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    Lightbulb Re: 15 settembre - Festa dei Sette Dolori della Beatissima Vergine Maria

    15 settembre 2017: I sette dolori della Beata Vergine Maria (Ottava della Natività di Maria)…




    Festa dei Sette Dolori della Beata Vergine, 15 settembre
    Guéranger, L'anno liturgico - Festa dei Sette Dolori della Beata Vergine
    http://www.unavoce-ve.it/pg-15set.htm





    Madonna Addolorata - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/5075-2/
    “15 settembre, festa dei Sette Dolori della B. V. Maria.

    O gran Regina dei Martiri e la più desolata di tutte le madri! Il vostro dolore è immenso come il mare, perché tutte le piaghe che tutti i peccati degli uomini hanno impresse nel sacro corpo del vostro divin figliuolo, sono altrettante spade che trafiggono il vostro cuore. Ecco prostrato ai vostri piedi il peccatore più indegno, sinceramente pentito d’aver maltrattato il divin Redentore. Le colpe che io ho commesso sono più gravi di quello che io possa soffrire per cancellarle. Deh! Madre beata, imprimete nel mio cuore le piaghe santissimedel vostro amore onde non brami che di patire e morire con Gesù crocifisso, e spirar l’anima penitente nel vostro purissimo cuore. Così sia.”







    La storia? della Storia Sacra di Don Bosco - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/l...cra-don-bosco/
    “La storia… della Storia Sacra di Don Bosco 15 settembre 2017
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 71/17 del 15 settembre 2017, Madonna Addolorata.”
    Edizioni Amicizia cristiana - San Giovanni Bosco: Storia Sacra
    http://www.edizioniamiciziacristiana.it/storiasacra.htm











    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://radiospada.org/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “15 settembre 2017: I sette dolori della Beata Vergine Maria (Ottava della Natività di Maria).”




    “15 settembre 2017
    Nicomede, santo, martire di Roma
    , i resti sono nella Confessione di S. Prassede all’Esquilino. Precedentemente era venerato in una basilica costruita da Bonifacio V (619-25). Non si conosce l’anno della traslazione avvenuta dopo il restauro della sua tomba operato da Adriano I (772-95).
    M.R.: 15 settembre - A Roma, sulla via Nomentana, il natale del beato Nicomede, Prete e Martire, il quale, rispondendo a quelli che lo costringevano a sacrificare agli idoli: "Io non sacrifico che a Dio onnipotente, regnante nei cieli", fu battuto lunghissimamente con flagelli piombati, e in quel tormento passò al Signore. [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ].”
    “Il 15 settembre 1644 Papa Innocenzo X Pamphilj viene esaltato al Sommo Pontificato.”

    "Qualunque grazia si domanda a San Giuseppe verrà certamente concessa” - Santa Teresa d’Avila.
    https://www.radiospada.org/2017/02/s...e-prima-parte/







    "Ligue Saint Amédée"
    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    "15 Septembre : Notre-Dame des Sept-Douleurs"










    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/

    “I principali benefici che derivano dal culto Mariano alla società domestica, ossia alla famiglia, sono costituiti da innumerevoli grazie d’ordine spirituale e materiale, e sopratutto dall’influsso potentissimo di Malia sulla madre, che è come il cuore della famiglia.”



    “176. In che modo la Vergine SS. assiste in morte i suoi devoti?
    La Vergine SS. assiste in morte i suoi devoti in tre modi: 1) Impetrando loro un sincero dolore di tutti i peccati; 2) Ottenendo la grazia di una perfetta rassegnazione al sacrificio della vita; 3) Facendo loro da scudo contro i fieri assalti del demonio.”

    "Tota Pulchra (da Il mio libro di preghiere - Ed. CLS Verrua-Savoia)"



    “Oh madre di Dio Maria, le vostre preghiere mi han da portare in paradiso. Eia ergo, advocata nostra... Iesum benedictum fructum ventris tui... post hoc exilium ostende.”

    "Preghiere e tradizionali pie pratiche cristiane. Chiediamo a Nostro Signore di ottenere la vera fede e di perseverare."
    https://www.sursumcorda.cloud/preghiere.html








    “Pietro Ferrari
    https://www.facebook.com/pietroferrari1973/

    Spesso la lettura delle cose passate risente delle emergenze del presente e quindi si tende ad interprerarle ai problemi di oggi. Se la Chiesa proibì tutti i modi di diffusione di quello che è conosciuto come il mistero apocalittico di La Salette ("Roma perderà la fede e diverrà sede dell' anticristo") è solo perché ai tempi di Cavour sarebbe stato strumentalizzato dagli anticlericali liberali o perché è stato giudicato in se stesso come non autentico? I pareri sono discordi e riassunti in un bel confronto tra Don Ricossa e Don Paladino in appendice al libro su questo mistero mariano edito da Salpan.”




    “Pietro Ferrari
    A mio avviso la mariologia apocalittica è da considerarsi come congetturale fino a quando la Chiesa non si pronuncerà in modo chiaro. Un errore per eccesso è il carismatismo ma quello per difetto è la minimizzazione.”







    Madonna Addolorata « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=29565
    “Madonna Addolorata - L’EDITORIALE DEL VENERDI di Arai Daniele.

    • “Padre, la Madonna è molto triste perché non si è fatto caso al suo Messaggio del 1917. Né i buoni né i cattivi vi hanno fatto attenzione. I buoni vanno per la loro strada senza preoccuparsi con le norme celestiali; i cattivi, seguono nella via larga della perdizione, non tenendo in nessun conto i castighi incombenti.”
    Il Messaggio di Fatima portato da Maria Vergine non poteva essere meno che un estremo aiuto divino per evitare grandi mali incombenti in un cruciale momento della storia umana. Ciò è riconoscibile dai suoi termini. Alla luce dalla gravità del suo rifiuto si misura la marea di mali che l’umanità ha conosciuto dal 1917 alla 2ª GG e le sue conseguenze fino alla fine degli anni ’50. In quell’epoca si delineava l’accelerato accumulo di moti distruttivi della vita spirituale e morale dell´essere umano, come creato da Dio. Eppure, il rifiuto del Messaggio, a partire delle cupole clericali, subiva un ulteriore aggravamento.
    • “Mi creda, Padre, il Signore castigherà il mondo molto presto. Il castigo è imminente, verrà presto un castigo materiale; il Padre può immaginare quante anime andranno all’inferno e ciò perché non si prega e non si fa penitenza. Questa è la causa della tristezza della Madonna.
    Padre Fuentes portò la relazione scritta dell’Intervista del 27 dicembre 1957 a Suor Lucia, prima al Vescovo di Leiria e poi al suo Arcivescovo in Messico per essere approvata. In Messico, il Sacerdote, in una conferenza il 22 maggio 1958 ha raccontato la sua intervista con la Veggente di Fatima, che è stata poi pubblicata nella rivista spagnola ‘La Inmaculada’, del gennaio-febbraio 1959. Questo messaggio è stato pubblicato e diffuso nelle versioni inglese e spagnola, con la garanzia di autenticità e l’approvazione episcopale. In seguito, però, erano i tempi di G 23, nemico delle profezie di sciagure, che avrebbe allora censurato il Segreto. Il quel tempo partì da qualche parte una carognesca intimazione affinché la Veggente di Fatina smentisse «l’Intervista» che sarebbe “servita al sensazionalismo, suscitando allarme sui gravi eventi più chiari nel 1960.
    Si noti; l’evidente probabilità che l’intimazione venisse dal Vaticano è che fu indirizzata al vescovo di Coimbra, dove era il Convento di Lucia, non al vescovo di Leiria-Fatima, responsabile del Messaggio. Vescovo Venancio, son solo l’aveva approvato, ma, nel 1959, aveva scritto a tutti i vescovi del mondo per preparare l’apertura del Segreto; proprio quello che l’anticristo in Vaticano avrebbe fatto subdolamente censurare,
    A Coimbra l’intervenuto avvenne con una dichiarazione ufficiale che condannava la “campagna di profezie che scatenano una tempesta di ridicolo”, Ad essa si aggiungeva la smentita pubblica di suor Lucia, dichiarando ignorare la minaccia di castighi falsamente a lei attribuiti. E a Padre Fuentes venne tolto il suo incarico di vice postulatore della causa di beatificazione di Giacinta e Francisco.
    Padre Alonso, che è stato il principale esperto designato sugli eventi di Fatima, la cui opera in venti volumi, pure è censurata nella sua pubblicazione postuma dal Santuario di Fatima, giustamente nota nel suo libro ‘Segredo de Fátima, fatos e lenda’: “Ciò che padre Fuentes dice nel testo originale della sua conferenza in Messico corrisponde, senza dubbio, a un sunto di quanto ha sentito nel corso delle sue visite a suor Lucia, poiché, se nel rapporto i testi sono stati stilisticamente migliorati con mezzi oratori e altre risorse letterarie, essi non dicono niente che la Veggente non abbia detto nei suoi numerosi scritti resi pubblici. Forse il solo sbaglio sia stato di aver classificato come un messaggio al mondo quanto aveva sentito.
    Resta che, in quell’ora cruciale della Storia della Chiesa, dopo la morte di Pio XII e la convocazione del Vaticano 2, non era il solo testo di Padre Fuentes ad essere censurato, ma il 3º Segreto e tanto di Dottrina della Tradizione. Giovanni 23 prese apertamente distanza da ogni ‘profezia di disgrazia’, come dichiarato nel discorso di apertura della seduta conciliare nell’ottobre del 1962. La datazione dettata a Suor Lucia diveniva fondamentale e a qualsiasi cattolico poteva essere più chiaro che quanto avveniva in Vaticano era possibile perché, così come la visione del Terzo Segreto ci fa conoscere oggi, l’ultimo papa cattolico fu tolto di mezzo (2Ts 2, 8).
    Il Disegno divino era ed è che si celebri il Sacro Cuore soddisfacendo il mandato di penitenza invocato dalla Passione del Cuore adorabile di Gesù insieme al Cuore Immacolato di Maria. Ciò prevede la partecipazione dei fedeli nella Sua “sofferenza divina” per la salvezza della moltitudine di anime. “In realtà, molte sono quelle che cadono nell’inferno perché non ci sono abbastanza preghiere e sacrifici perché si ricordi la santa Passione, quella che sola può condurci al vero amore che sbarazza le anime dal loro peso carnale e illumina in alto il loro destino eterno.
    Fatima è la chiamata estrema a questa coscienza in vista della salvezza nella vera Fede, Speranza e Carità; virtù derivate dall’amore alla Verità, che solo può renderci liberi per meritarci lo sguardo benedicente del Creatore: ragione stessa della nostra esistenza.
    L’appello di Fatima è quindi evangelico e universale; quello sempre più dimenticato nel mondo; quello che chiama i figli della Chiesa e tutta la società umana in pericolo, alla conversione. E quanto non si fa, consapevoli della sua grave necessità, potremmo dover farlo troppo tardi, mentre già suona l’ora della punizione che sarà su tutti nella terribile ora della resa dei conti, ma sempre per aiutare molti a salvarsi. Come si può predicare sinceramente contro il disordine nella famiglia e nella società, contro l’estromissione di Gesù Cristo nelle amministrazioni di giustizia e di governo, dove si decide sulla guerra o la pace delle nazioni, delle famiglie, delle scuole, delle università, se si fa prevale in tutto un diritto, un’economia, un falso «amore» di patria e del prossimo, tutto senza Dio? Come combattere l’aborto e tutto ciò che attenta all’ordine naturale senza la verità del Regno universale di Gesù Cristo?
    Nel «nuovo ordine mondiale», aspirato dai conciliari, questa lotta è diventata quasi impossibile. L’assenza del vero Papa cattolico a Roma è quello che va testimoniato a tempo e contro tempo, anche dai tetti; è parte della nostra attuale penitenza nella carità di fronte agli effetti nefasti del Vaticano 2 e degli imbrogli diabolici dei loro profeti.
    Come si può aspirare al Regno di Dio, cioè, a ciò che è celeste, senza rinunciare ad ogni altro regno terreno, corruttore e modernista? Questi oggi vanno oltre il comunismo e dominano in modo surrettizio nel mondo in cui la barriera al grande apostasia, messa da Cristo nel Papato, fu demolita dalla liberalità «religiosa» del maledetto Vaticano 2.
    La «fortezza» della Fede cattolica è il Santo Sacrificio della Messa
    «L’abominio della desolazione» degli ultimi tempi, predetto dal Profeta Daniele, si manifesta in modo tremendamente subdolo riguardo a quanto è più centrale e essenziale per la Fede: il Santo Sacrificio di Nostro Signore. Quei pochi che lo sanno non possono tacere; il crollo, così come la possibile restaurazione della Religione cattolica nel mondo, può solo accadere riguardo al Sacrificio divino. È certezza della nostra Fede che non cambia; è la Fede in Gesù Cristo Redentore, heri hodie et semper.
    In cosa consiste tale subdola abominazione riguardante il Santo Sacrificio del Signore? Si tratta dell’alienazione della centralità del Culto divino a favore di un culto umano; la nova centralità posta nel culto dell’uomo, arbitro della propria religione; ecco la libertà religiosa secondo la «dignitatis humanae». E la base di ciò è oggi il culto dei pastori idoli, perfino canonizzati per aver esibito la perfida umiltà d’innovatori che operarono la vasta apertura e «aggiornamento» della Chiesa di Dio al mondo, decidendo che questa dovrebbe onorarli proprio nel Sacrificio della Messa, magari celebrando «una cum» della nuova messa da loro rimaneggiata!
    Si dica allora, una volta per tutte, che si può e si deve riconosce la vera natura del culto della santa Messa dai suoi frutti. Quelli del Santo Sacrificio della Messa tradizionale sono frutti di santità per la contenzione divina di disgrazie terrene e terrori umani.
    E ciò per venti secoli di umane follie. Quelli della nuova messa di Paolo 6º, intenta a rimaneggiare in senso umano, protestante ed ecumenista la sacralità della Chiesa di Dio, ha solo frutti, a breve e a lungo termine, di squallore e di apostasia. E l’albero si giudica dai frutti che produce, non casualmente, ma regolarmente.
    Oggi vecchi conventi, a causa della macroscopica mancanza di vocazioni, sono adibiti ad altro uso. A Milano vi è addirittura uno che serve a evocare i nuovi tempi col suo nome: «Abbadesse Folie». Migliaia di religiosi, ogni anno, abbandonano l’abito.
    Tale prova per il NOM ha ormai superate due generazioni di effetti nefasti per la Fede, volendo ignorare che la Santa Messa Cattolica si è confermata benedetta da Dio con i suoi fecondi e perenni frutti di salvezza, attraverso i Sacramenti di conversioni e tante conversioni. Era, quindi, certamente la Messa voluta e benedetta da Dio. Benedetti, quindi, quanti si son levati contro in NOM per le ragioni cattoliche, che includono il vaglio dell’autorità degli autori che l’anno promosso s’accordo con protestanti ed ebrei.
    Che cosa ha prodotto la messa conciliare se non frutti d’indifferenza, dubbi, ribellioni e profanazioni, e infine, la grande apostasia di un’altra chiesa aliena al Sacrificio dei Sacri Cuori? Potrebbe tale scempio essere benedetto da Dio? Più ancora, potrebbero i suoi autori e promotori rappresentare l’Autorità di Dio nella Chiesa di Gesù Cristo? Solo se Lui, il Salvatore, non ne fosse più il vero Capo e non volesse più la salvezza degli uomini; falsità questa che è ancora riprova della falsità di una chiesa conciliare capace di voler impiantare nel Cuore della Chiesa di Dio le idee moderniste sui «bisogni» del mondo, senza tener conto del volere e delle benedizione divine al solo Culto approvato da Dio.
    Chi legge il Levitico può rimanere sorpreso dei particolari stabiliti per il Culto antico. Per noi oggi vuol solo significare Chi stabilisce tutto nel Culto della Chiesa di Dio. RiconoscerLo, ecco la preoccupazione cristiana dei figli di santa Madre Chiesa.
    Qui a Fatima è allestita una Cappella per la Santa Messa di sempre, annunciata come rifugio per i Sacerdoti che volessero celebrare nel villaggio scelto dalla Madonna il Santo Sacrificio nello stesso Rito del tempo delle apparizioni. Di queste si comoscono i doni di santità e salvezza, riconosciuti da tutta la Chiesa quale segno del sicuro beneplacito divino. Quale peggior intenzione di quella di voler sovrapporre a questo dono inestimabile un «aggiornamento» clericale? Ebbene, ciò hanno fatto i conciliari con il rito, sacramenti e vocazioni, di modo as accordarsi al mondo che, attraverso questi giuda, pensa di poter abbattere l’Opera nata dal Divino Cuore di Gesù Cristo.
    Ma il Signore fa sapere alla nostra generazione che, così come al Suo Sacrificio in Croce – alla nascita della Chiesa – vi era la Madre che condivideva in suo straziante dolore, ora vuole che al Culto del Suo Cuore Divino sia associato il Culto al Cuore Immacolato di Maria, definita Madre di Misericordia e Mediatrice d’ogni Grazia!
    Suor Lucia, la veggente di Fatima, conferma queste parole di spiegazione di Nostro Signore sulla richiesta di consacrazione per la conversione della Russia, che ha bisogno della presenza di un Papa cattolico che la comandi a tutti i vescovi del mondo:
    • “Perché voglio che tutta la Mia Chiesa riconosca questa consacrazione come il trionfo del Cuore Immacolato di Maria e così estendere il Suo culto e porre a fianco della devozione al Mio Cuore Divino, la devozione a quel Cuore Immacolato.” (Documentos de Fátima, P. Antonio Maria Martins, S. J., Porto, 1976, p. 415 (in tre lingue, con approvazione ecclesiastica).
    Così sappiamo che nel ricorso ai Sacri Cuori è la vera forza per la salvezza, anche della Russia e, attraverso la sua conversione alla vera Chiesa in questo mondo scellerato! Ai cattolici spetta, però, la costante supplica al Signore affinché susciti il ritorno del Papa cattolico, fedele esecutore dei disegni divini per il nostro tempo.”











    Festa dei Sette Dolori della Beata Vergine, 15 settembre
    Guéranger, L'anno liturgico - Festa dei Sette Dolori della Beata Vergine
    http://www.unavoce-ve.it/pg-15set.htm

    "15 SETTEMBRE FESTA DEI SETTE DOLORI DELLA BEATA VERGINE.
    Due feste della Madonna: Natività e Addolorata.

    Dopo il ricordo dell'infanzia di Maria, ecco che la Chiesa subito ci invita a meditare sui dolori, che segnarono la vita della Madre del Messia, Corredentrice del genere umano. Mentre il giorno della nascita consideravamo la grazia, la bellezza della bambina che era nata, non ci si presentava il pensiero del dolore, ma se ci fossimo posta la domanda: "Che cosa sarà mai di questa bambina?", avremmo veduto che se tutte le nazioni dovevano un giorno proclamarla beata, Maria doveva prima soffrire con il Figlio per la salvezza del mondo.

    La sofferenza di Maria.

    Maria stessa ci invita, con la voce della Liturgia, a considerare il suo dolore: "Voi tutti che passate per la strada guardate e vedete e dite se vi è dolore simile al mio... Dio mi ha posta e come stabilita nella desolazione" (Geremia, Lamentazioni, 1,12-13). Il dolore della Santa Vergine è opera di Dio. Predestinandola ad essere Madre del Figlio suo, l'ha unita in modo indissolubile alla persona, alla vita, ai misteri, alla sofferenza di Gesù, perché fosse cooperatrice fedele nell'opera della redenzione, e tra il Figlio e la Madre doveva esservi comunità perfetta di sofferenze. Quando una madre vede che il figlio soffre, soffre con lui e sente, per riverbero, ciò che egli prova e Maria ha sentito nel suo cuore tutto ciò che Gesù ha sofferto nel suo corpo per gli stessi fini, con la stessa fede e con lo stesso amore. "Il Padre e il Figlio, disse Bossuet, dividono per l'eternità la stessa gloria e la Madre e il Figlio dividono nel tempo le stesse sofferenze; il Padre e il Figlio una stessa sorgente di gioia, la Madre e il Figlio uno stesso torrente di amarezza; il Padre e il Figlio lo stesso trono, la Madre e il Figlio la stessa croce. Se si crivella di colpi il corpo di Gesù, Maria ne sente tutte le ferite, se si trafigge la sua testa con le spine, Maria è straziata da tutti quegli aculei, se gli presentano il fiele e aceto, Maria ne beve tutta l'amarezza, se si stende il corpo sulla croce, Maria ne soffre tutto il tormento" (Discorso per la Compassione. Opere oratorie, II, p. 472).

    La Compassione.

    La comunione di sofferenze tra il Figlio e la Madre ci spiega perché è stato scelto il termine Compassione per esprimere i dolori di Maria. Compassione è l'eco fedele, è il contraccolpo della Passione. Patire è soffrire e compatire qualcuno è soffrire con lui, è risentire nel proprio cuore, come se fossero nostre, le sue pene, le sue tristezze, i suoi dolori. La Compassione fu così per la Santa Vergine la comunione perfetta con le sofferenze e la Passione del Figlio e con le disposizioni che lo animavano nel suo sacrificio.

    Perché Maria soffre.

    Parrebbe che Maria, concepita senza peccato, ignara di ogni male, non avrebbe dovuto soffrire. Se Dio, che tanto ama il Figlio, gli diede la sofferenza in eredità, bisogna che la sofferenza sia un bene notevole, ma siccome, dopo il Figlio ama la Santissima Vergine più che tutte le altre creature, anche a lei l'ha offerta come il più ricco dei doni. Del resto unita come era al Figlio, era opportuno e in certo modo necessario che Maria provasse la sofferenza e la morte, perché noi imparassimo da lei, come dal Figlio, ad accettare la sofferenza, che Dio permette per il nostro maggior bene. Maria si offrì liberamente, unì volontariamente il suo sacrificio e la sua obbedienza al sacrificio e all'obbedienza del Figlio Gesù, per portare con lui tutto il peso della espiazione richiesta dalla giustizia divina e non ha sentito i dolori del Figlio solo per simpatia, ma è entrata nella Passione realmente con tutto il suo essere, con il cuore, con l'anima, con l'amore più vivo, con la più serena tranquillità, ha sofferto nel cuore quanto Gesù ha sofferto nella carne e vi sono teologi che affermano che abbia sentito anche nel corpo le stesse sofferenze provate da Gesù nel suo e, dato che alcuni santi hanno avuto l'onore di tale privilegio, ci è permesso pensare che anche Maria lo abbia avuto.

    La sofferenza di Maria viene da Gesù.

    La sofferenza di Maria non comincia solo sul Calvario. La sua infanzia fu senza dubbio tranquilla ed esente da pene. La sofferenza cominciò con Gesù "questo bambino molesto, dice Bossuet, perché dove entra, entra con la sua croce, porta con sé le spine, e le divide con quelli che ama" (Panegirico di san Giuseppe, t. II, 137). "Causa dei dolori di Maria, dice ancora Mons. Gay, è Gesù. Tutto quello che soffre viene da Gesù, si riferisce a Gesù, ha la sua ragione di essere, il suo fondamento in Gesù" (41.a Conferenza alle Madri Cristiane, t. II, 199). La solennità di oggi, che ci presenta Maria al Calvario, ci ricorda, insieme con il dolore supremo, tutti gli altri noti ed ignoti, che riempirono la vita della Santa Vergine. La Chiesa si è fermata a considerarne sette solo, perché questo numero esprime sempre l'idea della totalità e dell'universalità e, nel responsorio del Mattutino, richiama in modo particolare i sette dolori che le procurarono la profezia del vecchio Simeone, la fuga in Egitto, la perdita di Gesù a Gerusalemme, il trasporto della croce, la crocifissione, la deposizione dalla croce e la sepoltura del divin Figlio, dolori che fecero veramente di lei la Regina dei martiri.

    Regina dei martiri.

    Con questo bel titolo la saluta la Chiesa nelle litanie. "Che abbia veramente sofferto, dice san Pascasio Radberto, lo afferma Simeone quando le dice: Una spada trapasserà la tua anima. Di qui è evidente che supera tutti i martiri, perché gli altri hanno sofferto per Cristo nelle loro carni, ma non hanno sofferto nella loro anima, che è immortale, mentre Maria ha sofferto in questa parte di sé, che è impassibile, la sua carne ha sofferto, per così dire, spiritualmente la spada della Passione di Cristo ed è così più che martire. Avendo amato più di tutti, più di tutti ha sofferto e la violenza del dolore trapassò la sua anima, ne prese possesso a testimonianza del suo amore indicibile. Avendo sofferto nella sua anima, fu più che martire, perché il suo amore, più forte della morte, fece sua la morte di Cristo" (Lettera sull'Assunzione, n. 14, PL 30, 138).

    Il suo amore, causa di sofferenza.

    Per misurare l'estensione e l'intensità della sofferenza della Santissima Vergine, bisognerebbe capire quale fu il suo amore per Gesù. Fu amore ben diverso da quello dei Santi e dei martiri. Questi soffrono per Cristo, ma il loro amore addolcisce i tormenti e qualche volta li fa dimenticare. In Maria niente di tutto questo: il suo amore aumenta la sofferenza. "Natura e grazia, dice Bossuet, concorrono a determinare nel cuore di Maria impressioni profondissime. Nulla è più forte e più pressante dell'amore naturale per un figlio e dell'amore che sa dare la grazia per Dio. I due amori sono due abissi dei quali non si penetra il fondo, né si comprende l'immensità... " (Discorso sull'Assunzione, t. III, 493).

    La sofferenza è gioia per Maria.

    Ma, se l'amore è per Maria sorgente di sofferenza, è pure sorgente di gioia. Perciò soffrì sempre con calma inalterabile e grande forza d'animo. Meglio di san Paolo, Maria sapeva che nulla, neppure la morte, l'avrebbe separata dall'amore del suo Figlio, suo Dio.

    Il santo Papa Pio X scriveva che "nell'opera suprema si vide la Vergine ritta presso la croce, oppressa senza dubbio dall'orrore della scena, ma tuttavia felice e gioiosa, perché il Figlio si immolava per la salvezza del genere umano" (Encicl. Ad diem illum, 2 febbraio 1904). Più di san Paolo, Maria sovrabbondava di gioia in mezzo al dolore. In lei, come in Gesù, salve le proporzioni, la gioia più profonda sta insieme alla sofferenza più grande che creatura di quaggiù possa sopportare. Maria ama Dio e la divina volontà più di ogni altra cosa al mondo e sa che sul Calvario si compie questa volontà, che la morte del Figlio offre a Dio il riscatto che Dio esige per la redenzione degli uomini, i quali le sono lasciati come figli suoi e li amerà e già li ama come ha amato Gesù.

    Riconoscenza verso Maria.

    Disse sant'Alberto Magno: Come il mondo tutto è debitore di nostro Signore Dio, così lo è della Vergine per la sua Compassione" (Questione Super Missus, 150). Conosciamo oggi meglio, o Maria, che cosa hai fatto per noi e quanto ti dobbiamo. Tu ti lamentasti perché "guardando gli uomini e cercando fra essi quelli che ricordavano il tuo dolore e ti compativano ne trovasti troppo pochi" (Santa Brigida, Rivelazioni, l. II c. 24). Non vogliamo aumentare il numero dei figli ingrati e ci uniamo perciò alla Chiesa nel ricordare le tue sofferenze e mostrarti la nostra gratitudine.

    Sappiamo, o Regina dei martiri, che una spada di dolore ti trapassò l'anima e che solo lo Spirito di vita e di consolazione poté sostenerti e fortificarti nel momento della morte di tuo Figlio.

    Sappiamo soprattutto che, se tu hai salito il Calvario, se tutta la tua vita, come quella di Gesù, fu un lungo martirio, ciò avvenne perché tu dovevi compiere presso il Redentore e in unione con lui il ruolo che la nostra prima madre, Eva, compì presso Adamo nella nostra caduta. Tu con Gesù ci hai riscattati, con lui e in dipendenza da lui hai meritato de congruo, per convenienza, la grazia che egli meritò de condigno, in giustizia, per ragione della sua dignità infinità. Ti salutiamo così, con amore e riconoscenza, "nostra Regina, Madre di misericordia, nostra vita e nostra speranza" e, sapendo che la nostra salvezza è nelle tue mani, ti consacriamo tutta la nostra vita, perché, sotto la tua potente protezione, con la tua materna guida, possiamo raggiungerti nella gloria del Paradiso ove, con il Figlio, vivi incoronata e felice per sempre. Così sia.

    MESSA

    Il Sacrificio quotidiano della Messa è il Sacrificio del Calvario vestito della magnificenza della Santa Liturgia. Il canto introduttivo ci presenta alcune donne e un solo uomo insieme con la Madre dei dolori ai piedi della Croce nel giorno della grande offerta.

    EPISTOLA (Gdt 13,22-25). - Il Signore t'ha benedetta nella sua potenza, e per mezzo di te ha annientato i nostri nemici. O figlia tu sei benedetta dal Signore Dio altissimo a preferenza di tutte le altre donne della terra. Benedetto sia il Signore, creatore del cielo e della terra, che diresse la tua mano nel troncare la testa del principe dei nostri nemici. Oggi Dio esaltò il tuo nome da essere lodato per sempre dagli uomini, che si ricorderanno in eterno della potenza del Signore. Per essi tu non hai risparmiato la tua vita, e, viste le angustie e le tribolazioni del tuo popolo, ne hai impedita la rovina davanti a Dio. Tu sei la gloria di Gerusalemme, la letizia d'Israele, l'onore del nostro popolo.


    Maria corredentrice.

    Oh, grandezza della nostra nuova Giuditta fra le creature! "Dio, nota il Padre Faber, pare scelga in sé le cose più incomunicabili per comunicarle in modo misterioso a Maria. Vedete come già l'ha posta nei disegni dell'universo del quale la rende quasi causa e parzialmente tipo. La cooperazione della Santa Vergine alla salvezza del mondo ci presenta un aspetto nuovo della sua magnificenza. Né l'Immacolato Concepimento, né l'Assunzione ci danno un'idea più alta di Maria del titolo di Corredentrice. I suoi dolori non erano alla Redenzione necessari, ma nel pensiero di Dio ne erano inseparabili e appartenevano alla integrità del piano divino. I misteri di Gesù non sono forse i misteri di Maria e i misteri di Maria non sono i misteri di Gesù? La verità sembra essere questa: i misteri di Gesù e quelli di Maria sono per Dio un solo mistero. Gesù stesso è il dolore di Maria sette volte ripetuto, sette volte ingrandito. Nelle ore della Passione, l'offerta di Gesù e quella di Maria erano una sola offerta e, sebbene diverse per dignità e valore, erano simili per le disposizioni, avevano lo stesso ritmo, lo stesso profumo ed erano consumate dallo stesso fuoco: oblazione simultanea fatta al Padre da due cuori senza macchia, per i peccati di un mondo colpevole del quale si erano liberamente addossati i demeriti" (Il piede della Croce, ix, 1, 2). Uniamo le nostre lacrime ai tormenti di Gesù e al pianto di Maria. Nella misura in cui l'avremo fatto in questa vita, potremo poi, col Figlio e con la Madre, godere in cielo.

    Nella Messa, al graduale segue il toccante lamento attribuito al beato Jacopone da Todi, francescano, lo Stabat Mater, che sarà per noi un bella formula di preghiera e di omaggio alla Madre dei dolori.

    SEQUENZA

    In piedi, presso la Croce, cui era appeso il figlio, la Madre dei dolori piangeva.

    L'anima sua, che gemeva per la tristezza e la desolazione, era stata trapassata da una spada.

    Quanto era triste, quanto era afflitta quella benedetta Madre di un figlio solo.

    Gemeva e sospirava la tenera Madre, assistendo alle pene del suo augusto figlio.

    Chi non piangerebbe, se vedesse la Madre del Cristo, straziata da pene così acerbe?

    Chi non potrebbe essere triste al vedere la Madre di Cristo con lui in preda al dolore?

    Vide Gesù in mezzo ai tormenti, sottoposto ai flagelli, per i peccati del suo popolo.

    Vide il dolce suo figlio morire senza conforto, ne colse l'ultimo sospiro.

    Orsù, Madre, sorgente di amore, fa' che io senta la violenza della pena e pianga con te.

    Fa' che arda il mio cuore nell'amore di Cristo, Dio, perché io possa piacergli.

    Madre santa, imprimi fermamente nel mio cuore le piaghe del figlio tuo.

    Dividi con me le pene del tuo Figlio straziato, che si degnò di soffrire per me.

    Fa' che finché avrò vita, pianga piamente con te e compatisca al Crocifisso.

    Desidero stare presso la Croce con te e unirmi a te nel pianto.

    Vergine, tra le vergini la più nobile, non essere severa con me, fa' che mi unisca al tuo pianto.

    Fa' che io porti in me la morte di Cristo, che io partecipi alla sua passione, che ne mediti le sofferenze.

    Fa' che le sue ferite siano le mie ferite, che io mi inebrii della croce e del sangue del tuo figlio.

    Le fiamme non mi tormentino: nel giorno del giudizio, sii tu, o Vergine, la mia difesa.

    O Cristo, quando dovrò morire, fa' che la Madre mi conduca alla palma della vittoria.

    Quando il corpo morirà, fa' che l'anima raggiunga la gloria del Paradiso. Così sia.



    VANGELO (Gv 19,25-27) - In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre e la sorella di lei, Maria di Cleofa, e Maria la Maddalena. Or Gesù, vedendo sua madre e, vicino a lei, il discepolo che gli era caro, disse alla madre: Donna, ecco il tuo figlio. Poi disse al discepolo: Ecco tua madre. E da quel momento la prese il discepolo in casa con sé.

    In piedi presso la Croce.

    "Stabat iuxta crucem". Bisogna mettersi ben vicini alla Croce e bisogna essere in piedi. In piedi, perché questo è l'atteggiamento del coraggio e perché si resta così più vicini al Signore.

    Unico modo per fare questo è essere con la Santa Vergine. Non si potranno mai unire le due prime parole alla terza senza il tecum, se ciò non avviene con Maria e in Maria. La Croce è troppo spaventosa.

    Lo stabat di Maria è dominato da quello di Gesù, elevato sopra la terra, che tutto attira a sé, appunto perché elevato sopra la terra.

    Maria è in piedi per essere il tratto di unione... la Mediatrice. La sua testa e il suo cuore sono alti, per essere vicini al Figlio, i suoi piedi toccano la nostra terra, per essere vicino a noi, che siamo pure suoi figli. È in piedi, perché è nostra Madre: "Ecco, tua Madre". e Maria può dire come Gesù: "Trarrò tutto a me, come madre". Per il mistero della Croce, tutta l'umanità è attirata a Gesù e a Maria... (P. Dehau, La Compassione della Vergine).

    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1076-1083."





    AVE MARIA!
    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

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    Lightbulb Re: 15 settembre - Festa dei Sette Dolori della Beatissima Vergine Maria

    15 SETTEMBRE 2018: OTTAVA DELLA NATIVITÀ DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA, FESTA DEI SETTE DOLORI DELLA BEATA VERGINE…



    “Festa dei Sette Dolori della Beata Vergine, 15 settembre.”
    Guéranger, L'anno liturgico - Festa dei Sette Dolori della Beata Vergine
    http://www.unavoce-ve.it/pg-15set.htm

    Dom Guéranger, L'anno liturgico - I Sette Dolori di Maria Santissima
    http://www.unavoce-ve.it/pg-settedolori.htm




    http://www.preghiereperlafamiglia.it...addolorata.htm
    "DEVOZIONI
    MARIA ADDOLORATA
    I SETTE DOLORI di MARIA."




