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Discussione: domande per voi

  1. #1
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    Predefinito domande per voi

    Non sto certo dalla vostra parte ma nemmeno da quella di certi "sinistri" molto sgraditi nel vostro ambiente. Vorrei solo porre delle domande alle quali mai ho trovato risposta! Saranno scontate, noiose e tutto cio che vi pare...ma mi piacerebbe sapere come voi fascisti la vedete


    1) Se il fascismo è a favore dell'unità nazionale per quale motivo "fascisti da stadio" si piacchiano con tifoserie di altre città (ma pur sempre italiane) ?

    2) Ma davvero nella destra radicale (De Benoist a parte) siete tutti a favore del centralismo e nemici del federalismo o di certe autonomie regionali?

    3) Vi definite, anche se non tutti, fautori di una forma di socialismo in camicia nera ma non vi sembra contraddittorio fare affermazioni del genere salvo poi sostenere un regime che ,al potere, soppresse il diritto di sciopero?

    4) Come mai Rauti e Romagnoli si definiscono paladini dei diritti sociali,nemici dell'America, del sionismo , della massoneria ecc... ma poi fanno l'occhiolino al Berlusca?

    5) Cosa intendete realmente per socializzazione delle fabbriche?? Anche in certi paesi comunisti si operò in questo senso.

    Grazie e ciao

  2. #2
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    Predefinito Re: domande per voi

    In origine postato da Pippo1
    Non sto certo dalla vostra parte ma nemmeno da quella di certi "sinistri" molto sgraditi nel vostro ambiente. Vorrei solo porre delle domande alle quali mai ho trovato risposta! Saranno scontate, noiose e tutto cio che vi pare...ma mi piacerebbe sapere come voi fascisti la vedete


    1) Se il fascismo è a favore dell'unità nazionale per quale motivo "fascisti da stadio" si piacchiano con tifoserie di altre città (ma pur sempre italiane) ?


    1) Rispecchiano la confusione attuale.


    2) Ma davvero nella destra radicale (De Benoist a parte) siete tutti a favore del centralismo e nemici del federalismo o di certe autonomie regionali?

    2) A favore del centralismo NO, per il resto i fascisti SI. ITALIA UNICA E INDIVISIBILE.

    3) Vi definite, anche se non tutti, fautori di una forma di socialismo in camicia nera ma non vi sembra contraddittorio fare affermazioni del genere salvo poi sostenere un regime che ,al potere, soppresse il diritto di sciopero?

    3) Dimmi oggi a cosa e a chi serve lo sciopero????? Ti rispondi da solo. (Terni docet)

    4) Come mai Rauti e Romagnoli si definiscono paladini dei diritti sociali,nemici dell'America, del sionismo , della massoneria ecc... ma poi fanno l'occhiolino al Berlusca?

    4) Una malattia che ancora stanno studiando

    5) Cosa intendete realmente per socializzazione delle fabbriche?? Anche in certi paesi comunisti si operò in questo senso.

    5) I comunisti..? Non credo,


    DECRETO LEGISLATIVO DEL 12 FEBBRAIO 1944, N.375,
    SULLA SOCIALIZZAZIONE DELLE IMPRESE.
    (dalla G.U d’Italia, 30 Giugno 1944, n. 151):


    DECRETO LEGISLATIVO DEL DUCE 12 Febbraio 1944 - XXII, n. 375.

