Dopo aver visto a quali elementi della pseudo cultura italianista fai riferimento, non posso che considerare quanto sia grande il danno che tuttora gli italiani, servendosi soprattutto di menti serve locali, facciano al nostro popolo. Per essere dei "cugini", sono dei pessimi parenti....Il Casula è senz'altro pagato (non in termini diretti, spero, ma indiretti di sicuro: la docenza universitaria, le pubblicazioni che si moltiplicano anche se dice sempre la stessa baggianata, addirittura i fumetti "storici") per predicare come fa sapendo ed ammettendo egli stesso che sono falsità. Perché vi sono menti - non so quanto semplici o quanto maliziose - che gli credono e si fanno forti delle sue parole.
Ecco un altra occasione persa (la prima è l'avatar) da te per fare bella figura.
A noi dispiace che tu non la pensi come noi, ma non ci disperiamo più di tanto. In fondo sei tu che vuoi essere così, nonostante abbia avuto il privilegio di dialogare con persone che ti hanno messo in evidenza la verità con vera, fraterna cortesia.
Devi prendere atto che le basi sulle quali noi fondiamo i nostri ideali non sono opinioni che si possono non condividere, ma dati di fatto che si può solo rifiutare di accettare.
Questa sarebbe la critica generalizzata da muovere a moltissimi sardi: quella di non voler accettare ciò che inconfutabilmente non può essere negato, se non rinnegando sé stessi e il proprio popolo.
Come il fatto che noi assolutamente NON siamo italiani, che il nostro territorio (anche geograficamente) non fa parte dell'italia, che costituiamo una nazione ben chiara e distinta da ogni altra, che abbiamo un'altra lingua di cui si sta per perdere la memoria pratica (anche se non a livello culturale, grazie però ad un insigne studioso tedesco), perché ce ne è stata imposta un'altra.
Noi troviamo scusanti anche per loro nell'appiattimento e nell'effetto genocidio ottenuto dallo stato italiano con i suoi metodi, ma talvolta non basta per giustificare la loro miopia o sordità.
Sei giovane, crescerai. Spero però che tu abbia uil coraggio di sottoporre a severa meditazione tutte le fandonie che ti hanno insegnato a scuola.




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