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Discussione: Codice da Vinci

  1. #61
    MazingaZ
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    Citazione Originariamente Scritto da Napoléon I
    Codino ha ragione, il libro è un polpettone mediocre, che incolla quà e là, senza comprenderne il significato, vari stereotipi templaristici, graaliani ed anticattolici, tuttavia ha avuto una presa notevole, e la cosa brutta è che nella gente rimarrà una piccola traccia.
    I più non sanno nemmeno cos'è l'Opera, ma dopo la lettura del libro, penseranno che se proprio non è una banda di trucidi, almeno è una spiacevole e pericolosa compagnia.
    La gente ha (sempre avuto) un sentimento un po' di diffidenza nei confronti del clero, dopo la lettura, saranno più portati a pensare che "i preti ci tengono all'oscuro".
    Gesù, per coloro che hanno una fede debole, è una figura avvolta nel mistero, c'è sempre qualche zotico che chiede "cosa ha fatto prima dei 30 anni?" "qual'è la verità taciuta dai vangeli?". Dopo la lettura del libro, saranno portati a darsi un certo tipo di risposte. Un medico pavese, che conosco (non dunque un uomo di bassa cultura), decisamente di sinistra (e piuttosto irreligioso) è rimasto scandalizzato dalla lettura del libro, per "le menzogne della Chiesa", arrivando a sostenere che la Chiesa si inventò a Nicea la Trinità, per poter divinizzare Cristo e così imporre la propria religione sul mondo e diventare egemone....
    Si dirà che sono banalità, ma il fatto è che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. E chi non si fida della chiesa, non crede a quello che la chiesa propone a credere, anche se suffragato da prove e dimostrazioni incontrovertibili, ma crede anche a qualsiasi ciarlatano che dice qualcosa di irreligioso. Questo significa essere prevenuti. E opere del genere non fanno che pompare il pregiudizio anticattolico. Ed è davvero curioso che un libro mediocre come quello, sia diventato il più importante fenomeno culturale dell'anno. Curioso che decidano di farne un film (Codino ha detto il vero) con Tom Hanks, che è il migliore attore di Hollywood. Non un filmetto, ma un Kolossal. Perchè si diffonda ancora di più. E faccia ancora più male. E il pro? Discreditare la Chiesa ed il Papa, grazie al becerismo della gente.
    Il discorso dei volantinaggi, sì, è plateale, ma il becero, secondo te, Thomas, legge i giornali? Il becero si aggiorna su riviste specializzate (magari un bell'articolo su Studi Cattolici)? Il becero (ovvero il fruitore di tali prodotti commerciali) vede la televisione, in cui viene annunciata trinfalmente l'uscita del libro e del film, che vengono dipinti come eccezionali, e in cui poi si dice in tono quasi sarcastico, che la chiesa è critica. Bene, così se aveva dubbi, adesso gli ritorna in mente che in tv i vari Cecchi Paone e Costanzo, tra un balletto e un "reality", gli han sempre parlato della chiesa come di quel moloch reazionario ed oscurantista che tutte le belle cose ha proibito e bruciato, Scienza, arte, letteratura, anticoncezionali..... Così non ha alcun dubbio per chi simpatizzare.Con Mass-mediaggini del genere la chiesa ci soffre enormemente, proprio perchè la logica moderna non è più quella del vero-falso, ma dell'opinione. La quale se è anticlericale, diventa vera.

    Ps.
    I roghi non servono, quelli evocano ricordi spiacevoli, legati ad unomo coi baffetti, che non li disdegnava. In ogni caso, l'Opera ha adottato provvedimenti per la tutela dei propri diritti.
    caspita. Sottoscrivo ogni parola.

  2. #62
    SACERDOTE DI ISIDE
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus
    Per tua informazione, le reliquie di S. Timoteo sono conservate a Termoli, nella Cattedrale, essendo il patrono di quella città.