    Socializzazione delle imprese

    IL DUCE DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA
    Vista la Carta del Lavoro;
    Vista la “Premessa fondamentale per la creazione della nuova struttura dell’economia italiana approvata dal Consiglio dei Ministri del 13 Gennaio 1944;
    Sentito il Consiglio dei Ministri;
    Su proposta del Ministro per l’Economia Corporativa di concerto con il Ministro per le finanze e con il Ministro per la Giustizia
    Decreta:


    Titolo 1. – DELLA SOCIALIZZAZIONE DELLA IMPRESA
    Art. 1. (Imprese socializzate) - Le imprese di proprietà privata che dalla data del 1° gennaio 1944 abbiano almeno un milione di capitale o impieghino almeno cento lavoratori, sono socializzate.
    Sono altresì socializzate tutte le imprese di proprietà dello Stato, delle Province e dei Comuni nonché ogni altra impresa a carattere pubblico.
    Alla gestione della impresa socializzata prende parte diretta il lavoro.
    L’ordinamento dell’impresa socializzata è disciplinato dal presente decreto e relative norme di attuazione, dallo statuto di ciascuna impresa, dalle norme del Codice Civile e dalle leggi speciali in quanto non contrastino con il presente decreto.

    Art. 2. (Organi delle imprese socializzate) - Gli organi delle imprese socializzate sono:
    a) per le società per azioni, in accomandita per azioni o a responsabilità limitata: il capo dell’impresa; l’assemblea; il consiglio di gestione; il collegio dei sindaci:
    b) per le altre società e per le imprese individuali: il capo dell’impresa e il consiglio di gestione:
    c) per le imprese di proprietà dello Stato e per le imprese a carattere pubblico che non abbiano forma di società: il capo dell’impresa; il consiglio di gestione; il collegio dei revisori.


    Sezione 1. - Amministrazione delle Imprese socializzate.
    Capo I (Organi delle imprese socializzate) - Amministrazione delle imprese di proprietà privata aventi forma di società.
    Art. 3. (Organi collegiali delle società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata) - Nelle società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata, fanno parte degli organi collegiali, membri eletti dai lavoratori dell’impresa: operai, impiegati tecnici, impiegati amministrativi.

    Art. 4. (Assemblea, consiglio di gestione, collegio sindacale) - All’assemblea partecipano i rappresentanti dei lavoratori, operai, impiegati tecnici, impiegati amministrativi, con un numero di voti pari a quello dei rappresentanti del capitale intervenuto.
    Il consiglio di gestione, nominato dall’assemblea, è formato per metà di membri scelti fra i lavoratori, operai, impiegati tecnici, impiegati amministrativi.
    Il collegio sindacale, pure nominato dall’assemblea, è formato per metà di membri designati dai lavoratori e per metà di membri designati dai soci. Il presidente del Collegio sindacale è scelto fra gli iscritti all’albo dei revisori dei conti.

    Art. 5. (Consiglio di gestione delle società che non sono per azioni, in accomandita per azioni o a responsabilità limitata) - Nelle società non contemplate nel precedente articolo £ il consiglio di gestione è formato da un numero di soci che verrà stabilito dallo statuto della società, e di un egual numero di membri eletti fra i lavoratori dell’impresa, operai, impiegati tecnici, impiegati amministrativi.

    Art. 6. (Poteri del consiglio di gestione) - Il consiglio di gestione delle imprese private aventi forma di società, sulla base di un periodico e sistematico esame degli elementi tecnici, economici e finanziari della gestione:
    a) delibera su tutte le questioni relative alla vita dell’impresa, all’indirizzo ed allo svolgimento della produzione nel quadro del piano nazionale stabilito dai competenti organi di Stato;
    b) esprime il proprio parere su ogni questione inerente alla disciplina ed alla tutela del lavoro nella impresa;
    c) esercita in genere nell’impresa tutti i poteri attribuitigli dallo statuto e quelli previsti dalle leggi vigenti per gli amministratori, ove non siano in contrasto con le disposizioni del presente provvedimento;
    d) redige il bilancio dell’impresa e propone la ripartizione degli utili ai sensi delle disposizioni del presente decreto e del Codice Civile.

    Art. 7 (Votazioni) - Nelle votazioni tanto dell’assemblea quanto del consiglio di gestione, prevale, in caso di parità di voti, il voto del capo dell’impresa che di diritto presiede i predetti organi sociali.

