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Discussione: Auschwitz

  1. #1
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    Predefinito Auschwitz

    Così di getto, come viene....
    In questo forum abbiamo discusso tante volte di politica.
    C'è chi presenta evidente schieramento ideologico a sinistra, chi a destra.
    Chi pone l'accento sull'orrore dei regimi comunisti, chi pone l'accento sui regimi di destra (io personalmente, su entrambi).

    Ma, pur correndo il rischio (molto alto) di cadere nella retorica, in
    questi momenti non si dovrebbe mai dimenticare, qualunque sia la posizione politica (sacra, qualunque essa sia, purchè sia ispirata ai principi della democrazia) che quel che è successo ad Auschwitz può essere commentato con una sola parola: ORRORE.
    Esistono ancora film di elevatissimo spessore e proprio stasera ho finito di vedere un film che mi ha fatto riflettere: "Il Pianista".
    E riconsiderare alcune cose.
    C'è stata una scena che mi ha turbato profondamente, e io non sono facile a rimanere scioccato per qualcosa.
    Ad un certo punto del film, vi è una scena in cui viene preso un
    vecchietto in sedia a rotelle e buttato giù dalla finestra, come se niente fosse.
    Spregio della vita umana allo stato puro: in quel momento un pezzo di merda qualsiasi stabilisce che tu debba cadere al piano di sotto, e finire la tua vita come se fossi un oggetto da buttare nel cestino.
    In quel momento ho rivisto il mio nonno paterno: una persona buona, dolce, che mi ha insegnato tante cose, e che soltanto l'anno scorso ci ha lasciato, al termine comunque di una vita lunghissima e molto serena.
    E mi sono venuti i brividi.

    I regimi, di qualunque colore essi siano, vengono accomunati da un'unica cosa sola: spregio della vita altrui, della libertà di professare liberamente la propria fede, il proprio pensiero politico.
    Libertà di esistere, libertà di manifestare la propria personalità.
    Ma queste sono parole inutili e retoriche e chiunque mi accuserà di
    retorica, può avere ragione.

    Allora esorto tutti, chiunque avesse registrato quel film, a fare Rewind e rivedersi le scene in cui un essere umano (che potrebbe essere vostro
    parente) viene torturato, subisce violenza.
    Immaginate un vostro parente (a seconda di quello che più vi ricorda la scena, e a seconda di quale scena ve lo ricordi) un vostro caro, al posto di chi subisce violenze, e fate i vostri calcoli.
    E forse, sentendo il freddo dell'orrore che inevitabilmente l'uomo di buon cuore prova in certe circostanze, capirete perchè bisogna lottare contro chiunque diffonda il seme della violenza.

    Per anni ho creduto alle guerre necessarie.
    All'inizio pensavo che la guerra in Iraq fosse utile.
    Invece è tutta una truffa.
    Le guerre sono una truffa, i regimi totalitari (nazi-fascisti, comunisti, ogni regime), sono un imbroglio, entrambi sono un modo per far credere alla gente che esista un mondo più giusto dell'altro, quando invece l'unico mondo che può esistere è basato sulla comprensione, sulla tolleranza, e sul dialogo.

    Stasera ho visto in questo film uno dei tanti frutti dell'intolleranza.
    Che non è solo carri armati, ma anche innocenti che vengono strappati alla vita, con un atto di arroganza nei confronti dell'autorità di DIO che *solo lui*, ammesso che esista (in frangenti simili, il dubbio è lecito),
    ammesso che possa, può decidere di recidere il fiore di una vita, anche se maturo, anche se in una sedia a rotelle.

    Il mio non vuole essere un pacifismo ad oltranza, fine a se stesso.
    Sono sufficientemente cosciente dell'ipocrisia che molto spesso si
    nasconde dietro esso.

    Questo non cambia tuttavia l'obiettivo che DEVE ispirare ogni essere umano: contribuire affinchè si costruisca un mondo dove pace, libertà e giustizia siano il pane quotidiano, ma soprattutto nascano da una farina sana e genuina e non dall'inquinata farina della sopraffazione, del sangue, del terribile odore di morte, resa aspra dal puzzo del compromesso (di cui parlava Borsellino, per altri temi), un compromesso basato sul terrore e sul "chi song' io e chi sì tu", napoletanamente parlando.

