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Discussione: un giudizio..

  1. #11
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    non sono il tipo che non legittima chi la pensa diversamente da me... anche se ultimamente sono intollerante
    io comunque non credo di aver dato la colpa a nessuno... questa è la vita... gli stati e quella che tu credi sia l'Italia non è stata fondata romanticamente... ma questo gia lo sai...
    Bustianu C. circa 4 anni fa disse che se fosse entrato in regione avrebbe iniettato ai sardi una siringa di autostima.
    da fuori credo che i sardi abbiano poca stima di loro stessi (fatta eccezione ecc..) questo è dovuto al fatto che le persone hanno tramandato qualcosa della sardegna eroica (nelle poesie) mentre l'alfabetizzazione italiana ha distolto-credo- questi simboli eroici e cercando di sostituirli con i propri. Un pò come il Santo Natale e la festa del Dio Sole. nel farlo hanno attuato una sofisticata azione di cancellazione della nostra identità>essere sardi>europei>cittadini del mondo>esseri umani...
    francamente ti dico che per me esiste una sola madre, la terra sarda, l'italia e gli italiani sono tutti cugini come i francesi, spagnoli, catalani, baschi, corsi, con i quali sarebbe bello intraprendere rapporti economici (come si sta gia facendo, d'altronde) però a me e credo a molti indipendentisti la parola "straniero" suona male. quando viengono da me amici catalani, a me dispiace che molte persone di qui li prendono per stranieri o, peggio ancora, per Spagnoli!
    spero che anche tu non penserai alle cavolate che dicono in giro che gli indipendentisti vogliono ChIUDERSI nella loro tana, ballare solo "su ballu tundu" intorno ai nuraghes ecc...?
    spero di no!
    però sai che molti punti dei programmi di SNI di 10 anni fa circa sono mooolto simili(almeno credo di aver capito) a punti di programmi di partiti unionisti di oggi.
    va beh! mi dispiace ma io la politica la seguo solo per questioni di difesa della mia lingua... del resto mi annoia anche se ne capisco la grande importanza e capisco il fatto che se ne parli sempre di meno rispetto a prima. infatti, oggi si parla più di trasmissioni tv trash che di altro... ma credo che sotto sotto sia politica anche quella.
    ripeto, hai tutto il mio rispetto per quello che pensi ma non posso continuare questa conversazione per i motivi di sopra... magari un giorno ci vedremo tete a tete... non si sa mai...

  2. #12
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    Ma gia la lotta per la lingua è politica, quindi questa è più che mai valida!
    CCS - SNI

  3. #13
    virtute siderum tenus
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    In Origine postato da Tomatito

    Bustianu C. circa 4 anni fa disse che se fosse entrato in regione avrebbe iniettato ai sardi una siringa di autostima.
    ...............
    spero che anche tu non penserai alle cavolate che dicono in giro che gli indipendentisti vogliono ChIUDERSI nella loro tana, ballare solo "su ballu tundu" intorno ai nuraghes ecc...?
    spero di no!
    Dunque, sull'iniezione d autostima del Sig. Bastianu ho forti dubbi.... probabilmente avrebbe istigato i sardi al rancore e alla secessione, facendo illudere loro d avere autostima. Credo ke avrebbe fatto come un Borghezio o un Bossi.
    Cmq, mi rendo conto ke questi sono pensieri di uno troppo lontano dalle vostre tesi quindi potrei nn comprendere.

    Per quanto concerne il discorso "su ballu tundu"
    Io ho fatto un percorso di studi ke mi ha avvicinato moltissimo alla Spagna... sono tra quelli ke definirebbero un hispanista (anche se, ke nessuno mi tocchi l'ITALIA ).
    Conosco abbastanza bene gli spagnoli e vado molto spesso laggiù.
    La più grande fortuna è stata quella d avere intensi rapporti con una famiglia CATALANA, per di più fortemente "catalanista".