    Art. 8 (Cauzione dei membri del consiglio di gestione) - I membri dei consigli di gestione eletti dai lavoratori sono dispensati dall’obbligo di prestare cauzione.

    Art. 9 (Capo dell’impresa) - Nelle società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata il capo dell’impresa è eletto dall’assemblea fra persone di provata capacità tecnica o amministrativa nell’impresa o fuori.
    Nelle altre imprese aventi forma di società il capo dell’impresa è nominato fra soci con le modalità previste dagli atti costitutivi, dagli statuti e dai regolamenti delle società stesse.

    Art. 10. (Poteri del capo dell’impresa) - Il capo dell’impresa dirige e rappresenta a tutti gli effetti l’impresa stessa; convoca e presiede l’assemblea, nelle imprese in cui esiste; convoca e presiede altresì il consiglio di gestione.
    Egli ha la responsabilità ed i doveri di cui ai successivi articoli 22 e seguenti e tutti i poteri riconosciutigli dallo statuto, nonché quelli previsti dalle leggi vigenti, ove non contrastino con le disposizioni del presente decreto.


    Capo II - Amministrazione delle imprese di proprietà privata individuale.
    Art. 11. (Consiglio di gestione) - Nelle imprese individuali viene costituito un consiglio di gestione composto di almeno tre membri eletti, secondo il regolamento dell’impresa, dai lavoratori: operai, impiegati amministrativi, impiegati tecnici.

    Art. 12. (Capo dell’impresa - Poteri del consiglio di gestione) - Nelle imprese individuali l’imprenditore, il quale assume la figura giuridica di capo dell’impresa con la responsabilità e i doveri di cui ai successivi articoli 22 e seguenti, è coadiuvato nella gestione della impresa stessa dal consiglio di gestione.
    L’imprenditore, capo dell’impresa, deve riunire periodicamente e almeno una volta al mese il consiglio, per sottoporgli le questioni relative alla vita produttiva dell’impresa, ed ogni anno alla chiusura della gestione per l’approvazione del bilancio e il riparto degli utili.


    Capo III - Amministrazione delle imprese di proprietà dello Stato.
    Art. 13. (Capo dell’impresa) - Il capo dell’impresa di proprietà dello Stato è nominato con decreto del Ministro per l’Economia Corporativa di concerto con il Ministro delle Finanze su designazione dell’Istituto di Gestione e Finanziamento, tra i membri del consiglio di gestione dell’impresa o fra altri elementi dell’impresa stessa o di imprese del medesimo settore produttivo, che diano speciali garanzie di comprovata capacità tecnica o amministrativa.
    Il capo dell’impresa ha la responsabilità ed i doveri di cui ai successivi art. 22 e seguenti ed i poteri che saranno determinati dallo statuto di ogni impresa.

    Art. 14. (Consiglio di gestione) - Il consiglio di gestione è presieduto dal capo dell’impresa ed è composto di rappresentanti eletti dalle varie categorie dei lavoratori dell’impresa: operai, impiegati tecnici, impiegati amministrativi, nonché di almeno un rappresentante proposto dall’Istituto di Gestione e Finanziamento e nominato dal Ministro per l’Economia Corporativa di concerto con il Ministro per le Finanze.
    Le modalità di elezione ed il numero dei membri del consiglio saranno determinati dallo statuto dell’impresa.
    Nessuno speciale compenso, salvo il rimborso delle spese, è dovuto ai membri del consiglio di gestione per tale loro attività.

    Art. 15. (Poteri del consiglio di gestione) - Per i poteri del consiglio di gestione delle imprese di proprietà dello Stato, valgono le norme contenute nel precedente articolo 7.

