Il fratello di mio nonno, da parte di padre, era un comunista convinto, tanto da non volere fino alla morte il possesso della casa dove abitava, pur potendo comprarla tranquillamente. Lavorava come un animale da soma e forse anche per questo, mio padre e suo fratello pensarono bene di non lavorare nella vetreria artigiana diretta dal loro babbo ed appunto suo fratello, il comunista convinto. Ora, il compagno convinto, essendo tale, faceva propaganda nel Ventennio per la rivoluzione socialista e quindi per il grande popolo sovietico...inevitabilmente fu processato e incarcerato (ho anche trovato documentazione dell'epoca) per attività antinazionali...beh, era giusto. In tempo di guerra, fu milite di fanteria nella campagna contro la Grecia e dopo l'8 settembre continuò con le sue attività sovversive, come detto era compagno convinto. Fu rastrellato non ricordo bene come e dove e deportato nel campo di prigionia e lavoro di Mathausen. Era un uomo focoso, così mi raccontava mia nonna, non alto, ma massiccio, circa 90 chili...un uomo deciso. Quando tornò dal campo di prigionia e lavoro pesava meno di 40 chili e parlava poco. Ovviamente aveva risentito delle estreme condizioni di vita nel campo, ma non era morto e soprattutto non ha mai parlato di camere a gas. Odiava, da buon comunista bolscevico, gli ebrei, e continuò a farlo...loro erano prima e lo erano anche dopo la guerra " ì padrone ". Ovviamente odiava anche i fascisti ed i nazisti, ma attenzione, solo perché stavano dalla parte dei ricchi, ed i ricchi erano molte volte anche ebrei, come detto era un compagno convinto...comunque su di lui non calza la barzelletta del compagno e la bicicletta. Ultime cose, non parlava male dei nazisti del campo, erano pochissimi, parlava male delle cricche interne e della esclusiva mutua fratellanza degli ebrei...noi italiani divisi pure nei campi, l'ebreo molto, ma molto meno. Il lavoro era logorante ed apparentemente inutile, portava pietre da una cava fino alla superficie salendo molti gradini, estate, inverno, primavera, autunno...se il sasso era troppo piccolo ti urlava contro il supervisore.