    Ormai le nostre due famiglie sono diventate molto amiche e ci frequentiamo spesso, li conobbi durante una crociera ai caraibi quindi di certo non in ambienti da "ballu tundu", ma nel tempio del capitalismo e dell'occidentalismo.
    Stando nel loro ambiente ho potuto comprendere come "l'autonomismo indipendente", come lo definirei io, è una realtà possibile. La CATALUNYA rappresenta quanto di meglio nel panorama europeo, nn hanno movimenti terroristici, sono ricchi ed efficenti e con Madrid hanno rapporti critici ma cmq sempre costruttivi.
    Io sono un nazionalista però mi rendo conto ke il modello catalano funziona, bene.

    Un modello autonomistico sardo? ASSOLUTAMENTE NO, sono totalmente contrario perché ritengo ke noi sardi nn abbiamo le capacità organizzative per essere competitivi socialmente ed economicamente nel mondo globalizzato.

    Abbiamo avuto e abbiamo delle MENTI incredibili, degli uomini ke hanno lasciato nella storia una pagina di CULTURA vera immensa.
    Ma purtroppo nn ritengo ke una Sardegna indipendente (o addirittura fuori dalla Repubblica Italiana) possa essere vincente.

    E' il mio pensiero ovviamente, discutibile e agli antipodi dal vostro... ma la penso così ragazzi ke ci posso fare.

    Vi saluto, grazie cmq x l'accoglienza.. mi ha fatto davvero piacere parlare con voi

  4. #14
    Indipendentista sardu
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    mi spiace ma noto che confondi spesso e volentieri il significato dei vocaboli "autonomismo" e "indipendentismo", nonchè di "sardismo" e "indipendentismo".

    Fortunatamente la situazione politica della Sardegna è lontana anni luce da come tu la auspichi: l'autonomismo filo-sardista è entrato a far parte dei programmi di TUTTE le forze politiche anche unioniste isolane, ormai tutti (anche AN) riconoscono l'esistenza della NAZIONE SARDA (ah, la nazione è qualcosa di obiettivo, e non si identifica con un'entità statuale, anche qui ho visto che tendia far confusione), e la creazione quanto più veloce del bilinguismo.

    da come parli del signor Bustianu Cumpostu pare che non sappia nemmeno chi sia, solo il fatto di paragonarloa Bossi o Borghezio mi fa sbellicare dalle risate.

    Ho molto rispetto delle idee di chiunque, ma mi fa ridere sentire luoghi comuni secondo i quali gli indipendentisti si auto-isolano, e poi sentendo parlare sedicenti "nazionalisti italiani" (una categoria obiettivamente rara in Sardegna) sardi mi accorgo che politicamente non conoscono nemmeno le basi della politica isolana.

    Queste cose le sto dicendo con calma e serenità, non sono (e non siamo) abituato a provocare, sto solo dicendo ciò che ho osservato.


    Nel forum di iRS ho notato che hai detto che la Lingua Sarda non la capiscono nemmeno i sardi di zone diverse, ma anche questo denota una certa alienazione dal contesto, forse dovuta al fatto che tu stesso sei cresciuto in un ambiente in cui la Lingua va disfacendosi, e non puoi trarre personalmente le dovute conclusioni. Nell'ambito della Lingua Sarda (varianti Campidanese e Logudorese) la comprensione è al 100%, se poi fai parlare un Sardofono con un Sassarese (che non è un idioma sardo-romanzo) o un Gallurese o un Catalano-Algherese, è facile che l'intercomprensione cala brutalmente, ma la ragione è chiara: si è usciti dall'ambito linguistico sardofono, che comunque riguarda quasi il 90% dell'isola. Mi spiace molto notare che esistono certi miei coetanei (siamo entrambi dell'82) che sono così isolati culturalmente e politicamente dal contesto sardo, un contesto che in questi ultimi anni sta rivoluzionandosi, torno per esempio a fare l'esempio del simil-sardismo e nazionalitarismo sardo che permea ormai tutte le forze politiche.