    Reliquiario con il teschio di S. Timoteo

    Cripta, lapide a copertura del loculo di S. Timoteo

    Reliquiario di San Timoteo: medaglione centrale


    SAN TIMOTEO, discepolo dell'apostolo Paolo

    Oltre a quelle di S. Basso, nella Cattedrale di Termoli sono custodite le reliquie di S. Timoteo. Non ci sono dubbi circa la loro autenticità né rivendicazioni da parte di nessun'altra Chiesa. Da più di sette secoli la Chiesa di Termoli onora S. Timoteo e venera la reliquia del teschio contenuta in un reliquiario di età crociata, conservato da sempre nel palazzo vescovile.

    Nel periodo di vescovado di Mons. Oddo Bernacchia, il giorno 11 maggio del 1945, venne scoperto un piccolo loculo durante lavori di sistemazione della cosiddetta cripta. Il loculo era addossato all'abside destra della Cattedrale, coperto da una lapide di marmo; ribaltata la lapide sul suo lato inferiore c'era la seguente iscrizione in latino: "Nel nome di Cristo. Amen. Nell'anno del Signore 1239. Qui riposa il corpo del Beato Timoteo discepolo del beato Apostolo, nascosto dal venerabile Vescovo Stefano insieme col Capitolo di Termoli". Studi e ricerche, nonchè il parere autorevole della commissione storica della S. Congregazione dei Riti, riconobbero come autentiche le reliquie di S. Timoteo.

    Di Timoteo conosciamo la vita dalle stesse fonti che raccontano quella di S. Paolo: gli Atti degli Apostoli e le stesse lettere di Paolo.

    La storia delle reliquie di S.Timoteo è drammatica e molto travagliata. Nel 356 il prefetto d'Egitto Artemio le rubò agli efesini e, per volere dell'imperatore Costanzo, le trasferì a Costantinopoli nella Basilica degli Apostoli, insieme con quelle di S.Andrea e S.Luca. Testimonianze antiche ci riferiscono che erano custodite nella parte centrale della Chiesa, sotto la Mensa Mystica d'argento massiccio e che rimasero intatte durante l'incendio che nel 536 distrusse la Basilica. Il 12 aprile del 1204, durante la IV Crociata voluta da Innocenzo III, la città venne presa e saccheggiata dai Crociati. Da quel momento in Oriente si perde ogni traccia delle reliquie di Timoteo. Nel 1205 "duo dentes S.Thimotei" sono catalogati in un elenco di reliquie portate dall'Oriente e donate al Monastero di S.Giovanni in Vineis di Soissons (Francia). L'altra testimonianza importante è quella del 1239; si suppone che uno o più cittadini di Termoli partecipanti alla Crociata abbiano avuto in sorte o siano entrati furtivamente in possesso delle reliquie del Santo, che le abbiano trasportate nella loro città. Le stesse furono nascoste nel 1239 dal Vescovo, durante le incursioni delle galee dei veneziani che in quegli anni, in lotta contro Federico II, saccheggiavano le coste adriatiche senza risparmiare le Cattedrali ricche di tesori e reliquie.

    Per più di sette secoli la Cattedrale custodì e difese gelosamente il suo tesoro più grande. Durante le frequenti incursioni saracene che depredarono la Cattedrale, specialmente la ricca facciata, non fu scoperto il nascondiglio.
    Il 28 giugno del 1994 il Vescovo Mons. Domenico D'Ambrosio ha proceduto alla ricognizione delle sacre reliquie, il cui stato di conservazione è ancora buono. Ripulite e ricomposte sono esposte alla devozione dei fedeli nella nostra Cattedrale.

    BIBLIOGRAFIA

    M. PARADISO: La fede sullo scoglio, ed. EDIDUOMO, 1993 (documenti storici)

    M. PARADISO, N. DI PIETRANTONIO: Termoli città di Timoteo, ed. EDIDUOMO, 2000 (guida)

    M. PARADISO (a cura di): Giubileo di S.Timoteo, ed. EDIDUOMO, 2000 (atti)

    N. Di Pietrantonio: Sulle Tracce di Timoteo, ed. EDIDUOMO, 1994

    FOTOGRAFIE

    ANTONIO DE GREGORIO ph. - piazza cattedrale - Termoli

    FONTE
    Sono mai state studiate le reliquie di San Timoteo per ottenere una "datazione" scientificamente attendibile, al fine di dichiarare per "ragion veduta" e non per "dogma e fede" che quelle son veramente di Timoteo???

