
Originariamente Scritto da
Florian
Per anni ho rifiutato di considerarmi antifascista pur non essendo mai stato fascista. Come molti ho tentato di risolvere la questione dicendomi semplicemente "afascista". Ma che cos'è l'afascismo? Si può accettare una posizione neutra di fronte ad avvenimenti così significanti o divisivi?
Purtroppo il motivo del mio "afascismo" lo conoscevo bene. La ragione di ciò stava infatti nella pretesa della sinistra di considerare l'"antifascismo" una questione propria, associando la Resistenza al PCI e tacciando come "fascisti" tutti coloro che non si riconoscessero nella propria storia e nelle proprie posizioni. Per cui, un ragazzo non di sinistra, che non è mai stato fascista, difficilmente supera la barriera psicologica dell'"anti" e si limita ad ignorare il problema.
Per anni ho ragionato in questi termini. Mi sono rifiutato di leggere libri, vedere films e documentari sulla Seconda Guerra Mondiale perchè li reputavo viziati da una visione ideologica progressista. E mi sono talvolta fatto incantare da quelle sirene - cattive maestre - che associavano almeno in parte il fascismo alla destra. Dopotutto Mussolini aveva combattuto i comunisti, dopotutto Mussolini aveva firmato i Patti col Vaticano, dopotutto Mussolini aveva ristabilito l'ordine. Ovviamente Mussolini aveva fatto tutto questo calpestando le libertà, ma questo particolare, oggi che la libertà è un bene diffuso in tutto l'occidente, finisce in second'ordine, quasi che per la destra, più realista del re, la libertà in fondo sia un orpello o poco più.
Altri sottolineano come il fascismo, diversamente dal nazismo, non sarebbe stato un regime totalitario ma autoritario. E l'autorità sta a destra, lo sanno anche le pietre. Ma quanto ha a che fare il fascismo con l'autorità e quanto invece con l'autoritarismo? E l'autoritarismo è trasversale politicamente, avendo avuto seguaci a sinistra non meno che a destra.
Perchè, dunque, non antifascista? Perchè mantenere un pur tenue legame non solo con ricordi ma soprattutto con persone e gruppi politici che continuano a dirsi fascisti, riveriscono il duce e considerano positivamente quell'esperienza storica e gli ideali che l'hanno permessa?
Perchè - ad esempio - un conservatore dovrebbe andare più d'accordo con un fascista rivoluzionario, piuttosto che con un riformista liberale o persino un socialdemocratico? Perchè anche la sinistra non si è definitivamente liberata dei suoi scheletri nell'armadio? E' questa una buona risposta?
Sinceramente trovo Mussolini e il fascismo assolutamente estranei ad un pensiero conservatore liberale. Mussolini ha incarnato la figura demagogica del dittatore, dell'antiparlamentarista, del capo militare. Adesso, se nel mondo si vogliono trovare degli esempi simili a quel tipo di politica vengono in mente i Saddam egli Ahmadinejad, per entrambi i quali non a caso ha simpatizzato la destra radicale.
Ma io che avrei a che fare con tutto ciò? Potrei mai trovarmi a mio agio in un regime, sottolineo "regime", in cui la fedeltà e l'obbedienza al duce e al partito vengono prima delle più semplici e ovvie libertà? Potrei mai accettare di far parte di una nazione militarizzata, che esalta il mito del "superuomo", che ti obbliga a rituali paganeggianti, ti impone il marchio di una cultura "nazionale", eccetera eccetera?
E poi non era ridicolo Mussolini in bella possa con le mani ai fianchi e la mascella volitiva? Per non parlare del culto della sua personalità, da "ultimo de Cesari", semi-dio la cui effigie veniva riportata in mastodontiche e alquanto pacchiane sculture.
Insomma, più guardo senza paraocchi a quel pezzo di storia nazionale e più mi chiedo: che c'entro io con queste cose qui? Perchè devono fare parte del mio background soltanto perchè rifiutate dalla sinistra?
Forse non sarà stato il "male assoluto" di Fini, ma un "male" sicuramente lo è stato. E allora perchè non avere il coraggio di dirsi finalmente, spassionatamente "anti"?