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  1. #1
    Trigu, terra, traballu
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    Thumbs down Nuova prodezza di tziu casula

    qualcuno di voi ha visto l'intervista di oggi sul jornale di sardegna a F.C. Casula?

    vi riassumo le fasi salienti

    -anti-separatismo( noi in sintesi)
    -l'Italia è nata nel 1325 a cagliari e il suo primo re fu giacomo d'Aragona, tesi tra l'altro giuridicamente esatta, però si dimentica ke le nazioni col diritto costituzionale non c'entrano un cazzo
    -noi eravamo italiani già quando Cristoforo colombo non lo era, perchè genova non era Italia, mentre la prima città d'Italia sarebbe Cagliari (come Cagliaritano affermo ke quest'affermazione fa venire il voltastomaco)
    -CLAMOROSO: lui è per la nazionale sarda e ha detto ke la vorrebbe con la mata di arborea...

    signori quest'uomo è un ossimoro vivente, non riesco neanke ad arrabbiarmi, davanti all'idiozia non ci resta ke ridere

    a si biri

  2. #2
    Franciscu Pala
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    SIORE E SIORI, IL CIIIRCOOOO!!!


    - - - - - - - - - - - - - - -


    Dante e Colombo due “stranieri”

    «L'Italia è nata a Cagliari 700 anni fa»

    GUIDO GARAU

    LA SUA NON È UNA TEORIA: è una “dottrina”, suffragata da
    prove e dati attendibili. D'altra parte quello che scrive (e
    dice) da più di vent'anni è ripreso, pari pari, dal manuale di Diritto
    Costituzionale: "L'attuale Stato italiano non è altro che l'antico re-gno di Sardegna, profondamente mutato nella sua struttura politica, e non meno profondamente mu-tato nei suoi confini territoriali".

    Secondo Francesco Cesare Ca-sula, professore di Storia medie-vale all'università di Cagliari nonché direttore del Cnr, la sto-ria
    siamo noi: noi sardi. «Lo Stato italiano è nato a Cagliari nel 1324,
    ad opera dei Catalano-Aragone-si, con il nome di Regno di Sarde-gna.al 1720 è stato retto dalla Casata dei Savoia, e al termine
    delle guerre risorgimentali è di-ventato Regno d'Italia. Lo Stato
    italiano è lo Stato di Sardegna. La storia italiana è quella sarda».
    Professore, ci spiega con parole semplici come questo sia possi-bile?

    «Nel 1324 i Catalani-Aragonesi fanno nascere nell'isola uno sta-to
    completo, che chiamano Re-gno di Sardegna. Questa nuova
    entità giuridica viene cooptata in federazione nella Corona d'Ara-gona, una “collana” le cui perle sono gli Stati federati. Dal 1720 in
    poi, questo Stato si sgancia dalla Corona di Spagna per aggregarsi al Principato di Piemonte, al Du-cato di Savoia e alla Contea di Nizza, e prende il nome collettivo di Regno di Sardegna.

    Nel 1847 il Regno di Sardegna diviene uno Stato unitario: con un solo popo-lo, un unico territorio, un solo potere legislativo, esecutivo, giu-diziario.

    Già, ma con il potere gestito dai Piemontesi.
    «E che c'entra? Anche oggi il po-tere economico dell'Italia è in
    Lombardia. E i sardi, per questo, non sono parte dell'Italia come e
    più dei milanesi?».

    Il professore tira fuori una car-tina
    «Vede? È datata 1835. C'è scrit-to: i fiumi del Regno di Sardegna
    sono il Po, la Dora Baltea...»

    Come si arriva allo Stato Italia-no?
    «Nel 1861, per allargamento, il Regno di Sardegna diviene Re-gno
    d'Italia. Ma non cambia: Giacomo I di Sardegna, detto il Giusto, è il primo capo dello Stato sardo e primo dunque d'Italia.
    Tanto è vero che Vittorio Emanuele II, che fece l'unità, non è
    "primo re d'Italia", ma "secondo di Sardegna"».

