di Ida Magli
ItalianiLiberi associazione | 05.01.2005
La tirannide “democratica” compie ogni giorno un passo sempre più grave nel privare i cittadini della propria libertà. Il sistema è ovunque lo stesso, sia a livello di unione europea che a livello nazionale, sia nei governi di destra, incluso in Italia quello di Berlusconi, sia nei governi di sinistra. La strada comunista nella quale si è fin dall’inizio proclamato che “il privato è pubblico” è stata imbracciata da tutti i detentori del potere in quanto è la più proficua nel possedere totalmente sotto il proprio controllo e dominio ogni cittadino.
In questi giorni sono stati attivati due strumenti di eliminazione del “privato” che, molto probabilmente, segnano una fase finale della cultura occidentale.
a) Il sistema democratico della delazione
Il primo consiste nell’aver istituito un numero verde presso il Ministero delle Pari Opportunità al quale si possono rivolgere i singoli cittadini che ritengano di essere stati oggetto di un qualsiasi atto di “razzismo”. Naturalmente il concetto di razzismo non ha quasi più nulla a che fare con le “razze”, ma include ogni differenza: lingua, religione, nazionalità, sesso, caratteristiche fisiche, caratteristiche mentali, comportamenti sessuali... non c’è praticamente fine a un concetto del genere; ed è probabile che sia anche, o proprio per questo, che i Governi hanno deciso di farsi dire dalla gente che cosa percepisca come “discrimine”, in modo da poter configurare meglio, facendone assumere la responsabilità ai cittadini, l’esistenza stessa di un reato altrimenti in molti casi “impalpabile”.
Si tratta dell’avvio concreto del mandato di arresto europeo, che non potrebbe coprire tutti i paesi dell’unione senza l’aiuto dei singoli governi, se non altro per la differenza delle lingue nelle quali elaborare il reato.
Che io sappia non si è levata neanche una voce, non dico di protesta (la Magistratura italiana, molto spesso critica nei confronti dell’attuale Governo, non ha aperto bocca), ma almeno di commento sull’enormità dell’istituzione di un centralino di delazione affidato al popolo, cosa che non è mai stata fatta neanche per combattere contro la mafia, contro la camorra, contro il terrorismo, malgrado ci si lamenti di continuo della mancanza di collaborazione da parte degli abitanti. (Sarebbe sicuramente meno pericoloso telefonare da casa propria che non andare dai carabinieri o dalla polizia laddove si rischia di venire uccisi per aver parlato).
E cosa avverrà della letteratura, della storia, dell’iconografia? Verrà bruciato tutto, come si faceva ai tempi dell’Inquisizione, della Rivoluzione bolscevica, del Nazismo? Manderemo al rogo anche Dante che si è permesso di giudicare tutto e tutti? Io credo che sia molto difficile capire che cosa significhi la dittatura sul pensiero. So, però, che questa è la fine, non della libertà, ma dell’uomo come “uomo”, come essere che pensa.
b) Non esistono segreti
Il secondo strumento di cancellazione del “privato” è quello di controllo dei conti correnti bancari. La giustificazione è “scovare gli evasori”, eliminando il segreto bancario e autorizzando lo Stato a esaminare tutte le operazioni che il cittadino fa con i suoi soldi. L’eliminazione del segreto bancario è una meta cui aspiravano da lungo tempo i comunisti e, data la sua natura comunista, l’unione europea. Il vecchio, aborrito Machiavelli, con il suo “Il fine giustifica i mezzi” assegnato come strumento indispensabile al Potere, è stato assunto da lungo tempo dall’unione europea. Ma la “giustificazione” è sempre appunto una giustificazione per raggiungere scopi molto più vasti e non dicibili ai sudditi: controllarli e sottometterli nell’anima e nel corpo con il Potere Assoluto. □
Roma, 5 Gennaio 2005




Rispondi Citando