    Madonna Addolorata - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/madonna-addolorata/
    «15 settembre, I Sette Dolori della B. V. Maria.

    O gran Regina dei Martiri e la più desolata di tutte le madri! Il vostro dolore è immenso come il mare, perché tutte le piaghe che tutti i peccati degli uomini hanno impresse nel sacro corpo del vostro divin figliuolo, sono altrettante spade che trafiggono il vostro cuore. Ecco prostrato ai vostri piedi il peccatore più indegno, sinceramente pentito d’aver maltrattato il divin Redentore. Le colpe che io ho commesso sono più gravi di quello che io possa soffrire per cancellarle. Deh! Madre beata, imprimete nel mio cuore le piaghe santissimedel vostro amore onde non brami che di patire e morire con Gesù crocifisso, e spirar l’anima penitente nel vostro purissimo cuore. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-678x381.jpg
    http://www.sodalitium.biz/wp-content..._n-219x300.jpg





    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    CATECHISMO- PIO X - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php »




    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...a4&oe=5C152557





    «MESE DI SETTEMBRE: MESE DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...9d&oe=5BEDCBEA





    «DISCORSO IX DI SANT'ALFONSO MARIA DE' LIGUORI
    (Glorie di Maria, n. 499-500)
    De' dolori di Maria.

    Maria fu la regina de' martiri, perché il suo martirio fu il più lungo e il più grande di quello di tutti i martiri.
    Chi mai potrà avere un cuor sì duro che non s'intenerisca in udire il caso pur troppo lagrimevole che un tempo accadde nel mondo. Eravi una madre nobile e santa la quale non avea che un solo figlio; e questi era il più amabile che possa immaginarsi, innocente, virtuoso, bello, ed amantissimo di sua madre: a tal segno che non le avea mai dato minimo disgusto, ma sempre l'avea portato tutto il rispetto, tutta l'ubbidienza e tutto l'affetto: onde la madre a questo figlio avea posto in terra tutto il suo amore. Or poi che avvenne? Avvenne che questo figlio per invidia fu accusato falsamente da' suoi nemici, e 'l giudice, benché avesse conosciuta e confessata egli stesso la di lui innocenza, pure, per non disgustare i nemici, lo condannò ad una morte infame, quale appunto quelli l'aveano richiesta. E questa povera madre ebbe a soffrire il dolore che quell'amabile ed amato figlio le fosse così ingiustamente tolto nel fiore di sua gioventù con una barbara morte; poiché a forza di tormenti ce lo fecero morire svenato(1) avanti gli occhi in pubblico in un patibolo infame.
    Anime divote, che dite? È degno di compassione questo caso e questa misera madre? Già m'intendete di chi parlo. Questo figlio così crudelmente giustiziato fu il nostro amoroso Redentore Gesù, e questa madre fu la B. Vergine Maria, che per nostro amore si contentò di vederlo sagrificato alla divina giustizia dalla barbarie degli uomini. Questa gran pena dunque da Maria per noi sofferta, pena che le costò più di mille morti, merita da noi compassione e gratitudine. E s'altro non possiamo rendere a tanto amore, almeno fermiamoci per poco oggi a considerare l'acerbità di questa pena per cui divenne Maria regina de' martiri, mentre il suo gran martirio superò nel dolore quello di tutti i martiri, essendo egli stato per 1. il martirio più lungo, per 2. il martirio più grande. (...)»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...6a&oe=5C15CC49





    “I SETTE DOLORI DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA.
    Doppio di II classe.
    Paramenti bianchi.
    Guéranger, L'anno liturgico - Festa dei Sette Dolori della Beata Vergine
    Maria stava ai piedi della Croce, dalla quale pendeva Gesù (Introito, Graduale, Sequenza, Alleluia, Vangelo) e, come era stato predetto da Simeone (Orazione), una spada di dolore trapassò la sua anima (Secreta). Impotente «ella vede il suo dolce figlio desolato nelle angosce della morte, e ne raccoglie l'ultimo sospiro» (Sequenza). L'affanno che il suo cuore materno provò ai piedi della croce, le ha meritato, pur senza morire, la palma del martirio (Communio).

    La partecipazione di Maria alla passione di Cristo per cooperare con Lui all'universale Redenzione insinuò sempre come doverosissima una special divozione ai dolori per noi sofferti da questa divina Madre che Cristo medesimo dichiarò Madre nostra. Questa divozione però notabilmente si propagò tra i fedeli dopo che i sette Beati Fondatori dell'Ordine dei Serviti, cioè Servi di Maria, fecero oggetto speciale del loro Ordine la propagazione del culto a Maria Addolorata, il che avvenne nel 1233. Quindi la Chiesa ne istituì una Festa speciale nel Venerdì di Passione e nella III Domenica di Settembre. Questa festa, celebrata con grande solennità dai Serviti nel XVII secolo, fu estesa da Pio VII, nel 1817, a tutta la Chiesa, per ricordare le sofferenze che la Chiesa stessa aveva appena finito di sopportare nella persona del suo capo esiliato, e prigioniero, e liberato, grazie alla protezione della Vergine. Come la prima festa dei Dolori di Maria, al Tempo della Passione, ci mostra la parte che essa prese al sacrificio di Gesù, così la seconda, dopo la Pentecoste, ci dice tutta la compassione che prova la Madre del Salvatore verso la Chiesa, sposa di Gesù, che è crocifissa a sua volta nei tempi calamitosi che essa attraversa. Nella prima ricorrenza i Dolori sono oggetto di venerazione e meditazione in quanto fonte di dolore; nella seconda essi sono venerati e contemplati quali causa di gloria e trionfo. In entrambe Maria, la Regina dei Martiri, è onorata come la Corredentrice del genere umano: Ella fu associata e cooperò alla nostra Redenzione, in dipendenza e subordinazione a Gesù Redentore, coi suoi dolori acerbissimi e con l’offerta a Dio Padre della vittima del sacrificio, il suo Figliuolo diletto.
    Sua Santità Pio X ha elevato nel 1908 questa festa alla dignità di seconda classe, fissandola al 15 Settembre.
    * Sermone di san Bernardo Abate.

    Sermone sulle dodici stelle.
    Il martirio della Vergine ci è rivelato tanto dalla profezia di Simeone quanto dalla storia medesima della passione del Signore. «Egli è posto, - disse il santo vegliardo del bambino Gesù -, per segno di contradizione; e anche a te, - rivolto poi a Maria -, trapasserà l'anima una spada» (Luc. 2,34). Sì, o Madre beata, essa ha veramente trapassato l'anima tua. Perché non passando che per questa, ha potuto penetrare la carne del tuo Figlio. E certo dopo che quel tuo Gesù ebbe reso lo spirito, la lancia crudele, aprendogli il costato, non giunse già all'anima di lui, sibbene trapassò l'anima tua. Infatti l'anima di lui non c'era più là, ma la tua non se ne poteva distaccare.
    La violenza del dolore ha dunque trapassata la tua anima, così che non immeritamente noi ti proclamiamo più che Martire, avendo il sentimento della compassione sorpassato in te tutte le sofferenze che può sostenere il corpo. E non ti fu forse più che una spada quella parola che trapassò realmente la tua anima «e giunse fino alla divisione dell'anima e dello spirito» (Hebr. 1,12): «Donna, ecco il suo figlio» (Joann.19,26)? Quale scambio! Ti si dà Giovanni invece di Gesù, il servo invece del Signore, il discepolo invece del Maestro, il figlio di Zebedeo per il figlio di Dio, un semplice uomo per il vero Dio! Come non avrebbe trapassata la tua sensibilissima anima questa parola, quando il solo ricordo spezza i nostri cuori, sebbene di sasso e d'acciaio?
    Non vi meravigliate, o fratelli, nel sentir dire che Maria fu Martire nell'anima. Si meravigli chi non ricorda d'aver udito Paolo annoverare fra i più grandi delitti dei Gentili d'essere stati «senza affezione» (Rom. 1,31). Ciò fu lungi dal cuore di Maria, e sia pure lungi dai suoi servi. Ma forse qualcuno dirà: Non sapeva ella che sarebbe morto? Senza dubbio. Non sperava forse che sarebbe risuscitato? Con tutta la fede. E non pertanto fu afflitta nel vederlo crocifisso? E profondamente. Ma chi sei tu, o fratello, e donde viene la tua saggezza, per meravigliarti più di veder Maria compatire che di vedere il Figlio di Maria patire? Egli poté morire nel corpo; e questa non poteva morire con lui nel cuore? Egli morì per una carità che nessuno sorpasserà mai: ed anche il martirio di lei ebbe principio da una carità che dopo quella, non ce ne fu mai l'uguale.
    SANTA MESSA
    ** Omelia di sant'Ambrogio Vescovo.

    Sulla formazione delle Vergini cap. 7.
    La Madre stava presso la croce, e, mentre gli uomini fuggivano, ella restava intrepida. Guardate se la Madre di Gesù poteva diventar timida, non avendo cangiato sentimenti. Contemplava con occhi pietosi le ferite del Figlio, che sapeva essere la redenzione di tutti. Non era indegna d'assistere a tanto spettacolo questa Madre, che non avrebbe temuto per la propria vita. Il Figlio pendeva dalla croce, la Madre si offriva ai carnefici.
    Lettera 25 alla Chiesa di Vercelli, verso la fine.
    La Madre del Signore, Maria, stava in piedi davanti alla croce del Figlio. Nessun altro me l'ha detto fuori di san Giovanni Evangelista. Gli altri raccontano come durante la passione del Signore la terra tremò, il cielo si ricoprì di tenebre, il sole si oscurò, il ladrone, dopo l'umile confessione, fu ricevuto in paradiso. Ma Giovanni mi ha detto quel che non dicono gli altri, come cioè egli già sulla croce chiamò la Madre. Egli sembra dare più importanza ai doveri di pietà che Gesù, vincitore dei supplizi, rendeva a sua Madre, che alla promessa stessa del regno dei cieli. Infatti se muove a tenerezza il perdono che riceveva il ladrone, è ancora assai più tenero lo spettacolo del Figlio che onora sua Madre di tanto affetto.
    Ecco, dice, il tuo figlio: «Ecco la madre tua» (Joann. 19,26). Cristo faceva testamento dalla croce, e divideva i doveri della pietà fra la madre e il discepolo. Il Signore faceva non soltanto un testamento generale, ma anche quello in favore della sua famiglia; e questo testamento lo registrava Giovanni, degno testimone di tanto testatore. Testamento ottimo, non di danaro, ma di vita eterna; scritto non colla penna, ma collo Spirito del Dio vivente, che dice: «La mia lingua è penna di scrivano che scrive velocemente» (Ps. 44,2).”
    https://sardiniatridentina.blogspot....maria.html?m=1
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...51&oe=5C1F9A86





    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ce&oe=5C2441B8





    «OTTAVA DELLA NATIVITÀ DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA.
    Semidoppio.
    Paramenti bianchi.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...32&oe=5C1702C1
    Guéranger, L'anno liturgico - Natività della Beata Vergine Maria


    «SAN NICOMEDE
    Martire.

    Paramenti rossi.
    Si fa commemorazione di Nicomede, Prete romano e Martire, il quale fu arrestato per aver seppellito, nella persecuzione dell'imperatore Domiziano contro i Cristiani, il corpo della Vergine Felicola uccisa dal conte Fiacco per aver confessato la fede cristiana; condotto davanti alle statue degli dèi, si ricusò costantemente di sacrificare loro come gli veniva ingiunto, rispondendo a quelli che lo costringevano a sacrificare: «Io non sacrifico che a Dio onnipotente, regnante nei cieli»; onde fu battuto lunghissimamente con flagelli piombati, e in quel tormento passò al Signore. Lo stesso conte ordinò per maggior sfregio di gettarne il corpo nel Tevere, ma ripescato con cura da Giusto, chierico di Nicomede, venne sepolto onorevolmente in una tomba presso le mura di Roma sulla via Nomentana.
    P.S. La commemorazione è già presente nel link della Santa Messa della festa dei Sette Dolori di Nostra Signora Beata Vergine Maria Santissima.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b6&oe=5C1FE009








    https://www.agerecontra.it/2017/09/madonna-addolorata/
    «Madonna Addolorata - L’EDITORIALE DEL VENERDI di Arai Daniele.»





    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://radiospada.org/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf

    “15 settembre 2018: I sette dolori della Beata Vergine Maria (Ottava della Natività di Maria).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...d2&oe=5C2E1E19





    “15 settembre 2018
    Nicomede, santo, martire di Roma, i resti sono nella Confessione di S. Prassede all’Esquilino.
    Precedentemente era venerato in una basilica costruita da Bonifacio V (619-25). Non si conosce l’anno della traslazione avvenuta dopo il restauro della sua tomba operato da Adriano I (772-95).
    M.R.: 15 settembre - A Roma, sulla via Nomentana, il natale del beato Nicomede, Prete e Martire, il quale, rispondendo a quelli che lo costringevano a sacrificare agli idoli: "Io non sacrifico che a Dio onnipotente, regnante nei cieli", fu battuto lunghissimamente con flagelli piombati, e in quel tormento passò al Signore.
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ].”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...34&oe=5C33468C





    “Il 15 settembre 1644 Papa Innocenzo X Pamphilj viene esaltato al Sommo Pontificato.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...fc&oe=5C1FA260










    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/

    "Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    anteprima dal numero 130 di SVRSVM CORDA® del 16 settembre 2018) www.sursumcorda.cloud
    Indice del n° 130:

    - Comunicato numero 130. Il ministero ordinario di Gesù;
    - I Sette Dolori della Beata Vergine Maria;
    - Esaltazione della Santa Croce;
    - San Tommaso: i Romani meritarono il dominio per le ottime leggi da essi emanate;
    - Santissimo Nome di Maria;
    - Brevi nozioni di teologia morale sul miracolo;
    - Gli anatemi del Concilio di Costanza, condanna a Giovanni Wicleff;
    - Preghiera a San Nicola da Tolentino, Confessore;
    - L’Inferno non è stato inventato dall’uomo;
    Già leggibile sul sito:
    - Teologia Politica 118. Il Comunismo rifiuta alla vita umana ogni carattere sacro."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...e3&oe=5C21CD3F





    "SABATO - O inclito Patriarca San Giuseppe, col fervore della Vostra intercessione, rendete propizia la Beatissima Vergine, Vostra Sposa Immacolata Maria, adesso e nell’ora della mia morte. - Tre Gloria."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...37&oe=5C335AC2





    “Mons. de Ségur, La Rivoluzione.
    https://www.sursumcorda.cloud/sostie...ur-detail.html
    Padre Gabriele Maria Roschini, Chi è Maria? Catechismo mariano.
    https://www.sursumcorda.cloud/sostie...no-detail.html
    Mons. de Ségur, L’inferno. Se esiste. Che cos’è. Come possiamo evitarlo.
    https://www.sursumcorda.cloud/sostie...la-detail.html
    Padre Giacinto da Belmonte, Racconti miracolosi.”
    https://www.sursumcorda.cloud/sostie...si-detail.html



    “I principali benefici che derivano dal culto Mariano alla società domestica, ossia alla famiglia, sono costituiti da innumerevoli grazie d’ordine spirituale e materiale, e sopratutto dall’influsso potentissimo di Malia sulla madre, che è come il cuore della famiglia.”
    “176. In che modo la Vergine SS. assiste in morte i suoi devoti?
    La Vergine SS. assiste in morte i suoi devoti in tre modi: 1) Impetrando loro un sincero dolore di tutti i peccati; 2) Ottenendo la grazia di una perfetta rassegnazione al sacrificio della vita; 3) Facendo loro da scudo contro i fieri assalti del demonio.”
    "Tota Pulchra (da Il mio libro di preghiere - Ed. CLS Verrua-Savoia)"

    “Oh madre di Dio Maria, le vostre preghiere mi han da portare in paradiso. Eia ergo, advocata nostra... Iesum benedictum fructum ventris tui... post hoc exilium ostende.”
    "Preghiere e tradizionali pie pratiche cristiane. Chiediamo a Nostro Signore di ottenere la vera fede e di perseverare."
    https://www.sursumcorda.cloud/preghiere.html








    «Canto della Passione - S. Alfonso M.de Liguori
    https://www.youtube.com/watch?v=G7zAup2pocs
    Il Canto della Passione tra l'Anima e Gesù Cristo. E' una composizione che appartiene al periodo (1760) di maggiore attività di S. Alfonso M. de Liguori e ne testimonia l'alta professionalità e maturità. Suoi sono il testo e la musica. Del dramma della Passione il Santo coglie e sviluppa il tema dell'incontro tra l'Anima e Gesù Cristo che sale al Calvario, l' Anima intreccia con lui (il Cristo) una gara di purissime emozioni, fino al dono supremo di sè: "tutta son tua mio Re"! (Estratto dal CD: Civiltà Musicale del Settecento - Duetti Sacri - PS Records - 1998).».

    "Canto Gregoriano Stabat Mater
    https://www.youtube.com/watch?v=nnXVwbdEFYY

    Luigi Boccherini STABAT MATER - soprano Eva Dřízgová - Jirušová - conductor Paolo Gatto
    https://www.youtube.com/watch?v=UXK-W5BlTCg
    LUIGI BOCCHERINI (1743 - 1805) STABAT MATER (prima versione 1781 "per una voce sola, due violini,viola, violoncello obbligato e c. basso") soprano Eva Dřízgová - Jirušová Janáček Chamber Orchestra.”

    «Stabat Mater - Testo latino e traduzione italiana.
    https://www.youtube.com/watch?v=i3NOFfdZzLs
    Lo "Stabat Mater" di Jacopone da Todi con testo latino e traduzione italiana.»

    “Vivaldi - Stabat Mater (RV 621) - Andreas Scholl, Ensemble 415.”
    https://www.youtube.com/watch?v=2XUC2MQ74DE

    « Giovanni Battista Pergolesi "Stabat Mater"(1736)
    https://www.youtube.com/watch?v=xHQVtYzjLao
    Stabat Mater for soprano, contralto, strings and basso continuo by Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736) Margaret Marshall (soprano) Lucia Valentini Terrani (contralto) Leslie Pearson (organ) London Symohony Orchestra Claudio Abbado (conductor) Recorded in 1985 00:00 "Stabat Mater Dolorosa" 04.39 "Cujus animam gementem" 07.47 "O quam tristis et afflicta" 10:22 "Quae moerebat et dolebat" 13:12 "Quis est homo"—"Pro peccatis suae gentis..." 16:14 "Vidit suum dulcem natum" 19:48 "Eja mater fons amoris" 22:42 "Fac ut ardeat cor meum" 25.23 "Sancta mater, istud agas" 31:22 "Fac ut portem Christi mortem" 35:06 "Inflammatus et accensus" 37.57 "Quando corpus morietur" —"Amen...".»





    https://forum.termometropolitico.it/...i-maria-2.html
    https://forum.termometropolitico.it/...e-maria-6.html





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    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    15 septembre : Notre-Dame des Sept-Douleurs :: Ligue Saint Amédée
    "15 Septembre : Notre-Dame des Sept-Douleurs"
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    Dom Guéranger, L'anno liturgico - I Sette Dolori di Maria Santissima
    http://www.unavoce-ve.it/pg-settedolori.htm
    «I SETTE DOLORI DI MARIA SANTISSIMA.

    La compassione della Madonna.
    La pietà degli ultimi tempi ha consacrato in una maniera speciale questo giorno alla memoria dei dolori che Maria provò ai piedi della Croce del suo divin Figliolo. La seguente settimana è interamente dedicata alla celebrazione dei Misteri della Passione del Salvatore, e sebbene il ricordo di Maria che soffre insieme a Gesù sia sovente presente al cuore del fedele, il quale segue piamente tutti gli atti di questo dramma, tuttavia i dolori del Redentore e lo spettacolo della giustizia divina che s'unisce a quello della misericordia per operare la nostra salvezza, assillano troppo la mente, perché sia possibile onorare come merita il mistero della compassione di Maria ai patimenti di Gesù. Conveniva perciò che fosse scelto un giorno, nell'anno, per adempiere a questo dovere; e quale giorno meglio si addiceva del Venerdì della presente settimana, ch'è di per se stesso interamente dedicato al culto della Passione del Figlio di Dio?
    Storia di questa festa.
    Fin dal XV secolo, nel 1423, un arcivescovo di Colonia, Thierry de Meurs, inaugurava tale festa nella sua chiesa con un decreto sinodale [1]. Successivamente si propagò, sotto diversi nomi, nelle regioni cattoliche, con tolleranza della Sede Apostolica; fino a che il Papa Benedetto XIII, con decreto del 22 agosto 1727, non l'inserì solennemente nel calendario della Chiesa universale, sotto il nome di Festa dei sette Dolori della Beata Vergine Maria. In tal giorno dunque la Chiesa vuole onorare Maria addolorata ai piedi della Croce. Fino all'epoca in cui il Papa non estese all'intera cristianità la Festa, col titolo suindicato, essa veniva designata con differenti nomi: La Madonna della Pietà, La Madonna Addolorata, La Madonna dello Spasimo; in una parola, questa festa era già sentita dalla pietà del popolo, prima che fosse consacrata dalla Chiesa.
    Maria Corredentrice.
    Per ben comprendere l'oggetto, e meglio compiere in questo giorno, verso la Madre di Dio e degli uomini i doveri che le sono dovuti, dobbiamo ricordare che Dio, nei disegni della sua sovrana Sapienza, ha voluto in tutto e per tutto associare Maria alla restaurazione del genere umano. Tale mistero ci mostra un'applicazione della legge che rivela tutta la grandezza del piano divino; ed ancora una volta ci fa vedere il Signore sconfiggere la superbia di Satana col debole braccio di una donna. Nell'opera della salvezza, noi costatiamo tre interventi di Maria, tre circostanze, nelle quali è chiamata ad unire la sua azione a quella stessa di Dio.
    La prima, nell''Incarnazione del Verbo, il quale non assume carne in lei se non dopo averne ottenuto il consenso con quel solenne FIAT che salvò il mondo; la seconda, nel Sacrificio di Gesù Cristo sul Calvario, ove ella assiste per partecipare all'offerta espiatrice; la terza, nel giorno della Pentecoste, quando riceve lo Spirito Santo come lo ricevettero gli Apostoli, per potere adoperarsi efficacemente alla fondazione della Chiesa. Nella festa dell'Annunciazione esponemmo la parte ch'ebbe la Vergine di Nazaret al più grande atto che piacque a Dio intraprendere per la sua gloria, e per il riscatto e la santificazione del genere umano. In seguito avremo occasione di mostrare la Chiesa nascente che si sviluppa e s'ingigantisce sotto l'influsso della Madre di Dio. Oggi dobbiamo descrivere la parte che toccò a Maria nel mistero della Passione di Gesù, spiegare i dolori che sopportò presso la Croce, ed i nuovi titoli che ivi acquistò alla nostra filiale riconoscenza.
    La predizione di Simeone.
    Il quarantesimo giorno dopo la nascita di Gesù, la Beata Vergine venne a presentare il Figlio al Tempio. Questo fanciullo era atteso da un vegliardo, che lo proclamò "luce delle nazioni e gloria d'Israele". Ma, volgendosi poi alla madre, le disse: "(Questo fanciullo) è posto a rovina e risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione; anche a te una spada trapasserà l'anima" (Lc 2,34-35). L'annuncio dei dolori alla madre di Gesù ci fa comprendere che le gioie natalizie erano cessate, ed era Venuto il tempo delle amarezze per il figlio e per la madre. Infatti, dalla fuga in Egitto fino a questi giorni in cui la malvagità dei Giudei va macchinando il più grave dei delitti, quale fu lo stato del figlio, umiliato, misconosciuto, perseguitato e saziato d'ingratitudini? Quale fu, per ripercussione, il continuo affanno e la costante angoscia del cuore della più tenera delle madri? Noi oggi, prevenendo il corso degli eventi, facciamo un passo avanti ed arriviamo subito al mattino del Venerdì Santo.
    Maria, il Venerdì Santo.
    Maria sa che questa stessa notte suo figlio è stato tradito da un suo discepolo, da uno che Gesù aveva scelto a suo confidente, ed al quale ella stessa, più d'una volta, aveva dato segni della sua materna bontà. Dopo una crudele agonia, s'è visto legare come un malfattore, e la soldatesca l'ha condotto da Caifa, suo principale nemico. Di là l'hanno portato al governatore romano, la cui complicità era necessaria ai prìncipi dei sacerdoti e ai dottori della legge, perché potessero versare, secondo il loro desiderio, il sangue innocente. Maria si trova allora a Gerusalemme, attorniata dalla Maddalena e da altre seguaci del Figlio; ma esse non possono impedire che le grida di quel popolo giungano fino a lei. Del resto, chi potrebbe far scomparire i presentimenti nel cuore d'una tal madre? In città non tarda a spargersi la voce che Gesù Nazareno è stato consegnato al governatore per essere crocifisso. Si terrà forse in disparte Maria, in questo momento in cui tutto un popolo s'è mosso per accompagnare coi suoi insulti fino al Calvario, questo Figlio di Dio che ha portato nel suo seno ed ha nutrito del suo latte? Ben lungi da tale viltà, si leva e si mette in cammino, fino a portarsi al passaggio di Gesù.
    L'aria risuonava di schiamazzi e di bestemmie. La moltitudine che precedeva e seguiva la vittima era composta da gente feroce od insensibile; solo un gruppetto di donne faceva sentire i suoi dolorosi lamenti, e per questa compassione meritò d'attirare su di sé gli sguardi di Gesù. Poteva Maria, dinanzi alla sorte del suo figlio dimostrarsi meno sensibile di queste donne, che avevano con lui solo legami di ammirazione o di riconoscenza? Insistiamo su questo punto, per dimostrare quanto abbiamo in orrore il razionalismo ipocrita che, calpestando tutti i sentimenti del cuore e le tradizioni della pietà cattolica ha tentato, sia in Oriente che in Occidente, di mettere in dubbio la verità della Stazione della Via dolorosa, che segna il punto d'incontro del figlio e della madre. Questa setta che non osa negare la presenza di Maria ai piedi della Croce, perché il Vangelo è troppo esplicito al riguardo, piuttosto di rendere omaggio all'amore materno più devoto che mai sia esistito, preferisce dare ad intendere che, mentre le figlie di Gerusalemme si mostrarono intrepide al passaggio di Gesù, Maria si recò al Calvario per altra via.
    Lo sguardo di Gesù e di Maria.
    Il nostro cuore di figli tratterà con più giustizia la donna forte per eccellenza. Chi potrebbe dire il dolore e l'amore che espressero i suoi sguardi, quando s'imbatterono in quelli del figlio carico della Croce? e dire con quale tenerezza e con quale rassegnazione rispose Gesù al saluto della madre? e con quale affetto Maddalena e le altre sante donne sostennero fra le loro braccia colei che doveva ancora salire il Calvario, per ricevere l'ultimo respiro del suo dilettissimo figlio? Il cammino è ancora lungo sulla Via dolorosa, dalla quarta alla decima Stazione, e se fu irrigato dal sangue del Redentore, fu anche bagnato dalle lacrime della madre sua.
    La Crocifissione.
    Gesù e Maria sono giunti sulla sommità della collina che servirà da altare al più augusto dei sacrifici; ma il divino decreto ancora non permette alla madre d'accostarsi al figlio; solo quando sarà pronta la vittima, s'avanzerà colei che deve offrirla. Mentre aspetta questo solenne momento, quali scosse per la Vergine ad ogni colpo di martello che inchioda sul patibolo le delicate membra del suo Gesù! E quando finalmente le sarà permesso d'avvicinarsi a lui col prediletto Giovanni, la Maddalena e le compagne, quali indicibili tormenti proverà il cuore di questa madre nell'alzare gli occhi e nello scorgere, attraverso il pianto, il corpo lacerato del figlio, stirato violentemente sul patibolo, col viso coperto di sangue e imbrattato di sputi, e col capo coronato da un diadema di spine!
    Ecco dunque il Re d'Israele, del quale l'Angelo le aveva preannunziato le grandezze; ecco il figlio della sua verginità, colui che ella ha amato come suo Dio e insieme come frutto benedetto del suo seno! Per gli uomini, più che per sé, ella lo concepì, lo generò, lo nutrì; e gli uomini l'hanno ridotta in questo stato! Oh, se, con uno di quei prodigi che sono in potere del Padre celeste, potesse essere reso all'amore di sua madre, e se la giustizia alla quale s'è degnato di pagare tutti i nostri debiti volesse accontentarsi di ciò che egli ha sofferto! Ma no, deve morire, ed esalare lo spirito in mezzo alla più crudele agonia.
    Il martirio di Maria.
    Dunque Maria è ai piedi della Croce per ricevere l'addio del figlio, che sta per separarsi da lei; fra qualche istante, di questo suo amatissimo figlio non le resterà che un corpo inanimato e coperto di piaghe. Ma cediamo qui la parola a san Bernardo, del cui linguaggio si serve oggi la Chiesa nell'Ufficio del Mattutino: "Oh, Madre, egli esclama, considerando la violenza del dolore che ha trapassata l'anima tua, noi ti proclamiamo più che martire, perché la compassione che hai provato per tuo figlio, sorpassa tutti i patimenti che il corpo può sopportare. Non è forse stata più penetrante d'una spada per la tua anima quella parola: Donna ecco il figlio tuo? Scambio crudele! in luogo di Gesù, ricevi Giovanni; in luogo del Signore, il servo; in luogo del Maestro, il discepolo; in luogo del figlio di Dio, il figlio di Zebedeo: un uomo, insomma, in luogo d'un Dio! Come poté la tua anima sì tenera non essere ferita, quando i cuori nostri, i nostri cuori di ferro e di bronzo, si sentono lacerati al solo ricordo di quello. che dovette allora soffrire il tuo? Perciò non vi meravigliate, fratelli miei, di sentir dire che Maria fu martire nella sua anima. Di nulla dobbiamo stupirci, se non di colui che avrà dimenticato ciò che san Paolo annovera tra i più gravi delitti dei Gentili, l'essere stati disamorati. Ma un tale difetto è lungi dal cuore di Maria; che sia lungi anche dal cuore di coloro che l'onorano!" (Discorso delle dodici stelle).
    Nella mischia dei clamori e degl'insulti che salgono fino al figlio elevato sulla Croce, nell'aria, Maria ascolta quella parola che scende dall'alto fino a lei e l'ammonisce che d'ora in poi non avrà altro figlio sulla terra che quello di adozione. Le gioie materne di Betleem e di Nazaret, gioie così pure e sì spesso turbate dalla trepidazione, sono compresse nel suo cuore e si cambiano in amarezza. Era la madre d'un Dio, e suo figlio le è stato tolto dagli uomini! Alza per un'ultima volta i suoi sguardi al caro Figlio, e lo vede in preda ad un'ardentissima sete, e non può ristorarlo; contempla i suoi occhi che si spengono, il capo che si reclina sul petto: tutto è consumato!
    La ferita della lancia.
    Maria non s'allontana dall'albero del dolore, all'ombra del quale è stata trattenuta fino adesso dal suo amore materno; ma quali crudeli emozioni l'attendono ancora! Sotto i suoi occhi, s'avvicina un soldato a trapassare con una lanciata il costato del figlio suo appena spirato. "Ah, dice ancora san Bernardo, il tuo cuore, o madre, è trapassato dal ferro di quella lancia ben più che il cuore del figlio tuo, che ha già reso l'ultimo suo anelito. Non c'è più la sua anima; ma c'è la tua, che non può distaccarsene" (Ibidem).
    L'invitta madre rimane immobile a custodire i sacri resti del figlio; coi suoi occhi lo vede distaccare dalla Croce; e quando alla fine gli amici di Gesù, con tutte le attenzioni dovute al figlio ed alla madre, glielo rendono così come la morte l'ha ridotto, ella lo riceve sulle sue ginocchia, che una volta furono il trono sul quale ricevette gli omaggi dei prìncipi dell'Oriente. Chi potrà contare i sospiri ed i singhiozzi di questa madre, che stringe al cuore la spoglia esamine del più caro dei figli? Chi conterà le ferite, di cui è coperto il corpo della vittima universale?
    La sepoltura di Gesù.
    Ma l'ora passa; il sole declina sempre più verso il tramonto: bisogna affrettarsi a rinchiudere nel sepolcro il corpo, di colui ch'è l'autore della vita. La madre di Gesù raccoglie in un ultimo bacio tutta la forza del suo amore, ed oppressa da un dolore immenso come il mare, affida l'adorabile corpo a chi, dopo averlo imbalsamato, lo distenderà sulla pietra della tomba. Chiuso il sepolcro, accompagnata da Giovanni suo figlio adottivo, dalla Maddalena, dai due discepoli che hanno assistito ai funerali e dalle altre pie donne, Maria rientra nella città maledetta.
    La novella Eva.
    Vedremo noi, in tutti questi fatti, solo lo spettacolo delle sofferenze sopportate dalla madre di Gesù, vicino alla Croce del figlio? Non aveva forse Dio una intenzione, nel farla assistere di persona alla morte del Figlio? E perché non la tolse da questo mondo, come Giuseppe, prima del giorno della morte di Gesù, senza causare al suo cuore materno un'afflizione superiore a quella di tutte la madri prese insieme, che si sarebbero succedute da Eva in poi, lungo il corso dei secoli? Dio non l'ha fatto, perché la novella Eva aveva una parte da compiere ai piedi dell'albero della Croce. Come il Padre celeste attese il suo consenso prima d'inviare sulla terra il Verbo eterno, così pure richiese l'obbedienza ed il sacrificio di Maria per l'immolazione del Redentore. Non era il bene più caro di questa incomparabile madre, quel figlio che aveva concepito solo dopo aver accondisceso alla divina proposta? Ma il cielo non poteva riprenderselo, senza che lei stessa lo donasse.
    Quale terribile conflitto scoppiò allora in quel cuore sì amante! L'ingiustizia e la crudeltà degli uomini stanno per rapirle il figlio: come può lei, la madre, ratificare, col suo assenso la morte di chi ama d'un duplice amore, come suo figlio e come suo Dio? D'altra parte, se Gesù non viene immolato, il genere umano continua a rimanere preda di Satana, il peccato non è riparato, ed invano lei è divenuta la madre d'un Dio. Per lei sola sarebbero gli onori e le gioie; e noi saremmo abbandonati alla nostra triste sorte. Che farà, allora, la Vergine di Nazaret, dal cuore così grande, la creatura sempre immacolata, i cui affetti non furono mai intaccati dall'egoismo che s'infiltra così facilmente nelle anime nelle quali è regnato il peccato originale? Maria, per la sua dedizione unendosi per gli uomini al desiderio di suo figlio, che non brama che la loro salvezza, trionfa di se stessa: una seconda volta pronuncia il suo FIAT, ed acconsente all'immolazione del figlio. Non è più la giustizia di Dio che glielo rapisce, ma è lei che lo cede: e, quasi a ricompensa, viene innalzata a un piano di grandezza che mai la sua umiltà avrebbe potuto concepire. Un'ineffabile unione si crea fra l'offerta del Verbo incarnato e quella di Maria; scorrono insieme il sangue divino e le lacrime della madre, e si mescolano per la redenzione del genere umano.
    La fortezza di Maria.
    Comprendete ora la condotta di questa Madre ed il coraggio che la sostiene. Ben differente da quell'altra madre di cui parla la Scrittura, la sventurata Agar, la quale dopo aver cercato invano di spegnere la sete d'Ismaele, ansimante sotto la canicola solare del deserto, fugge per non vedere morire il figlio, Maria inteso che il suo è condannato a morte, si alza, corre sulle sue tracce fin che non lo ritrova e l'accompagna al luogo ove dovrà spirare. Ed in quale atteggiamento rimane ai piedi della Croce di questo figlio? La vediamo forse venir meno e svenire? L'inaudito dolore che l'opprime l'ha forse fatta cascare al suolo, o fra le braccia di quelli che l'attorniano? No; il santo Vangelo risponde con una sola parola a tutte queste domande: "Maria stava (in piedi) accanto alla Croce". Come il sacrificatore sta eretto dinanzi all'altare, così Maria, per offrire un sacrificio come il suo, conserva il medesimo atteggiamento. Sant'Ambrogio, che col suo tenero spirito e la profonda intelligenza dei misteri, ci ha tramandato preziosissimi trattati del carattere di Maria, esprime tutto in queste poche parole: "Ella rimase ritta in faccia alla Croce, contemplando coi suoi occhi il figlio, ed aspettando, non la morte del caro figlio, ma la salvezza del mondo" (Comment. su san Luca. c. xxiii).
    Maria, madre nostra.
    Così la Madre dei dolori lungi dal maledirci, in un simile momento, ci amava e sacrificava a nostra salvezza perfino i ricordi di quelle ore di felicità che aveva gustate nel figliol suo. Facendo tacere lo strazio del suo cuore materno, ella lo rendeva al Padre come una sacro deposito che le aveva affidato. La spada penetrava sempre più nell'intimo dell'anima sua; ma noi eravamo salvi: da semplice creatura, essa cooperò insieme col figlio alla nostra salute. Dopo di ciò, ci meraviglieremo sé Gesù scelse proprio questo momento per eleggerla Madre degli uomini, nella persona di Giovanni che rappresentava tutti noi? Mai, come allora, il Cuore di Maria era aperto in nostro favore. Sia dunque, ormai, l'Eva novella, la vera "Madre dei viventi". La spada, trapassando il suo Cuore immacolato, ce ne ha spalancata la porta. Nel tempo e nell'eternità, Maria estenderà anche a noi l'amore che porta a suo figlio, perché da questo momento ha inteso da lui che anche noi le apparteniamo. A riscattarci è stato il Signore: a cooperare generosamente al nostro riscatto è stata la Madonna.
    Preghiera.
    Con tale confidenza, o Madre afflitta, oggi noi veniamo con la santa Chiesa, a renderti il nostro filiale ossequio. Tu partoristi senza dolore Gesù, frutto dal tuo ventre; ma noi, tuoi figli adottivi, siamo penetrati nel tuo Cuore per mezzo della lancia. Con tutto ciò amaci, o Maria, corredentrice degli uomini! E come potremmo noi non cantare all'amore del tuo Cuore sì generoso, quando sappiamo che per la nostra salvezza ti sei unita al sacrificio del tuo Gesù? Quali prove non ci hai costantemente date della tua materna tenerezza, tu che sei la Regina di misericordia, il rifugio dei peccatori, l'avvocata instancabile di tutti noi miseri? Deh! o Madre, veglia su noi; fa' che sentiamo e gustiamo la dolorosa Passione di tuo figlio. Non si svolse, essa, sotto i tuoi occhi? non vi prendesti parte? Facci dunque penetrare tutti i misteri, affinché le nostre anime, riscattate dal sangue di Gesù, e lavate dalle tue lacrime, si convertano finalmente al Signore e perseverino d'ora innanzi nel suo santo servizio.
    [1] Labbe, Concilies, t. XII p. 365. - Il decreto esponeva la ragione dell'istituzione di tale festa: "Onorare l'angoscia che provò Maria quando il Redentore s'immolò per noi e raccomandò questa Madre benedetta a Giovanni, ma soprattutto affinché sia repressa la perfidia degli empi eretici Ussiti".
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 661-669.».

