da www.corriere.it
Il governatore a Berlusconi: si preoccupi atteggiamento Lega
Storace: «Me ne frego del vertice, vado avanti»
Il presidente della Regione Lazio presenterà comunque la sua lista
personale alle elezioni: «non rinuncio alla mia dignità»
ROMA - La decisione presa dal vertice della Casa delle libertà sul
metodo da tenere relativamente alle liste da presentare per le
prossime elezioni regionali non fa recedere il presidente della
regione Lazio Francesco Storace dalle sue posizioni.
IL NO DI STORACE - «Me ne frego del vertice: io non presento una
lista civica, la mia è una lista politica, di persone che hanno un
bagaglio culturale e politico e vogliono sostenere questo buon
governo regionale». Boccia in tronco l'ipotesi di sostituire la sua
lista con una lista civica il presidente della Regione Lazio che tira
dritto per la sua strada affermando che «alla dignità io non intendo
rinunciare affatto».
Il governatore del Lazio risponde infatti seccamente di non aver
sentito Berlusconi e definisce «indubitabile» la sua intenzione di
andare avanti con la lista personale. «Credo - ha ribadito Storace -
che si abbia tutto il diritto di esprimere un'opinione. Ma l'opinione
andava espressa quando è nata la lista Storace. Oggi ho raccolto
un'altra adesione importante, quella della presidente della
Fondazione Bellisario e ci sono tante altre persone che non accettano
di essere incasellate nei partiti tradizionali e vogliono sostenere
un buongoverno regionale. Non credo che si possa sbattere loro la
porta in faccia». Il presidente della Regione Lazio invita il premier
a preoccuparsi più per l'atteggiamento della Lega che per la scelta
dei presidenti di Regione. «Non so - ha detto Storace - se si può
parlare di ricatto della Lega. Constato che hanno minacciato di
correre da soli anche in Veneto e Piemonte dove non ci sono le liste
dei presidenti di Regione. Mi pare che sia una scelta che vada contro
la Cdl e penso che Berlusconi si debba preoccupare più di quelli che
di noi».




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