    Comunque, anche se fossero ti domando nuovamente: cosa mi dovrebbe spingere a credere alle parole di Timoteo? E' stato un uomo, come me, migliore di me, o peggiore di me, poco importa, finito non so quante volte in carcere per svariati reati, quindi un rivoluzionario, un riformista appunto del pensiero ideologico.... dunqune, quale verità possedeva Timoteo? Perchè io dovrei credere alla sua verità e non a quella di Gandhi, ad esempio, o di un altro essere umano?

    PS non sono domande provocatorie, sono domande sentite. Voglio capire il tuo ed il vostro pensiero...

  3. #63
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    Citazione Originariamente Scritto da Diaspro
    Sono mai state studiate le reliquie di San Timoteo per ottenere una "datazione" scientificamente attendibile, al fine di dichiarare per "ragion veduta" e non per "dogma e fede" che quelle son veramente di Timoteo???

    Comunque, anche se fossero ti domando nuovamente: cosa mi dovrebbe spingere a credere alle parole di Timoteo? E' stato un uomo, come me, migliore di me, o peggiore di me, poco importa, finito non so quante volte in carcere per svariati reati, quindi un rivoluzionario, un riformista appunto del pensiero ideologico.... dunqune, quale verità possedeva Timoteo? Perchè io dovrei credere alla sua verità e non a quella di Gandhi, ad esempio, o di un altro essere umano?

    PS non sono domande provocatorie, sono domande sentite. Voglio capire il tuo ed il vostro pensiero...
    Ahh .... ma forse ti confondi con S. Paolo, di cui Timoteo era discepolo. Egli sì che fu diverse volte prigioniero e malmenato. Ma - attenzione - non perchè fosse un rivoluzionario nel senso che intendi tu: ma nel senso che fu apostolo e testimone fedele di Cristo. Semmai il vero rivoluzionario fu Cristo, tant'è che dalla sua nascita lo stesso tempo non viene più conteggiato "ab urbe condita", ma il conteggio avviene nell'era cristiana. Ma la sua rivoluzione non fu fatta di sommosse, attentati, ecc., la sua rivoluzione fu contrassegnata dalla morte in Croce e dalla Risurrezione. Ecco la straordinarietà. Gandhi - che personalmente non apprezzo, in quanto era legato ai circoli massonici - era solo un uomo, comunissimo. Gesù no. Era Uomo-Dio. C'è gente, anche immediatamente dopo di Lui, che è morta per Lui. Gli stessi apostoli sono morti per Lui, accettando anche morti crudeli, non semplici linciaggi. E questa è la testimonianza più credibile.
    Quanto a Timoteo, se avessi letto la scheda, avresti visto che, a parte le testimonianze storiche (le fonti scritte, ad es., lo storico della Chiesa Eusebio di Cesarea) che attestano che le reliquie conservate a Termoli sono le stesse provenienti da Costantinopoli, sono stati svolti una serie di studi ed analisi che hanno portato a concludere circa l'autenticità delle reliquie.
    Bastava leggere con attenzione quanto scritto.
    E comunque la Chiesa non proclama mai dogmi di fede sulle reliquie.

  4. #64
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    Rimane il fatto che ancora non hai risposto alla mia domanda.

    Per quale motivo dovrei credere alla vostra verità assoluta? Quale prova c'è della resurrezione? Non mi dire che la prova sono solo gli scritti... perchè a questo punto posso inventare una favola anche io e tra 2000 anni ci faranno un culto e ci costruiranno una nuova verità!