    Art. 16. (Costituzione del collegio dei revisori) - Il collegio dei revisori delle imprese di proprietà dello Stato è costituito con decreto del Ministro per l’Economia Corporativa di concerto con il Ministro per le Finanze, su designazione dell’Istituto di Gestione e Finanziamento.
    Il compenso dei revisori è determinato dall’Istituto di Gestione e Finanziamento

    Art. 17. (Approvazione del bilancio e riparto degli utili; deliberazioni eccedenti l’ordinaria amministrazione) - Nelle imprese di proprietà dello Stato il bilancio e il progetto di riparto degli utili sono proposti dal consiglio di gestione ed approvati dall’istituto di Gestione e Finanziamento.
    Gli aumenti, le riduzioni di capitale, le fusioni, le concentrazioni, nonché lo scioglimento e le liquidazioni delle imprese di proprietà dello Stato sono proposte dall’Istituto di Gestione e Finanziamento, sentito il consiglio di gestione delle imprese interessate e approvati dal Ministro dell’Economia Corporativa di concerto con il Ministro delle Finanze e con gli altri Ministri interessati.


    Capo IV - Amministrazione delle imprese a carattere pubblico
    Art. 18. (Amministrazione delle imprese a carattere pubblico) - L’Amministrazione delle imprese a carattere pubblico sarà regolata dalle norme di cui al capo I di questa sezione, quando le imprese stesse siano costituite in forma di società. In tutti gli altri casi si applicheranno le norme di cui al capo terzo.


    Capo V - Disposizioni comuni ai capi precedenti.
    Art. 19. (Statuti e regolamenti delle imprese di proprietà privata) - Tutte le imprese private aventi forma di società dovranno provvedere ad adeguare gli statuti alle norme contenute nel presente decreto; le imprese private individuali dovranno anch’esse redigere uno statuto.
    Gli statuti saranno sottoposti all’approvazione del Ministero dell’Economia Corporativa il quale li trasmetterà al Tribunale competente per territorio per la trascrizione nel registro delle imprese previsto dal codice civile.
    Il Ministro per L’economia Corporativa stabilirà con propri decreti il termine entro il quale le diverse categorie di imprese dovranno presentare i nuovi statuti all’approvazione.

    Art. 20. (Atti costitutivi e statuti delle imprese di proprietà dello Stato e delle imprese a carattere pubblico) - Gli ordinamenti, gli atti costitutivi e gli statuti delle imprese di proprietà dello Stato e delle imprese a carattere pubblico, come pure ogni loro modificazione, sono approvati con decreto del Ministero per l’Economia Corporativa di concerto con il Ministro per le Finanze e con gli altri Ministri interessati.

    Art. 21. (Modalità di elezione dei rappresentanti dei lavoratori) - I rappresentanti dei lavoratori chiamati a far parte degli organi delle imprese socializzate, sono eletti con votazione segreta da tutti i lavoratori dell’impresa, operai, impiegati amministrativi, impiegati tecnici, fra i lavoratori delle singole categorie che abbiano almeno 25 anni di età ed almeno 5 anni di appartenenza all’impresa e che abbiano inoltre dimostrato fedeltà al lavoro e provata capacità tecnica e amministrativa



    Grazie e ciao
    :


    prego e ciao

  3. #3
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    Perdona/te la mia pignoleria

    1) Sul vocabolario ho letto che "socializzazione" è sinonimo di "collettivizzazione". Quali,allora, le reali differenze?

    2) Non voglio esprimere un giudizio sullo sciopero ma è innegabile che alcuni sindacati collocati ,piu' o meno, nell'ambito della destra radicale (da quello di Forza Nuova alla Ugl) siano scesi in piazza partecipando ad alcuni scioperi

    Lessi il "Mein Kampf" circa 6 anni orsono quindi non ho ricordi molto nitidi. Mi pare ,pero', che Hitler legittimo' lo scioperò finchè non fosse nato lo stato Nazionalsocialista. ricordo bene?

  4. #4
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    In origine postato da Pippo1
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    1) Sul vocabolario ho letto che "socializzazione" è sinonimo di "collettivizzazione". Quali,allora, le reali differenze?

