L'Aquila, 5 lug. - Ciò che disse in tv Adel Smith del crocifisso non è reato. Il presidente dell'Unione musulmani d'Italia, a suo tempo residente a Ofena, e' stato assolto dall'accusa di vilipendio alla religione cattolica, in riferimento ad una frase pronunciata diversi anni fa nel corso di una puntata della trasmissione televisiva "Porta a porta". La sentenza è della Corte d'appello di Roma. A rendere noto il contenuto della sentenza e' stato il segretario dell'Unione musulmani, Massimo Zucchi. Nel corso della trasmissione Smith aveva definito il crocifisso "il cadavere di un uomo nudo affisso su un pezzo di legno, usato dai romani per punire i peggiori criminali dell'epoca. Non e' sempre piacevole - aveva detto - vedere un cadavere in miniatura".




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