    Guéranger, L'anno liturgico - Festa dei Sette Dolori della Beata Vergine
    http://www.unavoce-ve.it/pg-15set.htm





    AVE MARIA!!!
    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

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    Lightbulb Re: 15 settembre - Festa dei Sette Dolori della Beatissima Vergine Maria

    12 APRILE 2019: VENERDÌ DI PASSIONE, COMMEMORAZIONE DEI SETTE DOLORI DELLA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA…



    «VENERDÌ DELLA SETTIMANA DI PASSIONE»
    “Dom Guéranger, L'anno liturgico - Venerdì della Settimana di Passione”
    Dom Guéranger, L'anno liturgico - Venerdì della Settimana di Passione
    http://www.unavoce-ve.it/pg-passione-ven.htm


    «I SETTE DOLORI DI MARIA SANTISSIMA»
    “Dom Guéranger, L'anno liturgico - I Sette Dolori di Maria Santissima”
    http://www.unavoce-ve.it/pg-settedolori.htm





    "I Sette Dolori di Maria."
    https://forum.termometropolitico.it/...-di-maria.html
    "Sette Dolori della Beatissima Vergine Maria."
    https://forum.termometropolitico.it/...ine-maria.html
    "Venerdì dei dolori di Maria."
    https://forum.termometropolitico.it/...-di-maria.html





    Pratica del Tempo di Passione e della Settimana Santa - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/pratica-del-tempo-passione/


    Via Crucis a Bologna - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/via-crucis-a-bologna/
    «Sabato 13 aprile 2019 alle ore 16,30 i fedeli sono invitati alla Via Crucis che si terrà a Bologna in preparazione della Settimana Santa. Appuntamento in via San Mamolo angolo via dell’Osservanza. Per informazioni scrivere a don Francesco Ricossa: [email protected] »
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...stazXII_02.jpg



    "S. Vergine Addolorata - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-vergine-addolorata/
    «I Sette Dolori della Beata Vergine Maria.

    O gran Regina dei Martiri e la più desolata di tutte le madri! Il vostro dolore è immenso come il mare, perché tutte le piaghe che tutti i peccati degli uomini hanno impresse nel sacro corpo del vostro divin figliuolo, sono altrettante spade che trafiggono il vostro cuore. Ecco prostrato ai vostri piedi il peccatore più indegno, sinceramente pentito d’aver maltrattato il divin Redentore. Le colpe che io ho commesso sono più gravi di quello che io possa soffrire per cancellarle. Deh! Madre beata, imprimete nel mio cuore le piaghe santissime del vostro amore onde non brami che di patire e morire con Gesù crocifisso, e spirar l’anima penitente nel vostro purissimo cuore.»


    http://www.sodalitium.biz/wp-content...49476848_n.jpg
    «12 aprile 2019, Venerdì di Passione: i Sette Dolori della B. V. Maria.
    – Litanie alla Madonna Addolorata –

    Signore, abbiate pietà di noi.
    Cristo, abbiate pietà di noi.
    Signore, abbiate pietà di noi.
    Cristo, ascoltateci.
    Cristo, esauditeci.
    Padre del cielo, che sei Dio, abbiate pietà di noi.
    Figlio, Redentore del mondo, che sei Dio, abbiate pietà di noi.
    Spirito Santo, che sei Dio, abbiate pietà di noi.
    Santa Trinità, unico Dio, abbiate pietà di noi.
    Santa Maria, prega per noi
    Santa Madre di Dio, prega per noi
    Santa Vergine delle Vergini, prega per noi
    Madre del Crocifisso, prega per noi
    Madre dolorosa, prega per noi
    Madre lacrimosa, prega per noi
    Madre afflitta, prega per noi
    Madre derelitta, prega per noi
    Madre desolata, prega per noi
    Madre del figlio privata, prega per noi
    Madre dalla spada trafitta, prega per noi
    Madre nei travagli immersa, prega per noi
    Madre di angustie ripiena, prega per noi
    Madre col cuore alla croce confitta, prega per noi
    Madre mestissima, prega per noi
    Fonte di lacrime, prega per noi
    Cumulo di patimenti, prega per noi
    Specchio di pazienza, prega per noi
    Rupe di costanza, prega per noi
    Ancora di confidenza, prega per noi
    Rifugio dei derelitti, prega per noi
    Difesa degli oppressi, prega per noi
    Rifugio degli increduli, prega per noi
    Sollievo dei miseri, prega per noi
    Medicina dei languenti, prega per noi
    Forza dei deboli, prega per noi
    Porto dei naufraghi, prega per noi
    Quiete nelle procelle, prega per noi
    Ricorso dei piangenti, prega per noi
    Terrore dei demoni, prega per noi
    Tesoro dei fedeli, prega per noi
    Luce dei profeti, prega per noi
    Guida degli apostoli, prega per noi
    Corona dei martiri, prega per noi
    Sostegno dei confessori, prega per noi
    Perla delle vergini, prega per noi
    Consolazione delle vedove, prega per noi
    Madre degli orfani, prega per noi
    Letizia di tutti i santi, prega per noi
    Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonateci o Signore
    Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, esauditeci o Signore.
    Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbiate pietà di noi.
    Preghiamo: O Dio, Voi che avete voluto che la vita della Vergine fosse segnata dal mistero del dolore, concedetici, vi preghiamo, di camminare con lei sulla via della fede e di unire le nostre sofferenze alla passione di Cristo perché diventino occasione di grazia e strumento di salvezza. Per Cristo Nostro Signore.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...49476848_n.jpg






    SANTE MESSE "NON UNA CUM" CELEBRATE DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("Istituto Mater Boni Consilii") E DA DON FLORIANO IN TUTTA ITALIA:


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”


    "Settimana Santa a Verrua Savoia.


    Giovedì 18/04 Giovedì Santo:
    Messa “In cœna Domini” ore 18.
    Venerdì 19/04 Venerdì Santo:
    Via Crucis ore 15.
    ADORAZIONE DELLA CROCE e Messa dei Presantificati ore 18.
    Sabato 20/04 Sabato Santo:
    Vigilia pasquale ore 18.

    Domenica 21/04 (Santa Pasqua)
    S. Messa ore 11 (confessioni dalle ore 10,30)."





    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.».





    http://www.agerecontra.it/wp-content...rucificado.jpg
    «SETTIMANA SANTA 2019.

    Come noto, il Circolo Christus Rex assiste solo alle S. Messe tradizionali in cui il sacerdote, validamente ordinato prima delle riforme conciliari o da veri vescovi cattolici, offra il Santo Sacrificio dell’altare non in comunione (non una cum) con gli eresiarchi conciliari.
    In Italia, il gruppo stabile e dichiarato di sacerdoti che celebra “non una cum” è l’Istituto Mater Boni Consilii. Per le funzioni della Settimana Santa si rimanda al loro sito Sodalitium - Sito ufficiale dell'Istituto Mater Boni Consilii
    A VERONA, come ogni anno, è prevista la VIA CRUCIS del VENERDI SANTO lungo il tragitto delle Stazioni esterno al Santuario della Madonna di Lourdes sulle Torricelle alle ore 18.00. (Per eventuali informazioni scrivere a [email protected]
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    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»


    Tradidi quod et accepi
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    «VENERDÌ DI PASSIONE: COMMEMORAZIONE DEI SETTE DOLORI DELLA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA.
    Doppio maggiore.
    Paramenti bianchi.
    La Chiesa Romana commemora due volte i Sette Dolori della Beatissima Vergine. Nella festa del 15 settembre essi sono onorati quale fonte di gloria e trionfo, mentre nella odierna commemorazione, all'antivigilia dell'inizio della Settimana Santa, come fonte di asprissimo dolore. In entrambi i casi la Chiesa propone alla venerazione Maria in quanto Corredentrice del genere umano, in subordine al Cristo Redentore: Ella cooperò alla nostra redenzione col suo martirio e con l'offerta a Dio Padre della vittima del sacrificio, il Figlio Gesù.»
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    "VENERDÌ DI PASSIONE: COMMEMORAZIONE DEI SETTE DOLORI DELLA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA.
    Sermone di san Bernardo Abate.
    Sermone sulle 12 stelle.

    Il martirio della Vergine ci è rivelato tanto dalla profezia di Simeone quanto dalla storia medesima della passione del Signore. «Egli è posto - disse il santo vegliardo del bambino Gesù - per segno di contraddizione; e anche a te, rivolto poi a Maria, trapasserà l'anima una spada» (Luc. 2.34). Sì, o Madre beata, essa ha veramente trapassato l'anima tua. Perché non passando che per questa, ha potuto penetrare la carne del tuo Figlio. E certo dopo che quel tuo Gesù ebbe reso lo spirito, la lancia crudele, aprendogli il costato, non giunse già all'anima di lui, sibbene trapassò l'anima tua. Infatti l'anima di lui non c'era più là, ma la tua non se ne poteva distaccare.
    La violenza del dolore ha dunque trapassata la tua anima, così che non immeritamente noi ti proclamiamo più che Martire, avendo il sentimento della compassione sorpassato in te tutte le sofferenze che può sostenere il corpo. E non ti fu forse più che una spada quella parola che trapassò realmente la tua anima «e giunse fino alla divisione dell'anima e dello spirito» (Hebr. 1:12): «Donna, ecco il tuo figlio?» (Joann. 19:26). Quale scambio! Ti si dà Giovanni invece di Gesù, il servo invece del Signore, il discepolo invece del Maestro, il figlio di Zebedeo per il figlio di Dio, un semplice uomo per il vero Dio! Come non avrebbe trapassata la tua sensibilissima anima questa parola, quando il solo ricordo spezza i nostri cuori, sebbene di sasso e d'acciaio?
    Non vi meravigliate, o fratelli, nel sentir dire che Maria fu Martire nell'anima. Si meravigli chi non ricorda d'aver udito Paolo annoverare fra i più grandi delitti dei Gentili d'essere stati «senza affezione» (Rom. 1.51). Ciò fu lungi dal cuore di Maria, e sia pure lungi dai suoi servi. Ma forse qualcuno dirà: Non sapeva ella che sarebbe morto? Senza dubbio. Non sperava forse che sarebbe risuscitato? Con tutta la fede. E nonpertanto fu afflitta nel vederlo crocifisso? E profondamente. Ma chi sei tu, o fratello, e donde viene la tua saggezza, per meravigliarti più di veder Maria compatire che di vedere il Figlio di Maria patire? Egli poté morire nel corpo; e questa non poteva morire con lui nel cuore? Egli morì per una carità che nessuno sorpasserà mai; ed anche il martirio di lei ebbe principio da una carità che dopo quella, non ce ne fu mai l'uguale."
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    "CORONA DEI SETTE DOLORI DELLA SANTISSIMA VERGINE.


    O vulnerata, Domina, vulnera corda nostra.
    A mala morte, libera nos, Domina.
    V. Deus, in adjutórium meum inténde.
    R. Domine, ad adjuvandum me festína.
    V. Gloria Patri, et Fílio, et Spiritui Sancto.
    R. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in sǽcula sæculórum.
    Amen.

    O Signora piagata, ferisci i nostri cuori.
    Liberaci, o Signora, da mala morte.
    V. Accorri, o Dio, in mio soccorso.
    R. Signore, affrettati a darmi aiuto.
    V. Sia gloria al Padre, al Figliuolo, e allo Spirito Santo.
    R. Come era nel principio, ed ora, e sempre, e nei secoli dei secoli.
    Così sia.

    PRIMO DOLORE
    Sancta Mater, istud agas,
    Crucifixi fige plagas,
    Cordi meo valide.

    Santa Madre, questo fate,
    Che le piaghe del Signore,
    Sieno impresse nel mio cuore.

    Compatisco, o Santa Madre Addolorata, quel gran cordoglio che Vi trafisse il cuore in udire dal santo vecchio Simeone, che il Vostro dilettissimo Figlio, unico Amore dell'anima vostra, dovea essere conficcato in Croce, e che il Vostro innocente petto dovea essere trapassato dalla spada acutissima del dolore. Vi prego per questo lungo spasimo, che vi accompagnò per tanti anni, ad impetrarmi grazia, ch'io da oggi in avanti sappia compatire, a Vostra imitazione, la passione e morte del Vostro Figlio e mio Signore, e possa fare una buona e santa morte.
    Pater, Ave e Gloria.

    INNO
    Ave, dulcis Mater Christi,
    Quae cor tuum gladio
    Transfigendum discis tristi
    Senis vaticinio:
    Tanti memor fac doloris,
    Mihi sit praesidio;
    Ut post vallem hanc moeroris
    Coeli reddar gaudio.

    Salve, o dolce Madre di Cristo,
    che nel vaticinio del vecchio Simeone
    apprendi dover il tuo cuore
    essere da crudele spada trafitto.
    Deh! tu fa' che la memoria di sì gran dolore
    siami di sostegno,
    onde uscito da questa valle di afflizioni,
    sia reso al gaudio del Paradiso.

    Sette Ave Maria e un Gloria Patri.

    SECONDO DOLORE
    Sancta Mater, istud agas,
    Crucifixi fige plagas,
    Cordi meo valide.

    Santa Madre, questo fate,
    Che le piaghe del Signore,
    Sieno impresse nel mio cuore.

    Compatisco, o Santa Madre Addolorata, quel gran dolore che soffriste nella persecuzione di Erode per la morte degl'Innocenti e fuga in Egitto, dove patiste timore, povertà e incomodi in terra forestiera e barbara. Vi prego, per sì alta pazienza, ad impetrarmi grazia di soffrire pazientemente, a Vostra imitazione, i travagli di questa misera vita, lume per conoscere Dio tra le tenebre dell'Egitto di questo mondo e di fare una buona e santa morte.
    Pater, Ave e Gloria.

    INNO
    Ave, dulcis Mater Christi,
    Quae prae Regis furia,
    Saevientis caede tristi,
    Fugis exsul patria.
    O Regina Beatorum,
    Nostri spes exilii,
    Fac, infractus vi malorum;
    Fiam consors Filii.

    Salve, o cara Madre di Cristo,
    che pel furore di un tiranno,
    che infieriva con orribil strage contro gl'innocenti pargoletti,
    esule fuggisti dalla patria.
    O Regina dei Beati,
    speranza nostra in questo esilio,
    fa' che io non avvilito dell'impero dei mali,
    divenga partecipe della gloria del Figlio tuo.

    Sette Ave Maria e un Gloria Patri.

    TERZO DOLORE
    Sancta Mater, istud agas,
    Crucifixi fige plagas,
    Cordi meo valide.

    Santa Madre, questo fate,
    Che le piaghe del Signore,
    Sieno impresse nel mio cuore.

    Compatisco, o Santa Madre Addolorata, quel gran dolore che Vi trafisse nella perdita del Vostro bellissimo e amatissimo Figlio Gesù in Gerusalemme, spargendo per tre giorni fiumi di pianto da' Vostri occhi purissimi. E Vi prego per quelle lagrime e sospiri di quei tre giorni per Voi amarissimi, ad impetrarmi tanto lume, che io non perda mai il mio Dio, ma che lo trovi una volta per sempre, e soprattutto nel punto della mia morte.
    Pater, Ave e Gloria.

    INNO
    Ave, dulcis Mater Christi,
    Natum lugens inclytum:
    O quem tristis quaesivisti
    Triduo jam perditum.
    Cujus memor hic doloris,
    Christum fac inveniam:
    Et inventum per amoris
    Nexum semper teneam.

    Io ti saluto, o soave Madre di Cristo,
    che piangi il Figlio tuo divino,
    e che mesta, avendolo da tre giorni perduto,
    cercando lo andavi.
    Deh! tu ottienimi che io memore di questo dolore,
    ritrovi finalmente Cristo.
    E ritrivatolo mi tenga col ligame dell'amore
    sempre a lui unito.

    Sette Ave Maria e un Gloria Patri.

    QUARTO DOLORE
    Sancta Mater, istud agas,
    Crucifixi fige plagas,
    Cordi meo valide.

    Santa Madre, questo fate,
    Che le piaghe del Signore,
    Sieno impresse nel mio cuore.

    Compatisco, o Santa Madre Addolorata, quel gran dolore che soffriste in vedere il Vostro benedetto Figliuolo inviato al Calvario con la pesantissima Croce sopra le spalle e cadere sfinito sotto di quella. S'incontrarono allora, o mia dolente Regina, occhi con occhi e cuore con cuore. Vi prego, per quella tormentosa compassione che ne aveste, ad impetrarmi grazia di portar la mia croce con pazienza, in compagnia del vostro e mio Gesù fin che viva, e di fare una buona e santa morte.
    Pater, Ave e Gloria.

    INNO
    Ave, dulcis Mater Christi,
    Quae dilectum Filium
    Capi, caedi flens vidisti
    Manibus crudelium.
    O per poenas patientis
    Nobis sit impunitas!
    Per amorem Condolentis
    Matris, crescat caritas.

    Salve, o Madre di Cristo amabile,
    che dolente, coi propri occhi
    vedesti il diletto Figliuolo tuo esser catturato
    e battuto per le mani dei crudeli Giudei.
    Deh! possa io, per le pene sofferte dal paziente Gesù,
    ottenere il perdono delle colpe!
    possa crescer in me
    per l'amore della condolente Madre.

    Sette Ave Maria e un Gloria Patri.

    QUINTO DOLORE
    Sancta Mater, istud agas,
    Crucifixi fige plagas,
    Cordi meo valide.

    Santa Madre, questo fate,
    Che le piaghe del Signore,
    Sieno impresse nel mio cuore.

    Compatisco, o Santa Madre Addolorata, quell'eccessivo dolore che soffriste in vedere il vostro amatissimo Unigenito morire in croce con tante pene e disonori; e senza niuno di quei consuli e refrigerii che si concedono anche ai più rei. Vi prego per la dolorosa tenerezza del Vostro crocifisso Figliuolo, che nella sua croce siano crocifisse le mie passioni, e di fare una buona e santa morte.
    Pater, Ave e Gloria.

    INNO
    Ave, dulcis Mater Christi,
    Quae sub Crucis arbore
    Gemens, Natum morte tristi
    Vides, heu! succumbere.
    O per ensem hunc doloris,
    Qui tunc scidit animam,
    Fac me firmet vis amoris,
    Mortis ad victoriam.

    A te m'inchino riverente, o diletta Madre di Cristo,
    che sotto il tronco della croce
    gemendo finir vedi il Figlio tuo
    con fiera morte.
    Deh! tu mi ottieni per questa spada dolorosa
    che allora ti squarciò il cuore,
    che la forza dell'amore mi renda vigoroso
    per vincere gli orrori della morte.

    Sette Ave Maria e un Gloria Patri.

    SESTO DOLORE
    Sancta Mater, istud agas,
    Crucifixi fige plagas,
    Cordi meo valide.

    Santa Madre, questo fate,
    Che le piaghe del Signore,
    Sieno impresse nel mio cuore.

    Compatisco, o Santa Madre Addolorata, quello spasimo che soffriste in veder ferito da lancia il Cuore di Cristo morto. Quella ferita sì, o mia dolente Madre, fu tutta Vostra; e in ricevere il suo santissimo cadavere tutto svenato nel Vostro seno materno, il Vostro Cuore fu trafitto crudelmente. Vi prego per quelle angosce inesplicabili dell'anima Vostra, ad impetrarmi il vero amore del mio Gesù, che mi ferisca il cuore, acciò non trovi più luogo l'amor profano del mondo, facendomi fare una buona e santa morte.
    Pater, Ave e Gloria.

    INNO
    Ave, dulcis Mater Christi,
    Quae de Cruce mortuum
    Ulnis Natum suscepisti,
    Madens unda fletuum.
    Eja praestet vis doloris,
    Mater plena Gratiae,
    Ut supremis server horis
    Gremio Clementiae.

    Io ti saluto, o bella Madre di Cristo,
    che coverta di lagrime accogliesti tra le tue braccia il Figliuol tuo morto,
    quando fu dalla croce deposto.
    Deh! Madre di grazie piena,
    tu m'impetra, che la forza di questo dolore,
    nelle ore estreme del viver mio,
    mi conservi nel seno la divina misericordia.

    Sette Ave Maria e un Gloria Patri.

    SETTIMO DOLORE
    Sancta Mater, istud agas,
    Crucifixi fige plagas,
    Cordi meo valide.

    Santa Madre, questo fate,
    Che le piaghe del Signore,
    Sieno impresse nel mio cuore.

    Compatisco, o Santa Madre Addolorata, quella inconsolabile amarezza che provaste nel riporre il Vostro morto Figlio Gesù nella sua sepoltura, fino ad accomodarvelo con le Vostre mani. Rimaneste allora, o mia piangente Signora, sepolta con tutta l'anima, ove giaceva sepolto il corpo del Vostro Figliuolo. Vi prego, per tanti martirii del Vostro Cuore, ad impetrarmi, pe' meriti dei Vostri sette dolori, in vita il perdono delle colpe, in morte la protezione della Vostra presenza, e dopo morto la gloria del Paradiso. Così sia.
    Pater, Ave e Gloria.

    INNO
    Ave, dulcis Mater Christi,
    Quae sepulchro conditum
    Plangis Natum, heu! quam tristi
    Mente volvens ambitum.
    In virtute tot dolorum,
    Quos tulisti fortiter,
    Omnem contra vim malorum
    Stare nos viriliter,
    Demum sorte Beatorum
    Fac gaudere jugiter.

    Salve, o diva Madre di Cristo,
    che piangi il Figlio nel sepolcro rinchiuso,
    e nel mesto cuore rivolgi la serie delle pene di lui.
    Deh! per la efficacia di sì grandi dolori, che con fortezza soffristi,
    tu fa' che io sia forte contro l'impeto de' mali che qui ne opprimono,
    e che finalmente sia per tua intercessione chiamato a godere
    eternamente la beata sorte de' Santi in cielo.

    Sette Ave Maria e un Gloria Patri.

    Antiphona. Tuam ipsius animam (ait ad Mariam Simeon) doloris gladius pertransibit.
    V. Ora pro nobis, Virgo dolorosissima.
    R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

    Antifona. L'anima tua dell'istesso dolore (disse a Maria Simeone) la spada trapasserà.
    V. Prega per noi, o Vergine Addoloratisissima.
    R. Acciocché siam fatti degni delle promesse di Cristo.

    Oremus.
    Deus, in cujus Passione, secundum Simeonis prophetiam, dulcissimam animam gloriosae Virginis, et Matris Mariae doloris gladius pertransivit: concede propitius, ut qui transfixionem Ejus, et passionem venerando recolimus, gloriosis meritis, et praecibus omnium Sanctorum crucifideliter adstantium intercedentibus, Passionis tuae effectum felicem consequamur. Qui vivis, et regnas per omnia saecula saeculorum. Amen.

    Preghiamo.
    O Dio, nella di cui Passione, giusta la profezia di Simeone, la spada del dolore trapassò l'anima dolcissima della gloriosa Vergine e Madre Maria: concedi benigno a noi, che ricordiamo con venerazione la morte e passione di Gesù, per l'intercessione de' gloriosi meriti e preci di tutti i Santi, che fedelmente furono d'appresso alla croce, conseguiamo un felice effetto della tua passione. Che vivi e regni per tutti i secoli. Così sia.

    La seguente Ave Maria fu composta da San Bonaventura ad onore delle lagrime che la Vergine sparse nella Passione del suo Figliuolo.

    Ave Maria, doloribus plena: Crucifixus tecum: lacrymabilis tu in mulieribus, et lacrymabilis fructus ventris tui Jesus.
    Sancta Maria, Mater Crucifixi: lacrymas impertire nobis crucifixoribus Filii tui, nunc et in hora mortis nostrae. Amen

    Ti saluto, o Maria, piena di dolori; il Crocifisso è teco; tu sei lagrimevole tra le donne, e lagrimevole il frutto del tuo ventre Gesù.
    Santa Maria, Madre del Crocifisso, lagrime ottieni a noi crocifissori del Figlio tuo, adesso e nell'ora della nostra morte. Così sia.

    Si potranno dire tre Gloria Patri alla SS. Trinità, ringraziandola della gran virtù e costanza, che diede al Cuore di Maria in soffrire tanti dolori nella vita, Passione e Morte del suo Figliuolo.

    LITANIAE DE MATRE DOLOROSA

    Kyrie, eleison.
    Christe, eleison.
    Kyrie, eleison.

    Christe, audi nos.
    Christe, exaudi nos.

    Pater de caelis, Deus, miserere nobis.
    Fili, Redemptor mundi, Deus, miserere nobis.
    Spiritus Sancte Deus, miserere nobis.
    Sancta Trinitas, unus Deus, miserere nobis.

    Sancta Maria, ora pro nobis.
    Sancta Dei Genetrix, ora pro nobis.
    Sancta Virgo virginum, ora pro nobis.
    Mater crucifixa, ora pro nobis.
    Mater dolorosa, ora pro nobis.
    Mater lacrimosa, ora pro nobis.
    Mater afflicta, ora pro nobis.
    Mater derelicta, ora pro nobis.
    Mater desolata, ora pro nobis.
    Mater Filio orbata, ora pro nobis.
    Mater gladio transverberata, ora pro nobis.
    Mater ærumnis confecta, ora pro nobis.
    Mater angustiis repleta, ora pro nobis.
    Mater cruci corde affixa, ora pro nobis.
    Mater mæstissima, ora pro nobis.
    Fons lacrimarum, ora pro nobis.
    Cumulus passionum, ora pro nobis.
    Speculum patientiæ, ora pro nobis.
    Rupes constantiæ, ora pro nobis.
    Ancora confidentiæ, ora pro nobis.
    Refugium derelictorum, ora pro nobis.
    Clipeus oppressorum, ora pro nobis.
    Debellatrix incredulorum, ora pro nobis.
    Solatium miserorum, ora pro nobis.
    Medicina languentium, ora pro nobis.
    Fortitudo debilium, ora pro nobis.
    Portus naufragantium, ora pro nobis.
    Sedatio procellarum, ora pro nobis.
    Recursus mærentum, ora pro nobis.
    Terror insidiantium, ora pro nobis.
    Thesaurus fidelium, ora pro nobis.
    Oculus Prophetarum, ora pro nobis.
    Baculus Apostolorum, ora pro nobis.
    Corona Martyrum, ora pro nobis.
    Lumen Confessorum, ora pro nobis.
    Margarita Virginum, ora pro nobis.
    Consolatio Viduarum, ora pro nobis.
    Lætitia Sanctorum omnium, ora pro nobis.

    Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, parce nobis, Iesu.
    Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, exaudi nobis, Iesu.
    Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis, Iesu.

    V. Ora pro nobis, Virgo dolorossisima.
    R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

    Oremus.
    Intervéniat pro nobis, quæsumus, Dómine Jesu Christe: nunc, et in hora mortis nostrae, apud tuam cleméntiam beáta Virgo María Mater tua; cujus sacratíssimam ánimam in hora tuæ passiónis dolóris gládius pertransívit: Qui vivis et regnas in saecula saeculorum. Amen."
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    "Omelia di sant'Agostino Vescovo.
    Trattatto 119 su Giovanni.

    Questa è quell'ora di cui Gesù, nel cambiar l'acqua in vino, aveva detto alla Madre: «Che importa a me e a te, o donna? L'ora mia non è ancor venuta» (Joann. 2.3). Egli aveva dunque predetto quest'ora, che allora non era ancora giunta, ora in cui, presso a morire, doveva riconoscere colei da cui aveva ricevuto la vita mortale. Mentre dunque è per fare un'opera tutta divina, sembra respingere, quasi sconosciuta, la madre non della divinità ma dell'inferma umanità; ora invece, nel sostenere le sofferenze dell'umanità, raccomanda, coll'affetto che ispira la natura, quella nel cui seno s'era fatto uomo. Ci si dà dunque qui un insegnamento morale. Egli pratica ciò che insegna doversi fare, e da buon maestro istruisce, col suo esempio, i suoi discepoli sulla cura che la pietà figliale deve ispirare verso i genitori: e così quel legno su cui erano inchiodate le membra di lui morente, fu anche la cattedra donde egli, divino maestro, c'istruisce.
    Da questa sana dottrina Paolo aveva appreso quel che insegnava allorché diceva: «Se uno non ha cura dei suoi, e massimamente di quei di sua casa, ha rinnegato la fede, ed è peggiore di un infedele» (Tim. 5:8). Ora, chi è più della casa che i genitori per i figli e i figli per i genitori? Pertanto di questo ragionevolissimo precetto il Maestro dei Santi dava in se stesso l'esempio, quando provvedeva in certo modo un altro figlio in sua vece, non già come Dio, all'ancella ch'egli aveva creato e reggeva, ma, come uomo, alla madre che gli aveva data la vita e che lasciava."


    "Omelia di sant'Agostino Vescovo.
    Trattato 49 su Giovanni, verso la fine.

    I capi dei sacerdoti e i farisei deliberavano fra loro: ma non dicevano: Crediamo in lui. Questi uomini perversi erano assai più preoccupati del come nuocere a Gesù per perderlo, che non dei mezzi d'evitare la loro propria perdizione: e nondimeno avevano paura, e si consultavano. «E dicevano: Che facciamo, che quest'uomo fa molti miracoli? Se lo lasciamo fare, tutti crederanno in lui, e verranno i Romani a distruggere la nostra città e nazione». Temettero di perdere i beni temporali, e non pensarono ai beni della vita eterna, e così perdettero gli uni e gli altri.
    Infatti dopo la passione e la glorificazione del Signore i Romani li spogliarono della città che presero d'assalto, e ne rovinarono la nazione, che menarono schiava: così si verificò in loro questa predizione: «I figli poi di questo regno andranno nelle tenebre esteriori» (Matth. 8:13). Essi temettero che se tutti avessero creduto in Cristo, non sarebbe rimasto nessuno per difendere contro i Romani la città di Dio e il tempio: perché pensavano che la dottrina di Cristo era contraria allo stesso tempio e alle leggi date ai loro padri.
    «Ma uno di essi, Caifa, ch'era il pontefice di quell'anno, disse loro: Voi non capite nulla, e non riflettete come il vostro bene richiede che muoia un uomo solo per il popolo, piuttosto che abbia a perire tutta la nazione. E non disse questo di sua testa: ma essendo il sommo sacerdote di quell'anno, profetò». Qui apprendiamo che anche gli uomini malvagi, collo spirito di profezia, predicono il futuro: il che però l'Evangelista attribuisce a un mistero del tutto divino, perché «era pontefice», cioè sommo sacerdote."







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    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda».

    “Gesù mio, io v'amo, e fermamente risolvo di voler perdere tutto, prima che la grazia vostra. Io son debole, ma voi siete forte; la vostra fortezza mi ha da render forte contra tutti i miei nemici. Così spero dalla vostra Passione: Dominus illuminatio mea et salus mea, quem timebo? (Ps. XXVI, 1).”

    «"Instaurare omnia in Christo", restaurare la società al cattolicesimo integrale e contro ogni forma di ecumenismo e laicità. Questa è la risposta di San Pio X agli uomini politici che si dicono cristiani e che intendono governare secondo l'ordine di Dio.
    Non esistono altre soluzioni, non esistono compromessi.»