    1) Io leggerei la Legge più che i vocabolari.

    2) Non voglio esprimere un giudizio sullo sciopero ma è innegabile che alcuni sindacati collocati ,piu' o meno, nell'ambito della destra radicale (da quello di Forza Nuova alla Ugl) siano scesi in piazza partecipando ad alcuni scioperi

    2) Appunto... conclusione ??????????

    Lessi il "Mein Kampf" circa 6 anni orsono quindi non ho ricordi molto nitidi. Mi pare ,pero', che Hitler legittimo' lo scioperò finchè non fosse nato lo stato Nazionalsocialista. ricordo bene?


    Io non mi permetto di parlare di Hitler, sono cose che non mi interessano.

  5. #5
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    In origine postato da Pippo1
    Perdona/te la mia pignoleria

    1) Sul vocabolario ho letto che "socializzazione" è sinonimo di "collettivizzazione". Quali,allora, le reali differenze?

    2) Non voglio esprimere un giudizio sullo sciopero ma è innegabile che alcuni sindacati collocati ,piu' o meno, nell'ambito della destra radicale (da quello di Forza Nuova alla Ugl) siano scesi in piazza partecipando ad alcuni scioperi

    Lessi il "Mein Kampf" circa 6 anni orsono quindi non ho ricordi molto nitidi. Mi pare ,pero', che Hitler legittimo' lo scioperò finchè non fosse nato lo stato Nazionalsocialista. ricordo bene?
    Hai ragione, non c'è una reale differenza tra socializzazione e colletivizzazione.
    ma se ti spingi a leggere un qualsiasi testo di Diritto Costituzionale Comparato ti accorgerai che tra Il regime fascista e quello comunista c'è una sola differenza di fondo. Ricordo bene?
    Circa lo sciopero, che ne diresti di risolvere con un sano "corporativismo"? Dove siano paritariamente rappresentati lavoratori e datori di lavoro con parità di diritto di voto?

    "Mein Kampf"? e che centra? siamo Italiani....mica tedeschi.
    Giuseppe

  6. #6
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    PER NATOW

    1) Ho letto la legge e mi pare che sia un "socialismo partecipativo" e non propriamente collettivista. Se sbaglio correggimi tu!

    2) Conclusione?? Che ci capisco meno di prima! Tu stesso (anche se non so a quale "branca" del fascismo fai riferimento) ti sei dichiarato perplesso riguardo lo sciopero ...vorrà dire che non ami i due sindacati menzionati!

    3) allora chiedero' a chi si riconosce nel nazionalsocialismo. C'è ,però, da segnalare il fatto che Mussolini apprezzava molto Sorel il quale, a sua volta, apprezzava molto lo sciopero generale (al punto di mitizzarlo). Come mai Mussolini cambio' idea riguardo questo tema?

  7. #7
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    In origine postato da Pippo1
    PER NATOW

    1) Ho letto la legge e mi pare che sia un "socialismo partecipativo" e non propriamente collettivista. Se sbaglio correggimi tu!

    1) Mi spieghi la differenza tra socialismo partecipativo e collettivizzazione?


    2) Conclusione?? Che ci capisco meno di prima! Tu stesso (anche se non so a quale "branca" del fascismo fai riferimento) ti sei dichiarato perplesso riguardo lo sciopero ...vorrà dire che non ami i due sindacati menzionati!

    2) Concordo pienamente col pensiero de il siciliano sul corporativismo. (hai letto mai qualche cosa in proposito?)

