Così di getto, come viene....
In questo forum abbiamo discusso tante volte di politica.
C'è chi presenta evidente schieramento ideologico a sinistra, chi a destra.
Chi pone l'accento sull'orrore dei regimi comunisti, chi pone l'accento sui regimi di destra (io personalmente, su entrambi).
Ma, pur correndo il rischio (molto alto) di cadere nella retorica, in
questi momenti non si dovrebbe mai dimenticare, qualunque sia la posizione politica (sacra, qualunque essa sia, purchè sia ispirata ai principi della democrazia) che quel che è successo ad Auschwitz può essere commentato con una sola parola: ORRORE.
Esistono ancora film di elevatissimo spessore e proprio stasera ho finito di vedere un film che mi ha fatto riflettere: "Il Pianista".
E riconsiderare alcune cose.
C'è stata una scena che mi ha turbato profondamente, e io non sono facile a rimanere scioccato per qualcosa.
Ad un certo punto del film, vi è una scena in cui viene preso un
vecchietto in sedia a rotelle e buttato giù dalla finestra, come se niente fosse.
Spregio della vita umana allo stato puro: in quel momento un pezzo di merda qualsiasi stabilisce che tu debba cadere al piano di sotto, e finire la tua vita come se fossi un oggetto da buttare nel cestino.
In quel momento ho rivisto il mio nonno paterno: una persona buona, dolce, che mi ha insegnato tante cose, e che soltanto l'anno scorso ci ha lasciato, al termine comunque di una vita lunghissima e molto serena.
E mi sono venuti i brividi.
I regimi, di qualunque colore essi siano, vengono accomunati da un'unica cosa sola: spregio della vita altrui, della libertà di professare liberamente la propria fede, il proprio pensiero politico.
Libertà di esistere, libertà di manifestare la propria personalità.
Ma queste sono parole inutili e retoriche e chiunque mi accuserà di
retorica, può avere ragione.
Allora esorto tutti, chiunque avesse registrato quel film, a fare Rewind e rivedersi le scene in cui un essere umano (che potrebbe essere vostro
parente) viene torturato, subisce violenza.
Immaginate un vostro parente (a seconda di quello che più vi ricorda la scena, e a seconda di quale scena ve lo ricordi) un vostro caro, al posto di chi subisce violenze, e fate i vostri calcoli.
E forse, sentendo il freddo dell'orrore che inevitabilmente l'uomo di buon cuore prova in certe circostanze, capirete perchè bisogna lottare contro chiunque diffonda il seme della violenza.
Per anni ho creduto alle guerre necessarie.
All'inizio pensavo che la guerra in Iraq fosse utile.
Invece è tutta una truffa.
Le guerre sono una truffa, i regimi totalitari (nazi-fascisti, comunisti, ogni regime), sono un imbroglio, entrambi sono un modo per far credere alla gente che esista un mondo più giusto dell'altro, quando invece l'unico mondo che può esistere è basato sulla comprensione, sulla tolleranza, e sul dialogo.
Stasera ho visto in questo film uno dei tanti frutti dell'intolleranza.
Che non è solo carri armati, ma anche innocenti che vengono strappati alla vita, con un atto di arroganza nei confronti dell'autorità di DIO che *solo lui*, ammesso che esista (in frangenti simili, il dubbio è lecito),
ammesso che possa, può decidere di recidere il fiore di una vita, anche se maturo, anche se in una sedia a rotelle.
Il mio non vuole essere un pacifismo ad oltranza, fine a se stesso.
Sono sufficientemente cosciente dell'ipocrisia che molto spesso si
nasconde dietro esso.
Questo non cambia tuttavia l'obiettivo che DEVE ispirare ogni essere umano: contribuire affinchè si costruisca un mondo dove pace, libertà e giustizia siano il pane quotidiano, ma soprattutto nascano da una farina sana e genuina e non dall'inquinata farina della sopraffazione, del sangue, del terribile odore di morte, resa aspra dal puzzo del compromesso (di cui parlava Borsellino, per altri temi), un compromesso basato sul terrore e sul "chi song' io e chi sì tu", napoletanamente parlando.
E questo a prescindere da ogni colore politico, a prescindere da ogni nazione.
La vita è un regalo, e dobbiamo difenderla da chi crede di poterla
calpestare perchè investito da un potere, da una missione.
Chiunque esso sia: qualunque ideologia voglia rappresentare, qualunque siano i suoi fini.
Scusate la lunghezza, e gli inevitabili guizzi di retorica.
Ma mi è venuto così di getto ed è aperto ad ogni critica più o meno
marcata.




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