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    “Per affrontare, con dati oggettivi e senza compromessi, il problema del Vaticano Secondo e dei modernisti che occupano la maggior parte delle nostre chiese --> La questione del cosiddetto "papa eretico" ed il problema dell'autorità nella Chiesa -->
    Appunti sulla questione del cosiddetto «papa eretico»”
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    “Preghiera di San Pietro Canisio per conservare la vera fede”
    https://www.sursumcorda.cloud/preghiere/



    «- Preghiera alla Madonna Addolorata per ottenere una buona morte -
    Dolcissima Madre, che tante lacrime hai voluto versare sopra la passione di Gesù e sopra i miei peccati, che ne furono la causa, io ti prego, a nome di ciascuna di queste tue amarissime lacrime, di assistermi in quel momento in cui si dovrà decidere la sorte importantissima della mia eterna salvezza. Ricorda, mestissima Madre, come tra le tue lacrime, sotto la Croce, fosti dichiarata mediatrice dei peccatori. In quell'ora di mio sommo bisogno, mostrati Madre misericordiosa, in modo che, ponendo l'anima tra le tue braccia, in quel momento il mio angelo custode possa dirmi:"Ecco tua Madre"; e confusi partano da me gli spiriti ribelli, mentre sentiranno dire a mia consolazione: "Donna ecco tuo figlio". Se io sono il figlio delle tue lacrime, possa un giorno essere il figlio della tua gloria. Così sia.
    Mater Dolorosa, ora pro nobis.
    dalla bacheca di don Ugo Carandino.»
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    «12 aprile 2019: VENERDÌ DELLA SETTIMANA DI PASSIONE - SETTE DOLORI DELLA BEATA VERGINE MARIA.»

    «[MEDITAZIONI ALFONSIANE] “Tutti noi figli dei dolori di Maria”
    https://www.radiospada.org/2019/04/m...lori-di-maria/
    Due volte l’anno, il venerdì di Passione e il 15 settembre, la Santa Madre Chiesa celebra i Sette Dolori della Vergine Santissima e la contempla nel suo “martirio” (S. Bernardo) sotto la Croce e nella mistica offerta che fece del Figlio Redentore, Vittima divina da lei partorita ed allevata (cfr. S. Pio X, Ad diem illum), al Padre celeste. La venera come Corredentrice del genere umano, come “Alma Socia del Redentore” secondo le solennissime parole di Pio XII (eco del magistero dei suoi precedessori[1]) nella monumentale Munificentissimus Deus. Per riflettere dunque su questo mistero di amore e dolore che è la compassione della Vergine, offriamo al Lettore, alcuni stralci tratti da
    Le Glorie di Maria dell’Utilissimo Dottore Sant’Alfonso, tenero amante di Gesù Crocifisso e Maria Addolorata.»
    https://www.radiospada.org/tag/maria-addolorata/
    https://www.radiospada.org/2016/09/o...ve-spes-unica/



    “Tra il 12 e il 13 aprile 1204 i Crociati conquistano e saccheggiano Costantinopoli.
    Il Papa Innocenzo III era da molto tempo sdegnato contro i Crociati per la loro disobbedienza, per cui, nella risposta che fece all'Imperatore [Baldovino], lo rimproverò aspramente per aver anteposto le ricchezze terrene a quelle del cielo e mostrò molta rigidità contro i capi per avere esposto agli insulti dei soldati la pudicizia delle fanciulle e delle vergini consacrate al Signore, per avere distrutto Costantinopoli e predato grandi e piccoli, per aver violato i santuari e rubato i tesori delle chiese. Con tutto ciò il Pontefice lasciò intendere di non voler scrutare i giudizi di Dio, poiché forse i Bizantini erano stati giustamente puniti dei loro delitti e i Crociati erano stati strumenti della provvidenza o della vendetta divina.”


    «Il 12 aprile 1836 nasceva a Estaires (nel nord della Francia) Monsignor Henri Delassus (+1921), uno dei più lucidi e incisivi autori cattolici che si schierarono contro il liberalismo, il modernismo e quella che definiva la "congiura anticristiana" (giudaismo, massoneria, occultismo). Amico di Mons. Benigni e di altri personaggi importanti del Sodalitium Pianunm, fu nominato da San Pio X Protonotaio apostolico. Tra le opere tradotte in italiano: "Il problema dell'ora presente".»


    "«Tutti i principi devono baciare i piedi del solo Papa» dal Dictatus papae di San Gregorio VII."




    “[DIFUNDE TU FE CATOLICA] LA HORA SANTA: velar con Jesús en Getsemaní.”
    https://www.radiospada.org/2019/04/d...-en-getsemani/
    https://i2.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=580&ssl=1








    http://www.agerecontra.it/


    http://www.centrostudifederici.org/


    http://www.crisinellachiesa.it/


    http://www.centrosangiorgio.com/







    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/


    http://www.fathercekada.com/


    http://www.traditionalmass.org/





    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com/





    “Pro Fide Catholica | Le site de Laurent Glauzy”
    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    http://wordpress.catholicapedia.net/


    https://fidecatholica.wordpress.com/


    https://militesvirginismariae.wordpress.com/




    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    Messes :: Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/messes

    "Discipline originelle du carême chrétien."

    12 avril : Saint Sabas le Goth, Martyr (334-372) :: Ligue Saint Amédée
    “12 avril : Saint Sabas le Goth, Martyr (334-372).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...aint_sabas.jpg






    https://le-petit-sacristain.blogspot.com/
    https://le-petit-sacristain.blogspot...-de-marie.html
    "PETIT CHAPELET DES SEPT DOULEURS DE MARIE."


    https://le-petit-sacristain.blogspot...a-passion.html
    "Méditation pour le Vendredi de la Passion."
    https://4.bp.blogspot.com/-uXsb0Hx_W...ion-svouet.jpg








    Lodato sempre sia il Santissimo nome di Gesù, Giuseppe e Maria!!!
    Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  4. #54
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    Lightbulb Re: 15 settembre - Festa dei Sette Dolori della Beatissima Vergine Maria

    8 SETTEMBRE 2019: ANNIVERSARIO DELLA “PASCENDI DOMINICI GREGIS” DI PAPA SAN PIO X; NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA CON MEMORIA DELLA TREDICESIMA DOMENICA DOPO PENTECOSTE…



    «8 SETTEMBRE NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA.»
    Guéranger, L'anno liturgico - Natività della Beata Vergine Maria
    http://www.unavoce-ve.it/pg-8set.htm


    «DOMENICA TREDICESIMA DOPO LA PENTECOSTE.»
    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica Tredicesima dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-dopopent-dom13.htm





    “8 SETTEMBRE: NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA."
    https://forum.termometropolitico.it/...ine-maria.html
    https://forum.termometropolitico.it/...ine-maria.html
    “8 Settembre - Natività della Beata Vergine Maria.”
    https://forum.termometropolitico.it/...e-maria-3.html
    "12 SETTEMBRE: SANTISSIMO NOME DI MARIA."
    15 SETTEMBRE: BEATA VERGINE MARIA ADDOLORATA, Festa dei Sette Dolori della B. V. Maria.”





    SANTA MESSA DOMENICALE CELEBRATA DA DON FLORIANO ABRAHAMOWICZ A PAESE (TV) OGGI 8 SETTEMBRE 2019: NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA CON MEMORIA DELLA TREDICESIMA DOMENICA DOPO PENTECOSTE...


    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Natività B.V. Maria (XIII domenica d. Pentecoste)- (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=5Z9v7udCG6U
    Natività B.V. Maria (XIII domenica d. Pentecoste)- (Omelia)
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»




    Don Floriano Abrahamowicz ha dovuto rimandare - a causa della forte pioggia, che tra l’altro ha fatto andare via la corrente interrompendo la registrazione completa della Santa Messa - la Festa di San Pio X a Domenica prossima 15 settembre…Comunque grazie a Dio l’omelia è venuta registrata dato che è stata grandiosa; è andato giù duro contro la maggior parte delle posizioni ‘lebbrose’ presenti anche nell’ambiente del “cattolicesimo tradizionale”, inclusa (seppur senza nominarla esplicitamente) la “Tesi di Cassiciacum”…Questo significa parlare chiaro e schietto:


    «(…) è d’obbligo ricordare ogni anno la spiegazione ufficiale della mondazione dei lebbrosi come ci insegna Madre Chiesa (…) dice Sant’Agostino (…) dobbiamo chiederci cosa significa la lebbra e lui dice “non senza ragione si può intendere con la lebbra coloro che non hanno la scienza della vera fede, non la conoscono, ma professano varie dottrine di errore” (…)
    Cari fedeli, una cosa è errare, una cosa è non sapere e dire un errore (…) un’altra cosa è sapere che si sbaglia e professare lo stesso quell’errore. (…)
    Questi uomini, falsi preti, falsi vescovi, falsi papi, non di nascosto, apertamente negano le Verità. Dunque non esiste dire “dobbiamo aspettare un futuro papa che fa loro un processo” come fa la Fraternità San Pio X, e anche qualche sedevacantista…Oggi il sedevacantismo non è più una garanzia per non essere lebbrosi…(…)
    C’è così tanta confusione anche nel mondo appunto della tradizione. E ciascuno cerca di farsi sicurezza. (…) No, non basta dire “sono sedevacantista”…perché esistono sedevacantismi che sono praticamente uguali identici ad altri tradizionalismi. (…) La prima cura di San Pio X è la scuola, insegnare il Catechismo. La prima cura è studiare, meditare, conoscerlo il Catechismo, applicarlo poi anche alla situazione attuale (…)
    Io devo farmi un’idea…Dov’è la Chiesa di Gesù Cristo? Dove sono i veri sacramenti? Dov’è la vera dottrina? Posso dire “è a Roma anche se Ratzinger dice eresie”?! No. Posso dire “lì ad ogni modo c’è la Chiesa anche se non hanno la fede”?! (…) No. Perché la Chiesa contiene peccatori, ma non è peccatrice. La Chiesa contiene lebbrosi che errano, che hanno tante confusioni, ma Lei non è macchiata di errore. E perciò non esiste gerarchia che professi l’errore, non esiste. Ma non esiste neanche una gerarchia potenziale che professa l’eresia; uno che potrebbe essere papa, non lo è, perché dice cose che non vanno bene…Non esiste nella Chiesa di Gesù Cristo! È una forzatura che offende la Vergine Maria nella sua Immacolata Concezione, nella sua Santa Natività. Ricordiamolo. Come può avere un qualsiasi titolo uno che mi dice che la Santa Vergine Maria non è nata Santa…Ma me lo volete spiegare come questo è possibile? E ci sono tradizionalisti che cercano di spiegarlo…”si, lui dice questo, però se non lo dicesse più diverrebbe papa”…Ma figlioli miei…disastro…Allora mastichiamola la nostra fede, amiamola (…) per guarire dalla nostra lebbra, che un po’ ce l’abbiamo tutti…
    Nel giorno della Natività della Santa Vergine Maria imploriamola di darci questo Amore per la Verità…»
    - Don Floriano Abrahamowicz, omelia di domenica 8 settembre 2019.





    http://www.sodalitium.biz/nativita-di-maria/
    «8 settembre, Natività di Maria Santissima.

    Gloriosissima Vergine e clementissima Madre di Dio, Maria, eccomi prostrato ai tuoi santissimi piedi, come servo umile e tuo indegno devoto. Ti prego dal più profondo del mio cuore di degnarti di ricevere queste mie piccole lodi e fredde benedizioni che i offro con questa santa novena; sono preghiere che cercano di unirsi a quelle numerose e fervorose che gli Angeli e i Santi innalzano a te ogni giorno. In cambio ti supplico di concedermi che, come tu sei nata al mondo per essere Madre di Dio, rinasca anch’io alla Grazia per essere tuo figlio, in modo che amando te dopo Dio sopra ogni altra cosa creata e servendoti fedelmente sulla terra, possa un giorno venire a lodarti e benedirti per sempre in Cielo. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-167x300.jpg






    "Della Natività di Maria Vergine - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/della-nativita-maria-vergine/
    Della Natività di Maria Vergine - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...nt-213x300.jpg






    Pascendi - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/pascendi/
    “Lettera Enciclica del Sommo Pontefice San Pio X sugli errori del Modernismo.”



    3 Settembre Festa di san Pio X ? Oratorio Sant'Ambrogio ? Milano
    Omelia della festa della Natività della Madonna ? Oratorio Sant'Ambrogio ? Milano
    «L’omelia tenuta da don Ugolino Giugni domenica 8 settembre 2019, festa della Natività di Maria.
    Nella quale si parla della festa della Natività di Maria e si risponde a qualche obiezione sulla posizione dell’Istituto, la Tesi di Cassiciacum come “ma voi giudicate il papa…” – è disponibile per l’ascolto ->»




    SANTE MESSE CATTOLICHE "NON UNA CUM" CELEBRATE DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") IN TUTTA ITALIA:


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "Torino - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/torino/

    "Modena - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/modena/

    "Rimini - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/rimini/

    "Pescara - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    "Potenza - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "Roma - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/


    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”







    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/

    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    8 settembre Natività della Beata Vergine Maria. + Maria Santissima, madre e speranza mia, aiutatemi Voi e sarò certamente esaudito. Amen, amen. Così sia. + »

    https://www.agerecontra.it/tag/sursum-corda/
    https://www.agerecontra.it/2019/09/d...-sursum-corda/
    «Sul sito è disponibile il numero 174 (del giorno 8 settembre 2019) di Sursum Corda®.

    Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori. Per donare all’Associazione cliccare qui oppure qui .
    Cliccare qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:
    – Comunicato numero 174. il fico maledetto;
    – La Charité de la Verité (R. P. Guérard Des Lauriers O. P.);
    – Ancora sugli inganni del rispetto umano (per giovani seminaristi);
    – Racconti miracolosi n° 92. San Francesco Solano fra i selvaggi;
    – Orazione a Santa Regina, Vergine e Martire (7.9);
    – Preghiera di San Pio X al Volto Santo di Manoppello;
    – Orazione a Sant’Eleuterio, Abate (6.9);
    – Orazione a San Lorenzo Giustiniani, Vescovo e Confessore (5.9);
    – Preghiera a Santo Stefano Re d’Ungheria, Confessore (2.9);
    – Preghiere a San Pio X, Papa e Confessore (3.9).
    Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla potente intercessione di San Giovanni di Dio . Ossequi, Carlo Di Pietro.»
    https://www.sursumcorda.cloud/media/...ursumcorda.jpg










    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...89&oe=5DFFD4DB






    “CATECHISMO MAGGIORE DI SAN PIO X. Della Natività di Maria Vergine.


    129 D. Quando celebra la Chiesa la festa della Natività di Maria Vergine?
    R. La Chiesa celebra la festa della Natività di Maria Vergine nel giorno otto di settembre.

    130 D. Perché si celebra la festa della Natività di Maria Vergine?
    R. La Chiesa celebra la festa della Natività di Maria Vergine, perché ella fino dalla sua nascita fu la più santa di tutte le creature, e perché era destinata ad essere la madre del Salvatore.

    131 D. Si celebra la festa della Natività solamente per la beata Vergine?
    R. Si celebra la festa della Natività per la beata Vergine e per S. Giovanni Battista. Conviene osservare però che la beata Vergine non solo nacque in grazia, ma fu in essa grazia concepita; mentre di S. Giovanni Battista può dirsi soltanto che egli fu santificato prima di nascere.

    132 D. Qual vita condusse la beata Vergine?
    R. La beata Vergine, benché discendente dalla stirpe reale di David condusse vita povera, umile e nascosta, ma preziosa avanti Dio, non peccando mai neppur venialmente e crescendo continuamente nella grazia.

    133 D. Che cosa vi è da ammirare in ispecial guisa nelle virtù della beata Vergine?
    R. Nelle virtù di Maria Vergine vi è da ammirare in ispecial guisa il voto di verginità ch’ella fece fin da’ suoi più teneri anni; cosa di cui non si aveva ancora esempio.

    134 D. Che cosa dobbiamo noi fare nella festa della Natività di Maria Vergine?
    R. Nella festa della Natività di Maria Vergine dobbiamo fare quattro cose:
    - ringraziar Dio de’ doni e delle prerogative singolari con cui l’ha privilegiata sopra tutte le creature;
    - pregarlo per l’intercessione di lei, che distrugga in noi il regno del peccato, e ci renda fedeli e costanti nel suo divino servigio;
    - venerare la santità di Maria, e congratularci con essa delle sue grandezze;
    - procurare d’imitarla nel conservare gelosamente la grazia, e nell’esercizio delle virtù, principalmente dell’umiltà e della purità, per le quali ella meritò di concepire Gesù Cristo nel suo purissimo seno."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...94&oe=5E0C61A2





    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...fa&oe=5E10FA39







    “MESE DI SETTEMBRE: MESE DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.
    [Meditazioni sui Dolori della Madonna Addolorata. Meditazioni sopra i dolori della SS. Vergine Madre di Dio proposte alla devozione dei fedeli da un sacerdote passionista. Roma, Santuario della Scala Santa, 1938]”


    "NATIVITÀ DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA."

    "SANT'ADRIANO

    Martire.
    Paramenti rossi.
    Oggi, dai Latini, è festeggiato sant'Adriano martire, il quale, come ricordano il Martirologio Geronimiano e il Martirologio Romano, fu martirizzato il 4 marzo durante la persecuzione di Diocleziano a Nicomedia assieme ad altri ventitré Compagni. L'8 settembre il Martirologio Romano ricorda inoltre la Traslazione del suo sacro corpo da Costantinopoli a Roma.
    * Adriano era un uomo impiegato dall'imperatore Massimiano per perseguitare i cristiani di Nicomedia. Avendo ammirata spesso la costanza di quelli nella confessione di fede e nella sopportazione dei tormenti, finalmente spinto da ciò con forza si convertì a Cristo. Per questo fu gettato in carcere insieme ad altri ventitrè cristiani. Lì visitandolo Natalia sua moglie, la quale stessa aveva già creduto in Cristo, sopraggiunse al martirio. Così portato fuori dalla prigione, per lungo tempo fu massacrato con i flagelli, finché si diffacessero le viscere. Infine spezzate le gambe, staccati le mani e i piedi, in compagnia di molti altri, portò a compimento in felicità il conflitto del martirio.
    P.S. La commemorazione di sant'Adriano martire è già presente nel link della Santa Messa della Natività di Nostra Signora Beata Vergine Maria Santissima."


    “SACRO SETTENARIO IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA. (8 - 14 Settembre).
    San Paolo della Croce, come di Gesù Crocifisso, così di Maria Addolorata fu devotissimo fin dalla sua prima adolescenza. La continua meditazione dei patimenti di Gesù e dei dolori di Maria, gl'infuse tanto orrore al peccato, che per conto suo conservò la battesimale innocenza per tutto il lungo corso della sua vita; e per combattere il peccato negli altri, si fece zelantissimo apostolo del Crocifisso e dell'Addolorata. Già più che ottantenne costretto a letto dall'età e dall'infermità, quando partivano o ritornavano i suoi figli dalle strepitose missioni di allora, li benediceva con grande effusione, gl'incoraggiava a combattere satana ed il peccato, ed esclamava commosso: Oh se avessi trent'anni di meno! Vorrei uscire in campo aperto a combattere questo mostro esecrando! Ecco l'essenza della devozione all'Addolorata: l'odio al peccato, che le uccise il Figlio (da Meditazioni di un Passionista sui dolori di Maria, Roma, 1938, n.12)”

    «NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DELL'ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO. (5 - 13 Settembre).»

    “MESE DI SETTEMBRE: MESE DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.”

    “NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DEL SANTISSIMO NOME DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA. (3 - 11 Settembre).”

    “DELLE VIRTÙ DI MARIA SANTISSIMA di Sant'Alfonso Maria de' Liguori. (Glorie di Maria, n. 584-593).”







    https://www.radiospada.org/
    Edizioni Radio Spada - Home
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “8 SETTEMBRE 2019: NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA (con memoria della XIII domenica dopo Pentecoste).”

    https://www.radiospada.org/tag/pasce...minici-gregis/
    “L’8 settembre 1907 San Pio X pronunziava, a mezzo della profetica enciclica Pascendi Dominici Gregis, la sua infallibile condanna contro il Modernismo.”
    https://www.radiospada.org/2019/09/b...-i-modernisti/
    https://www.radiospada.org/2019/09/g...ri-modernisti/

    San Pio X: il Papa dell’integralità cattolica:

    https://www.radiospada.org/2019/09/d...idad-catolica/
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=570&ssl=1
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...95&oe=5DF761AF





    San Pio X sui modernisti:
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...f2&oe=5E0EB094






    “Radio Spada Il calendario tradizionale che noi seguiamo, ossia quello precedente la riforma montiniana, oggi festeggia san Pio X. San Gregorio Magno di cui oggi invero ricorre "l'ordinazione a Sommo Pontefice" lo celebriamo il 12 marzo, giorno della sua nascita al cielo.”


    https://www.radiospada.org/2019/09/a...-lui-dedicato/
    “Sei cattolico? Fai il giuramento antimodernista di San Pio X [TESTO].”
    https://www.radiospada.org/2015/02/s...n-pio-x-testo/
    https://www.radiospada.org/tag/san-pio-x/


    https://www.radiospada.org/2019/09/m...maria-bambina/
    https://i1.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=960&ssl=1


    https://www.radiospada.org/2019/09/d...mada-por-dios/





    “Pascendi Dominici Gregis.”
    https://www.youtube.com/channel/UCo9...IOOqg/featured



    https://militesvirginismariae.wordpress.com/








    “Perché i Cattolici Onorano la Beata Vergine Maria
    http://www.cmri.org/ital-94prog9.html
    Perché i Cattolici Onorano la Beata Vergine Maria
    Perché i Cattolici Onorano la Beata Vergine Maria di S.E. Mons. Mark A. Pivarunas, CMRI
    Natività della Beata Vergine Maria.
    8 settembre 1994”




    “Pascendi Dominici Gregis.”
    https://www.youtube.com/channel/UCo9...IOOqg/featured




    "Ave Maris Stella"
    https://www.youtube.com/watch?v=TacNIbmDZ4s
    http://daughtersofmary.net/music.php




    Ave Maria, testo latino e italiano. Preghiamo.org Preghiera, canto e dottrina mobile!



    http://www.santodelgiorno.it/foto/santo5954big.jpg







    https://www.radiospada.org
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “8 SETTEMBRE 2019: NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA.”

    “8 settembre: sant'Adriano, martire in Nicomedia sotto Diocleziano.”

    “8 settembre 1713: Papa Clemente XI Albani condanna infallibilmente l'opera e gli errori del giansenista Quesnel con la bolla"Unigenitus".”

    “8 settembre 1907: con l'Enciclica "Pascendi" San Pio X, condanna infallibilmente l'eresia modernista, "sentina di ogni eresia".”


    «di Pacificus
    Da quando San Pio X ha sdoganato con la Notre Charge Apostolique la parola “tradizionalisti”, la si può usare – intesa in senso cattolico – come accezione positiva. In particolare dopo il Concilio Vaticano II.
    A condirla di negatività ci hanno pensato i rappresentanti stessi del carrozzone (neo)tradizionalista, di cui peraltro fa parte la stessa Radio Spada, con tutti i suoi umanissimi limiti e pregi. (…)
    Attenti dunque, tradizionalisti: meno spettacolo e più fedeltà alle cose semplici, che a forza di fare i dottori si finisce come i farisei, a forza di conoscere senza amare si finisce in fuga, più come Giuda che come Pietro, e a credere di essere perché si conosce, si finisce come Lucifero.
    Non siamo necessari, siamo contingenti. Teniamolo sempre presente. E i gomiti posiamoli – fermi – sui banchi degli inginocchiatoi, non in movimento verso le costole del prossimo. E la lingua usiamola per accusare i nostri peccati, prima che quelli degli altri.
    “L’uomo, per sua natura, anela a sapere; ma che importa il sapere se non si ha il timor di Dio? Certamente un umile contadino che serva il Signore è più apprezzabile di un sapiente che, montato in superbia e dimentico di ciò che egli è veramente, vada studiando i movimenti del cielo. Colui che si conosce a fondo sente di valere ben poco in se stesso e non cerca l’approvazione degli uomini. Dinanzi a Dio, il quale mi giudicherà per le mie azioni, che mi gioverebbe se io anche possedessi tutta la scienza del mondo, ma non avessi l’amore? Datti pace da una smania eccessiva di sapere: in essa, infatti, non troverai che sviamento grande ed inganno. Coloro che sanno desiderano apparire ed essere chiamati sapienti. Ma vi sono molte cose, la cui conoscenza giova ben poco, o non giova affatto, all’anima. Ed è tutt’altro che sapiente colui che attende a cose diverse da quelle che servono alla sua salvezza. I molti discorsi non appagano l’anima; invece una vita buona rinfresca la mente e una coscienza pura dà grande fiducia in Dio. Quanto più grande e profonda è la tua scienza, tanto più severamente sarai giudicato, proprio partendo da essa; a meno che ancor più grande non sia stata la santità della tua vita” (Imitazione di Cristo, Libro I, Capitolo II).»





    L'8 settembre 1907 San Pio X, con l'Enciclica "PASCENDI DOMINICI GREGIS", condannava infallibilmente l'eresia modernista, ricordiamo l'anniversario...Viva San Pio X e tutti i veri e legittimi Papi fino Pio XII!!! VIVA LA CHIESA CATTOLICA ED IL PAPATO!!!



    "LETTERA ENCICLICA PASCENDI DOMINICI GREGIS DEL SOMMO PONTEFICE PIO X
    AI VENERABILI FRATELLI PATRIARCHI PRIMATI ARCIVESCOVI, VESCOVI E AGLI ALTRI ORDINARI AVENTI CON L’APOSTOLICA SEDE PACE E COMUNIONE.
    Sugli errori del Modernismo.
    VENERABILI FRATELLI SALUTE E APOSTOLICA BENEDIZIONE (...)
    Pascendi Dominici Gregis (8 settembre 1907) | PIO X"


    «Vi chiameranno papisti, retrogradi, intransigenti, clericali: siatene fieri!». - (Lettera di Papa Pio X agli Arcivescovi e ai Vescovi francesi, Notre charge apostolique, Roma, 25 agosto 1910).




    Preghiamo la Beata Vergine Maria ed il Papa San Pio X affinchè i vescovi e sacerdoti della “Fraternità Sacerdotale San Pio X” abbandonino ed abiurino la loro erronea posizione dottrinale “neo-lefebvrista” e tradi-fallibilista che finisce per denigrare il Papato come il peggior modernismo, e si decidano a constatare e riconoscere pubblicamente l’evidenza che gli occupanti della Sede Apostolica a partire dal “Concilio Vaticano II” NON sono veri e legittimi Papi:



    "Viva San Pio X! - Centro Studi Giuseppe Federici."
    Viva San Pio X! - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/viva-san-pio-x-2/



    https://www.agerecontra.it/2018/09/viva-san-pio-x/
    “Pur non aderendo alla Tesi di Cassiciacum, come ampiamente risaputo, il Circolo Christus Rex condivide e si riconosce nelle osservazioni di questo articolo in ogni affermazione anti-modernista.”

    "Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 63/18 del 3 settembre 2018, San Pio X

    Celebriamo la festa di san Pio X pubblicando l’editoriale dell’ultimo numero della rivista Sodalitium (n. 69, luglio 2018), che indica la linea dottrinale antimodernista da seguire per rimane fedeli all’insegnamento del santo pontefice.
    Editoriale della rivista Sodalitium, n. 69 luglio 2018"




    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda

    Dalla docenza di Papa San Pio X:
    «I modernisti (vecchi e nuovi; di “destra”, di “centro” e di “sinistra”, ndR) studiano e si sforzano di attenuare e svilire l’autorità del Magistero ecclesiastico..., sia pervertendone sacrilegamente i diritti, sia ricantando liberamente contro di essa le calunnie dei nemici (per esempio: il dogma evolve, la Chiesa deve adeguare la sua dottrina ai tempi, il Papa sbaglia, il Magistero sbaglia, la scomunica del Papa non ha valore, eccetera, ndR) ... E se qualcuno viene condannato dalla Chiesa, (i modernisti) non solo pubblicamente e profusamente lo encomiano, ma quasi lo venerano come martire della verità» (Pascendi Dominici gregis).
    Avendo abbracciata la fede cattolica ed avendo biasimato gli errori dei modernisti, finalmente possiamo recitare - dal 31 agosto al 2 settembre - il Triduo a San Pio X (festa il 3 settembre)
    Triduo a san Pio X - Sodalitium »




    Pascendi - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/pascendi/
    “Lettera Enciclica del Sommo Pontefice San Pio X sugli errori del Modernismo.”
    http://www.sodalitium.biz/pascendi/

    «Omelia della V Domenica dopo Pasqua (6/5/2018), sul tema dell’assistenza o meno alla Messa detta "una cum".
    https://www.youtube.com/watch?v=38015U-WLEY
    Fervorino di don Piero Fraschetti a Loreto, pellegrinaggio Osimo-Loreto 2018
    https://www.youtube.com/watch?v=HMLASbYvgK4
    https://www.youtube.com/user/sodalitium/ »






    “Radio Spada Il calendario tradizionale che noi seguiamo, ossia quello precedente la riforma montiniana, oggi festeggia san Pio X. San Gregorio Magno di cui oggi invero ricorre "l'ordinazione a Sommo Pontefice" lo celebriamo il 12 marzo, giorno della sua nascita al cielo.”

    https://www.radiospada.org/2019/09/a...-lui-dedicato/
    “Sei cattolico? Fai il giuramento antimodernista di San Pio X [TESTO].”
    https://www.radiospada.org/2015/02/s...n-pio-x-testo/
    https://www.radiospada.org/tag/san-pio-x/

    https://www.radiospada.org/2019/09/m...maria-bambina/
    https://i1.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=960&ssl=1





    https://www.radiospada.org/2019/09/d...mada-por-dios/







    www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    http://www.agerecontra.it/

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella Chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio"
    http://www.centrosangiorgio.com/


    C.M.R.I. - "Congregatio Mariae Reginae Immacolata" ("Congregation of Mary Immaculate Queen" "Congregazione di Maria Regina Immacolata"):
    http://www.cmri.org/ital-index.html





    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/
    “Recognize-and-OBEY is the Traditional Catholic Teaching August 29, 2019.”
    https://novusordowatch.org/2019/08/r...steven-speray/


    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    "Home | Traditional Latin Mass Resources"
    http://www.traditionalmass.org/

    http://www.traditionalcatholicpriest.com/





    "Como ovejas sin Pastor"
    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com/





    “Pro Fide Catholica | Le site de Laurent Glauzy”
    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    http://wordpress.catholicapedia.net/




    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la Sainte Messe selon le missel de Saint Pie V.»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    8 septembre : La Nativité de la Très Sainte Vierge :: Ligue Saint Amédée
    «8 septembre : La Nativité de la Très Sainte Vierge.»
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...nte_vierge.jpg








    AVE MARIA!!!
    SANCTE PIE X, ORA PRO NOBIS!!!
    SUB CHRISTI REGIS VEXILLIS MILITARE GLORIAMUR +
    Ad majorem Dei gloriam
    - Per la maggior gloria di Dio!!! A.M.D.G.
    Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen.
    «O Santissima Trinità, vi adoro! Mio Dio, mio Dio, Vi amo nel Santissimo Sacramento!»
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

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    Lightbulb Re: 15 settembre - Festa dei Sette Dolori della Beatissima Vergine Maria

    12 SETTEMBRE 2019: anniversario della battaglia di Vienna del 12 settembre 1683 (anche quest'anno rendiamo onore al Papa Innocenzo XI, a Padre Marco d'Aviano, al Re Giovanni III Sobieski, al Principe Eugenio di Savoia e a tutti i combattenti per Dio, Uno e Trino, per la Grande Patria dell'Europa cattolica, per la Santa Chiesa e per il Cattolicesimo Romano!); FESTA DEL SANTISSIMO NOME DI MARIA…



    "Il Santo Nome di Maria, 12 settembre"
    "Guéranger, L'anno liturgico - Il Santo Nome di Maria"
    Guéranger, L'anno liturgico - Il Santo Nome di Maria
    http://www.unavoce-ve.it/pg-12set.htm
    «12 SETTEMBRE IL SANTO NOME DI MARIA.»





    "SS. Nome di Maria - Sodalitium"
    SS. Nome di Maria - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/ss-nome-maria/
    «12 settembre, SS. Nome di Maria.
    “Festa del santissimo Nome della beata Maria, che il Sommo Pontefice Innocenzo undecimo ordinò che si celebrasse per l’insigne vittoria riportata a Vienna, in Austria, contro i Turchi, col patrocinio della stessa Vergine”.

    1. O adorabile Trinità, per l’amore con cui scegliesti ed eternamente Ti compiacesti del Santissimo Nome di Maria, per il potere che gli desti, per le grazie che riservasti ai suoi devoti, fa’ che esso sia anche per me fonte di grazia e di felicità. Ave Maria.
    2. O amabile Gesù, per l’amore con cui pronunziasti tante volte il Nome della tua cara Madre e per la consolazione che a Lei procuravi nel chiamarla per nome, raccomanda alle sue speciali cure questo povero tuo e suo servo. Ave Maria.
    3. O Angeli Santi, per la gioia che vi procurò la rivelazione dei Nome della vostra Regina, per le lodi con cui lo celebraste, svelatene anche a me tutta la bellezza, la potenza e la dolcezza e fate che io lo invochi in ogni mio bisogno e specialmente in punto di morte. Ave Maria.
    4. O cara Sant’Anna, buona mamma della Madre mia, per la gioia da te provata nel pronunciare tante volte con devoto rispetto il Nome della tua piccola Maria o nel parlarne con il tuo buon Gioacchino, fa’ che il dolce nome di Maria sia continuamente anche sulle mie labbra. Ave Maria.
    5. E Tu, o dolcissima Maria, per il favore che Dio Ti fece nel donarti Egli stesso il Nome, come a sua diletta Figlia; per l’amore che Tu sempre ad esso mostrasti concedendo grandi grazie ai suoi devoti, concedi anche a me di rispettare, amare ed invocare questo soavissimo Nome. Fa’ che esso sia il mio respiro, il mio riposo, il mio cibo, la mia difesa, il mio rifugio, il mio scudo, il mio canto, la mia musica, la mia preghiera, il mio pianto, il mio tutto, con quello di Gesù, affinché dopo essere stato pace del mio cuore e dolcezza delle mie labbra durante la vita, sia la mia gioia in Cielo. Così sia. Ave Maria.
    Benedetto sempre sia, il Santo Nome di Maria.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...ia-249x300.jpg






    SANTE MESSE CATTOLICHE IN LATINO CELEBRATE "NON UNA CUM" DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") E DA DON FLORIANO ABRAHAMOWICZ IN TUTTA ITALIA:


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "Torino - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/torino/

    "Modena - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/modena/

    "Rimini - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/rimini/

    "Pescara - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    "Potenza - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "Roma - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/


    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”

    http://www.oratoriosantambrogiombc.i...della-madonna/
    «L’omelia tenuta da don Ugolino Giugni domenica 8 settembre 2019, festa della Natività di Maria.
    Nella quale si parla della festa della Natività di Maria e si risponde a qualche obiezione sulla posizione dell’Istituto, la Tesi di Cassiciacum come “ma voi giudicate il papa…” – è disponibile per l’ascolto ->»


    "L’omelia tenuta da don Ugolino Giugni domenica 1 settembre 2019 – XII domenica dopo la Pentecoste. Nella quale si parla del commento all’epistola e al Vangelo del giorno, la parabola del buon samaritano."