    Avere questa consapevolezza avrebbe per l'Isola delle conse-guenze politiche enormi.
    «Certo, per esempio scoprirem-mo che non siamo una nazione
    fallita, ma uno Stato allargato. E dovremmo riscrivere il nostro
    Statuto, inserendo un preambolo che spieghi le ragioni della ri-chiesta di una specialità partico-lare.
    Ma scopriremmo ancheconseguenze terribili».
    Per esempio?
    «Che Cristoforo Colombo non era italiano, che Dante Alighieri
    non era italiano». Scusi?
    «Colombo era un genovese, Dan-te un fiorentino. In Italia c'erano
    tanti Stati, che non erano l'Italia. Erano entità diverse, che gli stori-ci hanno amalgamato per nobili-tare la storia patria e per semplifi-care le cose, facendo coincidere l'Italia politica con l'Italia geo-grafica.
    Sarebbe come scrivere, quando l'Europa sarà unita, che non è mai stata divisa. Ricordere-mo Hitler e la seconda guerra mondiale?».
    Ma Dante parlava italiano, ave-va sentimenti da italiano.
    «Il sentire è un'aspirazione ro-mantica che non c'entra niente
    con la storia. E poi anche i belgi parlano francese, eppure non so-no francesi».

    E i sardi sono i padri della pa-tria.
    «Esatto. Oggi facciamo una ri-cerca identitaria "interna": ci
    chiediamo chi siamo, che lin-gua abbiamo e quali tradizioni.
    Scoprire la nostra storia servi-rebbe a farci prendere consape-volezza della nostra individuali-tà. Noi siamo il modello
    originario dello Stato, in virtù di questo fatto dovremmo chiede-re
    un'Autonomia particolare. Una continuità territoriale tota-le,
    a costi zero, e fatta con vettori solamente sardi».

    E una nazionale sarda.
    «Senza dubbio. Nel 1976 anche i Catalani hanno fatto così. Hanno
    chiesto - e ottenuto - dallo Stato spagnolo una loro rappresenta-tiva. La nazionale sarda sarebbe giustificatissima in quanto
    espressione del vecchio Stato sardo. Servirebbe a rinverdire la
    memoria, non ad alimentare speranze separatiste. Si può es-sere
    unionisti, e italiani, senza essere italianizzati, colonizzati cioè da una storia che non ci con-sidera per quello che siamo. Io sono tifosissimo, e già me la im-magino: una squadra sarda tutta
    bianca, con l'albero deradicato verde sul petto».

    Professore, se la sua "dottrina" è così scandalosamente rivolu-zionaria, perché non viene adottata dalla politica?
    «Non lo so, forse è la maledizione de su connottu, che ci porta ad es-sere attaccati alle poche certezze che abbiamo, a non cambiare mai opinione. Quel che so è che nessuno mi giudica per quello che asserisco, ma per partito pre-so. Ho stampato ventimila copie del libro "La terza via della storia" in attesa di essere confutato, ma non ho ottenuto critiche valide e argomentate. I miei detrattori si limitano a dire che non sono
    d'accordo con me. Probabil-mente non hanno mai letto quel-lo
    che scrivo. Ma qui non c'è da (l'articolo finisce così... ndtziku).

    Casula
    Docente di storia medievale
    ◆Nato a Cabras nel 1933
    ◆È consulente del ministro dell'I-struzione
    Letizia Moratti
    ◆Secondo la sua “dottrina delle
    statualità” lo Stato italiano è
    nato dal Regno di Sardegna
    — — — — — — — — — — — — — — —. *
    NAZIONALE SARDA
    «Sarebbe giustificatissima
    in quanto espressione
    del vecchio Stato
    Servirebbe a rinverdire
    la memoria storica»
    — — — — — — — — — — — — — — —. *
    IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI
    «Mi auspico che la Regione
    apra uno sportello nel Cnr
    per stilare un nuovo corso
    di storia dove i sardi hanno
    un ruolo da protagonisti»
    intervista

  3. #3
    Trigu, terra, traballu
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    penso ke insieme al libro pre-elettorale di berlusconi , questa sia la cosa più divertente che io abbia mai letto

    grazie per queste emotions

  4. #4
    Indipendentista sardu
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    ho la pelle d'oca...