    E questo a prescindere da ogni colore politico, a prescindere da ogni nazione.
    La vita è un regalo, e dobbiamo difenderla da chi crede di poterla
    calpestare perchè investito da un potere, da una missione.

    Chiunque esso sia: qualunque ideologia voglia rappresentare, qualunque siano i suoi fini.

    Scusate la lunghezza, e gli inevitabili guizzi di retorica.

    Ma mi è venuto così di getto ed è aperto ad ogni critica più o meno
    marcata.
    Francesco81, moderatore di Politicando

    http://www.forumcommunity.net/?c=13915

  2. #2
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    Predefinito

    Caro Francesco

    oltre a visionare film di pur "elevatissimo spessore", a mio umile parere faresti cosa buona e giusta anche ad osservare attentamente ciò che ci avviene ancor oggi intorno e riflettere.... riflettere e ancora riflettere.....

    Affinchè risulti abbastanza chiaro cosa intendo, mi riferisco ad un esempio terra-terra. Come al solito, oggi sono stato in edicola per il rito dell'acqusto dei miei quotidiani. Sul posto sono stato attratto dalla copertina di una certa cartastraccia denominata "Libero".....

    Cartastraccia appunto, ma quasi un vangelo anche per numerosi utenti di questo Forum, che tanto spesso ad esso si rifanno per riportarne ampi brani.

    Sulla copertina pertanto, in alto di spalla, il titolone.... una smaccata "marketta" di propaganda elettorale per Berlusconi.

    Sulla sinistra, il fondo a due colonne per ribadire il ruolo di tagliatori di teste dei partigiani Iraqueni assolti secondo le leggi della Repubblica dalla malcapitata giudice milanese.

    Di taglio basso, a metà pagina, un articolo, "di prammatica" per il giornale, contro gli immigrati cinesi..... seguono alcune altre variate amenità..... Nessun riferimento alla Giornata della Memoria(e fin qui niente di eccezzionale, per per dei cialtroni con tessera dell'Ordine dei giornalisti come feltri e farina) ma...... in contemporanea a tale assenza c'è....... udite, udite..... un articolo sull'annosa questione "Ma quanti nipoti ha il Duce?"
    Articolo che rimandava all'interno, ad un paginone su "Superduce; una donna al giorno per vent'anni"

    Figuriamoci se il "Capo" può non essere pure un gran trombatore!..... Ma il significato dell'assenza dell'Olocausto e della presenza di Mussolini proprio oggi 27 Gennaio, in effetti è chiarissima. Quella di Mussolini, è una evidentissima SOSTITUZIONE SIMBOLICA .
    Ovvero: niente spazio quì per Auschwitz..... QUELLO SPAZIO LO DIAMO A CHI L'HA INVENTATO (o suo cugggino, ci siamo capiti!...)

    Praticamente feltri e farina, pur con le loro facce "moderate", con i toni imbecilli e gli incitamenti all'odio del loro giornale hanno cremato (simbolicamente, ci mancherebbe.....) per la seconda volta ebrei, comunisti, rom (a dire il vero, per queste ultime due categorie si provvede ampiamente tutti i giorni sulla loro suddetta cartastraccia) ecc. ecc.

    Sono dichiaratamente (un giornale non sbaglia mai i simboli delle prime e dei titoli) simpatizzanti fascisti.

    Amano il fascismo e il razzismo e ne preparano l'avvento tutti i giorni,con perizia e passione fomentando l'odio....

    Lo sapevamo già da un pezzo ma.... c'è bisogno d'altro per capire chi sono i complici dei fascismi e dei nazismi della Storia???

  3. #3
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    Predefinito

    Io vedo tanta paura di Auschwitz.
    Paura che viene tradotta con il motto Leviano "non dobbiamo dimenticare o quello che è stato si ripresenterà".