    «Omelia del Rev. Don Piero Fraschetti del 01.09.2019, 12° d. Pentecoste
    https://www.youtube.com/watch?v=Ri5MzOBNjWw

    Omelia del Rev. Don Francesco Ricossa del 25.08.2019, 11° d. Pentecoste
    https://www.youtube.com/watch?v=U6oFre7S15Y »

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/tag/omelie/




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    Natività B.V. Maria (XIII domenica d. Pentecoste)- (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=5Z9v7udCG6U
    Natività B.V. Maria (XIII domenica d. Pentecoste)- (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=Y93dn88ORpk
    XII domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=nIk0skekqQI
    XII domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=ewDURGc0UNA
    XI domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=NNOE3X7h7kc
    XI domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=hk75pIqAtog
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.».








    “12 settembre - SS. Nome di Maria Vergine.”
    https://forum.termometropolitico.it/...a-vergine.html
    https://forum.termometropolitico.it/...vergine-3.html







    Padre Marco d?Aviano e san Pio X - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/p...ano-san-pio-x/
    «Padre Marco d’Aviano e san Pio X
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 62/19 del 12 settembre 2019, SS. Nome di Maria
    Padre Marco d’Aviano e san Pio X.
    Festeggiamo la vittoria della battaglia di Vienna (12 settembre 1683) parlando di un aspetto poco conosciuto: la profonda devozione che san Pio X aveva per il padre Marco d’Aviano (1631-1699), uno degli artefici della vittoria insieme al beato Innocenzo XI.
    Le truppe imperiali e polacche non sconfissero i Turchi per consegnare l’Europa all’attuale sistema massonico e laicista, ma per difendere il regno sociale di Cristo. E’ il programma di san Pio X: “Instaurare omnia in Christo”, senza nessun compromesso con i principi della Rivoluzione. Abbracciare questo ideale è indispensabile per poter festeggiare la vittoria cattolica di Vienna, la vittoria del Papato e della Cristianità contro i Musulmani, in quanto nemici di Cristo e della società cristiana al pari dei Giudei.

    San Pio X

    Non è il papa di padre Marco (questo è da identificarsi in Innocenzo XI Odescalchi, proclamato beato). È sicuramente però colui che, dal più alto livello, ha dato prova della continuazione e non attenuazione nel tempo della devozione verso il cappuccino. Se ne parla qui perché san Pio X (al secolo Giuseppe Melchiorre Sarto, 1835-1914) è un po’ anche il papa dei vigonovesi: la loro parrocchia, infatti, ebbe l’onore di ospitarlo –cardinale patriarca di Venezia dal 1893 –pochi mesi prima dell’elezione al soglio di Pietro, esattamente il 19-20 aprile 1903, in occasione dell’inaugurazione del nuovo grande organo, come ricorda una lapide marmorea collocata al lato sinistro del presbiterio della chiesa, presto elevata da Pio X al rango di arcipretale (lo dice un’altra lapide, questa volta affissa al lato destro del medesimo spazio sacro). arciprete fu don Matteo Bressan, vigonovese, indimenticato pastore che beneficiò il paese natio –oltre che con i tanti titoli dell’ineccepibile cura spirituale e della carità –con l’erezione (1900) del più elegante e slanciato campanile della zona e, appunto, con la visita del futuro papa che egli desiderò e riuscì a ottenere: evento passato negli annali del paese e insieme del circondario, e che vuole perpetuare un’altra lapide ancora, questa volta posta all’ingresso della canonica nella quale il santo trascorse due notti.
    Ma in cosa stanno le benemerenze di san Pio X verso il nostro padre Marco d’Aviano? Anzitutto nell’averne istruito, da patriarca di Venezia, a partire dal 23 luglio 1901, il processo ordinario di beatificazione e canonizzazione. Le venti sessioni di esso in quella sede diocesana si tennero poi dal 20 gennaio 1903 all’8 marzo 1904 ed erano in pieno corso sia al momento della visita a Vigonovo del cardinale Sarto (lasciateci pensare che il futuro santo ne abbia fatto cenno, qui nella terra del candidato agli altari) sia quando, poco più tardi (4 agosto 1903), questi fu fatto papa e le assise vennero sospese, come vogliono i regolamenti canonici nel caso si verifichi il cambio del giudice ordinario del processo, che è il vescovo della diocesi in cui la causa è istruita. Fu un’interruzione di brevissima durata, perché eadem Sanctitas Sua vivae vocis oraculo […], mandavit ut Processus de fama sanctitatis, vitae, virtutibus et miraculis […]inchoatus Sua Ordinaria auctoritate, prosequatur et ad finem perducatur.
    Non basta! Concluso il processo di Venezia, fu san Pio X in persona ad autorizzare l’introduzione (presso la competente congregazione, allora detta dei Riti) del processo apostolico per la beatificazione di padre Marco, l’11 dicembre 1912, accogliendo i voti espressi da oltre duecento lettere postulatorie pervenute a lui da vescovi di mezza Europa, dalla Casa imperiale d’Austria, da superiori di famiglie religiose e capitoli di cattedrali: attenzione più efficace alla causa, il nuovo papa non poteva dimostrare. Ne dà simpatica e commovente riprova un biglietto che egli vergò al riguardo, in cui si legge che la causa di padre Marco d’Aviano placet Iosepho, cioè a lui, Giuseppe (Sarto) di battesimo.
    Significativo pure quanto testimoniò, al processo di Venezia durante l’ulteriore sua fase degli anni 1919-1921, il cappuccino, concittadino di Marco, padre Valerio d’Aviano, allora di 44 anni: Ho avuto sempre devozione al Servo di Dio. Desidero ardentemente la beatificazione di lui; ne ho parlato anche col Pontefice Pio X di felice memoria [era morto il 20 agosto 1914], il quale mi fece conoscere che avrebbe avuto piacere che il Servo di Dio ricevesse l’onore della beatificazione e che avrebbe desiderato che la fama (sic!)del P. Marco fosse trasportata in Italia. La deposizione fu resa il 10 marzo 1919 e la parola “fama” va riscritta (visto il contesto) in “salma”, che, come si sa, giace a Vienna nella chiesa dei Cappuccini, ma che alcuni hanno sempre auspicato venga traslata in patria. Padre Valerio ci rivela che il papa stesso era di questa opinione: dettaglio non da poco, comprovante la devozione che un santo, oltre che pontefice, nutrì verso padre Marco.
    Fu sicuramente a conoscenza di questa speciale affezione del regnante pontefice il canonico Luigi Tinti, del Capitolo Cattedrale Concordiese. La sua biografia Vita del Servo di Dio P. Marco d’Aviano Cappuccino della Provincia Veneta missionario pontificio (1631-1699), edita a Udine nel 1908, volle dedicarla proprio a Sua Santità Pio X.
    Marco Cristofori D'Aviano (1631-1699)

    Preghiera composta del padre Marco d’Aviano e letta il 12 settembre 1683, dopo la celebrazione della S. Messa e prima della battaglia
    O grande Dio degli eserciti, guárdaci prostráti qui ai piedi della Tua Maestà, per impetrarTi il perdono delle nostre colpe.
    Sappiamo bene di aver meritato che gl’infedeli impugnino le armi per opprimerci, perché le iniquità, che ogni giorno commettiamo contro la Tua bontà, hanno giustamente provocato la Tua ira.
    O gran Dio, Ti chiediamo il perdono dall’intimo dei nostri cuori; esecriamo il peccato, perché Tu lo aborrisci; siamo afflitti perché spesso abbiamo eccitato all’ira la Tua somma Bontà.
    Per amore di Te stesso, preferiamo mille volte morire piuttosto che commettere la minima azione che Ti dispiaccia.
    Soccórrici con la Tua grazia, o Signore, e non permettere che noi Tuoi servi rompiamo il patto che soltanto con Te abbiamo stipulato.
    Abbi dunque pietà di noi, abbi pietà della tua Chiesa, per opprimere la quale già si preparano il furore e la forza degl’infedeli.
    Sebbene sia per nostra colpa ch’essi hanno invaso queste belle e cristiane regioni, e sebbene tutti questi mali che ci avvengono non siano altro che la conseguenza della nostra malizia, síici tuttavia propizio, o buon Dio, e non disprezzare l’opera delle Tue mani. Ricordati che, per strapparci dalla servitù di Satana, Tu hai donato tutto il Tuo prezioso Sangue.
    Permetterai forse ch’esso venga calpestato dai piedi di questi cani?
    Permetterai forse che la fede, questa bella perla che cercasti con tanto zelo e che riscattasti con tanto dolore, venga gettata ai piedi di questi porci?
    Non dimenticare, o Signore, che, se Tu permetterai che gl’infedeli prevalgano su di noi, essi bestemmieranno il Tuo santo Nome e derideranno la Tua Potenza, ripetendo mille volte: “Dov’è il loro Dio, quel Dio che non ha potuto liberarli dalle nostre mani?”
    Non permettere, o Signore, che Ti si rinfacci di aver permesso la furia dei lupi, proprio quando T’invocavamo nella nostra miserevole angoscia.
    Vieni a soccorrerci, o gran Dio delle battaglie! Se Tu sei a nostro favore, gli eserciti degl’infedeli non potranno nuocerci.
    Disperdi questa gente che ha voluto la guerra! Per quanto ci riguarda, noi non amiamo altro che essere in pace con Te, con noi stessi e col nostro prossimo.
    Rafforza con la tua grazia il tuo servo e nostro imperatore Leopoldo; rafforza l’animo del re di Polonia, del duca di Lotaringia, dei duchi di Baviera e di Sassonia, e anche di questo bell’esercito cristiano, che sta per combattere per l’onore del Tuo Nome, per la difesa e la propagazione della Tua santa Fede. Concedi ai príncipi e ai capi dell’esercito la fierezza di Giosué, la mira di Davide, la fortuna di Jefte, la costanza di Joab e la potenza di Salomone, tuoi soldati, affinché essi, incoraggiati dal Tuo favore, rafforzati dal Tuo Spirito e resi invincibili dalla potenza del Tuo braccio, distruggano e annientino i nemici comuni del nome cristiano, manifestando a tutto il mondo che hanno ricevuto da Te quella potenza che un tempo mostrasti in quei grandi condottieri.
    Fa’ dunque in modo, o Signore, che tutto cospiri per la Tua gloria e onore, e anche per la salvezza delle anime nostre.
    Te lo chiedo, o Signore, in nome dei tuoi soldati.
    Considera la loro fede: essi credono in Te, sperano tutto da Te, amano sinceramente Te con tutto il cuore.
    Te lo chiedo anche con quella santa benedizione, che io conferirò a loro da parte Tua, sperando, per i meriti del Tuo prezioso Sangue, nel quale ho posto tutta la mia fiducia, che Tu esaudirai la mia preghiera.
    Se la mia morte potesse essere utile o salutare, per ottenere il Tuo favore per loro, ebbene Te la offro fin d’ora, o mio Dio, in gradita offerta; se quindi dovrò morire, ne sarò contento.
    Libera dunque l’esercito cristiano dai mali che incombono; trattieni il braccio della Tua ira sospeso su di noi, e fa’ capire ai nostri nemici che non c’è altro Dio all’infuori di Te, e che Tu solo hai il potere di concedere o negare la vittoria e il trionfo, quando Ti piace.
    Come Mosè, stendo dunque le mie braccia per benedire i tuoi soldati; sostienili e appóggiali con la Tua Potenza, per la rovina dei nemici Tuoi e nostri, e per la gloria del Tuo Nome. Così sia.”

    Foto: Joseph von Führich, 1842, Marco d’Aviano celebra la messa prima della battaglia di Vienna nel 1683 (servita da Giovanni III Sobieski), Österreichische Nationalbibliothek di Vienna.»
    http://www.centrostudifederici.org/w.../markImage.png






    Vienna, 12 settembre 1683 - Centro Studi Giuseppe Federici
    “Vienna, 12 settembre 1683 - Centro Studi Giuseppe Federici
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza Comunicato n. 66/18 del 12 settembre 2018, SS. Nome di Maria
    Vienna, 12 settembre 1683
    La battaglia di Vienna, Anno Domini 1683.”
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    I Martiri di Castelfidardo - Centro Studi Giuseppe Federici
    «I Martiri di Castelfidardo 12 settembre 2019

    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    I Martiri di Castelfidardo
    Il ricordo dei caduti pontifici nella battaglia di Castelfidardo del 18/9/2019.
    Prima parte: I Martiri di Castelfidardo / I parte - Centro Studi Giuseppe Federici
    Seconda parte: I Martiri di Castelfidardo / II parte - Centro Studi Giuseppe Federici »
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    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
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    “IL SANTISSIMO NOME DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA
    Doppio maggiore.
    Paramenti bianchi.
    Guéranger, L'anno liturgico - Il Santo Nome di Maria

    Come qualche giorno dopo Natale si celebra il Santo Nome di Nostro Signore Gesù Cristo, così dopo la festa della Natività di Nostra Signora Beata Vergine Maria Santissima, si glorifica il suo Santo Nome. Otto giorni dopo la nascita della Vergine, come era uso presso i Giudei, i suoi Genitori, ispirati da Dio, dicono san Gerolamo e sant'Antonino, la chiamarono Maria. Per ciò, durante l'Ottava della Natività, la liturgia ha una festa che ci fa onorare questo Santo nome. Tale festa fu concessa per la prima volta alla Diocesi di Cuenca (Spagna) nel 1513 da Papa Giulio II. Poi fu concessa a Milano e a Napoli. Finalmente fu estesa a tutta la Chiesa Latina dal beato Innocenzo XI, fissandola dapprima alla Domenica successiva alla Natività di Nostra Signora Beata Vergine Maria Santissima - trasferita poi alla data odierna da San Pio X nella sua Riforma del Breviario -, “ob insignem victoriam sub ejusdem Vírginis Maríæ præsidio de immaníssimo Turcárum tyranno, cervicibus pópuli christiáni insultante, Viennæ in Austria partam” (Breviario Romano): in ringraziamento cioè della Vittoria di Vienna che la Lega Santa, radunata dal Sommo Pontefice e capitanata da Jan Sobieski, re di Polonia, ottenne, il 12 settembre 1683, contro i Turchi, che assediavano Vienna e minacciavano l'Occidente.
    «Il nome della Vergine, dice il Vangelo, era Maria». «Il nome di Maria è paragonato all'olio [cfr. Cant. I, 3], perché, dopo il nome di Gesù, sopra tutti gli altri nomi, rinvigorisce i deboli, intenerisce gli induriti, guarisce i malati, dà luce ai ciechi, dona forza a chi ha perso ogni vigore, lo unge per nuovi combattimenti, spezza la schiavitù del demonio e, come l'olio sorpassa ogni liquore, sorpassa ogni nome" (Riccardo di san Lorenzo, De Laudibus B. M. V., l. II, c. 2). I Padri e i Dottori nei loro studi si sono esercitati nell'interpretare il Nome benedetto della Madre di Dio: quasi settanta i significati proposti. «Il nome Maria in ebraico significa Signora» come ben dice san Pier Crisologo. Questo nome ben si conviene alla Vergine Santissima in quanto che, come Madre di Nostro Signore Gesù Cristo, partecipa in qualche modo della signoria di Gesù su tutto il mondo. Pronunziare il suo nome, è affermare la sua grande potenza. Inoltre, sant'Alberto Magno scelse quattro significati di tal nome - “illuminatrice, stella del mare, mare amaro, signora o padrona" (In Lucam, I, 27) - che indicano la alta dignità della Vergine come Colei che ci porta Cristo e che a lui ci conduce, come Corredentrice e come Regina universale.
    Offriamo il Santo Sacrificio a Dio per onorare il Santissimo Nome di Nostra Signora Beata Vergine Maria Santissima e ottenere, mediante la sua preghiera, di sperimentare sempre e in ogni luogo la sua protezione (Postcommunio).
    In questa festa, chi confessato e comunicato assiste alla Messa solenne, per concessione del beato Innocenzo XI il 17 luglio 1672, confermata da Pio IX il 3 giugno 1856 acquista Indulgenza Plenaria applicabile ai Defunti. Quest'ultimo poi ha dichiarato che coll'acquisto di tale Indulgenza, basta anche la Messa Parrocchiale o Conventuale, celebrata da un prete solo, come avviene in campagna, o fra le Comunità Religiose.
    * Sermone di san Bernardo Abate.
    Omelia 2 su Missus, verso la fine.
    «E la Vergine, dice, si chiamava Maria» (Luc. 1,27). Parliamo un po' anche di questo nome, che s'interpreta stella del mare, e che conviene perfettamente alla Vergine Madre. Ella infatti è paragonata giustissimamente a un astro, perché come l'astro emette il suo raggio senza alcuna sua alterazione, così la Vergine ha dato alla luce un Figlio senza pregiudizio della sua verginità. E come il raggio non diminuisce per nulla lo splendore dell'astro, così il Figlio della Vergine non toglie niente all'integrità di lei. Essa è dunque quella nobile stella sorta da Giacobbe, il cui raggio illumina il mondo intero, il cui splendore e rifulge nei cieli, e penetra negli abissi; riluce ancora per tutta la terra, e, scaldando più le anime che i corpi, fa crescere la virtù e consuma i vizi. Essa è, dico, quella bella e magnifica stella necessariamente posta al disopra di questo mare profondo e vasto, brillante pe' suoi meriti, luminosa pe' suoi esempi.
    O chiunque tu sia, che nel mare di questo mondo ti senti piuttosto sballottare tra procelle e tempeste, che camminare sulla terra, non torcere gli occhi dal fulgore di questa stella, se non vuoi essere sommerso dai flutti. Se insorgono i venti delle tentazioni, se urti negli scogli delle tribolazioni, riguarda la stella, invoca Maria. Se sei agitato dalle onde della superbia, dell'ambizione, della maldicenza, della gelosia, riguarda la stella, invoca Maria. Se la collera o l'avarizia o le seduzioni della carne agitano la fragile navicella dell'anima, guarda a Maria. Se turbato per l'enormità dei delitti, confuso per la laidezza della coscienza, atterrito per la severità del giudizio, ti senti trascinare nella voragine della tristezza, nell'abisso della disperazione, pensa a Maria.
    Nei pericoli, nelle angustie, nelle perplessità, pensa a Maria, invoca Maria. Non si parta dalla tua bocca, non si parta dal tuo cuore; e, per ottenere l'appoggio delle sue preghiere, non perdere mai di vista gli esempi della sua vita. Seguendo lei, non devii; pregandola, non disperi; pensando a lei, non erri; s'ella ti sostiene, non caschi; s'ella ti protegge, non hai a temere; s'ella ti accompagna, non t'affatichi; s'ella ti è propizia, giungerai al termine, e così sperimenterai in te stesso quanto giustamente fu detto: «E la Vergine si chiamava Maria».
    Questo venerabile nome, già onorato da molto tempo in certe parti dell'orbe cristiano, con culto speciale, dopo l'insigne vittoria riportata a Vienna in Austria col soccorso della medesima Vergine Maria sul crudelissimo sultano dei Turchi, che minacciava di soggiogare i popoli cristiani, Papa Innocenzo XI ordinò, che, a perenne memoria di tanto beneficio, si celebrasse ogni anno nella Chiesa universale.
    SANTA MESSA
    ** Omelia di san Pier Crisologo.
    Sermone 142 sull'Annunciazione.
    Avete udito oggi, fratelli carissimi, un Angelo trattare con una donna della riabilitazione dell'uomo. Avete udito trattarsi di ricondurre l'uomo alla vita per il medesimo cammino, che l'aveva condotto alla morte. E un Angelo tratta con Maria della salvezza, perché un altro angelo aveva trattato con Eva della sua rovina. Avete udito questo Angelo rivelare il mezzo ineffabile di costruire col fango della nostra carne un tempio alla divina maestà. Avete udito come un mistero incomprensibile ponga Dio sulla terra e l'uomo nei cieli. Avete udito come la fragile natura del nostro corpo è fortificata dall'esortazione d'un Angelo a portare tutta la gloria della Divinità.
    Infine, affinché in Maria la terra friabile del nostro corpo non si sprofondasse sotto il peso enorme del celeste edificio, e affinché nella Vergine questo virgulto delicato, che doveva portare il frutto di tutto il genere umano, non si rompesse, l'Angelo a togliere ogni timore, prese subito a dire: «Non temere, Maria» (Luc. 1,30). Prima d'enunziare il motivo della sua missione, egli fa intendere alla Vergine con questo nome qual è la sua dignità: infatti, il nome Ebraico, Maria, in Latino significa Sovrana. L'Angelo dunque la chiama Sovrana, perché, destinata ormai a Madre del Dominatore, smetta il timore proprio della servitù, colui che spunterà da lei avendole ottenuto colla propria autorità, ch'ella nascesse e fosse chiamata Sovrana. «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia» (Luc. 1,30). È vero: chi ha trovato grazia non sa temere: E tu hai trovato grazia.
    È beata, ché sola fra tutti meritò di udire: «Hai trovato grazia». Quanta? Quanta aveva detto prima: piena. E veramente piena, essendosi la grazia riversata a flutti abbondanti su questa creatura, così che l'aveva penetrata e riempita: «Perché hai trovato grazia presso Dio» (Ibi). Nel dir ciò, l'Angelo stesso è stupito che, o solo una donna, o tutti gli uomini abbiano meritato la vita per una donna; l'Angelo è sbigottito al vedere scendere nell'angusto seno d'una vergine tutto Dio, che l'universo intero non può contenere. Quindi è che l'Angelo indugia, quindi è che chiama la Vergine con ciò ch'esprime il suo merito, la saluta menzionando la grazia, e a lei che ascolta svela a poco a poco il suo messaggio, senza dubbio affin di farne risaltare il significato, e a poco a poco finisce di calmare la sua lunga trepidazione.”

    «QUINTO GIORNO INFRA L'OTTAVA DELLA NATIVITÀ DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA. »

    “SACRO SETTENARIO IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA. (8 - 14 Settembre).

    San Paolo della Croce, come di Gesù Crocifisso, così di Maria Addolorata fu devotissimo fin dalla sua prima adolescenza. La continua meditazione dei patimenti di Gesù e dei dolori di Maria, gl'infuse tanto orrore al peccato, che per conto suo conservò la battesimale innocenza per tutto il lungo corso della sua vita; e per combattere il peccato negli altri, si fece zelantissimo apostolo del Crocifisso e dell'Addolorata. Già più che ottantenne costretto a letto dall'età e dall'infermità, quando partivano o ritornavano i suoi figli dalle strepitose missioni di allora, li benediceva con grande effusione, gl'incoraggiava a combattere satana ed il peccato, ed esclamava commosso: Oh se avessi trent'anni di meno! Vorrei uscire in campo aperto a combattere questo mostro esecrando! Ecco l'essenza della devozione all'Addolorata: l'odio al peccato, che le uccise il Figlio (da Meditazioni di un Passionista sui dolori di Maria, Roma, 1938, n.12)”

    «NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DELL'ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO. (5 - 13 Settembre).»

    “MESE DI SETTEMBRE: MESE DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.”

    “NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DEL SANTISSIMO NOME DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA. (3 - 11 Settembre).”

    “DELLE VIRTÙ DI MARIA SANTISSIMA di Sant'Alfonso Maria de' Liguori. (Glorie di Maria, n. 584-593).”







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    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    12 settembre, Santissimo Nome di Maria.

    “Festa del santissimo Nome della beata Maria, che il Sommo Pontefice Innocenzo undecimo ordinò che si celebrasse per l’insigne vittoria riportata a Vienna, in Austria, contro i Turchi, col patrocinio della stessa Vergine”.
    O adorabile Trinità, per l’amore con cui scegliesti ed eternamente Ti compiacesti del Santissimo Nome di Maria, per il potere che gli desti, per le grazie che riservasti ai suoi devoti, fa’ che esso sia anche per me fonte di grazia e di felicità. Ave Maria.
    Dalla bacheca di don Ugo Carandino.»

    «"La festa di oggi fu estesa alla Chiesa Universale dal beato Innocenzo XI, in ricordo e ringraziamento della vittoria del 1683 a Vienna contro gli invasori Turchi. Fu proprio Papa Innocenzo XI l'artefice della vittoria: col suo paziente e decisivo lavoro diplomatico, anche attraverso la figura di padre Marco d'Aviano, spronò i principi cattolici - accecati dai nazionalismi dell'epoca - a formare una coalizione di stati capaci di sventare il pericolo musulmano.
    Il Papa sognava addirittura di riconquistare Costantinopoli, attraverso un'ardita alleanza tra europei e persiani che mai si realizzò (anche a causa del Regno di Francia).
    Innocenzo XI fu beatificato da Papa Pio XII nel 1956.
    Questa festa appartiene quindi unicamente al Cattolicesimo romano (il Papa, padre d'Aviano, i principi e gli eserciti degli stati cattolici...), non al laicismo massonico (magari in salsa anti-musulmana) che nel 1789 scatenò la guerra contro la Cristianità e che oggi sostiene lo stato israeliano, che si basa sulla negazione della divinità di Gesù Cristo e che ha quasi cancellato la presenza cristiana in Terra Santa."
    Dalla bacheca di don Ugo Carandino.»

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    “Chi è Maria? Catechismo mariano”
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    "Titolo: Chi è Maria? Catechismo mariano
    Sottotitolo: Piccola Somma mariana di Padre Roschini
    Autore: Padre Gabriele Maria Roschini

    Curatore: Carlo Di Pietro
    Collana: Mariologia
    Facciate: 156
    Formato: 14,8x21 (A5)
    Carta: Avoriata 90 gr
    Copertina: Patinata lucida 300 gr
    Finitura: Brossura fresata PUR
    ISBN: 9788890074769
    Contiene anche: Illustrazioni e comodo indice degli articoli
    Sommario
    • Prefazione 7
    • Necessità dello studio di Maria 9
    • Fonti 11
    • I princìpi della dottrina Mariana 13
    • Vantaggi e Divisione 17
    • Storia di Maria 19
    • Il Dogma mariano 29
    • La predestinazione di Maria 31
    • Maria nella predizione profetica 35
    • La missione di Maria nella sua attuazione 39
    • La Madre di Dio 41
    • La Mediatrice degli uomini 45
    • La Corredentrice del genere umano 47
    • La Madre spirituale degli uomini 51
    • La Dispensatrice di tutte la grazie 53
    • La Regalità di Maria 57
    • I privilegi riguardanti l’anima di Maria 61
    • Le perfezioni di cui fu ripiena l’anima di Maria 69
    • I privilegi riguardanti il corpo di Maria 75
    • I privilegi riguardanti sia l’anima che il corpo 77
    • Natura del culto Mariano 83
    • Legittimità del culto Mariano 87
    • Elementi o atti del culto Mariano 89
    • Utilità del culto Mariano 93
    • Origine e sviluppo del culto Mariano 99
    • Pratiche del culto Mariano 103
    • Le principali preghiere a Maria Santissima 123
    • Indice degli articoli con numero di pagina 135
    In sintesi
    Alessandro Roschini nacque a Castel Sant’Elia (Viterbo) nell’anno 1900, prese il nome di Gabriele Maria quando, giovanissimo, entrò nell’Ordine dei Servi di Maria. Sacerdote nel 1924, dottore in Filosofia e maestro in sacra Teologia, consacrò l’intera sua vita alla Madonna, che amò con pietà profonda ed onorò con la predicazione, con l’insegnamento ininterrotto nell’arco di oltre mezzo secolo (anche presso le Università Pontificie di Roma Marianum e Lateranum), con fondamentali studi mariologici e con dotte pubblicazioni. Fu Consultore del Sant’Uffizio e Vicario Generale dell’Ordine (O. S. M.). Nel 1939 fondò la rivista Marianum. Morì a Roma il 12 settembre (Festa del Nome di Maria) del 1977. Teologo di fama mondiale, è considerato il mariologo per eccellenza. Il suo Catechismo mariano è composto da 235 articoli, semplici ma eruditi, ed è un’esposizione chiara, ordinata e sintetica di tutto ciò che riguarda la storia, il dogma ed il culto mariano, secondo la forma classica di domande e risposte. Leggiamo nella Prefazione: «La parola Catechismo, in questo caso almeno, non è affatto sinonimo di insegnamento elementare e per bambini. Esso, quindi, può andare anche tra le mani degli adulti, ossia, di tutti coloro che vogliono procurarsi una cultura sinteticamente completa intorno alla Vergine Santa. È perciò una piccola Somma mariana». Il libro «Chi è Maria? Catechismo mariano», per Sursum Corda, è stato curato dal giornalista e saggista lucano Carlo Di Pietro. Sursum Corda non ha scopo di lucro ed usa interamente i propri introiti per le attività associative e per le opere di misericordia spirituale e corporale."
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    «SANTORALE ITALIANO SETTEMBRE.»
    https://www.agerecontra.it/2017/08/s...-di-settembre/
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    https://www.beatomarcodaviano.it/wor...cordia-2-2.jpg






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    Giuliana Vittoria Fantuz - Venanzio Renier, Marco D'Aviano e Innocenzo XI. Custodi dell'Europa cristiana, Libreria Editrice Vaticana 2012.
    https://img.ibs.it/images/9788820988623_0_0_561_75.jpg






    Marcello Bellina, Padre Marco d'Aviano. Il beato che salvò l'Europa, Edizioni Segno 2018.
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    https://www.radiospada.org
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    «12 SETTEMBRE 2019: il SANTO NOME DI MARIA»
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    “L'11-12 Settembre 1683 a Vienna gli Ussari Alati di Giovanni III Sobieski, re di Polonia, salvano l'Europa Cristiana dall'assalto del'Impero Ottomano.”


    “Il 12 settembre 1866 moriva a Cagliari l'Arcivescovo Emanuele Marongiu Nurra.

    Nato a Bessude (Sassari) il 28 marzo 1794, si laureò in teologia e poi in utroque iure all’Università di Sassari. Nel 1817 fu ordinato Sacerdote. Nei primi anni Venti fu bibliotecario dell'Accademia di Superga a Torino per volontà de Re Carlo Felice. In questo periodo fu intimo di san Giuseppe Cafasso. Nel 1825 viene annoverato fra i Canonici del Capitolo Turritano di cui diviene Vicario. Dal 1830 al 1842 fu Vicario generale dell'Arcidiocesi di Sassari. Nel 1842 fu eletto e consacrato Arcivescovo di Cagliari. Nelle lettere pastorali represse con zelo le idee gianseniste, protestanti e liberali che circolavano nel Regno, con pari ardore difese la superiorità del Sacerdozio sul Regno. Criticò aspramente e condannò la cacciata dei Padri Gesuiti e l'esproprio dei loro beni (1848), e l'arbitraria abolizione dei privilegi ecclesiastici (1849-1850). Parimenti comminava ai fautori di tali provvedimenti eversivi la scomunica maggiore e proibiva ai confessori di assolverli, cosa che per esempio capitò a Giovanni Siotto Pintor. Dopo questi atti, il governo di Torino reagì espellendo il Presule dal Regno. L'Arcivescovo Varesini di Sassari già era stato ridotto agli arresti per non aver voluto esser giudicato da un tribunale laico. Visse in esilio dal 1850 al 1866 presso Pio IX che gli offrì il titolo di vicario generale della basilica Vaticana (1851), poi il patriarcato di Costantinopoli (1855), infine l’arcipretura della basilica Liberiana (1865). Tutto egli rifiutò, continuando a considerarsi pastore della sua Diocesi, che governò a mezzo delle lettere pastorali. Durante il periodo romano tradusse, primo in Italia, la "Regula pastoralis" di san Gregorio Magno.”


    "[DIFUNDE TU FE CATOLICA] EL DULCE NOMBRE DE MARÍA, salvación de todos los que la invocan."
    https://www.radiospada.org/2019/09/d...ue-la-invocan/
    https://i2.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=600&ssl=1
    https://i1.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=236&ssl=1














    www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    http://www.agerecontra.it/

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella Chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio"
    http://www.centrosangiorgio.com/


    C.M.R.I. - "Congregatio Mariae Reginae Immacolata" ("Congregation of Mary Immaculate Queen" "Congregazione di Maria Regina Immacolata"):
    http://www.cmri.org/ital-index.html





    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/
    “Recognize-and-OBEY is the Traditional Catholic Teaching August 29, 2019.”



    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    "Home | Traditional Latin Mass Resources"
    http://www.traditionalmass.org/

    http://www.traditionalcatholicpriest.com/





    "Como ovejas sin Pastor"
    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com/
    https://moimunanblog.files.wordpress...d-img_0955.jpg








    “Pro Fide Catholica | Le site de Laurent Glauzy”
    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    http://wordpress.catholicapedia.net/





    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la Sainte Messe selon le missel de Saint Pie V.»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    12 septembre : le Saint Nom de Marie :: Ligue Saint Amédée
    “12 septembre : le Saint Nom de Marie.”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...m_de_marie.jpg








    AVE MARIA!!!
    SUB CHRISTI REGIS VEXILLIS MILITARE GLORIAMUR +
    Ad majorem Dei gloriam
    - Per la maggior gloria di Dio!!! A.M.D.G.
    Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen.
    «O Santissima Trinità, vi adoro! Mio Dio, mio Dio, Vi amo nel Santissimo Sacramento!»
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  6. #56
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    Lightbulb Re: 15 settembre - Festa dei Sette Dolori della Beatissima Vergine Maria

    14 SETTEMBRE 2019: ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE…



    «14 SETTEMBRE: ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE.»
    "Guéranger, L'anno liturgico - Esaltazione della Santa Croce."
    Guéranger, L'anno liturgico - Esaltazione della Santa Croce
    http://www.unavoce-ve.it/pg-14set.htm

    MISSALE ROMANUM - Die 14 Septembris. In Exaltatione Stæ Crucis
    http://www.unavoce-ve.it/mr-14sept=lat.htm





    «14 Settembre - Esaltazione della Santa Croce»
    https://www.preghiereperlafamiglia.i...anta-croce.htm
    «14 SETTEMBRE ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE.»






    PREGHIERE PER LIBERARE ANIME DAL PURGATORIO

    «Vi adoro, o Croce santa, che foste ornata del Corpo sacratissimo del mio Signore, coperta e tinta del suo preziosissimo Sangue. Vi adoro, mio Dio, posto in croce per me. Vi adoro, o Croce santa, per amore di Colui che è il mio Signore. Così sia.
    (Recitata 33 volte il Venerdì Santo, libera 33 Anime del Purgatorio. Recitata 50 volte ogni venerdì, ne libera 5. Orazione confermata dai Papi Adriano VI e Gregorio XIII).»







    Esaltazione della Santa Croce - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/esaltazion...a-santa-croce/
    «14 settembre, Esaltazione della Santa Croce.
    “Esaltazione della santa Croce, quando l’imperatore Eraclio, vinto il Re Cosroa, la riportò dalla Persia in Gerusalemme”.
    Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi, quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

    Eccomi, o mio amato e buon Gesù, che, alla vostra santissima presenza prostrato, vi prego con il fervore più vivo di imprimere nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offendervi, mentre io con tutto l’amore e la compassione vado considerando le vostre cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di voi, o mio Gesù, il santo profeta Davide: “Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa”. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-159x300.jpg






    SANTE MESSE CATTOLICHE IN LATINO CELEBRATE "NON UNA CUM" DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") E DA DON FLORIANO ABRAHAMOWICZ IN TUTTA ITALIA:



    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "Torino - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/torino/

    "Modena - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/modena/

    "Rimini - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/rimini/

    "Pescara - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    "Potenza - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "Roma - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/


    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”


    http://www.oratoriosantambrogiombc.i...della-madonna/
    «L’omelia tenuta da don Ugolino Giugni domenica 8 settembre 2019, festa della Natività di Maria.
    Nella quale si parla della festa della Natività di Maria e si risponde a qualche obiezione sulla posizione dell’Istituto, la Tesi di Cassiciacum come “ma voi giudicate il papa…” – è disponibile per l’ascolto ->»

    "L’omelia tenuta da don Ugolino Giugni domenica 1 settembre 2019 – XII domenica dopo la Pentecoste. Nella quale si parla del commento all’epistola e al Vangelo del giorno, la parabola del buon samaritano."


