Formigoni: è il Carroccio che ha cambiato le carte
Il governatore della Lombardia: con Silvio rapporti splendidi Accordi con le altre leghe e i socialisti. Si tratta con Pannella
MILANO - Berlusconi lo avrà anche persuaso a non presentare la sua lista («Certo che l'ho convinto, come fate ad avere dubbi di questo genere dopo anni che ci conosciamo?» ha risposto il Cavaliere alle domande dei cronisti), ma Formigoni evidentemente non lo sa. E così ieri non soltanto non è arretrato di un centimetro, ma è passato al contrattacco. E a tutti gli interlocutori con i quali ha parlato ha ripetuto che «Il problema della Cdl è la Lega perché è la Lega che ha rotto e non è la prima volta: alle elezioni provinciali di giugno ha voluto correre da sola e ha vinto il centrosinistra; in dicembre è uscita dalla giunta comunale, ora si vuole presentare da sola alle regionali. E’ la Lega che rompe i patti e si mette fuori gioco. E’ una scelta che viene da lontano, che hanno fatto da tempo e poi hanno aspettato il ritorno di Bossi per spettacolarizzare l’annuncio». Se lo strappo di Bossi ha fatto da sponda a Berlusconi nel ribadire il «no» alle liste dei governatori ha anche offerto a Formigoni buoni argomenti per resistere sulla sua posizione. E così quando ieri mattina le agenzie hanno battuto una dichiarazione del Cavaliere che annunciava per oggi l'ufficializzazione del «veto» nel corso del già fissato vertice di maggioranza, Formigoni ha immediatamente replicato con un «Attendo la marcia indietro della Lega, anche se non credo che ci sarà». Formalmente un messaggio a Bossi («I miei rapporti con Berlusconi sono splendidi» assicura il presidente) in realtà una risposta indiretta proprio al Cavaliere, da più d'uno considerato il vero burattinaio: «La scelta della Lega - ha detto esplicitamente Bruno Tabacci, Udc - mi è sembrata eterodiretta: forse a Berlusconi dava fastidio la lista Formigoni, anche perché è evidente che quello della Lombardia è un caso che assume un significato politico a livello nazionale». E a livello nazionale Formigoni incassa oltre all’appoggio dell’Udc, anche la solidarietà interessata di An che da un lato sostiene la lista Storace e dall’altro è sempre più insofferente nei confronti della politica corsara del Carroccio.
Formigoni chiede che la Lega faccia un passo indietro per sgomberare il tavolo delle trattative dal minacciato «Corriamo da soli». Già l’altra sera nel corso dell’incontro di Arcore, al Cavaliere che gli diceva «Guarda Roberto che mi stai creando un problema grosso a livello nazionale», lui aveva risposto che «a creare il problema è la Lega. Non si può fare politica sotto ricatto». Ma il leghista Calderoli insiste: «La nostra non è una scelta tattica: è una decisione politica. Noi conosciamo soltanto la marcia avanti. Se c’è uno che deve fare non una, ma quattro marce indietro, quello e Formigoni».
E mentre le diplomazie segrete sono al lavoro per cercare una soluzione che consenta a tutti di non perdere la faccia (in questo caso «la quadra» di Bossi è una quadratura del cerchio), Formigoni lavora come se la sua lista fosse già decisa e le elezioni fossero dopodomani. Ieri ha avuto una lunga serie di incontri politici con partiti e movimenti che non sono mai stati suoi alleati, ma che ora sono interessati a raccordarsi con la sua candidatura. Secondo quanto hanno riferito i suoi collaboratori, il presidente ha definito l'accordo con la Lega alpina lombarda, con la Lega padana Lombardia (gruppi dichiaratamente alternativi alla Lega di Bossi), con la Democrazia cristiana, con il Nuovo Psi, con la Lista dei consumatori, con l'Italia unita movimento liberal democratici e con i Verdi autonomisti. Tutti, a quanto pare, appoggeranno la sua candidatura. Non solo: ha incontrato anche i responsabili del Partito radicale con i quali ha parlato dell'opportunità dell'iniziativa di Pannella sulla trasparenza di tutte le operazioni di preparazione delle liste elettorali. Insomma, il suo messaggio volutamente provocatorio è chiaro: la Lega non è insostituibile.
Claudio Schirinzi
Politica
Il messaggio di Formigoni mi pare molto chiaro: io voglio rimanere dove sono a qualsiasi costo e a qualsiasi condizione.Poi chissenefrega se imbarco tutto e il contrario di tutto nella mia coalizione: l'importante è il potere.




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