Voglio fare un'eccezione e ti rispondo perchè ti compoprti da person a educata.In Origine postato da Tomatito
ascolta...
vai a vedere la carta delle nazioni di Batasuna, le posizioni dell'ONU, considera che la differenza dialetto-lingua, che tu consideri sottile (rispetto a che cosa oppure quanto sottile?)
per quanto riguarda la lingua, iio ricordo che un certo Frederich Diez, ......
Evidentemente non mi sono saputo spiegare.
Abbiamo fatto una disquisizione sulla "lingua" sarda del tutto ininfluente rispetto a ciò che io chiedevo.
Che molti considerino l'idioma che si parla in Sardegna una lingua lo so bene. Ma vi sono altri che lo considerano un dialetto. Io, con il vostro permesso, e senza la pretesa di essere nel giusto, ho l'opinione di questi ultimi. Ma la mia opinione vale meno di zero perchè non sono un esperto in materia e neppure uno studioso. Tuttavia Rohlf non è un signore qualunque, era un professore emerito di storia e letteratura romanza dell'Università di Tubinga ed il MAGGIORE ESPERTO AL MONDO di dialetti italiani, intendendo per dialetti italiani non quelli che derivano direttamente dal toscano (che sarebbero molto pochi) ma quelli che si parlano nell'area della penisola e delle isole italiane, che nascono da un ceppo comune, che si sono formati con processi analoghi e che sono contigui per grammatica, sintassi, e, soprattutto, lessico.
Il confine tra lingua e dialetto è - secondo i più - molto sottile ed ogni dialetto potrebbe diventare lingua se condizioni storiche, politiche e di sviluppo lo consentono: E' divenuto lingua il maltese che a me sembra un brutto dialetto formatosi con un misto di residui semitici e siciliani. Sarebbero divenuti "lingua", al posto dell'italiano, il siciliano o il napoletano o il veneto se si fossero verificate alcune condizioni invece che altre.
Io mi attengo alla definizione di dialetto che da il Devoto Oli: "Sistema linguistico di ambito geografico limitato, che soddisfa solo alcuni aspetti (ad es. il poplare e l'usuale) e non altri (p.es. il letterario o il tecnico) delle nostre esigenze espressive."
In Calabria esistono le c.d. "limgue minoritarie" che sono limitatissimi dialetti, pure brutti: albanese, greco-bizantino o grecanico, occitano. Costituiscono un arricchimento ed un reperto storico che va salvaguardato e conservato con ogni cura e con amore, ma dire che sono "lingua" a me sembra ridicolo.
Tutto questo però con la mia domanda non ci azzecca.
Io volevo capire il vostro essere "indipendentisti" e perchè, che il sardo sia una lingua oppure no.




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