Vasili Mitrokhin (1922-2004)
E' morto qualche giorno fa (ma la notizia è stata resa nota solo oggi) l'ex archivista del Kgb che passò al servizio segreto britannico montagne di documenti sull'attività spionistica sovietica in Occidente. In Italia se ne parlò fino alla noia, fino a oggi senza molto costrutto
E' morto il 23 gennaio. Ma la notizia è stata data soltanto oggi. La vita e la morte di Vasili Mitrokhin, l'ex archivista del Kgb, che aveva consegnato ai servizi segreti britannici montagne di documenti ricopiati nel corso di dodici anni sull'attività di spionaggio sovietico in Occidente, sembrano caratterizzate dal ritardo. Le sue rivelazioni giunsero quando la Guerra fredda era finita da un pezzo, e il loro effetto storico fu soltanto quello di dare da scrivere per anni a schiere di volentorosi libellisti, spesso con un passato di sinistra, desiderosi di gettare fango e di dimostrarsi utili.
Per anni, gli italiani si sono lasciati distrarre dalle attività di una Commissione bicamerale d'inchiesta , presieduta dal senatore di Forza Italia, Paolo Guzzanti, le cui tesi rimbalzavano poi quotidianamente sul Giornale di cui lo stesso è autorevole opinionista. C'era stata poi una querela intentata (e poi ritirata) dall'allora Presidente del Consiglio, Massimo D'Alema, al noto vignettista Giorgio Forattini per averlo disegnato intento a cancellare con il bianchetto i il cosiddetto Archivio Mitrokhin.
Della sua esistenza si sa pochissimo. Era nato nel 1922, dal 1984 al 1991 aveva lavorato (e ricopiato) all'archivio della sezione esteri del Kgb, dal 1992 fugge in Gran Bretagna dove consegna all'MI6 i documenti, nel 1999 pubblica insieme a Christopher Andrew, professore a Cambridge, il libro The Mitrokhin Archive (pubblicato in Italia da Rizzoli). Il materiale consegnato si fermava, vero o falso che fosse, al 1984. Nelle 645 pagine del dossier compaiono 261 tra nomi e pseudonimi. Si tratta principalmente di esponenti del Pci, ma non solo (accanto ai "contatti confidenziali" Armando Cossutta e Francesco De Martino, compaiono anche uomini legati alla destra come Jas Gawronsky o Falco Accame). A proporre l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta fu Francesco Cossiga nel 1999 a legare il nome di Mitrokhin ad altri cavalli di battaglia, fino ad ora non molto efficaci, fu la proposta datata 5 giugno 2001 del Centrodestra, fresco vincitore delle elezioni, di istituire tre commissioni per fare finalmente chiarezza su questioni potenzialmente imbarazzante per l'altra parte. E così la Commissione Mitrokhin si trovò affiancata a quella sul caso Telekom Serbia e su Manipulite.
Fino a oggi, l'unica conferma alle rivelazioni di Vasili Mitrokhin l'ha data una simpatica vecchietta inglese che, intervistata nel giardinetto di casa sua, ammise con orgolio di avere passato informazioni ai russi. Mosca ha sempre sostenuto che le informazioni trafugate non fossero attendibili.
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