    A si biri cun amistadi

  5. #15
    virtute siderum tenus
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    In Origine postato da Cristianu
    mi spiace ma noto che confondi spesso e volentieri il significato dei vocaboli "autonomismo" e "indipendentismo", nonchè di "sardismo" e "indipendentismo".......................
    Da come mi descrivi sembra ke io sia uno di quei fighetti cagliaritani ignoranti ke pensano solo ad andare a prendere l'aperitivo al bar..

    T assicuro ke la politica è d mio vivo interesse e ke seguo le vicende regionali.

    Conosco CUMPOSTU, l'ho sentito parlare più volte, ma nn mi piace mi dispiace.

    Inoltre, su quanto tu dici nn sono d'accordo: i partiti fanno finta d interessarsi "alla causa sarda", ma in realtà (senza distinzione d colore) nn gliene frega niente a nessuno.
    Voi invece sì ke c credete, ed è per questo ke mi paice confrontarvi con voi.

    Io sicuramente nn ho la cultura ke hai tu in materia (notare ke nn ho detto le conoscenze.. parlo proprio d background), ma ritengo ke possa capirvi abbastanza bene e mi dispiace, nn è ke sono confuso... nn condivido proprio le vostre idee.

    Cmq, ciò nn toglie ke mi fa piacere parlare con te e con gli altri.

    T posto un'intervista d un professore ke, come diciamo volgarmente qui a Cagliari... ne caga!
    Parla d sardi e d sardità... io la penso come lui.

    A si biri ammigu

  6. #16
    virtute siderum tenus
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    “Il Sardo è folle, stupido e cattivo”. L’intervista a Francesco Cesare Casula offre un punto di vista molto diverso da quello che va di moda in questo momento: la sardità è un valore che sta rinascendo in politica e nella vita sociale.
    Professore di storia mediterranea, settantenne, sposato con tre figli, nato a Livorno e figlio di sardi, residente da decenni nell’isola, consigliere culturale durante la presidenza di Cossiga dall’85 al 92, Casula ha una visione della storia sarda e della persona sarda totalmente opposta rispetto a quella di Giovanni Lilliu, presidente onorario dell’associazione I Sardi.

    Signor Casula, che opinione ha del professor Lilliu?

    Premetto subito una cosa: io stimo molto Lilliu, che è stato mio insegnante. È una splendida persona, ma trovo che la sua filosofia sia molto “ingessata”.

    Può spiegare cosa intende per filosofia “ingessata”?

    È un tipo di filosofia molto forzata, un po’ tirata per i capelli. Lilliu sostiene che i sardi sono sempre stati vinti, ma che ogni tanto si sono ribellati ai vincitori.

    Dove sta l’errore?

    Anzitutto l’idea è sbagliata in partenza, anche dal punto di vista scientifico. Perché le cose non sono andate così.

    E come andarono?

    In Sardegna ci furono i giudicati, belli, moderni e autonomi. In seguito nacque il Regno di Eleonora d’Arborea, che non aveva nulla da invidiare agli altri stati italici. Non siamo sempre stati dei ‘vinti’. Io rinnego la ‘resistenziale sarda’ concepita dal professor Lilliu, e l’autocommiserazione che ne segue. Perché, invece, la Sardegna fu la base per creare l’Italia. Non dimentichiamoci che dal Regno di Sardegna, instaurato insieme ai piemontesi, ebbe origine il Regno d’Italia unita.

    Quindi?

    Quindi io vorrei che si facesse leva proprio su questo punto, per avere il rispetto e l’interesse delle altre regioni italiane ed europee. Invece vedo che si sta puntando all’orgoglio di essere sardo, nato in Sardegna: la ‘sardità’. Che io ripudio. Perché a un fiorentino o a un veneto non gliene frega niente della ‘sardità’. Ma se allo stesso fiorentino, allo stesso veneto, gli fai presente che l’Italia ha avuto origine dal Regno di Sardegna, ecco che ne susciti l’ammirazione e il rispetto. E l’interesse.