    «Omelia del Rev. Don Piero Fraschetti del 01.09.2019, 12° d. Pentecoste
    https://www.youtube.com/watch?v=Ri5MzOBNjWw

    Omelia del Rev. Don Francesco Ricossa del 25.08.2019, 11° d. Pentecoste
    https://www.youtube.com/watch?v=U6oFre7S15Y »

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/tag/omelie/




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    Natività B.V. Maria (XIII domenica d. Pentecoste)- (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=5Z9v7udCG6U
    Natività B.V. Maria (XIII domenica d. Pentecoste)- (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=Y93dn88ORpk
    XII domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=nIk0skekqQI
    XII domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=ewDURGc0UNA
    XI domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=NNOE3X7h7kc
    XI domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=hk75pIqAtog
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.».








    “14 settembre, Esaltazione della Santa Croce.”
    https://forum.termometropolitico.it/...nta-croce.html
    https://forum.termometropolitico.it/...a-s-croce.html
    https://forum.termometropolitico.it/...s-croce-3.html
    “15 settembre - Festa dei Sette Dolori della Beatissima Vergine Maria.”
    https://forum.termometropolitico.it/...ine-maria.html
    https://forum.termometropolitico.it/...e-maria-6.html
    "I Sette Dolori di Maria."
    https://forum.termometropolitico.it/...-di-maria.html








    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...be&oe=5E10111C







    «Ecce Sancta Crux Domini Nostri Jesu Christi, venite et adorate.»


    “SILLOGE DI SCRITTI PATRISTICI NELLA FESTA DELL'ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO.
    • Dal «Commento al Vangelo di san Matteo» di san Giovanni Crisostomo. (54, 4-5)

    Nessuno, dunque, si vergogni dei segni sacri e venerabili della nostra salvezza, della croce che è la somma e il vertice dei nostri beni, per la quale noi viviamo e siamo ciò che siamo. Portiamo ovunque la croce di Cristo, come una corona. Tutto ciò che ci riguarda si compie e si consuma attraverso di essa. Quando noi dobbiamo essere rigenerati dal battesimo, la croce è presente; se ci alimentiamo di quel mistico cibo che è il corpo di Cristo, se ci vengono imposte le mani per essere consacrati ministri del Signore, e qualsiasi altra cosa facciamo, sempre e ovunque ci sta accanto e ci assiste questo simbolo di vittoria. Di qui il fervore con cui noi lo conserviamo nelle nostre case, lo dipingiamo sulle nostre pareti, lo incidiamo sulle porte, lo imprimiamo sulla nostra fronte e nella nostra mente, lo portiamo sempre nel cuore. La croce è infatti il segno della nostra salvezza e della comune libertà del genere umano, è il segno della misericordia del Signore che per amor nostro si è lasciato condurre come pecora al macello (Is. 53,7; cf. Atti, 8, 32). Quando, dunque, ti fai questo segno, ricorda tutto il mistero della croce e spegni in te l'ira e tutte le altre passioni. E ancora, quando ti segni in fronte, riempiti di grande ardimento e rida' alla tua anima la sua libertà. Conosci bene infatti quali sono i mezzi che ci procurano la libertà. Anche Paolo per elevarci alla libertà che ci conviene ricorda la croce e il sangue del Signore: A caro prezzo siete stati comprati. Non fatevi schiavi degli uomini (1 Cor. 7, 23). Considerate, egli sembra dire, quale prezzo è stato pagato per il vostro riscatto e non sarete più schiavi di nessun uomo; e chiama la croce "prezzo" del riscatto.
    Non devi quindi tracciare semplicemente il segno della croce con la punta delle dita, ma prima devi inciderlo nel tuo cuore con fede ardente. Se lo imprimerai in questo modo sulla tua fronte, nessuno dei demoni impuri potrà restare accanto a te, in quanto vedrà l'arma con cui è stato ferito, la spada da cui ha ricevuto il colpo mortale. Se la sola vista del luogo dove avviene l'esecuzione dei criminali fa fremere d'orrore, immagina che cosa proveranno il diavolo e i suoi demoni vedendo l'arma con cui Cristo sgominò completamente il loro potere e tagliò la testa del dragone (cf. Ap. 12, 1 ss.; 20, 1 ss.).
    Non vergognarti, dunque, di così grande bene se non vuoi che anche Cristo si vergogni di te quando verrà nella sua gloria e il segno della croce apparirà più luminoso dei raggi stessi del sole. La croce avanzerà allora e il suo apparire sarà come una voce che difenderà la causa del Signore di fronte a tutti gli uomini e dimostrerà che nulla egli tralasciò di fare - di quanto era necessario da parte sua - per assicurare la nostra salvezza. Questo segno, sia ai tempi dei nostri padri come oggi, apre le porte che erano chiuse, neutralizza l'effetto mortale dei veleni, annulla il potere letale della cicuta, cura i morsi dei serpenti velenosi. Infatti, se questa croce ha dischiuso le porte dell'oltretomba, ha disteso nuovamente le volte del cielo, ha rinnovato l'ingresso del paradiso, ha distrutto il dominio del diavolo, c'è da stupirsi se essa ha anche vinto la forza dei veleni, delle belve e di altri simili mortali pericoli?
    Imprimi, dunque, questo segno nel tuo cuore e abbraccia questa croce, cui dobbiamo la salvezza delle nostre anime. La croce infatti che ha salvato e convertito tutto il mondo, ha bandito l'errore, ha ristabilito la verità, ha fatto della terra cielo, e degli uomini angeli. Grazie a lei i demoni hanno cessato di essere temibili e sono divenuti disprezzabili; la morte non è più morte, ma sonno.
    • Dalla «Catechesi per i neofiti» di san Giovanni Crisostomo. (2, 5)
    Che cosa ne pensi di coloro che ricorrono ad incantesimi ed amuleti oppure si legano alla testa od ai piedi monete di bronzo con l'effigie di Alessandro il Macedone? Ebbene, dimmi: siam proprio noi che, dopo la croce e la morte del Signore, dobbiamo riporre la nostra speranza di salvezza nell'immagine di un re pagano? Non sei a conoscenza delle opere straordinarie che la croce ha prodotto? Ha distrutto la morte ha sconfitto il peccato, ha svuotato l'inferno, ha debellato la potenza del demonio. Non si deve dunque credere ch'essa possa restituire la salvezza ad un corpo? La croce ha fatto risorgere il mondo intero, e tu non le dai fiducia? Che cosa, dunque, non saresti degno di soffrire?
    Non ti vergogni e non arrossisci per il fatto di esserti lasciato sedurre da queste cose, dopo aver conosciuto una dottrina così sublime? Ciò che è ancor più grave, poi, è che, mentre noi cerchiamo di metterti in guardia e di dissuaderti da tutto questo, coloro che ritengono, in questo modo, di giustificarti, dicono: "Ma la donna che fa questi incantesimi è cristiana e non parla d'altro se non del nome di Dio". Ebbene. È proprio per questo che io nutro verso di lei tutto il mio odio e il mio disprezzo giacché, nel momento in cui afferma di esser cristiana, bestemmia il nome di Dio compiendo opere degne dei pagani. Anche i demoni, infatti, pronunciavano il nome di Dio, non per questo, però, cessavano di essere demoni. Nonostante si rivolgessero a Cristo, dicendo: Sappiamo chi sei: il santo di Dio (Mc. 1, 24); egli, tuttavia, li respinse con disprezzo e li scacciò.
    È per questo che vi supplico di astenervi da una simile falsità, affidandovi a queste parole ("Io rinuncio a te, Satana") come ad un sicuro sostegno. E come nessuno di voi oserebbe scendere in piazza svestito o senza calzature, così pure non dovrai mai farlo senza prima aver pronunciato queste parole, nel momento in cui sei sul punto di, varcare la soglia di casa: "Io rinuncio a te, Satana, alla tua vana ostentazione e al tuo culto, per aderire unicamente a te, o Cristo". Non uscire mai, senza prima aver enunciato questo proposito: esso sarà il tuo bastone, la tua corazza, la tua fortezza inespugnabile. Ed insieme a queste parole, imprimi anche il sigillo della croce sulla tua fronte. Così, infatti, non soltanto l'uomo che incontrerai, ma neppure il diavolo stesso potrà minimamente danneggiarti, vedendoti apparire con questa armatura.
    • Dai «Sermoni» di san Leone Magno Papa. (74, 4-5)
    Non ci si deve mostrare sciocchi tra le vanità, né timorosi tra le avversità. Ivi ci allettano le lusinghe, qui ci aggravano le fatiche. Ma poiché la terra è piena della misericordia del Signore (Sal. 32, 5), ovunque ci sostiene la vittoria di Cristo, affinché si adempia la sua parola: Non temete, perché io ho vinto il mondo (Gv. 16, 33). Quando dunque combattiamo, sia contro l'ambizione del mondo, sia contro le brame della carne, sia contro gli strali degli eretici, siamo armati sempre della croce del Signore. E mai ci allontaneremo da questa festa pasquale, se - nella verità sincera - ci asterremo dal fermento dell'antica malizia. Tra tutti i trambusti di questa vita, oppressa da molte passioni, dobbiamo ricordare sempre l'esortazione dell'Apostolo che ci istruisce dicendoci: Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù. Egli, sussistendo nella natura di Dio, non stimò rapina lo stare alla pari con Dio, ma annientò se stesso prendendo la natura di servo, divenendo simile agli uomini e fu da tutti ritenuto come uomo. Umiliò se stesso facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. E perciò Dio lo ha esaltato e gli ha donato il nome che sovrasta ogni nome, tanto che nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi in cielo, in terra e sotterra, e ogni lingua proclami che Signore è Gesù Cristo nella gloria di Dio Padre (Fil. 2, 5ss.). Se comprendete dunque questo grande mistero di carità e soppesate ciò che l'unigenito Figlio di Dio compì per la salvezza del genere umano, abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù e la sua umiltà non sia disprezzata da nessun ricco, non sia vergognosa a nessun nobile: nessuna prosperità umana, infatti, può giungere a tale vetta, da ritenere ignominioso che Dio, sussistendo nella natura di Dio, non ha ritenuto indegno assumere la natura di servo. Imitate ciò che ha fatto, amate ciò che ha effettuato e, trovando in voi tanto amore gratuito di Dio, riamate in lui la vostra natura. Come egli non perse la ricchezza per la povertà, non diminuì nella gloria per l'umiltà, non smarrì l'eternità per la morte, così voi, sui suoi passi, sulle sue orme, disprezzate i beni terreni per raggiungere quelli celesti. Abbracciare la croce è uccidere le cupidigie, annientare i vizi, allontanarsi dalla vanità, è rinunciare ad ogni errore. Nessun impudico infatti, nessun lussurioso, nessun superbo né avaro celebra la Pasqua del Signore.
    • Dalla «Predica per la festa di un santo martire» di san Gregorio Magno Papa.
    In due modi portiamo la croce del Signore: quando con la rinuncia domiamo la carne e quando, per vera compassione del prossimo, sentiamo i suoi bisogni come fossero nostri. Chi soffre personalmente quando il prossimo è ammalato, porta la croce del Signore. Ma si sappia bene: vi sono alcuni uomini che domano con gran rigore la loro carne non per la volontà di Dio, ma solo per futile vanagloria. E ve ne sono altri, e molti, che hanno compassione del prossimo non in modo spirituale, ma solo carnale; e questa compassione non è in loro virtù, ma piuttosto vizio, per la loro esagerata tenerezza. Tutti costoro sembra che portino la croce del Signore, ma essi non seguono il Signore. Per questo la Verità dice rettamente: "Chi non porta la mia croce e mi segue, non può essere mio discepolo". Infatti, portare la croce e seguire il Signore significa rinunciare completamente ai piaceri carnali e aver compassione del prossimo per vero zelo della beatitudine. Chi fa ciò solo con fine umano, porta la croce, ma non segue il Signore.
    • Dai «Discorsi» di sant'Andrea di Creta, vescovo.
    (Disc. 10 sull'Esaltazione della santa croce; PG 97,1018-1019.1022-1023)
    La croce è gloria ed esaltazione di Cristo.

    Noi celebriamo la festa della santa croce, per mezzo della quale sono state cacciate le tenebre ed è ritornata la luce. Celebriamo la festa della santa croce, e così, insieme al Crocifisso, veniamo innalzati e sublimati anche noi. Infatti ci distacchiamo dalla terra del peccato e saliamo verso le altezze. È tale e tanta la ricchezza della croce che chi la possiede ha un vero tesoro. E la chiamo giustamente così, perché di nome e di fatto è il più prezioso di tutti i beni. È in essa che risiede tutta la nostra salvezza. Essa è il mezzo e la via per il ritorno allo stato originale.
    Se infatti non ci fosse la croce, non ci sarebbe nemmeno Cristo crocifisso. Se non ci fosse la croce, la Vita non sarebbe stata affissa al legno. Se poi la Vita non fosse stata inchiodata al legno, dal suo fianco non sarebbero sgorgate quelle sorgenti di immortalità, sangue e acqua, che purificano il mondo. La sentenza di condanna scritta per il nostro peccato non sarebbe stata lacerata, noi non avremmo avuto la libertà, non potremmo godere dell'albero della vita, il paradiso non sarebbe stato aperto per noi. Se non ci fosse la croce, la morte non sarebbe stata vinta, l'inferno non sarebbe stato spogliato.
    È dunque la croce una risorsa veramente stupenda e impareggiabile, perché, per suo mezzo, abbiamo conseguito molti beni, tanto più numerosi quanto più grande ne è il merito, dovuto però in massima parte ai miracoli e alla passione del Cristo. È preziosa poi la croce perché è insieme patibolo e trofeo di Dio. Patibolo per la sua volontaria morte su di essa. Trofeo perché con essa fu vinto il diavolo e col diavolo fu sconfitta la morte. Inoltre la potenza dell'inferno venne fiaccata, e così la croce è diventata la salvezza comune di tutto l'universo.
    La croce è gloria di Cristo, esaltazione di Cristo. La croce è il calice prezioso e inestimabile che raccoglie tutte le sofferenze di Cristo, è la sintesi completa della sua passione. Per convincerti che la croce è la gloria di Cristo, senti quello che egli dice: «Ora il figlio dell'uomo è stato glorificato e anche Dio è stato glorificato in lui, e lo glorificherà subito» (Gv 13, 31-32).
    E di nuovo: «Glorificami, Padre, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse» (Gv 17, 5). E ancora: «Padre glorifica il tuo nome. Venne dunque una voce dal cielo: L'ho glorificato e di nuovo lo glorificherò» (Gv 12, 28), per indicare quella glorificazione che fu conseguita allora sulla croce. Che poi la croce sia anche esaltazione di Cristo, ascolta ciò che egli stesso dice: Quando sarò esaltato, allora attirerò tutti a me (cfr. Gv 12, 32). Vedi dunque che la croce è gloria ed esaltazione di Cristo.
    • Dall'«Esposizione della fede ortodossa» di san Giovanni Damasceno. (4, 11)
    Il linguaggio della croce è follia per quelli che si perdono; per noi che ci salviamo, invece, potenza di Dio (1 Cor. 1, 18). L'uomo spirituale, infatti, "giudica ogni cosa" (1 Cor. 2, 15), mentre quello animale non accetta le cose dello Spirito (1 Cor. 2, 14). Follia è, infatti, quella di coloro che si rifiutano di credere e di riflettere sulla bontà e l'onnipotenza di Dio, indagando sulle realtà divine con le loro categorie umane e naturali, senza rendersi conto che tutto ciò che riguarda la divinità trascende la natura, la razionalità e la conoscenza. Se ci si domanda, infatti, il come ed il perché Iddio abbia creato dal nulla tutte le cose, e si cerca di scoprirlo con le sole facoltà razionali che la natura ci mette a disposizione, non si approda a nulla, giacché una scienza come questa è terrestre e diabolica. Tutto è semplice e lineare invece, ed il cammino è spedito per chi, condotto per mano, per così dire, dalla fede, va alla ricerca del Dio buono, onnipotente, vero, sapiente e giusto. Senza la fede, infatti, nessuno può salvarsi (cf. Eb 11, 6): è in virtù della fede che tutte le cose, sia le umane che le trascendenti, acquistano significato e valore. Senza l'intervento della fede il contadino non ara il suo campo, il mercante non mette a repentaglio la sua vita, su di una piccola nave, fra le onde tempestose del mare; senza fede non si contraggono matrimoni né si porta a termine alcun'altra attività della vita. È la fede a farci comprendere come tutto sia stato creato dal nulla grazie alla potenza divina. Con la fede intendiamo correttamente ogni cosa, umana o divina che sia. La fede, insomma, è il consenso formulato senza riserve.
    Tutte le opere ed i miracoli compiuti dal Cristo, dunque, appaiono manifestazioni grandiose, divine, straordinarie; la più strepitosa di tutte, però, è la sua venerabile croce. È grazie a questa, infatti, e non ad altro, che la morte fu sconfitta, il peccato del progenitore ricevette la sua espiazione, l'inferno venne spogliato, fu elargita la risurrezione; è stata la croce a guadagnarci la forza di disprezzare i beni del mondo e persino la morte, a prepararci il ritorno all'antica beatitudine, a spalancarci le porte del cielo; soltanto la croce del Signore nostro Gesù Cristo, infine, ha elevato l'umanità alla destra di Dio, promuovendoci alla dignità di suoi figli ed eredi. Tutto questo ci ha procurato la croce! Tutti noi, infatti, ricorda l'Apostolo, che siamo stati battezzati in Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte (Rm. 6, 3). Tutti noi, battezzati in Cristo, ci siamo rivestiti di Cristo (Gal. 3,27). E Cristo, poi, è potenza e sapienza di Dio (1 Cor. 1, 24). Ecco, la morte di Cristo, cioè la croce, ci ha rivestito dell'autentica potenza e sapienza di Dio. La potenza di Dio, da parte sua, si manifesta nella croce, sia perché la forza divina, cioè la vittoria sulla morte, ci si è mostrata attraverso la croce; sia in quanto, allo stesso modo come i quattro bracci della croce si uniscono fra loro nel punto centrale, così pure, attraverso la potenza di Dio, si assimilano l'una con l'altra l'altezza e la profondità, la lunghezza e la larghezza: in altre parole, tutta la creazione, nella sua dimensione materiale come in quella invisibile.
    La croce è stata impressa sulla nostra fronte come un segno, non diversamente dalla circoncisione per Israele. In virtù di questo segno, noi fedeli siamo riconosciuti e distinti dagli increduli. La croce è per noi lo scudo, la corazza ed il trofeo contro il demonio. È il sigillo grazie al quale l'angelo sterminatore ci risparmierà, come afferma la Scrittura (cf. Ebr. 11, 28). E lo strumento per risollevare coloro che giacciono, il puntello a cui si appoggia chi sta in piedi, il bastone degli infermi, la verga per condurre il gregge, la guida per quanti si volgono altrove, il progresso dei principianti, la salute dell'anima e del corpo, il rimedio di tutti i mali, la fonte d'ogni bene, la morte del peccato, la pianta della risurrezione, l'albero della vita eterna.
    Questo legno davvero prezioso e degno di venerazione, perciò, sul quale Cristo si sacrificò per noi, deve giustamente divenire oggetto della nostra adorazione, giacché fu come santificato dal contatto con il santissimo corpo e sangue del Signore. Come pure si dovrà rivolgere la nostra devozione ai chiodi, alla lancia, agli indumenti ed ai santi luoghi nei quali il Signore si è trovato: la mangiatoia, la grotta, il Golgota che ci ha recato la salvezza, il sepolcro che ci ha donato la vita, Sion, roccaforte delle Chiese, e tutti gli altri... Se, infatti, ricordiamo con affetto, fra gli oggetti che son stati nominati, la casa ed il letto e la veste del Signore, quanto più dovranno esserci care, tra le cose di Dio e del Salvatore, quelle che ci hanno procurato anche la salvezza?
    Adoriamo l'immagine stessa della preziosa e vivificante croce, di qualunque materia sia composta! Non intendiamo onorare, infatti l'oggetto materiale (non sia mai!), bensì il significato ch'esso rappresenta, il simbolo, per così dire, di Cristo. Egli stesso, d'altronde, istruendo i suoi discepoli, ebbe a dire: Apparirà allora nel cielo il segno del Figlio dell'uomo (Mt. 24, 30), cioè la croce. Ed anche l'angelo che annunciò alle donne la risurrezione di Cristo disse: Voi cercate Gesù di Nazaret, il crocifisso (Mc. 16, 6). E l'Apostolo, da parte sua: Noi predichiamo, avverte, il Cristo crocifisso (1 Cor. 1, 23). Vi sono, infatti, molti Cristi e Gesù; uno solo, però, è il crocifisso. L'Apostolo, poi, non dice: "colui che è stato trafitto dalla lancia", bensì "il crocifisso". Dobbiamo, perciò, adorare il simbolo del Cristo: ovunque, infatti, si troverà quel segno, lì sarà presente il Signore stesso. La materia di cui è composta l'immagine della croce, invece, anche se fosse d'oro o di pietre preziose, non è più degna di alcuna venerazione, una volta scomparsa, per qualsiasi motivo, la figura originaria. Tutti gli oggetti consacrati a Dio, perciò, noi li veneriamo in modo tale, da riferire alla persona divina il culto che osserviamo per essi.
    • Dal «Discorso sull'adorazione della croce» di san Teodoro Studita.
    O dono preziosissimo della croce! Quale splendore appare alla vista! Tutta bellezza e tutta magnificenza. Albero meraviglioso all'occhio e al gusto e non immagine parziale di bene e di male come quello dell'Eden.
    È un albero che dona la vita, non la morte, illumina e non ottenebra, apre l'udito al paradiso, non espelle da esso.
    Su quel legno sale Cristo, come un re sul carro trionfale. Sconfigge il diavolo padrone della morte e libera il genere umano dalla schiavitù del tiranno. Su quel legno sale il Signore, come un valoroso combattente. Viene ferito in battaglia alle mani, ai piedi e al divino costato. Ma con quel sangue guarisce le nostre lividure, cioè la nostra natura ferita dal serpente velenoso.
    Prima venimmo uccisi dal legno, ora invece per il legno recuperiamo la vita. Prima fummo ingannati dal legno, ora invece con il legno scacciamo l'astuto serpente. Nuovi e straordinari mutamenti! Al posto della morte ci viene data la vita, invece della corruzione l'immortalità, invece del disonore la gloria. Perciò non senza ragione esclama il santo Apostolo: «Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo» (Gal 6, 14). Quella somma sapienza che fiorì dalla croce rese vana la superba sapienza del mondo e la sua arrogante stoltezza. I beni di ogni genere, che ci vennero dalla croce, hanno eliminato i germi della cattiveria e della malizia. All'inizio del mondo solo figure e segni premonitori di questo legno notificavano ed indicavano i grandi eventi del mondo. Stai attento, infatti tu, chiunque tu sia, che hai grande brama di conoscere. Noè non ha forse evitato per sé, per tutti i suoi familiari ed anche per il bestiame, la catastrofe del diluvio, decretata da Dio, in virtù di un piccolo legno? Pensa alla verga di Mosè. Non fu forse un simbolo della croce? Cambiò l'acqua in sangue, divorò i serpenti fittizi dei maghi, percosse il mare e lo divise in due parti, ricondusse poi le acque del mare al
    loro normale corso e sommerse i nemici, salvò invece coloro che erano il popolo legittimo. Tale fu anche la verga di Aronne, simbolo della croce, che fiorì in un solo giorno e rivelò il sacerdote legittimo. Anche Abramo prefigurò la croce quando legò il figlio sulla catasta di legna. La morte fu uccisa dalla croce e Adamo fu restituito alla vita. Della croce tutti gli apostoli si sono gloriati, ogni martire ne venne coronato, e ogni santo santificato. Con la croce abbiamo rivestito Cristo e ci siamo spogliati dell'uomo vecchio. Per mezzo della croce noi, pecorelle di Cristo, siamo stati radunati in un unico ovile e siamo destinati alle eterne dimore.”


    “ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
    Doppio maggiore.
    Paramenti rossi.
    Guéranger, L'anno liturgico - Esaltazione della Santa Croce

    http://www.unavoce-ve.it/pg-14set.htm
    Il 14 settembre 320 si fece la consacrazione della della basilica costantiniana che racchiudeva la sommità del Calvario e il Santo Sepolcro. «Fu allora, dice Eteria, che si scoprì la Croce. Ed è per questo che si celebra l'anniversario con altrettanta solennità quanto a Pasqua ed all'Epifania». Di qui ebbe origine la festa dell'Esaltazione della Croce. «Allorché sarò esaltato, attirerò tutto a me» (Vangelo) aveva detto Gesù. E poiché il Salvatore si è umiliato, facendosi obbediente sino alla morte sulla croce, Dio l'ha innalzato e gli ha dato un nome al di sopra di ogni altro nome (Epistola). Così dobbiamo gloriarci nella Croce di Gesù, perché è la nostra vita e la nostra salvezza (Introito), e protegge i suoi servi dalle insidie dei nemici (Offertorio, Communio, Postcommunio). Verso la fine del regno di Foca, Cosroe, re dei Persiani, si impadronì di Gerusalemme, fece perire molte migliaia di cristiani e trasportò in Persia la Croce di nostro Signore, che Elena aveva deposto sul monte Calvario. Eraclio, successore di Foca, dopo aver implorato fervorosamente l'aiuto divino, riunì un'armata e sconfisse Cosroe. Allora egli esigette la restituzione della Croce del Signore. Questa preziosa reliquia venne così ricuperata, dopo quattordici anni dacché era caduta in possesso dei Persiani. Di ritorno a Gerusalemme, Eraclio la prese sulle spalle e la riportò con gran pompa sul Calvario (630). Questo atto, secondo una tradizione popolare, fu accompagnato da uno strepitoso miracolo. Eraclio, carico d'oro e di pietre preziose, sentì una forza invincibile arrestarlo dinanzi alla porta che conduceva al Monte Calvario; più faceva sforzi per avanzare, più gli sembrava di essere fortemente trattenuto. Poiché l'imperatore e con lui tutti i testimoni della scena erano stupefatti, Zaccaria, vescovo di Gerusalemme, gli disse: «O imperatore, con questi ornamenti di trionfo, tu non imiti affatto la povertà di Gesù Cristo, e l'umiltà con la quale Egli portò la Croce». Eraclio si spogliò allora delle splendide vesti, e toltosi i calzari, si gettò sulle spalle un semplice mantello e si rimise in cammino. Fatto questo, egli compì facilmente il resto del tragitto, e rimise la Croce sul monte Calvario, nello stesso luogo donde i Persiani l'avevano portata via. La solennità dell'Esaltazione della Santa Croce, che si celebrava già ogni anno in questo stesso giorno, prese allora una grande importanza, in ricordo del fatto che l'imperatore Eraclito aveva rimessa la Croce proprio nello stesso luogo dove era stata eretta la prima volta per la crocifissione del Salvatore».
    Uniamoci in ispirito ai fedeli che, nella Chiesa di Santa Croce a Roma, venerano oggi le reliquie esposte del Sacro Legno, affinché, essendo stati ammessi ad adorare la Croce sulla terra in questa solennità, nella quale ci rallegriamo per la sua Esaltazione, siamo messi in possesso per tutta l'eternità della salvezza e della gloria che essa ci ha procurato (Orazione, Secreta).
    * Sulla fine del regno di Foca, Cosroe, re dei Persiani occupato l'Egitto e l'Africa e presa Gerusalemme e massacrativi molte migliaia di Cristiani, trasportò in Persia la Croce di Cristo Signore, che Elena aveva riposto sul monte Calvario. Pertanto Eraclio, successore di Foca, stanco delle molte molestie e calamità della guerra, domandò la pace; ma Cosroe, inorgoglito delle vittorie, non volle concederla a nessun patto. In questa estremità ricorse a continui digiuni e preghiere, implorando con gran fervore l'aiuto di Dio; per cui ispirazione radunato un esercito, ingaggiò battaglia col nemico, e sconfisse tre generali di Cosroe coi loro tre eserciti.
    Cosroe, abbattuto da queste sconfitte, prese la fuga, designando, mentre si disponeva a passare il Tigri, suo socio nel regno il figlio Medarse. Ma Siroe, figlio maggiore di Cosroe, sdegnato crudelmente per quest'affronto, decise di sopprimere il padre e il fratello; cosa che fece poco dopo al ritorno dei due fuggitivi, e ottenne da Eraclio il diritto di regnare a certe condizioni, la prima delle quali fu la restituzione della Croce del Signore. Così la Croce fu ricuperata dopo quattordici anni, ch'era caduta in potere dei Persiani. Di ritorno a Gerusalemme, Eraclio la riportò sulle proprie spalle con gran pompa sul monte in cui l'aveva portata il Salvatore.
    Questo fatto fu segnalato da un gran miracolo. Perché Eraclio, carico di oro e di gemme, fu costretto di fermarsi alla porta che conduceva al monte Calvario. E più si sforzava d'andare avanti, e più si sentiva trattenere. Stupiti della cosa e lo stesso Eraclio e tutti gli altri, Zaccaria, vescovo di Gerusalemme: Vedi, imperatore, disse, che con questi ornamenti di trionfo imiti poco la povertà e l'umiltà di Gesù Cristo con cui egli portò la Croce. Allora Eraclio, gettate le splendide vesti e toltesi le scarpe e indossato un abito volgare, fece facilmente il resto del viaggio, e rimise la Croce nello stesso posto del Calvario, donde l'avevano asportata i Persiani. Quindi la festa dell'Esaltazione della santa Croce, che si celebrava ogni anno in questo stesso giorno, cominciò ad avere maggior importanza in memoria del fatto ch'era stata riposta da Eraclio nel luogo stesso, dove fu innalzata la prima volta per il Salvatore.
    SANTA MESSA
    - All'Epistola.Il figlio di Dio dopo essersi unito a una natura, che relativamente a Dio, Creatore e Sovrano Padrone di tutte le cose, è una natura servile, si è abbassato più ancora accettando di subire il supplizio infame della Croce.
    - Al Vangelo.
    Il tratto del Vangelo che segue, contiene una chiara allusione da parte di Gesù alla sua morte in Croce ed all'efficacia del suo sacrificio. Proprio la morte più ignominiosa, quella della Croce, doveva servire a trarre alla fede e alla salvezza tutti i popoli.
    ** Omelia di san Leone Papa.
    Sermone 8 sulla Passione del Signore, dopo la metà.
    Dopo l'esaltazione di Cristo sulla Croce, o dilettissimi, il vostro spirito non si rappresenti soltanto l'immagine che colpì la vista degli empi, ai quali dice Mosè: «La tua vita sarà sospesa dinanzi ai tuoi occhi, e sarai in timore notte e giorno, e non crederai alla tua vita» (Deut. 28,66). Infatti essi davanti al Signore crocifisso non potevano scorgere in lui che il loro delitto, ed avevano non il timore che giustifica mediante la vera fede, ma quello che tortura una coscienza colpevole. Ma la nostra intelligenza, illuminata dallo spirito di verità, abbracci con cuore puro e libero la Croce, la cui gloria risplende in cielo e in terra; e coll'acume interno penetri il mistero che il Signore, parlando della sua prossima passione, annunziò così: «Adesso si fa il giudizio di questo mondo, adesso il principe di questo mondo sarà cacciato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutto a me» (Joann. 12,21).
    O virtù ammirabile della Croce! o gloria ineffabile della Passione, in cui è e il tribunale del Signore, e il giudizio del mondo, e la potenza del Crocifisso! Sì, o Signore, attirasti tutto a te, allorché, «dopo aver steso tutto il giorno le tue mani a un popolo incredulo e ribelle» (Is. 65,2), l'universo intero comprese che doveva rendere omaggio alla tua maestà. Attirasti, Signore, tutto a te, allorché tutti gli elementi non ebbero che una voce sola per esecrare il misfatto dei Giudei; allorché oscuratisi gli astri del cielo e il giorno cangiatosi in notte, anche la terra fu scossa da scosse insolite, e la creazione intera si rifiutò di servire agli empi. Attirasti, Signore, tutto a te, perché squarciatosi il velo del tempio, il Santo dei santi rigettò gl'indegni pontefici, per mostrare che la figura si trasformava in realtà, la profezia in dichiarazioni manifeste, la legge nel Vangelo.
    Attirasti, Signore, tutto a te, affinché la pietà di tutte le nazioni che sono sulla terra celebrasse, come un mistero pieno di realtà e senza alcun velo, quanto era nascosto nel solo tempio della Giudea, sotto l'ombre delle figure. Difatti ora e l'ordine dei leviti è più splendido, e la dignità dei sacerdoti è più grande, e l'unzione che consacra i pontefici contiene maggior santità: perché la tua Croce è la sorgente d'ogni benedizione, il principio d'ogni grazia; essa fa passare i credenti dalla debolezza alla forza, dall'obbrobrio alla gloria, dalla morte alla vita. E adesso che i diversi sacrifici d'animali carnali sono cessati, la sola oblazione del corpo e sangue tuo rimpiazza tutte le diverse vittime che la rappresentavano: ché tu sei il vero «Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo» (Joann. 1,29); e così tutti i misteri si compiono talmente in te, che, come tutte le ostie che ti sono offerte non fanno che un solo sacrificio, così tutte le nazioni della terra non fanno che un solo regno.”







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    «14 SETTEMBRE 2019: ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE.»

    https://www.radiospada.org/2019/09/d...-del-salmo-95/
    «“Commoveatur a facie ejus universa terra; dicite in gentibus, quia Dominus regnavit”
    “Dinanzi a lui tremi tutta quanta la terra: dite tra le nazioni: Il Signore ha regnato dal legno”
    (Ps XCV, 9 Vetus Latina).


    “Dominus regnavit a ligno”. Manomissione ebraica del salmo 95.a cura di Giuliano Zoroddu.
    Commento di Monsignor Antonio Martini (1720 – 1809), Arcivescovo di Firenze, al testo del salmo, secondo la Volgata di San Girolamo, “Commoveatur a facie ejus universa terra; dicite in gentibus, quia Dominus regnavit” (Dinanzi a lui stia in timore, e tremore tutta quanta la terra: dite tralle nazioni: Il Signore ha preso possesso del regno):

    «Il mondo tutto con timore e tremore religiosa si presenti dinanzi a lui, e gli renda culto e lo adori. Il Signore ha preso possesso del regno: ovvero regna. Regnava egli anche prima della sua venuta sopra la terra per l’assoluta sua potestà: ma dopo la sua incarnazione regna per la fede, colla quale è conosciuto, creduto, adorato. Ma qui non debbo lasciar di notare, come il Salterio Romano e vari altri salteri, a non pochi Padri latini [vedi S. Agostino, Exp. in ps. 95, 11, ndr] e s. Giustino martire [Apologia Prima XLI, ndr] e s. Ephrem Siro, e qualche edizione greca de’ salmi leggono: il Signore regna dal legno, ha fatto acquisto del regno sulla croce dove morì (come dice l’Apostolo) e risuscitò per aver dominio sopra i vivi, e sopra i morti. Maniera nuova, e inaudita di arrivare all’acquisto di un regno fu quella, che tenne Cristo di patire e morire per gli uomini. Ovvero: il Signore regna dopo il legno. Dopo sofferta la morte di croce, e dopo (ma risuscitato) ha manifestata la potestà datagli dal Padre in cielo e in terra. S. Giustino1 accusa i Giudei di aver tolte quelle due parole dal testo dei LXX; perocché (dice il Genebrardo a questo proposito) i LXX, i quali con profetico spirito in altri luoghi ancora per illustrare certi passi hanno aggiunto qualche parola, si può ben credere sulla testimonianza di tali autori, che avesser poste quelle parole. A me certamente fa grande specie il vedere, come nell’antica versione italica, tratta dal greco dei LXX, venuta in luce nei primi giorni della chiesa queste parole si leggono. Quindi son esse conservate dalla Chiesa, e si recitano si nell’inno della Passione [l’inno Vexilla Regis di S. Venanzio Fortunato, ndr], e si ancora nella commemorazione della Croce nel Tempo Pasquale».