    Cioè non capisco quale verità avete a tal punto da dichiararla assoluta, unica e superna! E' tale per voi.. per il popolo cristiano e cattolico, ma non si può non ammettere che di verità ce ne stanno tante nel mondo! Ognuna meritevole di essere quanto meno rispettata.

  5. #65
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    Citazione Originariamente Scritto da Diaspro
    Rimane il fatto che ancora non hai risposto alla mia domanda.

    Per quale motivo dovrei credere alla vostra verità assoluta? Quale prova c'è della resurrezione? Non mi dire che la prova sono solo gli scritti... perchè a questo punto posso inventare una favola anche io e tra 2000 anni ci faranno un culto e ci costruiranno una nuova verità!

    Cioè non capisco quale verità avete a tal punto da dichiararla assoluta, unica e superna! E' tale per voi.. per il popolo cristiano e cattolico, ma non si può non ammettere che di verità ce ne stanno tante nel mondo! Ognuna meritevole di essere quanto meno rispettata.
    Se intendi per prova una ripresa cinematografica del preciso momento della Resurrezione, beh ... , è evidente che non te la potrei dare.
    Comunque, considera che i Vangeli ed ancor prima gli scritti paolini risalgono ad un'epoca immediatamente successiva - da un punto di vista temporale - a quegli eventi.
    In altre parole, per crearsi un mito ed affinché questo sia credibile, esso deve maturare in un arco di tempo molto ampio e possibilmente - anzi è essenziale - è che non vi siano testimoni credibili in grado di poter smentire. Ti faccio un esempio. Se io ti dicessi che nella mia città viveva non più di cinquant'anni fa una persona - e ti facessi qui nome e cognome - che risuscitava i morti, camminava sulle acque, calmava le tempeste, che è morta ed è risuscitata il terzo giorno, tu senz'altro mi diresti che starei farneticando e mi diresti che vorresti - come è giusto - dei riscontri, delle prove diciamo così.
    Se di quanto ha compiuto esistessero testimoni o altre prove, tu non avresti dubbio alcuno che questa sia davvero vissuta. E parimenti i testimoni coevi (poichè devi ammettere che vivano ancora persone che cinquant'anni fa erano in età da ragione) sarebbero la prova che smentirebbe quanto affermo se essi dicessero che di un tale soggetto non ne hanno mai avuta notizia.
    Orbene, nel caso di Gesù, nessun testimone coevo ha mai messo in dubbio la sua esistenza storica nè ciò che egli ha compiuto. Attenzione: se ciò che si dice di Cristo non fosse vero, quale ghiotta occasione sarebbe stata questa per sbugiardare il Cristianesimo!!!!! Ed invece nessuna smentita è stata compiuta. Anzi, di molti testimoni viene indicato chiaramente il nome, quasi a dire - da parte dell'autore biblico - "se non credete a me, chiedetelo a questa persona". Tale precisione è quantomeno un sintomo di credibilità. Un mito - se fosse davvero tale - non si potrebbe mai esporre al rischio della smentita.
    Della resurrezione, S. Paolo indica un numero sterminato di persone: "Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto" (1 Cor 15, 3-8). Significativo è, allorché parla dei cinquecento fratelli, il fatto che ci tenga a precisare "la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti": il che vuol dire "chiedetelo a loro, se vi dico il falso!!!!". Il mito non si costruisce così. Non si espone alle smentite dei testimoni.
    Un mito è possibile costruirlo quando non ci sono fonti verificabili nè testimoniabili, poichè non deve dare l'occasione alla smentita.
