Gazzettino 13 Gennaio 2005
Treviso
Nel 2003 Adel Smith è stato il discusso e contestatissimo personaggio
dell'anno, grazie alle bordate sparate contro il Crocifisso, alle sua
passerelle polemiche televisive finite a ceffoni. Furono botte date e prese.
Da pronto soccorso. E da tribunale. Ogni commento del presidente dell'Unione
musulmani d'Italia, in quei giorni, conquistava le prime pagine. Dando il
via a una marea di veleni. Anche a Treviso. Già nel 2001 l'esponente
musulmano era salito alla ribalta per aver chiesto la rimozione del
Crocifisso dalla scuola materna di Ofena (Chieti) frequentata da uno dei
suoi figli. Nel 2003 la storia infinita prese il via a gennaio quando un
dibattito a Teleserenissima si trasformò in un match di boxe; era poi
proseguita su una televisione lombarda; quindi un blitz di un gruppo di
giovani di Forza Nuova negli studi televisivi di Telenuovo a Verona aveva
creato il "caso" poi amplificato a dismisura. Il filo conduttore delle
polemiche erano le considerazioni di Adel Smith sul Crocifisso. Una signora
di Treviso si sentì in dovere di denunciare Smith. A sua volta il presidente
dell'Unione musulmani d'Italia si era sentito offeso da alcune dichiarazioni
dello "sceriffo" Giancarlo Gentilini.
Il pubblico ministero Valeria Sanzari in questi giorni ha chiesto al
giudice l'archiviazione del procedimento a carico del polemico Smith non
ravvisando nelle sue dichiarazioni la consumazione di reati. Giovedì 20
gennaio però, si terrà l'udienza davanti al giudice del Tribunale di Treviso
per dibattere l'opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento
avanzata dallo stesso pubblico ministero Sanzari per le accuse a carico di
Gentilini reo, secondo Smith, di aver espresso opinioni ingiuriose a suo
danno. L'avvocato della parte offesa si è opposto alla cancellazione delle
accuse e così la proposta di archiviazione sarà dibattuta in aula.




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