    [1] “Hanno soppresso del tutto numerosi passi della Scrittura … dai quali si evince con tutta chiarezza che proprio di colui che è stato crocifisso si preannunziava sarebbe stato Dio e Uomo, sarebbe stato messo in croce e sarebbe morto […] Dal salmo 95 hanno espunto, delle parole di Davide, questa breve espressione: dal legno” (S. Giustino, Dialogo con Trifone Ebreo, LXXI, 2; LXXIII, 1).»
    https://i2.wp.com/www.radiospada.org...70%2C444&ssl=1






    "Nella Festa dell'Esaltazione della Santa Croce, scegliamo per voi le immagini del Mosteiro de Jesus ad Aveiro, in Portogallo.
    Quando ci chiedete che civiltà abbiamo in mente, ecco, vi rispondiamo: questa."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...7a&oe=5E0A787A
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...f3&oe=5DFF59EE











    "Papa Adriano VI Florenszoon Boeyens, Sommo Pontefice, muore il 14 settembre 1523."



    https://www.radiospada.org/2019/09/d...nuestro-senor/
    "[DIFUNDE TU FE CATOLICA] LA EXALTACIÓN DE LA SANTA CRUZ DE NUESTRO SEÑOR."
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=570&ssl=1








    “Vi adoro, o Croce santa, che foste ornata del Corpo sacratissimo del mio Signore, coperta e tinta del suo preziosissimo Sangue. Vi adoro, mio Dio, posto in croce per me. Vi adoro, o Croce santa, per amore di Colui che è il mio Signore. Così sia.
    (Recitata 33 volte il Venerdì Santo, libera 33 Anime del Purgatorio. Recitata 50 volte ogni venerdì, ne libera 5. Orazione confermata dai Papi Adriano VI e Gregorio XIII).”





    "Guéranger, L'anno liturgico - Esaltazione della Santa Croce."
    Guéranger, L'anno liturgico - Esaltazione della Santa Croce
    http://www.unavoce-ve.it/pg-14set.htm







    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    14 settembre, Esaltazione della Santa Croce.


    Dal numero 175 di SVRSVM CORDA® del 15 settembre 2019. https://www.sursumcorda.cloud/

    "L’insidia è tanto più sottile in quanto essi (T.d.G. e più genericamente Protestanti) si presentano come i veri diffusori della parola di Dio contenuta nella Bibbia e come i veri apostoli di Cristo. In realtà - come esporremo nelle pagine seguenti - essi si servono della Bibbia non per diffondere la parola di Dio, ma per diffondere i loro errori, per di più frammisti a qualche verità, il che aumenta l’inganno. Inoltre essi non sono apostoli di Cristo, del quale anzi rinnegano addirittura la divinità."

    Indice dei contenuti:- Comunicato numero 175. Parabola dei due figli e parabola dei vignaioli; - Racconti miracolosi n° 93. Un bambino prodigioso salvato miracolosamente; - Altra preghiera al Santissimo Nome di Maria (12.9); - I funesti pericoli degli eccessi nella moda; - La verità sui Testimoni di Geova; - Orazione a San Gorgonio, Martire (9.9); - Orazione a San Maurilio, Vescovo (13.9); - Orazione ai Santi Proto e Giacinto, Martiri (11.9); - La Charité de la Verité (R. P. Guérard Des Lauriers O. P.).» https://www.sursumcorda.cloud/










    www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    http://www.agerecontra.it/

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella Chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio"
    http://www.centrosangiorgio.com/


    C.M.R.I. - "Congregatio Mariae Reginae Immacolata" ("Congregation of Mary Immaculate Queen" "Congregazione di Maria Regina Immacolata"):
    http://www.cmri.org/ital-index.html





    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/
    “Recognize-and-OBEY is the Traditional Catholic Teaching August 29, 2019.”



    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    "Home | Traditional Latin Mass Resources"
    http://www.traditionalmass.org/

    http://www.traditionalcatholicpriest.com/





    "Como ovejas sin Pastor"
    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com/
    "14 de septiembre FESTIVIDAD DE LA EXALTACIÓN DE LA SANTA CRUZ."
    https://moimunanblog.files.wordpress...2bde20220.jpeg











    “Pro Fide Catholica | Le site de Laurent Glauzy”
    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    http://wordpress.catholicapedia.net/





    Ligue Saint Amédée
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].
    Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la Sainte Messe selon le missel de Saint Pie V.»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    https://twitter.com/saintamedee?lang=it
    “Ligue Saint Amédée‏ @SaintAmedee
    14 Septembre : Exaltation de la Sainte Croix.”

    “Ô Dieu qui, en ce jour, nous réjouissez par la solennité annuelle de l'Exaltation de la Sainte Croix, faites qu'après avoir connu sur la terre son mystère, nous en méritions les fruits de rédemption dans le Ciel. Par le même Jésus-Christ.”
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    14 septembre : Exaltation de la Sainte Croix :: Ligue Saint Amédée
    «14 septembre : Exaltation de la Sainte Croix.»
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...inte_croix.jpg







    Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi, quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.
    Ad majorem Dei gloriam
    - Per la maggior gloria di Dio!!! A.M.D.G.
    Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen.
    «O Santissima Trinità, vi adoro! Mio Dio, mio Dio, Vi amo nel Santissimo Sacramento!»
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  7. #57
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    Lightbulb Re: 15 settembre - Festa dei Sette Dolori della Beatissima Vergine Maria

    15 SETTEMBRE 2019: OTTAVA DELLA NATIVITÀ DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA, FESTA DEI SETTE DOLORI DELLA BEATA VERGINE…



    «15 SETTEMBRE FESTA DEI SETTE DOLORI DELLA BEATA VERGINE.
    Guéranger, L'anno liturgico - Festa dei Sette Dolori della Beata Vergine
    http://www.unavoce-ve.it/pg-15set.htm
    I SETTE DOLORI DI MARIA SANTISSIMA.
    Dom Guéranger, L'anno liturgico - I Sette Dolori di Maria Santissima
    http://www.unavoce-ve.it/pg-settedolori.htm »





    https://www.preghiereperlafamiglia.i...addolorata.htm
    "DEVOZIONI MARIA ADDOLORATA. I SETTE DOLORI di MARIA."





    https://www.agerecontra.it/2017/09/madonna-addolorata/
    «Madonna Addolorata - L’EDITORIALE DEL VENERDI di Arai Daniele.»






    SANTA MESSA DOMENICALE CELEBRATA DA DON FLORIANO ABRAHAMOWICZ A PAESE (TV) OGGI 15 SETTEMBRE 2019: OTTAVA DELLA NATIVITÀ DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA, FESTA DEI SETTE DOLORI DELLA BEATA VERGINE CON MEMORIA ED ULTIMO VANGELO DELLA QUATTORDICESIMA DOMENICA DOPO PENTECOSTE...


    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    Domenica d. Madonna Addolorata - Festa di San Pio X alla domus Marcel Lefebvre - (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=nQD0orJ6Wng
    Domenica d. Madonna Addolorata - Festa di San Pio X alla domus Marcel Lefebvre - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=G7PuqwYnFPo

    Natività B.V. Maria (XIII domenica d. Pentecoste)- (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=5Z9v7udCG6U
    Natività B.V. Maria (XIII domenica d. Pentecoste)- (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=Y93dn88ORpk
    XII domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=nIk0skekqQI
    XII domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=ewDURGc0UNA
    XI domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=NNOE3X7h7kc
    XI domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=hk75pIqAtog
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.».



    Don Floriano Abrahamowicz con tutti i fedeli (parecchie decine di persone, cifra di presenti non troppo lontana dal centinaio…bella giornata trascorsa insieme con prima la Santa Messa e dopo un buon pranzo) ha festeggiato i 10 anni, quindi il decimo anniversario, dalla nascita della “Domus Marcel Lefèbvre”…L’omelia è stata molto lunga, intensa e dettagliata; ha parlato della Festa dei Sette Dolori di Maria ed ha continuato spiegando la necessità teologico-dottrinale del “sedevacantismo” per restare nella vera Chiesa Cattolica Apostolica Romana nonché – per chiarire l’apparente inconseguenza che alcuni gli rimproverano nel richiamarsi al vescovo francese pur essendo “sedevacantista” - il senso profondo dell’opera e del pensiero ecclesiastico di Mons. Marcel Lefèbvre…
    Questa fu l’omelia di 10 anni fa:



    OMELIA AI "TRADIZIONALISTI PERPLESSI" - domusmarcellefebvre110815
    «OMELIA AI "TRADIZIONALISTI PERPLESSI".
    un anno di “Domus Marcel Lefèbvre” (24 maggio 2009 - 24 maggio 2010) Pentecoste, 23 5 2010 don Floriano Abrahamowicz.»






    Madonna Addolorata - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/madonna-addolorata/
    «15 settembre, I Sette Dolori della B. V. Maria.

    O gran Regina dei Martiri e la più desolata di tutte le madri! Il vostro dolore è immenso come il mare, perché tutte le piaghe che tutti i peccati degli uomini hanno impresse nel sacro corpo del vostro divin figliuolo, sono altrettante spade che trafiggono il vostro cuore. Ecco prostrato ai vostri piedi il peccatore più indegno, sinceramente pentito d’aver maltrattato il divin Redentore. Le colpe che io ho commesso sono più gravi di quello che io possa soffrire per cancellarle. Deh! Madre beata, imprimete nel mio cuore le piaghe santissime del vostro amore onde non brami che di patire e morire con Gesù crocifisso, e spirar l’anima penitente nel vostro purissimo cuore. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...ta-219x300.jpg






    «Omelia del Rev. Don Francesco Ricossa del 15.09.2019, Madonna Addolorata
    https://www.youtube.com/watch?v=NeeM5jTvvSI »

    Omelia nella festa dei Sette Dolori di Maria ? Oratorio Sant'Ambrogio ? Milano
    «Omelia nella festa dei Sette Dolori di Maria 15 Settembre 2019.
    L’omelia tenuta da don Ugolino Giugni domenica 15 Settembre 2019 – Sette Dolori di Maria con la memoria della XIV domenica dopo la pentecoste – “Sulla festa dei Sette Dolori di Maria e la questione della messa Una Cum” è disponibile per l’ascolto ->»




    SANTE MESSE CATTOLICHE "NON UNA CUM" CELEBRATE DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") IN TUTTA ITALIA:



    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "Torino - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/torino/

    "Modena - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/modena/

    "Rimini - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/rimini/

    "Pescara - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    "Potenza - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "Roma - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/


    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”







    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»

    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...00&oe=5DF84174







    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.com/


    «MESE DI SETTEMBRE: MESE DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.»


    «DISCORSO IX DI SANT'ALFONSO MARIA DE' LIGUORI
    (Glorie di Maria, n. 499-500)
    De' dolori di Maria.

    Maria fu la regina de' martiri, perché il suo martirio fu il più lungo e il più grande di quello di tutti i martiri.
    Chi mai potrà avere un cuor sì duro che non s'intenerisca in udire il caso pur troppo lagrimevole che un tempo accadde nel mondo. Eravi una madre nobile e santa la quale non avea che un solo figlio; e questi era il più amabile che possa immaginarsi, innocente, virtuoso, bello, ed amantissimo di sua madre: a tal segno che non le avea mai dato minimo disgusto, ma sempre l'avea portato tutto il rispetto, tutta l'ubbidienza e tutto l'affetto: onde la madre a questo figlio avea posto in terra tutto il suo amore. Or poi che avvenne? Avvenne che questo figlio per invidia fu accusato falsamente da' suoi nemici, e 'l giudice, benché avesse conosciuta e confessata egli stesso la di lui innocenza, pure, per non disgustare i nemici, lo condannò ad una morte infame, quale appunto quelli l'aveano richiesta. E questa povera madre ebbe a soffrire il dolore che quell'amabile ed amato figlio le fosse così ingiustamente tolto nel fiore di sua gioventù con una barbara morte; poiché a forza di tormenti ce lo fecero morire svenato(1) avanti gli occhi in pubblico in un patibolo infame.
    Anime divote, che dite? È degno di compassione questo caso e questa misera madre? Già m'intendete di chi parlo. Questo figlio così crudelmente giustiziato fu il nostro amoroso Redentore Gesù, e questa madre fu la B. Vergine Maria, che per nostro amore si contentò di vederlo sagrificato alla divina giustizia dalla barbarie degli uomini. Questa gran pena dunque da Maria per noi sofferta, pena che le costò più di mille morti, merita da noi compassione e gratitudine. E s'altro non possiamo rendere a tanto amore, almeno fermiamoci per poco oggi a considerare l'acerbità di questa pena per cui divenne Maria regina de' martiri, mentre il suo gran martirio superò nel dolore quello di tutti i martiri, essendo egli stato per 1. il martirio più lungo, per 2. il martirio più grande. (...)»


    https://sardiniatridentina.blogspot....maria.html?m=1
    "Festa dei Sette Dolori della beatissima Vergine Maria
    La festa dei Sette Dolori della beatissima Vergine Maria, estesa a tutta la Chiesa da Pio VII nel 1817, è celebrata dalla Chiesa due volte l’anno: il venerdì di Passione e il 15 settembre. Nella prima i Dolori sono oggetto di venerazione e meditazione in quanto fonte di dolore; nella seconda essi sono venerati e contemplati quali causa di gloria e trionfo. In entrambe Maria, la Regina dei Martiri, è onorata come la Corredentrice del genere umano: Ella fu associata e cooperò alla nostra Redenzione, in dipendenza e subordinazione a Gesù Redentore, coi suoi dolori acerbissimi e con l’offerta a Dio Padre della vittima del sacrificio, il suo Figliuolo diletto.


    Si fa anche la commemorazione del beato Nicomede, Prete romano e Martire, il quale, rispondendo a quelli che lo costringevano a sacrificare agli idoli: «Io non sacrifico che a Dio onnipotente, regnante nei cieli», fu battuto lunghissimamente con flagelli piombati, e in quel tormento passò al Signore, e il suo corpo per maggior sfregio fu gettato nel Tevere. Un suo chierico di nome Giusto lo recuperò e lo seppellì in un orticello lungo la via Nomentana.

    PROPRIUM MISSAE

    INTROITUS
    Ioann 19:25.- Stabant iuxta Crucem Iesu Mater eius, et soror Matris eius, María Cléophæ, et Salóme et María Magdaléne. ~~ Ioann 19:26-27.- Múlier, ecce fílius tuus: dixit Iesus; ad discípulum autem: Ecce Mater tua. ~~ Glória ~~ Stabant iuxta Crucem Iesu Mater eius, et soror Matris eius, María Cléophæ, et Salóme et María Magdaléne.

    Ioann 19:25.- Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa, e Salome, e Maria Maddalena. ~~ Ioann 19:26-27.- Donna, ecco tuo figlio, disse Gesù; e al discepolo: Ecco tua madre. ~~ Gloria ~~ Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa, e Salome, e Maria Maddalena.

    Gloria

    ORATIO
    Orémus.
    Deus, in cuius passióne, secúndum Simeónis prophétiam, dulcíssimam ánimam gloriósæ Vírginis et Matris Maríæ dolóris gladius pertransívit: concéde propítius; ut, qui transfixiónem eius et passiónem venerándo recólimus, gloriósis méritis et précibus ómnium Sanctórum Cruci fidéliter astántium intercedéntibus, passiónis tuæ efféctum felícem consequámur: Qui vivis et regnas cum Deo Patre, in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

    Preghiamo.
    O Dio, nella tua passione, una spada di dolore ha trafitto, secondo la profezia di Simeone, l'anima dolcissima della gloriosa vergine e madre Maria: concedi a noi, che celebriamo con venerazione la sua passione e il suo trafiggimento, di ottenere,per l’intercessione delle preghiere e dei meriti di tutti i Santi astanti presso la croce, il frutto felice della tua passione: Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    Orémus.
    Pro S. Nicomede Martyre
    Adésto, Dómine, pópulo tuo: ut, beáti Nicomédis Mártyris tui mérita præclára suscípiens, ad impetrándam misericórdiam tuam semper eius patrocíniis adiuvétur. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

    Preghiamo.
    Sii vicino, o Signore, al tuo popolo, e fa' che, ricorrendo ai meriti preclari del beato Nicomède martire tuo, per il suo patrocinio, ottenga sempre la tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    LECTIO
    Léctio libri Iudith.
    Iudith 13:22; 13:23-25
    Benedíxit te Dóminus in virtúte sua, quia per te ad níhilum redégit inimícos nostros. Benedícta es tu, fília, a Dómino, Deo excélso, præ ómnibus muliéribus super terram. Benedíctus Dóminus, qui creávit coelum et terram: quia hódie nomen tuum ita magnificávit, ut non recédat laus tua de ore hóminum, qui mémores fúerint virtútis Dómini in ætérnum, pro quibus non pepercísti ánimæ tuæ propter angústias et tribulatiónem géneris tui, sed subvenísti ruínæ ante conspéctum Dei nostri.

    Il Signore nella sua potenza ti ha benedetta: per mezzo tuo ha annientato i nostri nemici. Benedetta sei tu, o figlia, dal Signore Dio altissimo più di ogni altra donna sulla terra. Benedetto il Signore, che ha creato il cielo e la terra, perché oggi egli ha tanto esaltato il tuo nome, che la tua lode non cesserà nella bocca degli uomini: essi ricorderanno in eterno la potenza del Signore. Perché tu non hai risparmiato per loro la tua vita davanti alle angustie e alla afflizione della tua gente: ci hai salvato dalla rovina, al cospetto del nostro Dio.

    GRADUALE
    Dolorósa et lacrimábilis es, Virgo María, stans iuxta Crucem Dómini Iesu, Fílii tui, Redemptóris.
    V. Virgo Dei Génetrix, quem totus non capit orbis, hoc crucis fert supplícium, auctor vitæ factus homo.

    Addolorata e piangente, Vergine Maria, ritta stai presso la croce del Signore Gesù Redentore, Figlio tuo.
    V. O Vergine Madre di Dio, Colui che il mondo intero non può contenere, l'Autore della vita, fatto uomo, subisce questo supplizio della croce!

    ALLELUIA
    Allelúia, allelúia.
    Stabat sancta María, coeli Regína et mundi Dómina, iuxta Crucem Dómini nostri Iesu Christi dolorósa.

    Alleluia, alleluia.
    Stava Maria, Regina del cielo e Signora del mondo, addolorata presso la croce del Signore.

    SEQUENTIA
    Stabat Mater dolorósa
    iuxta Crucem lacrimósa,
    dum pendébat Fílius.

    Cuius ánimam geméntem,
    contristátam et doléntem
    pertransívit gládius.

    O quam tristis et afflícta
    fuit illa benedícta
    Mater Unigéniti!

    Quæ mærébat et dolébat,
    pia Mater, dum vidébat
    Nati poenas íncliti.

    Quis est homo, qui non fleret,
    Matrem Christi si vidéret
    in tanto supplício?

    Quis non posset contristári,
    Christi Matrem contemplári
    doléntem cum Fílio?

    Pro peccátis suæ gentis
    vidit Iesum in torméntis
    et flagéllis súbditum.

    Vidit suum dulcem
    Natum moriéndo desolátum,
    dum emísit spíritum.

    Eia, Mater, fons amóris,
    me sentíre vim dolóris fac,
    ut tecum lúgeam.

    Fac, ut árdeat cor meum
    in amándo Christum Deum,
    ut sibi compláceam.

    Sancta Mater, istud agas,
    Crucifixi fige plagas
    cordi meo válide.

    Tui Nati vulneráti,
    tam dignáti pro me pati,
    poenas mecum dívide.

    Fac me tecum pie flere,
    Crucifíxo condolére,
    donec ego víxero.

    Iuxta Crucem tecum stare
    et me tibi sociáre
    in planctu desídero.

    Virgo vírginum præclára,
    mihi iam non sis amára:
    fac me tecum plángere.

    Fac, ut portem Christi mortem,
    Passiónis fac consórtem
    et plagas recólere.

    Fac me plagis vulnerári,
    fac me Cruce inebriári
    et cruóre Fílii.

    Flammis ne urar succénsus,
    per te, Virgo, sim defénsus
    in die iudícii.

    Christe, cum sit hinc exíre
    da per Matrem me veníre
    ad palmam victóriæ.

    Quando corpus moriétur,
    fac, ut ánimæ donétur
    Paradísi glória. Amen. Alleluia



    Stava di dolore piena e di pianto
    la Madre presso la croce,
    da cui pendeva il Figlio.

    L'anima di Lei gemente,
    di tristezza e di dolore piena,
    una spada trafiggeva.

    Oh! quanto triste ed afflitta
    fu la benedetta
    Madre dell'Unigenito!

    S'affliggeva, si doleva
    la pia Madre contemplando
    le pene del Figlio augusto.

    E chi non piangerebbe
    mirando la Madre di Cristo
    in tanto supplizio?

    E chi non s'attristerebbe
    vedendo la Madre di Cristo
    dolente insieme al Figlio?

    Per i peccati del popolo suo
    Ella vide Gesù nei tormenti
    e ai flagelli sottoposto.

    Ella vide il dolce Figlio,
    morire desolato,
    quando emise lo spirito.

    Orsù, Madre fonte d'amore,
    a me pure fa' sentire l'impeto del dolore
    perché teco io pianga.

    Fa' che nell'amar Cristo Dio,
    così arda il mio cuore
    che a Lui io piaccia.

    Santa Madre, deh! tu fa'
    che le piaghe del Signore
    forte siano impresse nel mio cuore.

    Del tuo Figlio straziato,
    che tanto per me s'è degnato patire,
    con me pure dividi le pene.

    Con te fa' che pio io pianga
    e col Crocifisso soffra,
    finché avrò vita.

    Stare con te accanto alla Croce,
    a te associarmi
    nel piangere io desidero.

    O Vergine, delle vergini la più nobile,
    con me non esser dura,
    con te fammi piangere.

    Fammi della morte di Cristo partecipe,
    e della sua passione consorte;
    e delle sue piaghe devoto.

    Fammi dalle piaghe colpire,
    inebriare dalla Croce
    e dal Sangue del tuo Figlio.

    Perché non arda nelle fiamme infernali
    ma da te sia difeso, o Vergine,
    nel dì del giudizio

    O Cristo, quando dovrò di qui partire,
    deh! fa', per la tua Madre,
    che al premio io giunga.

    E quando il corpo perirà,
    fa' che all'anima sia data
    la gloria del cielo. Amen. Alleluia

    EVANGELIUM
    Sequéntia ✠ sancti Evangélii secúndum Ioánnem.
    Ioann 19:25-27.
    In illo témpore: Stabant iuxta Crucem Iesu Mater eius, et soror Matris eius, María Cléophæ, et María Magdaléne. Cum vidísset ergo Iesus Matrem, et discípulum stantem, quem diligébat, dicit Matri suæ: Múlier, ecce fílius tuus. Deinde dicit discípulo: Ecce Mater tua. Et ex illa hora accépit eam discípulus in sua.

    In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa, e Maria Maddalena. Gesù, dunque, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che amava, disse a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre». E da quell'ora il discepolo la prese con sé.

    Credo

    OFFERTORIUM
    Ier 18:20
    Recordáre, Virgo, Mater Dei, dum stéteris in conspéctu Dómini, ut loquáris pro nobis bona, et ut avértat indignatiónem suam a nobis.

    Ricordati, o Vergine Madre di Dio, quando sarai al cospetto del Signore, di intercedere per noi presso Dio, perché distolga da noi la giusta sua collera.

    SECRETA
    Offérimus tibi preces et hóstias, Dómine Iesu Christe, humiliter supplicántes: ut, qui Transfixiónem dulcíssimi spíritus beátæ Maríæ, Matris tuæ, précibus recensémus; suo suorúmque sub Cruce Sanctórum consórtium multiplicáto piíssimo intervéntu, méritis mortis tuæ, méritum cum beátis habeámus: Qui vivis et regnas cum Deo Patre, in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

    Ti offriamo le preghiere e il sacrificio, o Signore Gesù Cristo. supplicandoti umilmente: a noi che celebriamo. in preghiera i dolori che hanno trafitto lo spirito dolcissimo della santissima tua Madre Maria, per i meriti della tua morte e per l'amorosa e continua intercessione di lei e dei santi che le erano accanto ai piedi della croce, concedi a noi di partecipare al premio dei beati: Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    Pro S. Nicomede Martyre
    Súscipe, Dómine, múnera propítius obláta: quæ maiestáti tuæ beáti Nicomédis Mártyris comméndet orátio. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

    Accogli propizio, o Signore, questi doni offerti, a te resi più graditi dall'intercessione del beato martire Nicomède. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    PRÆFATIO DE BEATA MARIA VIRGINE
    Vere dignum et iustum est, æquum et salutáre, nos tibi semper et ubique grátias ágere: Dómine sancte, Pater omnípotens, ætérne Deus: Et te in Transfixione beátæ Maríæ semper Vírginis collaudáre, benedícere et prædicáre. Quæ et Unigénitum tuum Sancti Spíritus obumbratióne concépit: et, virginitátis glória permanénte, lumen ætérnum mundo effúdit, Iesum Christum, Dóminum nostrum. Per quem maiestátem tuam laudant Angeli, adórant Dominatiónes, tremunt Potestátes. Coeli coelorúmque Virtútes ac beáta Séraphim sócia exsultatióne concélebrant. Cum quibus et nostras voces ut admitti iubeas, deprecámur, súpplici confessióne dicéntes

    È veramente degno e giusto, conveniente e salutare, che noi, sempre e in ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Signore Santo, Padre Onnipotente, Eterno Iddio: Te, nella Trafiggimeno della Beata sempre Vergine Maria, lodiamo, benediciamo ed esaltiamo. La quale concepí il tuo Unigenito per opera dello Spirito Santo e, conservando la gloria della verginità, generò al mondo la luce eterna, Gesú Cristo nostro Signore. Per mezzo di Lui, la tua maestà lodano gli Angeli, adorano le Dominazioni e tremebonde le Potestà. I Cieli, le Virtú celesti e i beati Serafini la célebrano con unanime esultanza. Ti preghiamo di ammettere con le loro voci anche le nostre, mentre supplici confessiamo dicendo

    COMMUNIO
    Felices sensus beátæ Maríæ Vírginis, qui sine morte meruérunt martýrii palmam sub Cruce Dómini.

    Beati i sentimenti della beata Vergine Maria, che senza morire, ha meritato la palma del martirio presso la croce del Signore.

    POSTCOMMUNIO
    Orémus.
    Sacrifícia, quæ súmpsimus, Dómine Iesu Christe, Transfixiónem Matris tuæ et Vírginis devóte celebrántes: nobis ímpetrent apud cleméntiam tuam omnis boni salutáris efféctum: Qui vivis et regnas cum Deo Patre, in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

    Preghiamo.
    O Signore Gesù Cristo, il sacrificio al quale abbiamo partecipato celebrando devotamente i dolori che hanno trafitto la vergine tua Madre, ci ottenga dalla tua clemenza il frutto di ogni bene per la salvezza: Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    Orémus.
    Pro S. Nicomede Martyre
    Puríficent nos, Dómine, sacraménta quæ súmpsimus: et, intercedénte beáto Nicoméde Mártyre tuo, a cunctis effíciant vitiis absolútos. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

    Preghiamo.
    Ci purifichino, o Signore, i sacramenti ricevuti, e, per l'intercessione del beato Nicomède martire tuo, ci rendano puri da ogni vizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen."
    https://3.bp.blogspot.com/-QA9cQX2ia...n-raffaele.jpg






    “I SETTE DOLORI DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA.
    Doppio di II classe.
    Paramenti bianchi.
    Guéranger, L'anno liturgico - Festa dei Sette Dolori della Beata Vergine
    Maria stava ai piedi della Croce, dalla quale pendeva Gesù (Introito, Graduale, Sequenza, Alleluia, Vangelo) e, come era stato predetto da Simeone (Orazione), una spada di dolore trapassò la sua anima (Secreta). Impotente «ella vede il suo dolce figlio desolato nelle angosce della morte, e ne raccoglie l'ultimo sospiro» (Sequenza). L'affanno che il suo cuore materno provò ai piedi della croce, le ha meritato, pur senza morire, la palma del martirio (Communio).
    La partecipazione di Maria alla passione di Cristo per cooperare con Lui all'universale Redenzione insinuò sempre come doverosissima una special divozione ai dolori per noi sofferti da questa divina Madre che Cristo medesimo dichiarò Madre nostra. Questa divozione però notabilmente si propagò tra i fedeli dopo che i sette Beati Fondatori dell'Ordine dei Serviti, cioè Servi di Maria, fecero oggetto speciale del loro Ordine la propagazione del culto a Maria Addolorata, il che avvenne nel 1233. Quindi la Chiesa ne istituì una Festa speciale nel Venerdì di Passione e nella III Domenica di Settembre. Questa festa, celebrata con grande solennità dai Serviti nel XVII secolo, fu estesa da Pio VII, nel 1817, a tutta la Chiesa, per ricordare le sofferenze che la Chiesa stessa aveva appena finito di sopportare nella persona del suo capo esiliato, e prigioniero, e liberato, grazie alla protezione della Vergine. Come la prima festa dei Dolori di Maria, al Tempo della Passione, ci mostra la parte che essa prese al sacrificio di Gesù, così la seconda, dopo la Pentecoste, ci dice tutta la compassione che prova la Madre del Salvatore verso la Chiesa, sposa di Gesù, che è crocifissa a sua volta nei tempi calamitosi che essa attraversa. Nella prima ricorrenza i Dolori sono oggetto di venerazione e meditazione in quanto fonte di dolore; nella seconda essi sono venerati e contemplati quali causa di gloria e trionfo. In entrambe Maria, la Regina dei Martiri, è onorata come la Corredentrice del genere umano: Ella fu associata e cooperò alla nostra Redenzione, in dipendenza e subordinazione a Gesù Redentore, coi suoi dolori acerbissimi e con l’offerta a Dio Padre della vittima del sacrificio, il suo Figliuolo diletto.
    Sua Santità Pio X ha elevato nel 1908 questa festa alla dignità di seconda classe, fissandola al 15 Settembre.
    * Sermone di san Bernardo Abate.
    Sermone sulle dodici stelle.
    Il martirio della Vergine ci è rivelato tanto dalla profezia di Simeone quanto dalla storia medesima della passione del Signore. «Egli è posto, - disse il santo vegliardo del bambino Gesù -, per segno di contradizione; e anche a te, - rivolto poi a Maria -, trapasserà l'anima una spada» (Luc. 2,34). Sì, o Madre beata, essa ha veramente trapassato l'anima tua. Perché non passando che per questa, ha potuto penetrare la carne del tuo Figlio. E certo dopo che quel tuo Gesù ebbe reso lo spirito, la lancia crudele, aprendogli il costato, non giunse già all'anima di lui, sibbene trapassò l'anima tua. Infatti l'anima di lui non c'era più là, ma la tua non se ne poteva distaccare.
    La violenza del dolore ha dunque trapassata la tua anima, così che non immeritamente noi ti proclamiamo più che Martire, avendo il sentimento della compassione sorpassato in te tutte le sofferenze che può sostenere il corpo. E non ti fu forse più che una spada quella parola che trapassò realmente la tua anima «e giunse fino alla divisione dell'anima e dello spirito» (Hebr. 1,12): «Donna, ecco il suo figlio» (Joann.19,26)? Quale scambio! Ti si dà Giovanni invece di Gesù, il servo invece del Signore, il discepolo invece del Maestro, il figlio di Zebedeo per il figlio di Dio, un semplice uomo per il vero Dio! Come non avrebbe trapassata la tua sensibilissima anima questa parola, quando il solo ricordo spezza i nostri cuori, sebbene di sasso e d'acciaio?
    Non vi meravigliate, o fratelli, nel sentir dire che Maria fu Martire nell'anima. Si meravigli chi non ricorda d'aver udito Paolo annoverare fra i più grandi delitti dei Gentili d'essere stati «senza affezione» (Rom. 1,31). Ciò fu lungi dal cuore di Maria, e sia pure lungi dai suoi servi. Ma forse qualcuno dirà: Non sapeva ella che sarebbe morto? Senza dubbio. Non sperava forse che sarebbe risuscitato? Con tutta la fede. E non pertanto fu afflitta nel vederlo crocifisso? E profondamente. Ma chi sei tu, o fratello, e donde viene la tua saggezza, per meravigliarti più di veder Maria compatire che di vedere il Figlio di Maria patire? Egli poté morire nel corpo; e questa non poteva morire con lui nel cuore? Egli morì per una carità che nessuno sorpasserà mai: ed anche il martirio di lei ebbe principio da una carità che dopo quella, non ce ne fu mai l'uguale.
    SANTA MESSA
    ** Omelia di sant'Ambrogio Vescovo.
    Sulla formazione delle Vergini cap. 7.
    La Madre stava presso la croce, e, mentre gli uomini fuggivano, ella restava intrepida. Guardate se la Madre di Gesù poteva diventar timida, non avendo cangiato sentimenti. Contemplava con occhi pietosi le ferite del Figlio, che sapeva essere la redenzione di tutti. Non era indegna d'assistere a tanto spettacolo questa Madre, che non avrebbe temuto per la propria vita. Il Figlio pendeva dalla croce, la Madre si offriva ai carnefici.
    Lettera 25 alla Chiesa di Vercelli, verso la fine.
    La Madre del Signore, Maria, stava in piedi davanti alla croce del Figlio. Nessun altro me l'ha detto fuori di san Giovanni Evangelista. Gli altri raccontano come durante la passione del Signore la terra tremò, il cielo si ricoprì di tenebre, il sole si oscurò, il ladrone, dopo l'umile confessione, fu ricevuto in paradiso. Ma Giovanni mi ha detto quel che non dicono gli altri, come cioè egli già sulla croce chiamò la Madre. Egli sembra dare più importanza ai doveri di pietà che Gesù, vincitore dei supplizi, rendeva a sua Madre, che alla promessa stessa del regno dei cieli. Infatti se muove a tenerezza il perdono che riceveva il ladrone, è ancora assai più tenero lo spettacolo del Figlio che onora sua Madre di tanto affetto.
    Ecco, dice, il tuo figlio: «Ecco la madre tua» (Joann. 19,26). Cristo faceva testamento dalla croce, e divideva i doveri della pietà fra la madre e il discepolo. Il Signore faceva non soltanto un testamento generale, ma anche quello in favore della sua famiglia; e questo testamento lo registrava Giovanni, degno testimone di tanto testatore. Testamento ottimo, non di danaro, ma di vita eterna; scritto non colla penna, ma collo Spirito del Dio vivente, che dice: «La mia lingua è penna di scrivano che scrive velocemente» (Ps. 44,2).”