    E la prima Lettera ai Corinzi fu scritta da Paolo intorno al 50 d.C., vale a dire intorno a 20 anni dopo quei fatti: ecco perchè la maggior parte dei testimoni è ancora in vita!!!! Ed è in grado di offrire una testimonianza credibile.
    E veniamo alla resurrezione. Della resurrezione - come detto - non abbiamo prove dirette: le prove sono le testimonianze, appunto, di quelle persone che si son fatte persino uccidere per il fatto che hanno visto ed hanno toccato il Signore risorto. Nessuno si potrebbe far uccidere per un mito, soprattutto se questo possa essere smentito da testimoni oculari. S. Paolo, in questo caso, è chiaro: rispondendo a coloro che non credevano alla resurrezione, afferma che senza di essa la nostra fede è vana, perchè si andrebbe dietro a miti e favole e non già a fatti reali. Scrive: "... se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede. Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato Cristo, ... " (1 Cor 15, 14-15).
    A Corinto - alla cui Chiesa scrive Paolo -, per provare teologicamente la resurrezione dei morti, viene presentato il fatto della resurrezione di Gesù, un fatto certo, accreditato da molte testimonianze, a più riprese, verificabili, credibili, autorevoli. Per provare il più incredibile dei misteri (la resurrezione dei morti) non può essere portato un argomento dubbio, o un mito; ci vuole una prova certa.
    Siccome per provare la resurrezione dei morti è necessaria una prova certissima, e, per questo scopo, S.Paolo usa come argomento la resurrezione di Gesù, se ne conclude che a Corinto, circa 20 anni dopo la Resurrezione di Gesù, tutti erano sicuri che questa fosse storicamente accaduta.
    Per approfondimenti, ti rinvio QUI. Non mancano poi le prove archeologiche, che lasciano chiaramente intendere o, per lo meno, sospettare la vicenda della resurrezione ... come ad es. la lastra di marmo - scritta in greco - scoperta a Nazareth nel 1878 da un archeologo-collezionista, certo W. Froehner, che è stato notato essere un decreto imperiale, di autore forse lo stesso Nerone, certamente però di un imperatore del I sec. d.C. Ebbene, il testo neroniano allude e sanziona con pene assai gravi il culto a uomini ritenuti Dei e che si ritengono risuscitati e sanziona che la violazione dei sepolcri sia punita con la morte. Il provvedimento neroniano - secondo alcuni storici risalente al 62-64 d.C. - mirava a colpire, nella provincia dei Giudei, i discepoli ancora viventi di Gesù, indicati come colpevoli dello spostamento della pietra che ne chiudeva il sepolcro e della sottrazione del corpo: l'esposizione dell'editotto a Nazareth si comprende bene alla luce della denominazione di Nazorei, che ancora pochi anni prima era data in Giudea ai cristiani.
    L'accusa ai discepoli, quindi, di aver sottratto il corpo di gesù fu mossa quasi subito. Ma dinanzi a quest'accusa, i discepoli preferirono essere uccisi piuttosto che affermare il falso: cioè che Gesù non sarebbe risorto. Qui sta la credibilità.
    Sta di fatto però che l'editto neroniano rappresenta un indizio rilevante che conferma la storicità della tomba vuota: che il corpo di gesù non fosse stato più ritrovato in quel sepolcro di Gerusalemme era dunque un fatto noto, del quale si era parlato e che la notorietà del caso era giunta sino alla corte imperiale, tant'è che se ne ritrovano pure accenni persino nel Satyricon di Petronio (v. QUI e QUI).