    Davanti a eventi come quello di Auschwitz io credo che dovremmo mettere da parte l'ipocrisia e farci un analisi di coscenza. Si teme Auschwitz, ma soprattutto si condanna Auschwitz sempre, senza riserve, senza quartiere, come qualcosa di disumano e immondo.

    Ebbene io non penso che sia così. Auschwitz è stato un luogo dove molte ipocrisie si sono dissipate e dove è stato possibile scorgere un'anima più intima dell'uomo.
    Noi abbiamo paura di Auschwitz perché noi siamo Auschwitz, noi abbiamo costruito Auschwitz e la costruiamo ogni giorno. Il dualismo religioso bene e male ci fa credere che l'uomo sia Dio e Diavolo, capace di dipingere la Monna Lisa, di comporre l'Inno alla Gioia, di sacrificare la sua vita per un altro, di amare, ma anche di uccidere, di costruire Auschwitz e di bombardare Hiroshima.
    Io francamente credo che questo dualismo di contrapposizione sia una finzione. Che l'uomo sia semplicemente entrambe le cose, solo che millenni di una determinata cultura hanno condannato alcuni aspetti e gli hanno insegnato a condannare le Auschwitz a nasconderle e a non farle divenire chiaramente visibili come furono a quei soldati russi quel giorno di 60 anni fa...
    Secondo me condannare Auschwitz è troppo facile, è un modo di alleggerirsi la coscienza "schierandosi contro" e sentendoci quindi automaticamente buoni ed appartenenti all'altro partito. In realtà Auschwitz la costruiamo anche noi, ma non lo vogliamo vedere.
    Stupisce la miopia dei tedeschi di allora che non reagivano alla deportazione degli ebrei ed al loro sterminio e ci sembra insensata.
    Eppure noi, oggi, viviamo con 10.000 testate nucleari puntate sulle nostre teste, che rispondendo all'indice di un uomo (tra l'altro democraticamente eletto, e quindi di cui tutti siamo responsabili) che premendo un bottone in una valigetta in codice potrebbe bruciare non 10.000 uomini al giorno come ad Auschwitz, ma TUTTI gli uomini, buoni cattivi, in sedia a rotelle o atletici, in un solo giorno, in poche ore. E qualcuno si ribella? Qualcuno denuncia la nostra ipocrisia? Se l'impensabile fosse avvenuto, magari durante la Crisi di Cuba, e qualcuno fosse sopravvissuto per commentare, ci considererebbe migliori o peggiori dei tedeschi muti e ingari sotto Hitler o degli aguzzini di Auschwitz?
    Quando si uccide un uomo è molto diverso da ucciderne 1 milione? O è solo lo stesso identico crimine solo ripetuto molte volte, in serie?
    Quando un ebreo spara ad un civile palestinese armato, lo schiaccia sotto le macerie della sua casa o gli attizza contro i cani è tanto diverso da un SS che faceva la stessa cosa nel '44?
    Quindi chi siamo noi per giudicare Auschwitz?

    Alcuni affermano che quei luoghi (e non c'è stata solo Auschwitz nella storia, andando indietro possiamo risalire alle grandi guerre di tutti i tempi, alle decine di milioni di morti orribilmente massacrati e portati anche al cannibalismo durante le guerre di religione dell'inizio dell'età moderna, agli olocausti dei popoli dell'America da parte degli Europei, alle stragi operate dai Mongoli, all'inquisizione, alle crociate, alle deportazioni bizantine in Anatolia...) fossero un inferno sulla terra, un opera di Satana. Ma se si indagasse si scoprirebbe che i Satanisti, ad esempio, non adorano il male, uno spirito maligno o un Dio pagano, adorano l'Uomo e la sua libertà espressiva, adorano l'Umanità stessa.
    Si teme Auschwitz non perché non si deve più ripetere, ma perché sappiamo che c'è sempre stata e si ripeterà sempre finché un ultima, grande Auschwitz ingoierà non solo gli ebrei ma tutti gli uomini del mondo trasformandoli in un denso fumo nero.

 

 

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