George W. Bush giura: "proteggere l'America è la mia missione"
A Washington la solenne cerimonia. Presenti gli ex inquilini della Casa Bianca. Prima ha giurato il vice Cheney. Poi il presidente: "Io, George Walker Bush, giuro solennemente che svolgerò fedelmente l'incarico di presidente degli Stati Uniti". Così è iniziata ufficialmente il secondo mandato
Mano destra alzata, la sinistra sulla Bibbia.
E poi la frase di rito, pronunciata sulla scalinata del Capitol Hill accanto alla moglie Barbara e davanti al giudice della Corte Suprema, l'ottuagenario William Rehnquist.
"Io, George Walker Bush, giuro solennemente che svolgerò fedelmente l'incarico di presidente degli Stati Uniti e mi impegnerò a preservare, proteggere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti. Che Dio mi aiuti".
L'era di Bush, atto secondo, inizia ufficialmente a mezzogiorno in punto (le 18 in Italia).
IL DISCORSO
Bush, che inizia il suo secondo mandato con la percentuale di consensi più bassa tra i presidenti
rieletti con l'eccezione di Richard Nixon, ha detto nel suo discorso inaugurale che "conosciamo le
divisioni, che debbono essere sanate per progredire su grandi obbiettivi, e mi impegnerò in buona
fede per raggiungerli".
Bush ha anche promesso solennemente di far progredire la democrazia all'estero per "spezzare il regno dell'odio e del risentimento" nel suo discorso, pronunciato in un giorno di neve davanti a
migliaia di persone radunatesi davanti al Campidoglio per una cerimonia guardata in tv da milioni di
telespettatori.
Bush ha sottolineato l'importanza degli alleati degli Usa in un momento in cui molti leader
mondiali sono preoccupati di una seconda presidenza Bush e vogliono essere maggiormente
consultati.
"Tutti gli alleati degli Usa possono saperlo: onoreremo la nostra amicizia, contiamo sui vostri consigli e dipendiamo dal vostro aiuto", ha detto.
Molti leader, emarginati dalla politica estera di autocrazia e dalla guerra in Iraq di Bush avrebberopreferito che il candidato repubblicano perdesse. Dal momento della sua vittoria, hanno raccomandato con insistenza che ascolti e presti più attenzione ai consigli.
Ma nei circa 17 minuti del suo discorso non ha mai pronunciato la parola Iraq - o il nome di qualsiasi altro paese - né ha fatto un riferimento articolato agli attentati dell'11 settembre 2001, che cambiarono il volto del suo primo mandato alla Casa Bianca, parlando del "giorno di fuoco" in cui "abbiamo constatato la nostra vulnerabilita' e abbiamo scoperto la sua sorgente più profonda" per affermare: "il mio dovere più solenne è di proteggere questa nazione e il suo popolo da ulteriori attacchi e minacce emergenti".
"Qualcuno ha, poco saggiamente, deciso di saggiare la determinazione dell'America, e si è accorto che è ferma", ha aggiunto.
LA CERIMONIA
Sul palco, oltre alla famiglia Bush al gran completo, la moglie Barbara, le gemelle Jenna e Barbara ed il fratello del presidente, il governatore della Florida, Jeb, vi sono tre ex presidenti, cioè Bill Clinton, George Bush e Jimmy Carter.
Il protocollo prevede che, prima di Bush, giuri il suo vice Dick Cheney.
La cerimonia viene seguita dal Mall da centinaia di migliaia di americani nonostante il freddo pungente.
AGENTI DAPPERTUTTO
Intorno alla Casa Bianca e sui prati antistanti l'edificio, unità dei corpi speciali sono schierati con i fucili d'assalto in bella mostra mentre gli elicotteri volteggiano sulla zona "off limits" e unità marittime pattugliano il fiume Potomac.
Seimila agenti di polizia e 7.000 unità dell'esercito sono stati mobilitati per garantire la sicurezza e pattugliare le strade intorno alla residenza presidenziale, impenetrabili a chiunque non abbia l'invito speciale predisposto per gli ospiti.
LE PROTESTE ANTIGUERRA
Nonostante le rigidissime misure di sicurezza, non mancano manifestazioni di dissenso.
Le proteste contro "l'incoronazione" di Bush II si svolgono non solo a Washington - dove i manifestanti hanno invitato a voltare le spalle al passaggio del corteo presidenziale lungo Pennsylvania Avenue - ma anche in altre città - tra le quali San Francisco, Los Angeles, Seattle, Detroit - dove migliaia di persone scendono in piazza.
Il tema principale dei sostenitori anti-Bush è la guerra in Iraq: a San Francisco, ad esempio, sono stati montati enormi cartelloni con le foto dei soldati morti in Iraq.
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