  6. #66
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    Bene, mi piace come difendi la tua verità.

    Rimane il fatto che non esistono prove tangibili, se non quelle procurate da "testimonianze scritte". E' quindi ragionevole avere il dubbio, non basta la fede per comprendere la verità, ma serve la consapevolezza di sentire quella verità propria. E a me la verità divulgata dalla Chiesa Cattolica non mi piace e non la considero mia. La verità divulgata dal Cristo, invece, ci proviene da testimonianze orali scritte su papiri e documenti affini. E' quindi non impossibile avere il dubbio che alcune testimonianze siano state trascritte in forma di simboli, parabole e metafore. Gli insegnamenti di Cristo appartengono anche ad altri uomini e donne, nonché a numerosi miti pagani che fecero le stesse promesse all'umanità.

    Una cosa è certa, Cristo, secondo le testimonianze, si fece uccidere in croce per salvare l'umanità. Ma a me, avrò forse una mente eccessivamente decadente, il mondo mi pare "tutto" tranne che "salvato". E non inganniamoci col libero arbitrio... se Cristo si è fatto uccidere per ottenere quello che da 2000 anni abbiamo sotto i nostri occhi, allora la sua morte è stata vana. Solo questo mi basta per dire a me stesso che forse non tutte le cose sono quello che sembrano... e che molte verità considerate tali sono in realtà veli che nascondono altre verità da svelare...


    Ovviamente è lecito ciò che scrivi, lecito perchè sei un Cristiano.
    Io che non lo sono non posso accettare quello che scrivi perchè ho riscontri e percezioni diverse dalle tue. Questo fa di me sicuramente un peccatore, dal tuo punto di vista, forse secondo te appartengo a qualche frase delle sacre scritture in cui v'è scritto che verranno a rinnegare l'esistenza di Cristo (altra furba tattica preventiva), ma rimane il fatto che esiste il ragionevole dubbio, siamo umani dopo tutto!

    In 2000 anni non ho sotto ai miei occhi testimonianza alcuna per dire a me stesso "la passione, violenta e inaudita, del Cristo è valsa a qualcosa.." ne per dire a me stesso "esiste un dio non indifferente all'umanità", io credo nelle divinità interiori e nell'esistenza delle divinità esteriori, ma le considero talmente divine e talmente superne che mi ravvederei bene nel dire che sono talmente "basse" da preoccuparsi dei nostri paradossi, dei nostri non-sensi, delle nostre idiozie, e poichè le Osservo nell'Immensita, e di immenso per me sono costituite, mi chiedo quale motivo avrebbe una divinità ad incarnarsi proprio sulla terra, rapportandoci all'infinità cosmica.

    Le divinità sono talmente austere e perfette che teologicamente mi trovo in difficoltà ad immaginare una divinità che viene sulla terra incarnandosi in un corpo umano! Pensandoci, proprio ora, mi si contorce il diaframma...

    Ma ribadisco, comprendo il tuo punto di vista ma non riesco a condividerlo.

  7. #67
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    Citazione Originariamente Scritto da Diaspro
    Bene, mi piace come difendi la tua verità.

    Rimane il fatto che non esistono prove tangibili, se non quelle procurate da "testimonianze scritte". E' quindi ragionevole avere il dubbio, non basta la fede per comprendere la verità, ma serve la consapevolezza di sentire quella verità propria. E a me la verità divulgata dalla Chiesa Cattolica non mi piace e non la considero mia. La verità divulgata dal Cristo, invece, ci proviene da testimonianze orali scritte su papiri e documenti affini. E' quindi non impossibile avere il dubbio che alcune testimonianze siano state trascritte in forma di simboli, parabole e metafore. Gli insegnamenti di Cristo appartengono anche ad altri uomini e donne, nonché a numerosi miti pagani che fecero le stesse promesse all'umanità.

    Una cosa è certa, Cristo, secondo le testimonianze, si fece uccidere in croce per salvare l'umanità. Ma a me, avrò forse una mente eccessivamente decadente, il mondo mi pare "tutto" tranne che "salvato". E non inganniamoci col libero arbitrio... se Cristo si è fatto uccidere per ottenere quello che da 2000 anni abbiamo sotto i nostri occhi, allora la sua morte è stata vana. Solo questo mi basta per dire a me stesso che forse non tutte le cose sono quello che sembrano... e che molte verità considerate tali sono in realtà veli che nascondono altre verità da svelare...

    Ovviamente è lecito ciò che scrivi, lecito perchè sei un Cristiano.
    Io che non lo sono non posso accettare quello che scrivi perchè ho riscontri e percezioni diverse dalle tue. Questo fa di me sicuramente un peccatore, dal tuo punto di vista, forse secondo te appartengo a qualche frase delle sacre scritture in cui v'è scritto che verranno a rinnegare l'esistenza di Cristo (altra furba tattica preventiva), ma rimane il fatto che esiste il ragionevole dubbio, siamo umani dopo tutto!

