di milioni di famiglie che fanno ormai fatica ad arrivare alla fine del mese. La stessa libertà di mercato , se non accompagnata da opportuni ed equilibrati interventi che solo lo Stato può svolgere , ha dimostrato negli ultimi tempi ( vedi il crac parmalat e la crisi del sistema finanziario bancario) che non esiste una vera libertà senza regole chiare e condivise di una data comunità civile che miri al benessere e allo sviluppo dei suoi cittadini . I fatti quindi dimostrano il contrario : un mercato è veramento libero , produttivo ed efficiente se inserito in un sistema di regole chiare e condivise , ma se lasciato a se stesso risulta invece essere un mercato conservatore a privilegio dei più forti. Ultimamente noi cittadini assistiamo ad un altro baluardo del governo di destra , indirizzato sempre nello stesso principio di dimagrimento dello Stato : la riduzione delle tasse.
    Si parla , sempre più insistentemente nella maggioranza di governo di ridurre le tasse , per rilanciare l'economia ed il paese. Poi qualcuno si accorge nell'ambito della stessa maggioranza di governo dell'inghippo ed afferma : attenzione bisogna prima partire dai ceti medio – bassi per una sofferenza salariale conclamata. Ma il vero inganno sta da un'altra parte : e' ormai risaputo dai maggiori esperti di economia , ma anche da un buon padre di famiglia che si fa due conti, che la diminuzione generalizzata delle tasse ( così come prospettata dal governo di destra ) incide significativamente sui grandi fatturati prodotti dai grandi gruppi . Pensate , ad esempio , come possono incidere sull'accrescimento della ricchezza, diversi punti in meno di percentuale di una data tassa per i grandi gruppi che producono fatturati annui di miliardi ( con un notevole vantaggio competitivo per le maggiori entrare da dedicare agli investimenti ) e , viceversa , quanto può incidere , la medesima diminuzione generalizzata, su un profitto di un piccolo imprenditore , su un artigiano , o addirittura sullo stipendio di un lavoratore che ha visto ultimamente raddoppiato il costo della vita. Lascio a voi trarre le conseguenze. Quello che certamente porterà la diminuzione delle tasse , sarà sicuramente , la diminuzione delle entrare nelle casse dello Stato e conseguentemente la riduzione dei sistemi di protezione sociale ( sanità , servizi sociali ed assistenziali come sta avvenendo) , della scuola, della ricerca ed università. Ed eccoci arrivati al grande inganno : se questo non lo potrà più garantire lo Stato allora facciamo spazio ai privati , con assunzione diretta delle spese da parte dei cittadini. Mi sono accorto, allora della sua assenza . Il nostro vecchio e logoro Stato funzionava , andava solo cambiato il vestito e modernizzato , ma era funzionante. Uno Stato assente che non ha avuto il ruolo di propulsore del sistema economico e che non ha redistribuito la ricchezza prodotta in un giusto equilibrio coeso nella comunità, ha provocato tensioni sociali , ha contribuito ad aumentare la differenziazione tra le classi ricche e quelle medie-povere, ha valorizzato più l'individuo che la comunità nel suo complesso.
    Lo Stato assente non ha portato ad una vera libertà ( così come conclamata dal governo di destra) , ma al contrario ha portato ad una conservazione e aumento del potere economico di quegli individui che già partivano con una posizione di assoluto vantaggio, perchè non può esistere una vera libertà senza opportunità per tutti. Modernizzare e migliorare il paese , non significa azzerare uno Stato comunque indispensabile per il benessere di tutta la collettività. Di solito partendo dal patrimonio finora conquistato con dure lotte dai nostri predecesori si può lavorare per un adeguamento più incisivo ed equilibrato del sistema istituzionale del paese . In questo ambito rilanciare il ruolo dello Stato può essere un obiettivo importante di miglioramento e modernizzazione per tutte quelle forze politiche che ne riconoscono la valenza e l'essenzialità per i cittadini, partendo proprio dall'idea riformista di realizzare un sistema più equilibrato e coeso che miri ad una politica di sviluppo economico del tessuto delle piccole e medie imprese e nel contempo proponga una revisione del welfare state che dia reali certezze ai cittadini e assicuri una efficiente protezione sociale ai più deboli e agli svantaggiati.
    Queste in sintesi 10 punti di discussione : 1. Riappropiarci con forza del vero concetto di libertà come opportunità per tutti i cittadini; 2. Promuovere un rilancio dell'economia attraverso politiche incentivanti alle piccole e medie imprese; 3. Realizzare un forte controllo sulla dinamica dei prezzi , che miri al rilancio dei consumi; 4. Introdurre nuovi meccanismi che diano certezza sull'adeguamento contrattuale dei salari di milioni di lavoratori; 5. Valorizzare il patrimonio artistico, culturale , ambientale del nostro territorio come forte incentivo al settore turistico e ricchezza per il nostro paese; 6. Pensare ad un nuovo sistema di welfare state , come patrimonio di tutti i cittadini; 7. Promuovere interventi e politiche di rilancio dei settori produttivi in sofferenza o di adeguamento e riconversione di quei sistemi produttivi non più adeguati; 8. Valorizzare in ogni ambito istituzionale le forme democratiche di partecipazione dei cittadini , valorizzando ancora di più il principio di sussidarietà. 9. Farsi promotori di una nuova era di politica internazionale che miri alla diplomazia multilaterale come unica soluzione politica nei conflitti con le popolazioni medio-orientali; 10. Presentare agli Italiani uno stato nuovo efficiente che garantisca un equo equilibrio tra sviluppo economico e protezione sociale , tra nuovi insediamenti produttivi e nuove infrastrutture per i trasporti e valorizzazione dell'ambiente, e soprattutto un nuovo equilibrio tra classi ricche e povere in forza di una comunità che miri al benessere collettivo e allo sviluppo di tutti i cittadini.

  2. #2
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    un programma socialista, coerente, tutto d'un pezzo. E che mette la parola fine alle chiacchiere sul "liberalsocialismo"...

  3. #3
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    In origine postato da ciaparat
    un programma socialista, coerente, tutto d'un pezzo. E che mette la parola fine alle chiacchiere sul "liberalsocialismo"...
    ..peccato che alla prova dei fatti in questi anni il lavoro si sta sempre più precarizzando.

 

 

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