    In modo da proporsi come fieri creatori della nazione italiana? Come vincitori?

    Esatto. Voglio che questo merito sia riconosciuto. Ecco rovesciata completamente la filosofia di Lilliu, che ci vorrebbe oppressi e falliti. Ma io dico basta, all’antropologia del sardo vinto e battuto, ma orgoglioso e forte.

    Ma il Regno di Sardegna non aveva una struttura solo piemontese? Di sardo aveva solo il nome.

    Non c’entra niente, in Sardegna sono state create delle statualità e contano queste, non i sardi in sé. Anche se non fu fatto dai sardi, il Regno era comunque in Sardegna. Il Cagliari Calcio ha 9/11 di non-sardi in formazione, però lo si tifa. Perché è una squadra di Cagliari, della nostra città.
    Cos’è la sardità per lei?

    Non esiste affatto, la sardità. È solo un modo per piangersi addosso.

    È una definizione un po’ riduttiva, no?

    Non lo è affatto. Io sono nato a Livorno, ma sono sardo. I miei genitori erano sardi, io vivo e lavoro nell’isola da sempre, e parlo da sardo. E mi ritengo tale. Così, come me, anche Gigi Riva, che pure è nato in Lombardia. O può ritenersi sardo solo chi ha il cognome con le ‘u’ dentro?Come Lilliu? O Casula? Si tende a pensare che il sardo sia solo quello originario dell’isola, originario dei nuragici. Che poi, come sostiene Lilliu, si sono ritirati nell’entroterra. E allora, solo loro si devono considerare sardi?

    In un editoriale scritto qualche tempo fa sull’ Unione Sarda, lei definì i Sardi: cattivi e stupidi. Perché?

    Perché è vero. Siamo un milione e mezzo di persone. Pochini. Eppure abbiamo una percentuale alta, mostruosamente alta di delitti efferati. Di violenza. Non parlo di omicidi passionali, o dovuti a motivi economici. E non faccio un paragone nemmeno con la mafia o la camorra, che sono associazioni a delinquere con finalità economiche.

    E allora a cosa si riferisce?

    Al fatto che qui in Sardegna ci si ammazza per motivi stupidi, folli. A esempio, perchè un tale si è rifiutato di bere al bar con noi. Rancori covati per anni, repressi, che poi esplodono. Si ammazzano le ragazzine con le fucilate, da noi. I motivi? Magari per invidie e torti spesso solo immaginati.

    Non è così in tutta Italia, in tutto il mondo?

    Qua in modo particolare. Basta pensare a Roma, che ha tre milioni e più di abitanti. Eppure, non ci sono nove delitti efferati al giorno, in tutta la città. Come invece succede da noi.

    Ci sono zone in cui avvengono due omicidi ogni dieci anni.

    Certo, ci sono zone più o meno violente.

    Quindi non c’è il pericolo di fare generalizzazioni superficiali? Come si dice: “di tutta l’erba un fascio”?

    Ma per analizzare una situazione devi prendere in considerazione dati generali. Non si possono studiare i casi singoli. E comunque noi ci proponiamo al mondo attraverso il sardismo e l’identità, ma al mondo non gliene frega niente dell’identità.

    Come mai la politica ha riscoperto questo valore?

    Che valore non è. Si, la sinistra sta proponendo questo concetto ma è tutta una presa in giro.

    Anche la destra, però, ha attinto alla stessa fonte.

    E certo, infatto vale lo stesso discorso che ho fatto per la sinistra.