    In 2000 anni non ho sotto ai miei occhi testimonianza alcuna per dire a me stesso "la passione, violenta e inaudita, del Cristo è valsa a qualcosa.." ne per dire a me stesso "esiste un dio non indifferente all'umanità", io credo nelle divinità interiori e nell'esistenza delle divinità esteriori, ma le considero talmente divine e talmente superne che mi ravvederei bene nel dire che sono talmente "basse" da preoccuparsi dei nostri paradossi, dei nostri non-sensi, delle nostre idiozie, e poichè le Osservo nell'Immensita, e di immenso per me sono costituite, mi chiedo quale motivo avrebbe una divinità ad incarnarsi proprio sulla terra, rapportandoci all'infinità cosmica.

    Le divinità sono talmente austere e perfette che teologicamente mi trovo in difficoltà ad immaginare una divinità che viene sulla terra incarnandosi in un corpo umano! Pensandoci, proprio ora, mi si contorce il diaframma...

    Ma ribadisco, comprendo il tuo punto di vista ma non riesco a condividerlo.
    1. Che non si possa comprendere la verità, se non si ha la fede, sono d'accordo con te. Infatti Cristo stesso, rispondendo alla professione di fede di Pietro, dice chiaramente: "Beato te, Simone figlio di Giovanni, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli " (Mt 16, 17). Parallelamente S. Paolo, a proposito della sua conversione sulla strada di Damasco, dirà: "Quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque di rivelare a me suo Figlio perché lo annunziassi in mezzo ai pagani..." (Gal 1,15-16). Aggiunge poi S. Paolo: "... nessuno può dire "Gesù è il Signore" se non sotto l'azione dello Spirito Santo" (1 Cor 12, 3). Il Catechismo della Chiesa Cattolica, coerentemente, attesta che: "Il nome «Signore» indica la sovranità divina. Confessare o invocare Gesù come Signore, è credere nella sua divinità" (n. 455)
    Quindi, quel che dici non mi stupisce. E' coerente.

    2. Ciò premesso, va anche detto che gli insegnamenti di Cristo non appartengono "ad altri uomini e donne". La particolarità del Cristianesimo - e ciò lo differenzia da qualsiasi altra "fede" - è nel dare la vita. A conferma di un così grande dono di amore, il Redentore afferma: "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" (Gv 15, 13). Questa è la grossa differenza non riscontrabile altrove. Certo anche in altre religioni vi è l'idea di una generica filantropia: anche l'imperatore Adriano ne parlava. Ma qui, siamo su un piano diverso. Il dare la vita, appunto, per chi si ama.
    La verità divulgata dalla Chiesa Cattolica è quella stessa Verità, non è sua; è la Verità stessa del Cristo.

    3. Le testimonianze antiche sono state trascritte in forma di simboli? No, poichè, come detto, perché si crei un mito, è necessario che la credenza si stratifichi in un lasso di tempo assai ampio e - in via essenziale - è necessario che non esistano testimoni in grado di offrire una smentita. Nel nostro caso, invece, vi è quasi una sfida a chi leggeva quei testi: "se non credete a me, chiedetelo ai testimoni". Un mito, un simbolo, una metafora non si costruisce mica così. Va contro ogni logica il supporre un processo diverso, nè sarebbe credibile.