    I Fascisti veri e gli "altri"

    Intendiamoci: non parliamo di quelli che una facile demagogia pennivendola e politichese vorrebbe enumerare e definire come, i "fascisti verdi", i "fascisti rossi", i "fascisti ruandesi", i "fascisti somali", i "fascisti burundesi", i "fascisti serbi" e chi più ne ha, più ne metta...Lo stesso dicasi dei cosiddetti "naziskin", degli "ultras delle curve sud", degli "holligans neri", dei "rockers bruni", degli "xenofobi" o dei "razzisti" di tutte le risme, dei "clerico-fascisti", dei "demo-fascisti", dei "post-fascisti", degli "abiuro-fascisti", ecc.Tutta questa gente, infatti, se «fascista» la volessimo davvero definire, potrebbe al massimo corrispondere alla classica immagine stereotipica che l'antifascismo militante, negli ultimi cinquantasette anni, si è sforzato di produrre e di divulgare sul fascismo, per meglio avvilirlo e meglio diffamarlo. Uguale constatazione per coloro che preferiscono definirsi di destra o di estrema destra, ispirandosi in buona (o in cattiva?) fede al Fascismo. Ancora una volta, trattasi di un genere di «fascisti» che sono facilmente recuperabili dall'antifascismo. Il XVII Congresso del MSI, in quel di Fiuggi, mi sembra, ne abbia data una prova più che esauriente! Gli «scioglitori ufficiali» del MSI, infatti, ed i componenti dell'attuale Alleanza Nazionale, non sono, come si potrebbe credere, dei traditori o dei transfughi dell'ideologia fascista. Sono semplicemente quello che sono sempre stati: uomini di destra o, se preferite, dei «fascisti», come l'antifascismo voleva che fossero! «Pares cum paribus facillime congregantur», direbbero i Latini. È bene quindi che se ne siano andati con i loro simili! Riveniamo ai Fascisti, questa volta, quelli veri. Quelli, cioè, che, direttamente o indirettamente, si ispirano al corpus politico, economico e sociale mussoliniano ed alla visione del mondo che da esso ne deriva.

    (Alberto Mariantoni)



    3) allora chiedero' a chi si riconosce nel nazionalsocialismo. C'è ,però, da segnalare il fatto che Mussolini apprezzava molto Sorel il quale, a sua volta, apprezzava molto lo sciopero generale (al punto di mitizzarlo). Come mai Mussolini cambio' idea riguardo questo tema?

    3) Vedi numero 2. certo che fino a quando non ci sarà il corporativismo, concordo con il diritto di sciopero.

    p.s. per quanto riguarda il nazionalsocialismo, chiedi a qualche tedesco.





  8. #8
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    1) socialismo partecipativo non implica l'abolizione della proprietà privata ma solo la gestione di certe risorse da parte dei lavoratori. La collettivizzazione si sa cos'è! Collettivizzazione delle terre,delle fabbriche ecc...

    2) Si' so cosa è il corporativismo

    3) concordo: lasciamo perdere il discorso su "veri" o "finti" fascisti perche' sennò ci metteremo dentro pure gli anarchici di destra o Burzum

    4) ok

    5) ho capito! non ti preoccupare!

  9. #9
    fedalmor
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    Predefinito Re: domande per voi

    In origine postato da Pippo1
    1) Se il fascismo è a favore dell'unità nazionale per quale motivo "fascisti da stadio" si piacchiano con tifoserie di altre città (ma pur sempre italiane) ?
    1) Quelli non sono fascisti, sono imbecilli (e te lo dice uno che ci ha passato un paio d'anni in quella massa amorfa di cerebrolesi);


    2) Ma davvero nella destra radicale (De Benoist a parte) siete tutti a favore del centralismo e nemici del federalismo o di certe autonomie regionali?
    2) Certo. Bisogna vedere cosa intendi per autonomie regionali. Se s'intende che a livello economico si debba favorire l'industria tessile laddove ve ne siano i presupposti e l'agricoltura altrove... d'accordo... ma se parli di favorire i dialetti, mettere cartelli in 'doppia lingua', amministrare il denaro pubblico in boiate d'arredo urbano, consentire che vi sia una disparità di risorse statali, etc... allora mi trovi assolutamente contrario. Aumentare di un grado di giudizio i processi, foraggiare ulteriori parlamentini e sovrapporre ulteriori norme al già corposo diritto nazionale è un suicidio.