  5. #5
    Morigadori
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    Prestidigitazione?

  6. #6
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    sono solo gelosi che mentre loro erano lontani dall'idea di nazione, divisi in tanti staterelli in lotta fra loro (anche san francesco d'assisi era una recluta del suo paese! poveri loro!) noi eravamo uniti in 4 giudicati, liberi e gloriosi... l'italia era un miraggio in europa, erano gli adoratori del dio vitlo... in sardegna si scrivevano statuti, si cantavano messe religiose per i regni...
    poi, un giorno, arrivarono e con la presunzione cominciarono a bruciare la nostra memoria... e questa la chiamano storia...
    poi... c'è bisogno di un padre spirituale, un dalailama ed ecco a voi Siore e Siori...

  7. #7
    iRS - Sassari
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    e dai che è bello, mi son passato una sera allegro,

    un omogeneizzato di coglionate

    :

  8. #8
    Jùliu Kerki
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    Io mi chiedo:
    Marianu si è fatto un culo come l'Omodeo a forza di stare in sella al suo cavallo, da un capo all'altro della Sardegna per contrastare gli aragonesi e cacciarli per creare la nazione sarda, per tenerla unita ha scritto una carta costituzionale "al bacio", bruciando uno dopo l'altro, decine di scribacchini .... l'avesse saputo che già lo avevano deciso gli aragonesi porca puttana!
    Ma, non è che il mancato completamento della nazione, è dovuto al fatto che Marianu, non sapendo che gli aragonesi avevano pianificato già tutto, si è messo in mezzo e ha rovinato tutto? vuoi vedere che ce la dobbiamo prendere con lui?
    az
    saludi

  9. #9
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    Originally posted by amsicora
    Io mi chiedo:
    Marianu si è fatto un culo come l'Omodeo a forza di stare in sella al suo cavallo, da un capo all'altro della Sardegna per contrastare gli aragonesi e cacciarli per creare la nazione sarda, per tenerla unita ha scritto una carta costituzionale "al bacio", bruciando uno dopo l'altro, decine di scribacchini .... l'avesse saputo che già lo avevano deciso gli aragonesi porca puttana!
    Ma, non è che il mancato completamento della nazione, è dovuto al fatto che Marianu, non sapendo che gli aragonesi avevano pianificato già tutto, si è messo in mezzo e ha rovinato tutto? vuoi vedere che ce la dobbiamo prendere con lui?
    az
    saludi


    ahahahah!!! bella custa!! Marianu e le sue s-prodezze!
    ma vedete anche un pò più in là nel tempo della storia, brutti ciechi che non siete altri! non l'avete mai letta la canzone "Procurade de moderare"?! è scritta per cacciare gli austriaci e per liberare la trieste italiana!! vi ricordo che si chiamava regno SARDO-piemontese (cioè prima Sardo che Piempontese!)... sarà... ma a me sembra che questi sardi vedessero il futuro da sempre. ora scappa fuori che Nostradamus era sardo insieme a Nostramarianu e nostramannu.
    non è che vietando il fumo di sigaretta nei locali pubblici, certe persone hanno cominciato a prendere farmaci strani?

    p.s. ho saputo anche di un prof. di storia Mod. all'uuniversità di SS che mi sembra che ce l'abbia tanto a cuore, ovvero intraprende una battaglia denogratoria con la storia di L.Alagòn...

  10. #10
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    Secondo me Casula queste interviste le fa perché non si accontenta del premio bidone e, prima che sia troppo tardi, vuole avere il super-bidone per le scorie mentali alla carriera...
    Vi prego, diamoglielo e lasciamo che ci lasci in pace..

 

 
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