    (Prof. FRANCESCO CASULA, docente della facoltà di Lettere e Filosofia dell'università di Cagliari)

  7. #17
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    Permettimi un piccolo appunto sull'etimologìa del un termine "secessione":
    Tale termine implica l'appartenenza ad un qualcosa di definito, un pò come (visto che sei della capitale ) se Mulinu Becciu volesse staccarsi da Casteddu e diventare un comune indipendente, o S'Alighera-L'Alguer volesse separarsi dalla Sardegna, ma non la Sardegna che con l'Italia (o quella che viene chiamata tale..da Palermo a ...Trst (Trieste)..pensa un pò che similitudini) ha condiviso appena 143 anni di storia (con tutta la questione dei falsi plebisciti d'annessione e gli errori politici del tempo) e nulla è cambiato se non in peggio!
    Nessuno di noi, a partire dagli indipendentisti, fa la vittima; ci autostimiamo a sufficienza (qualcuno anche troppo) e portiamo avanti anche noi delle esistenze, politiche, sociali e anche economiche, nel senso che molti di noi anche nel loro lavoro tentano di fare qualcosa per la propria terra e di cambiare qualcosa nel loro piccolo..da bravi Nazionalisti (concetto da non confondere con il patriottismo Sciovinista)!
    Stimiamo e stimo personalmente i Catalani (posto nel quale ogni volta che posso vado di corsa*) ed il loro modo di fare politica; stimo i compagni di ERC, la lotta non violenta (scelta nobile e legittima di chi è messo in condizioni di farlo) e all'interno delle istituzioni! Il modello Catalano è ottimo, sempre di più perchè è come un'auto in corsa verso un'indipendenza di fatto... e quindi non è un punto d'approdo, ne per loro e figurarsi per noi che abbiamo sguazzato in un'autonomia di carta straccia (quella che non ti da autonomia, ma ti accentra facendoti diventare un parassita)!
    Noi Sardi siamo capaci in quanto uomini e donne come tutti gli altri, il tutto sta nel liberarci di una palla al piede e di una "matrigna" che non ci ha mai amato e che mai abbiamo scelto di volere in quanto una madre c'è l'avevamo e c'è l'abbiamo gia..... probabilmente dovremo inventarci un "padre", inteso nel senso di una presenza con i cosiddetti "attributi" che supporti il nostro ottimismo di indipendentisti... lo stesso che sta mandando Catalani e Baschi verso una sostanziale indipendenza... questo "padre" si chiama "popolo"!
    CCS - SNI

  8. #18
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    Casula è una specie di O.Fallaci Sardo, parla come se durante i giudicati i Sardi avessero in mente di mettere insieme l'italia, quando non sapevano neppure (si fa per dire) dell'esistenza della Corsica sopra la loro testa... pò caridade...
    CCS - SNI

  9. #19
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    [...] Un modello autonomistico sardo? ASSOLUTAMENTE NO, sono totalmente contrario perché ritengo ke noi sardi nn abbiamo le capacità organizzative per essere competitivi socialmente ed economicamente nel mondo globalizzato.[...]

    solitamente non giudico chi non ha ancora avuto la possibilità di esprimersi come vuole. c'è una massima molto saggia che dice: "non giudicare da come sono ma da come vorrebbero essere".


    non te la prendere, eh? per quanto riguarda Casula... ehm.... non è che hai fatto o stai facendo la tesi con lui?


    per quanto riguarda la lingua... è anch'essa politica! vero! posso assicurare che dal momento che la lingua sarda abbandonerà questa terra, ci saranno delle ripercussioni sociali... non so di quale entità, ma è molto probabile...
    in altre parole: se vuoi salvare la tua Italia, salva la Sardegna.

    tenedi contu...

  10. #20
    virtute siderum tenus
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    No, nn faccio parte della facoltà di LETTERE

    Ovviamente nn sono d'accordo con te, ma su una frase sì (con sfumature e sfaccettature diverse dalle tue naturalmente):

    "se vuoi salvare la tua Italia, salva la Sardegna."

    Purtroppo sento ke stiamo arrivando alla conclusione della nostra discussione riflessiva.

    BUONA VITA A TUTTI Ragazzi!

 

 
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