    3) Vi definite, anche se non tutti, fautori di una forma di socialismo in camicia nera ma non vi sembra contraddittorio fare affermazioni del genere salvo poi sostenere un regime che ,al potere, soppresse il diritto di sciopero?
    3) La domanda sorge spontanea: i comunisti - storicamente - cos'hanno fatto? Noi non sosteniamo alcun regime, il regime fascista - che non tutti incensano (io, ad esempio, non lo esalto) - è stata una tirannide necessaria in un periodo di crisi, così come venivano concepite le tirannidi greche. Già con la RSI si è abbozzata una forma di Stato più propria, che è stata distrutta non solo con la fine della guerra, ma appunto con l'abolizione della legge sulla socializzazione.


    4) Come mai Rauti e Romagnoli si definiscono paladini dei diritti sociali,nemici dell'America, del sionismo , della massoneria ecc... ma poi fanno l'occhiolino al Berlusca?
    4) L'occhiolino al Berluscazz l'ha fatto Rauti ed è stato preventivamente buttato fuori dal partito. Noi non facciamo alcun occhietto a nessuno. Buonocore e Taranto che volevano gli accordi con la CdL sono stati 'invitati' ad andarsene e sono confluiti nel MIS con Rauti, che ha già spronato a votare CdL alle regionali. Mi domando, perché Rifondazione si definisce 'comunista' e poi fa l'occhiolino a democristiani catto-integralisti radical chic? Il problema è che la politica è una merda, non che i fascisti siano endemicamente ipocriti, come di fatto sostieni.


    5) Cosa intendete realmente per socializzazione delle fabbriche?? Anche in certi paesi comunisti si operò in questo senso.
    5) Partecipazione agli utili e alla gestione dell'azienda in oggetto, ovviamente normati in senso statalista, ma non necessariamente anti-privatista (lo Stato imprenditore nell'iniziativa aziendale, in pratica uno stato sociale propriamente detto, che non debba abolire né l'iniziativa, né la proprietà privata). In ciò s'inserisce una riforma delle camere atta a coinvolgere le classi dei lavoratori che divengano parte attiva della politica interna e non già interlocutori esterni e ignorati. In uno scenario simile, il sindacato non ha ragion d'essere, in quanto è il sindacato stesso a divenire 'parlamento'. Negli Stati comunisti sono stati cooptati nei soviet i fedeli al regime, non vedo che socializzazione ci fosse senza l'intervento diretto delle parti sociali... quello fu nepotismo (i soviet furono concepiti dagli editori di Mosca, non vedo come potessero definirsi 'operai'). Sul fatto che vi siano diversi punti in comune con il socialismo reale è evidente: il fascismo-movimento fu espressione di una comunanza d'intenti tra sindacalisti anarco-insurrezionalisti (tanto per usare un termine in voga oggi), socialisti interventisti e poi repubblicani, monarchici, laici, pagani, atei e cattolici... insomma, un vero crogiuolo d'esperienze che coinvolge in primis la spinta social(-ista) in campo economico, l'identitarismo nazionale e la tradizione romana (ma anche greca, medievalista, evangelica) per la cultura e il primato dell'Italia e degli Italiani secondo lo ius soli.

  10. #10
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    ringrazio Fedalmor per la risposta. Premetto che non era mia intenzione gettare "merda" sul vostro movimento o la vostra ideologia: non la condivido! ma cerco di essere rispettoso invece di considerare voi (o chi non la pensa come il sottoscritto) alla stregua di paria o intoccabili.

    Anche io so che il comunismo sovietico aveva soppresso i sindacati ...peccato che a "sinistra" nessuno lo voglia seriamente riconoscere. Ma rompero' le palle pure a rifondazione

 

 
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