    4. Poi, per te le uniche testimonianze sono quelle che ci provengono da fonti scritte. Sì è vero. Sebbene non manchino altre fonti (come quella dell'editto di Nerone, che ho sopra ricordato), tuttavia va detto che si tratta di fonti scritte in maniera sui generis, nel senso che aprono alla sfida della verifica della loro veridicità da parte dei contemporanei. E ciò va contro l'ipotesi mitica, ed avalla invece la convinzione della fondatezza storica dei fatti.
    Ciò va anche contro l'idea che quei fatti siano il simbolo di altre realtà da svelare. No. I fatti narrati sono così, perchè sono accaduti in quella maniera. Se avessero nascosto altro o rappresentassero altro, si sarebbero auto-svalutati quanto a credibilità, poiché avrebbero, ancora una volta, offerto la smentita dei testimoni tirati in ballo, dei quali vengono indicati i nomi e che, perciò, se non fosse stato vero, avrebbero smentito. Anzi, proprio perchè veri quei fatti si sono lasciati uccidere. E dal sangue, che è la somma testimonianza di credibilità, sono nati altri cristiani, secondo il principio enunciato da Tertulliano: semen est sanguis Christianorum (Apologetico, 50).
    Per di più, non va dimenticato che gli autori umani del Nuovo Testamento sono persone ebree e, dunque, poco avvezze ad avere a che fare con i miti, giacché contrari alla loro stessa fede e cultura. Non sono persone di cultura ellenica o ellenizzante: sono ebrei, rigidamente osservanti. E quindi essi non potevano non descrivere fatti di ciò che avevano visto e sentito, un po' come fece Giuseppe Flavio - anch'egli ebreo.

    5. Detto per incidens: nessun passo della Scrittura dice che verranno tempi nei quali si metterà in dubbio l'esistenza di Cristo. No, non lo può dire, poichè si sarebbe auto-svalutata. Il mito non fa così. Dice, piuttosto, che verranno tempi in cui si metterà in dubbio la dottrina, non l'esistenza storica di Gesù. Si tratta di due profili diversi. Ed infatti io l'ho citata con riferimento al Codice da Vinci, che pone in dubbio non l'esistenza storica di Cristo, ma la sua divinità (che è un aspetto che attiene alla fede).
    Dunque, non confondere le Scritture, inventandotele.

    6. La morte di Cristo è stata vana?
    No. Per il semplice motivo che Egli è venuto a salvarci, a riscattarci. La salvezza è evidente: non è primariamente materiale, ma spirituale; salvarci dal peccato, che è qualcosa di più che riscuscitare persino un morto, poichè risuscita dalla morte spirituale. Ma allo stesso tempo è venuto a darci la speranza che quella stessa salvezza è tipo di quella cui parteciperà anche il nostro corpo alla fine dei tempi. E' questa la Buona Novella, il Vangelo.

    7. Per te - da quanto si capisce - è inconcepibile il mistero dell'Incarnazione e cioè che Dio stesso possa "spogliarsi" ed abbassarsi al livello basso dell'uomo. Ma proprio qui sta la logica di Dio: Egli l'ha fatto perchè ci ama. Per puro amore. Non è il Dio cristiano non è un dio capriccioso ed umorale come gli dei pagani. Nè è una divinità indifferente all'uomo come una sorta di Natura di leopardiana memoria. Egli, invece, fa tutto per amore e conduce la storia verso il suo fine ultimo. Non crea l'uomo e poi se ne disinteressa. No, Egli è partecipe del dolore e delle sofferenze umane e per questo si è incarnato ed è morto in Croce, ma è anche risorto. Il disegno salvifico del Padre celeste si è compiuto nel libero e totale dono del Figlio unigenito agli uomini. "Nessuno mi toglie la vita, ma la offro da me stesso" (Gv 10, 18), afferma Gesù, ponendo ben in luce che Egli sacrifica la sua stessa vita, volontariamente, per la salvezza del mondo.

  8. #68
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus
    "Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole." (2 Tim 4, 3).
    Citazione Originariamente Scritto da Diaspro
    Questa frase di Timoteo...
    Scusate, ma la frase non é di San Paolo? Lettera a Timoteo???

  9. #69
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    Mi sa che ´sto diaspro é un bel po´ ignorantello...

  10. #70
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    On ne peut bien écrire que de ce qu'on ignore
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    Citazione Originariamente Scritto da codino
    Mi sa che ´sto diaspro é un bel po´ ignorantello...
    Beh, il genitivo si può anche riferire al libro. Si può dire 'ed è questo ciò che vuol dire la Genesi' senza per questo voler affermare che la signora Genesi è l'autrice.

    Però forse non è questo il caso.

    Saluti a tutti,
    Barsanufio

 

 
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