    «OTTAVA DELLA NATIVITÀ DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA.
    Semidoppio.
    Paramenti bianchi.»


    «SAN NICOMEDE
    Martire.
    Paramenti rossi.
    Si fa commemorazione di Nicomede, Prete romano e Martire, il quale fu arrestato per aver seppellito, nella persecuzione dell'imperatore Domiziano contro i Cristiani, il corpo della Vergine Felicola uccisa dal conte Fiacco per aver confessato la fede cristiana; condotto davanti alle statue degli dèi, si ricusò costantemente di sacrificare loro come gli veniva ingiunto, rispondendo a quelli che lo costringevano a sacrificare: «Io non sacrifico che a Dio onnipotente, regnante nei cieli»; onde fu battuto lunghissimamente con flagelli piombati, e in quel tormento passò al Signore. Lo stesso conte ordinò per maggior sfregio di gettarne il corpo nel Tevere, ma ripescato con cura da Giusto, chierico di Nicomede, venne sepolto onorevolmente in una tomba presso le mura di Roma sulla via Nomentana.
    P.S. La commemorazione è già presente nel link della Santa Messa della festa dei Sette Dolori di Nostra Signora Beata Vergine Maria Santissima.»







    “15 settembre - Festa dei Sette Dolori della Beatissima Vergine Maria.”
    https://forum.termometropolitico.it/...e-maria-6.html
    "I Sette Dolori di Maria."
    https://forum.termometropolitico.it/...i-maria-2.html








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    Dal numero 175 di SVRSVM CORDA® del 15 settembre 2019.
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    Indice dei contenuti:- Comunicato numero 175. Parabola dei due figli e parabola dei vignaioli; - Racconti miracolosi n° 93. Un bambino prodigioso salvato miracolosamente; - Altra preghiera al Santissimo Nome di Maria (12.9); - I funesti pericoli degli eccessi nella moda; - La verità sui Testimoni di Geova; - Orazione a San Gorgonio, Martire (9.9); - Orazione a San Maurilio, Vescovo (13.9); - Orazione ai Santi Proto e Giacinto, Martiri (11.9); - La Charité de la Verité (R. P. Guérard Des Lauriers O. P.). https://www.sursumcorda.cloud/


    "Preghiera alla Regina dei Martiri, Addolorata Maria (15.9) -->
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...aria-15-9.html
    Sette Dolori della Beata Vergine (15.9) --->
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...gine-15-9.html "


    “I principali benefici che derivano dal culto Mariano alla società domestica, ossia alla famiglia, sono costituiti da innumerevoli grazie d’ordine spirituale e materiale, e sopratutto dall’influsso potentissimo di Malia sulla madre, che è come il cuore della famiglia.”
    “176. In che modo la Vergine SS. assiste in morte i suoi devoti?
    La Vergine SS. assiste in morte i suoi devoti in tre modi: 1) Impetrando loro un sincero dolore di tutti i peccati; 2) Ottenendo la grazia di una perfetta rassegnazione al sacrificio della vita; 3) Facendo loro da scudo contro i fieri assalti del demonio.”
    "Tota Pulchra (da Il mio libro di preghiere - Ed. CLS Verrua-Savoia)"

    “Oh madre di Dio Maria, le vostre preghiere mi han da portare in paradiso. Eia ergo, advocata nostra... Iesum benedictum fructum ventris tui... post hoc exilium ostende.”
    “Gesù mio, io v'amo, e fermamente risolvo di voler perdere tutto, prima che la grazia vostra. Io son debole, ma voi siete forte; la vostra fortezza mi ha da render forte contra tutti i miei nemici. Così spero dalla vostra Passione: Dominus illuminatio mea et salus mea, quem timebo? (Ps. XXVI, 1).”

    «"Instaurare omnia in Christo", restaurare la società al cattolicesimo integrale e contro ogni forma di ecumenismo e laicità. Questa è la risposta di San Pio X agli uomini politici che si dicono cristiani e che intendono governare secondo l'ordine di Dio.
    Non esistono altre soluzioni, non esistono compromessi.»
    https://www.sursumcorda.cloud/massim...a-eretico.html
    “Per affrontare, con dati oggettivi e senza compromessi, il problema del Vaticano Secondo e dei modernisti che occupano la maggior parte delle nostre chiese --> La questione del cosiddetto "papa eretico" ed il problema dell'autorità nella Chiesa -->
    Appunti sulla questione del cosiddetto «papa eretico»”

    “Preghiera di San Pietro Canisio per conservare la vera fede”
    "Preghiere e tradizionali pie pratiche cristiane. Chiediamo a Nostro Signore di ottenere la vera fede e di perseverare."
    https://www.sursumcorda.cloud/preghiere/

    «- Preghiera alla Madonna Addolorata per ottenere una buona morte –

    Dolcissima Madre, che tante lacrime hai voluto versare sopra la passione di Gesù e sopra i miei peccati, che ne furono la causa, io ti prego, a nome di ciascuna di queste tue amarissime lacrime, di assistermi in quel momento in cui si dovrà decidere la sorte importantissima della mia eterna salvezza. Ricorda, mestissima Madre, come tra le tue lacrime, sotto la Croce, fosti dichiarata mediatrice dei peccatori. In quell'ora di mio sommo bisogno, mostrati Madre misericordiosa, in modo che, ponendo l'anima tra le tue braccia, in quel momento il mio angelo custode possa dirmi:"Ecco tua Madre"; e confusi partano da me gli spiriti ribelli, mentre sentiranno dire a mia consolazione: "Donna ecco tuo figlio". Se io sono il figlio delle tue lacrime, possa un giorno essere il figlio della tua gloria. Così sia.
    Mater Dolorosa, ora pro nobis.
    dalla bacheca di don Ugo Carandino.»







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    “15 settembre 2019: I sette dolori della Beata Vergine Maria (con memoria e ultimo vangelo della XIV Domenica dopo Pentecoste).”

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    https://www.radiospada.org/2019/09/ecco-la-tua-madre/
    https://www.radiospada.org/2019/04/m...lori-di-maria/
    «Due volte l’anno, il venerdì di Passione e il 15 settembre, la Santa Madre Chiesa celebra i Sette Dolori della Vergine Santissima e la contempla nel suo “martirio” (S. Bernardo) sotto la Croce e nella mistica offerta che fece del Figlio Redentore, Vittima divina da lei partorita ed allevata (cfr. S. Pio X, Ad diem illum), al Padre celeste. La venera come Corredentrice del genere umano, come “Alma Socia del Redentore” secondo le solennissime parole di Pio XII (eco del magistero dei suoi precedessori [1]) nella monumentale Munificentissimus Deus. Per riflettere dunque su questo mistero di amore e dolore che è la compassione della Vergine, offriamo al Lettore, alcuni stralci tratti da Le Glorie di Maria dell’Utilissimo Dottore Sant’Alfonso, tenero amante di Gesù Crocifisso e Maria Addolorata. »
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=929&ssl=1






    https://www.radiospada.org/2019/08/m...trice-parte-1/
    https://www.radiospada.org/2019/08/m...trice-parte-2/


    “15 settembre 2019.
    Nicomede, santo, martire di Roma
    , i resti sono nella Confessione di S. Prassede all’Esquilino. Precedentemente era venerato in una basilica costruita da Bonifacio V (619-25). Non si conosce l’anno della traslazione avvenuta dopo il restauro della sua tomba operato da Adriano I (772-95).
    M.R.: 15 settembre - A Roma, sulla via Nomentana, il natale del beato Nicomede, Prete e Martire, il quale, rispondendo a quelli che lo costringevano a sacrificare agli idoli: "Io non sacrifico che a Dio onnipotente, regnante nei cieli", fu battuto lunghissimamente con flagelli piombati, e in quel tormento passò al Signore.
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ].”

    “Il 15 settembre 1644 Papa Innocenzo X Pamphilj viene esaltato al Sommo Pontificato.”







    «Canto della Passione - S. Alfonso M.de Liguori
    https://www.youtube.com/watch?v=G7zAup2pocs
    Il Canto della Passione tra l'Anima e Gesù Cristo. E' una composizione che appartiene al periodo (1760) di maggiore attività di S. Alfonso M. de Liguori e ne testimonia l'alta professionalità e maturità. Suoi sono il testo e la musica. Del dramma della Passione il Santo coglie e sviluppa il tema dell'incontro tra l'Anima e Gesù Cristo che sale al Calvario, l' Anima intreccia con lui (il Cristo) una gara di purissime emozioni, fino al dono supremo di sè: "tutta son tua mio Re"! (Estratto dal CD: Civiltà Musicale del Settecento - Duetti Sacri - PS Records - 1998).».

    "Canto Gregoriano Stabat Mater
    https://www.youtube.com/watch?v=nnXVwbdEFYY

    Luigi Boccherini STABAT MATER - soprano Eva Dřízgová - Jirušová - conductor Paolo Gatto
    https://www.youtube.com/watch?v=UXK-W5BlTCg
    LUIGI BOCCHERINI (1743 - 1805) STABAT MATER (prima versione 1781 "per una voce sola, due violini,viola, violoncello obbligato e c. basso") soprano Eva Dřízgová - Jirušová Janáček Chamber Orchestra.”

    «Stabat Mater - Testo latino e traduzione italiana.
    https://www.youtube.com/watch?v=i3NOFfdZzLs
    Lo "Stabat Mater" di Jacopone da Todi con testo latino e traduzione italiana.»

    “Vivaldi - Stabat Mater (RV 621) - Andreas Scholl, Ensemble 415.”
    https://www.youtube.com/watch?v=2XUC2MQ74DE

    « Giovanni Battista Pergolesi "Stabat Mater"(1736)
    https://www.youtube.com/watch?v=xHQVtYzjLao
    Stabat Mater for soprano, contralto, strings and basso continuo by Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736) Margaret Marshall (soprano) Lucia Valentini Terrani (contralto) Leslie Pearson (organ) London Symohony Orchestra Claudio Abbado (conductor) Recorded in 1985 00:00 "Stabat Mater Dolorosa" 04.39 "Cujus animam gementem" 07.47 "O quam tristis et afflicta" 10:22 "Quae moerebat et dolebat" 13:12 "Quis est homo"—"Pro peccatis suae gentis..." 16:14 "Vidit suum dulcem natum" 19:48 "Eja mater fons amoris" 22:42 "Fac ut ardeat cor meum" 25.23 "Sancta mater, istud agas" 31:22 "Fac ut portem Christi mortem" 35:06 "Inflammatus et accensus" 37.57 "Quando corpus morietur" —"Amen...".»





    www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    http://www.agerecontra.it/

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella Chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio"
    http://www.centrosangiorgio.com/


    C.M.R.I. - "Congregatio Mariae Reginae Immacolata" ("Congregation of Mary Immaculate Queen" "Congregazione di Maria Regina Immacolata"):
    http://www.cmri.org/ital-index.html





    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/
    “Recognize-and-OBEY is the Traditional Catholic Teaching August 29, 2019.”



    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    "Home | Traditional Latin Mass Resources"
    http://www.traditionalmass.org/

    http://www.traditionalcatholicpriest.com/





    "Como ovejas sin Pastor"
    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com




    “Pro Fide Catholica | Le site de Laurent Glauzy”
    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    http://wordpress.catholicapedia.net/





    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].
    Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la Sainte Messe selon le missel de Saint Pie V.»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    “Quatorzième Dimanche après la Pentecôte.”
    https://www.introibo.fr/14eme-Dimanc...ntecote#inter1
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...be&oe=5DFED855





    “Sermon du Père Joseph-Marie Mercier pour le Quatorzième Dimanche après la Pentecôte
    http://prieure2bethleem.org/predica/2018_08_26.mp3”

    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...16&oe=5DF31E13

    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...9e&oe=5E036185








    15 septembre : Notre-Dame des Sept-Douleurs :: Ligue Saint Amédée

    http://liguesaintamedee.ch/applicati...t_douleurs.jpg







    Cuore immacolato ed addolorato di Maria pregate per noi adesso e nell'ora della nostra morte. Amen. AVE MARIA!!!
    Ad majorem Dei gloriam - Per la maggior gloria di Dio!!! A.M.D.G.
    Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen.
    «O Santissima Trinità, vi adoro! Mio Dio, mio Dio, Vi amo nel Santissimo Sacramento!»
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  8. #58
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    Lightbulb Re: 15 settembre - Festa dei Sette Dolori della Beatissima Vergine Maria

    24 SETTEMBRE 2019: Anniversario della morte di Papa Liberio (24 settembre 366, A. D.) a Roma che fu sepolto nelle Catacombe di Priscilla; NOSTRA SIGNORA DELLA MERCEDE…



    «24 SETTEMBRE: MADONNA DELLA MERCEDE»
    "Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 24 settembre. Madonna della Mercede"
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 24 settembre. Madonna della Mercede
    http://www.unavoce-ve.it/pg-24set.htm




    http://www.sodalitium.biz/beata-vergine-della-mercede/
    «24 settembre, Beata Vergine della Mercede.
    “Festa della beata Vergine Maria detta della Mercede, Fondatrice sotto tale nome dell’Ordine per la redenzione degli schiavi. La sua Apparizione si commemora il dieci Agosto”.
    Salve o Maria, Madre purissima della Mercede
    , fonte perenne da cui derivano a noi le grazie del Signore, esempio di virtù da cui le nostre anime apprendono la loro perfezione. Il tuo nome risuona festoso in cielo ed in terra ed è per tutti luce e splendore che rischiara santamente l’intelletto, fortezza che rende invincibile il cuore contro gli assalti nemici. Tu sei rifugio dei cristiani e sei ancora la padrona dei loro affetti, dei loro pensieri. Tu per liberare i fedeli dalle catene dei maomettani discendesti dal cielo. Per questo tutto il mondo riconoscente ti acclama sua dolce consolatrice. O Vergine Santa, poiché ti sei compiaciuta di unire alla suprema dignità di Madre di Dio e degli uomini, il nome e l’ufficio pietoso di Madre e Redentrice degli schiavi, degnati di stendere il tuo manto benedetto su di noi, devoti di sì caro nome e su tutti i cristiani vivi e defunti, affinché salvati dalla tua materna protezione da quanti mali ci affliggono, veniamo a rallegrarci con te eternamente nel gaudio del Signore. Così sia»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-3-176x300.jpg
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-2-215x300.jpg









    SANTE MESSE CATTOLICHE "NON UNA CUM" CELEBRATE IN TUTTA ITALIA DA DON FLORIANO ABRAHAMOWICZ E DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII"):



    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "Torino - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/torino/

    "Modena - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/modena/

    "Rimini - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/rimini/

    "Pescara - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    "Potenza - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "Roma - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/


    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”
    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/category/omelie/




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    XV Domenica di Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=B2XB1kg2c7A
    XV Domenica di Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=Psy7xALNE2k
    15° après Pentecòte (Sermon)
    https://www.youtube.com/watch?v=NCk0U9VDJek
    Domenica d. Madonna Addolorata - Festa di San Pio X alla domus Marcel Lefebvre - (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=nQD0orJ6Wng
    Domenica d. Madonna Addolorata - Festa di San Pio X alla domus Marcel Lefebvre - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=G7PuqwYnFPo
    Natività B.V. Maria (XIII domenica d. Pentecoste)- (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=5Z9v7udCG6U
    Natività B.V. Maria (XIII domenica d. Pentecoste)- (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=Y93dn88ORpk
    XII domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=nIk0skekqQI
    XII domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=ewDURGc0UNA
    XI domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=NNOE3X7h7kc
    XI domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=hk75pIqAtog
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso».

    «XV domenica d. Pentecoste (Festa di San Pio X alla domus Marcel Lefebvre)
    https://www.youtube.com/watch?v=q0ACQKbp5Pc
    XV domenica d. Pentecoste (Festa di San Pio X alla domus Marcel Lefebvre) (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=Q3JVWDby2_Q
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php »







    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis»

















    https://sardiniatridentina.blogspot....rcede.html?m=1
    «NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA DELLA MERCEDE.
    Doppio maggiore.
    Paramenti bianchi.
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 24 settembre. Madonna della Mercede
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 24 settembre. Madonna della Mercede

    Mentre i Saraceni soggiogavano parte della Spagna e menavano schiavi in Africa tanti Cristiani, Nostra Signora Beata Vergine Maria Santissima, la notte del 1° agosto 1218, apparve a Barcellona a san Pietro Nolasco, a san Raimondo di Peñafort e a Giacomo I re d’Aragona, per suggerir loro la fondazione, sotto il nome della Mercede, dell’Ordine della Redenzione degli schiavi, con lo scopo di liberare i Cristiani dalla schiavitù dei Saraceni (Orazione). Per conseguenza, il 10 agosto successivo, il re Giacomo I decretò la fondazione dell'Ordine reale, militare e religioso di Nostra Signora della Mercede, e concedette ai suoi membri il privilegio di portare sul petto il suo stemma.
    Fra gli iscritti a questo Ordine vi erano moltissimi cavalieri, e, mentre i chierici recitavano il divin ufficio, essi sorvegliavano le coste e liberavano i prigionieri. Questa opera si sparse per tutto il mondo e diede eroi di santità e uomini ardenti di carità e di pietà senza pari, che si dedicavano a raccogliere le elemosine dei Cristiani, per riscattare i loro fratelli, e che sovente davano se stessi in ostaggio per liberare un gran numero di prigionieri. L’Ordine fu approvato da papa Gregorio IX il 17 gennaio 1235.
    Questa festa, celebrata dapprima dall'Ordine di Nostra Signora della Mercede, fu estesa alla Chiesa universale da Innocenzo XII nel XVII secolo.
    • Il tempo in cui la più vasta e più bella parte della Spagna era oppressa dal barbaro giogo dei Saraceni, e innumerevoli fedeli sotto sì inumana e infelice schiavitù, correvano grandissimo pericolo di rinnegare la fede cristiana, e di compromettere l'eterna salute, la beatissima Regina del cielo volendo benevolmente rimediare ai mali sì grandi e numerosi, manifestò la sua estrema carità per liberarli. Difatti, mentre san Pietro Nolasco, rinomato per pietà e ricchezze, andava continuamente ruminando nelle sue sante meditazioni in qual maniera poter venire in aiuto delle calamità di tanti Cristiani degenti sotto la dominazione dei Mori, gli apparve con volto ilare la stessa beatissima Vergine, dicendogli come sarebbe accettissimo a lei e al suo Figlio unigenito, se si fondasse in suo onore un ordine religioso avente per scopo di liberare gli schiavi dalla tirannide dei Turchi. Incoraggiato da questa celeste visione, l'uomo di Dio, sentissi avvampare d'un'ardente carità, e non ebbe in cuore più che una sola brama, di consacrare se stesso e l'ordine che avrebbe istituito alla pratica continua di questo amore generosissimo per cui ciascuno avrebbe data la sua vita per gli amici e per il suo prossimo.
    La medesima notte, la santissima Vergine apparve anche al beato Raimondo di Peñafort e a Giacomo re d'Aragona, esortandoli a istituire lo stesso ordine religioso, e persuadendoli a concorrere colla loro fortuna alla fondazione di sì bell'opera. Pietro poi corse subito ai piedi di Raimondo, suo confessore, e gli fece conoscere ogni cosa; e trovatolo al corrente di tutto per rivelazione celeste, si mise umilmente sotto la sua direzione. Ma sopraggiunto il re Giacomo, decise d'eseguire quanto la beatissima Vergine gli aveva rivelato. Quindi, dopo aver conferito fra loro, trovatisi d'accordo intrapresero la fondazione d'un ordine in onore della Vergine Madre, sotto il nome di santa Maria della Mercede o della Redenzione degli schiavi.
    Pertanto il 10 d'Agosto dell'anno del Signore 1218, il re Giacomo decretò la fondazione di quest'istituto già concepito da quei santi uomini, obbligandone i soci con un quarto voto, di rimanere come ostaggi in potere dei pagani, se fosse stato necessario per la liberazione dei Cristiani. Il re concesse loro di portare sul petto le sue proprie armi, e s'interessò di far approvare da Gregorio IX questo istituto e i voti religiosi ispirati da sì sublime carità verso il prossimo. Ma lo stesso Dio, mercé la Vergine Madre, fece crescere talmente questa istituzione, che con molta rapidità e successo si sparse su tutta la faccia della terra, e fiorì di santi uomini insigni per carità e pietà, i quali si dedicavano a raccogliere elemosine dai Cristiani per riscattare i loro fratelli, e dare spesso se stessi come pegno per liberarne un gran numero. Al fine poi di rendere a Dio e alla Vergine Madre le dovute grazie per sì benefica istituzione, la Sede apostolica dopo aver accordato allo stesso ordine innumerevoli privilegi, concedesse di celebrare questa festa particolare e di recitarne l'Ufficio.
    SANTA MESSA
    • Omelia di san Beda, il Venerabile, presbitero.
    Libro 4 Cap. 49 su Luca 11, 27-28.
    Questa donna si mostra in possesso di devozione di fede profonda, poiché, mentre gli scribi ed i farisei tentano il Signore e lo bestemmiano, ella riconosce davanti a tutti la sua incarnazione con tanta sincerità, e la confessa con fede così grande, da confondere e la calunnia dei grandi presenti e la perfidia dei futuri eretici. Infatti, come allora i Giudei, bestemmiando contro le opere dello Spirito Santo, negavano che Cristo fosse vero Figlio di Dio consustanziale al Padre; così in seguito gli eretici, negando che Maria sempre Vergine avesse somministrato, per opera e merito dello Spirito Santo, la materia della propria carne al Figlio unigenito di Dio che doveva nascere con un corpo umano, sostennero che non si doveva riconoscere come vero Figlio dell'uomo e della medesima sostanza della madre.
    Ma se si ritiene che il corpo preso dal Verbo di Dio incarnandosi è estraneo alla carne della vergine Madre, senza motivo vengono detti beati il seno che lo portò e il petto che lo allattò. Ora l'Apostolo dice: "Poiché Dio mandò il suo Figlio, fatto da una donna, sottomesso alla legge". E non bisogna dar retta a coloro che pensano si debba leggere: Nato da una donna, sottomesso alla legge, ma bisogna invece leggere: "Fatto da una donna"; perché, concepito nel seno di una vergine, ha tratto la carne non dal nulla, non da altra cosa, ma dalla carne materna. Altrimenti non si potrebbe dire con verità Figlio dell'uomo colui che non ha avuto origine dall'uomo. Anche noi dunque alziamo la nostra voce contro Eutiche insieme con la Chiesa cattolica, di cui questa donna fu figura; solleviamo anche la mente dal mezzo della folla e diciamo al Salvatore: "Beato il seno che ti ha portato e il petto che hai succhiato". Poiché è veramente madre beata ella che, come disse un autore, ha dato alla luce il Re, che regge il cielo e la terra per i secoli.
    "Non solo, ma beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica". Il Salvatore approva eminentemente l'attestazione di questa donna, affermando che è beata non soltanto colei che aveva meritato di essere madre corporale del Verbo di Dio, ma che sono beati anche tutti coloro che si sforzeranno di concepire spiritualmente lo stesso Verbo istruendosi nella fede e che, praticando le buone opere, lo faranno nascere e quasi lo alimenteranno sia nel proprio cuore, sia in quello del prossimo. Infatti la stessa Madre di Dio è sì beata per aver contribuito nel tempo all'incarnazione del Verbo, ma è molto più beata perché meritò, amandolo sempre, di custodirlo in sé eternamente.»
    https://sardiniatridentina.blogspot....rcede.html?m=1

    «PROPRIUM MISSÆ IN DESCENSIONE B.M.V. DE MERCEDE
    A S.R.C. concessa Dioecesi Barcinonesi die 28 nov. 1861.»
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...de_24.html?m=1




    «SILLOGE DI PREGHIERE A NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA DELLA MERCEDE
    ossia della Redenzione degli Schiavi.

    • Prima preghiera.
    ℣. Deus, ☩ in adiutorium meum intende.
    ℞. Domine, ad adiuvandum me festina.
    Gloria Patri.
    [℣. Provvedi, ☩ o Dio, al mio soccorso.
    ℞. Signore, affrettati ad aiutarmi.
    Gloria al Padre.]
    I. Amabilissima Vergine Maria, che non contenta di avere così efficacemente cooperato alla liberazione delle anime nostre dalla schiavitù del peccato allora quando, col sacrificio del vostro Cuore, rendeste più compito e più abbondante quel Sacrificio divino che della propria persona faceva là sul Calvario il vostro divin Figliuolo, voleste ancora diventare la Redentrice dei nostri corpi, ordinando ai vostri divoti d'instituire sotto i vostri auspicj il santissimo Ordine della Mercede per riscattare i cristiani dalle barbare mani degli infedeli, ottenete a noi tutti la grazia di riguardarvi mai sempre come la nostra più generosa benefattrice, e di travagliare continuamente, a vostra imitazione, per la salute così spirituale come corporale dei nostri prossimi.
    Ave Maria.
    II. Amabilissima Vergine Maria, che, per liberare dalla tirannìa dei Saraceni dominatori della Spagna tutti i Cristiani che venivano da quegli empj condotti in durissima schiavitù, vi degnaste di comparire nella medesima notte a San Pietro Nolasco e a San Raimondo di Peñafort, non che a Giacomo Re d’Aragona, affinché, animati dalla vostra protezione, si applicassero immediatamente all'istituzione dell’Ordine tanto benefico della Mercede, impetrate a noi tutti la grazia di avere a vostra imitazione una compassione tenera ed efficace per tutti i travagli del nostro prossimo, e di viver sempre in maniera da meritare le vostre particolari illustrazioni per procurargli costantemente il miglior bene.
    Ave Maria.
    III. Amabilissima Vergine Maria, che, ad ottenere efficacissima la redenzione degli schiavi, mediante l’Ordine santissimo della Mercede da Voi medesima instituito, ora infondeste nei facoltosi una generosità tutta nuova perché largheggiassero nelle elemosine, ora moltiplicaste il denaro nelle mani dei Religiosi quando mancavano del necessario al riscatto dei loro fratelli, ora con aperti miracoli sottraeste alle mani dei barbari gli schiavi vostri divoti, ottenete a noi tutti la grazia di non perdere mai la libertà di figli adottivi di Dio, e di essere subito liberati dalla schiavitù del demonio, quando con qualche peccato ci fossimo a lui venduti spontaneamente, onde, dopo avervi servita come nostra padrona qui in terra, passiamo a ringraziarvi per tutti i secoli quale nostra corredentrice su in Cielo.
    Ave Maria et Gloria Patri.
    ℣. Ora pro nobis, sancta Dei Genetrix.
    ℞. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
    Oremus.
    Deus, qui per gloriosíssimam Fílii tui Matrem, ad liberandos Christi fidéles a potestáte paganórum, nova Ecclésiam tuam prole amplificáre dignátus es: præsta, quǽsumus; ut, quam pie venerámur tanti óperis institutrícem, ejus páriter méritis et intercessióne, a peccátis ómnibus et captivitáte daemonis liberémur.
    Per eundem Dominum nostrum Jesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum.
    ℞. Amen.
    ℣. Nos cum prole pia benedicat Virgo Maria.
    ℞. Amen.
    [℣. Prega per noi, o Santa Madre di Dio.
    ℞. Affinché siam fatti degni delle promesse di Cristo.
    Preghiamo.
    O Dio, a liberare i fedeli di Cristo dalla schiavitù dei pagani, ti sei degnato, per mezzo della gloriosissima Madre del tuo Figlio, di arricchire la Chiesa di una nuova famiglia; come devotamente la veneriamo istitutrice di così grande opera, così, per i suoi meriti e per la sua intercessione, concedici di essere liberati da tutti i peccati e dalla schiavitù del demonio.
    Per il medesimo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
    ℞. Amen.
    ℣. La Vergine Maria benedica noi e tutti i suoi devoti.
    ℞. Amen.]
    • Seconda preghiera.
    O Vergine Santissima della Mercede, Voi che per pietà verso i miseri schiavi cristiani, scendeste dal Cielo, ingiungendo a San Pietro Nolasco di fondare un Ordine religioso che, con voto eroico, attendesse alla loro liberazione, deh! Vi muova a pietà lo stato di tanti che giacciono sotto la più dura schiavitù, quella del peccato. Liberateli, o Vergine Santa, e concedete loro la libertà dei figli di Dio! Minacciati, come siamo, dalla stessa schiavitù, anche per noi risplenda la vostra pietà, o Vergine Santissima della Mercede! Voi che conoscete l'insufficienza nostra nelle dure lotte contro il comune nemico, accorrete in nostro aiuto, rinsaldate le nostre vacillanti volontà, donateci la vittoria. Su Voi, Madre nostra Santissima, sono riposte le nostre speranze. Da Voi ci aspettiamo il trionfo finale per raggiungere il Paradiso e sciogliere un cantico di gloria e di ringraziamento a Voi che ne siete la Regina. Amen»







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    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.
    Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.

    Eterno Padre, intendo onorare le sante Vergini Aurélia e Neomisia, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di queste sante, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, le sante Vergini Aurélia e Neomisia possano essere mie avvocate e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»

    "24 settembre 1824.
    Col più acerbo e incredibile dolore, che nasce dal paterno affetto col quale vi amiamo, abbiamo ricevuto le tristissime notizie sulla deplorevole situazione dello Stato e sullo scompiglio delle cose ecclesiastiche, per la zizzania che ha seminato costì un uomo nemico. Infatti conosciamo bene i pregiudizi che derivano alla Religione, quando avviene che disgraziatamente si alteri la tranquillità dei popoli. In conseguenza di ciò Ci lamentiamo amaramente perché la licenza dei malvagi si manifesta impunemente; perché cresce la peste dei libri nei quali si disprezzano e sono fatti oggetto di odio i poteri ecclesiastici e civili; infine perché sorgono, come locuste dal fumo di un pozzo, quelle tenebrose aggregazioni delle quali, con San Leone, osiamo dire che vi si riunisce tutto ciò che di blasfemo e sacrilego vi è nelle sette ereticali, così come ogni genere di sudiciume in un’immonda sentina... L’antica e santa Religione, nella quale si è salvi, non può in alcun modo conservarsi in purezza e integrità quando il regno diviso in fazioni, è miserevolmente desolato, come ammonisce il Signore Gesù Cristo; infine accadrà con assoluta certezza che gl’inventori delle novità saranno costretti, loro malgrado, a invocare la verità, insieme al profeta Geremia: "Abbiamo atteso la pace e non l’abbiamo avuta; abbiamo atteso il tempo della medicina, ed ecco il terrore; abbiamo atteso il tempo della salute ed ecco il turbamento".
    Da SS Leone XII
    Etsi iam diu"



    "Sulla scia del Breve Etsi longissimo del 30 gennaio 1816 del Pontefice Pio VII, il Papa Leone XII indirizza un nuovo Breve ai Vescovi dell’America soggetta alla Spagna."

    "24 settembre 1912. Con tanto zelo ci siamo dedicati a questa cosa, in quanto, nella coscienza dell'apostolico ufficio, comprendiamo che è Nostro sacro dovere sforzarci di far sì che questi Nostri carissimi figli conservino la dottrina cattolica nella sua purezza e integrità, e di non permettere in alcun modo che la stessa loro fede sia messa in pericolo. È chiaro infatti che, se non vengono tempestivamente esortati a vigilare, c'è pericolo che essi, a poco a poco e quasi senza accorgersene, si adattino a una specie di cristianesimo vago e non definito, che si suol chiamare interconfessionale, e che si diffonde sotto la falsa etichetta di comunità cristiana, mentre evidentemente nulla vi è di più contrario alla predicazione di Gesù Cristo.
    Da SS Pio X
    Singulari quadam."


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    «"Instaurare omnia in Christo", restaurare la società al cattolicesimo integrale e contro ogni forma di ecumenismo e laicità. Questa è la risposta di San Pio X agli uomini politici che si dicono cristiani e che intendono governare secondo l'ordine di Dio.
    Non esistono altre soluzioni, non esistono compromessi»

    “Preghiera di San Pietro Canisio per conservare la vera fede”
    "Preghiere e tradizionali pie pratiche cristiane. Chiediamo a Nostro Signore di ottenere la vera fede e di perseverare"
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    “24 SETTEMBRE 2019: NOSTRA SIGNORA DELLA MERCEDE.”





    “Il 24 settembre 366 muore a Roma Papa Liberio di venerata memoria, Sommo Pontefice.

    «Disgraziatamente la leggenda s’è impadronita ben presto della figura di Liberio, il quale venne trasformato in una specie di rinnegato, aderente al partito ariano ed in conseguenza un persecutore di Felice II. Ne seguì che il primitivo culto tributato dopo morte al travagliato Pontefice e che sino ad oggi è comune a tutte le Chiese orientali, in Roma a poco a poco venne meno. Anche oggi Liberio passa poco meno per un lapso, vittima della perfidia dell’imperatore Costanzo. [...] Nel medio evo pare che in qualche calendario romano se ne festeggiasse la memoria il 17 maggio e il 23 settembre. Il calendario bizantino, il 27 agosto, celebra la memoria “τοῦ ὁσίου πατρόσ ἡμῶν καί ὁμολογητοῦ Λιβερίου Πάπα Ῥωμης” – Padre nostro, confessore della Fede e Papa di Roma. I Copti lo festeggiano il 9 ottobre: “Il riposo di san Liberio, vescovo di Roma e difensore della Fede”. Di nuovo ne ricorre la memoria il quarto giorno del loro piccolo mese supplementare: “Commemorazione di Liberio vescovo di Roma”. [...] Dopo morto, Liberio venne salutato sol titolo di confessore e di martire [...]. Insomma, quando a riguardo di Papa Liberio sant’Ambrogio scriveva alla propria sorella Marcellina: “Tempus est, soror sancta, ea quae mecum conferre soles, beatae memoriae Liberii, preaecepta revolvere, ut quo vir sanctior, eo sermo accedat gratior” (De virg. , c. IV), egli rifletteva la primigenia tradizione della Chiesa Romana, tradizione che venuta più tardi meno nell’Eterna Città, ci è stata nondimeno conservata intatta dalle più antiche Chiese di Oriente».
    (Cardinale A. I. Schuster, Liber Sacramentorum, Marietti, Torino, 1930, Vol. VIII, pp. 274-278).”


    https://www.radiospada.org/2019/09/i...-liberio-papa/
    "Il culto di San Liberio Papa di Redazione RS il 24 Settembre 2019 a cura di Giuliano Zoroddu.
    da : Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster OSB, Liber Sacramentorum. Note storiche e liturgiche sul Messale Romano. Vol. VIII. I Santi nel Mistero della Redenzione (Le Feste dei Santi dall’Ottava dei Principi degli Apostoli alla Dedicazione di S. Michele), Torino-Roma, 1932, pp. 274-278.

    SAN LIBERIO PAPA

    Oggi [23 settembre, ndr] il Geronimiano recensisce il natale di papa Liberio (352-366) Romae, depositio sancii Liberi episcopi. – Veramente, il giorno emortuale sarebbe il 24 settembre 366. – Disgraziatamente però, la leggenda s’è impadronita ben presto della figura di Liberio, il quale venne perciò trasformato in una specie di rinnegato, aderente al partito ariano, ed in conseguenza persecutore di Felice II. Ne segui che, il primitivo culto tributato subito dopo morte al travagliato Pontefice, e che sino al dì d’oggi è comune a tutte le Chiese orientali, in Roma a poco a poco venne meno. Anche oggi Liberio passa poco meno che per un lapso, vittima della perfidia dell’imperatore Costanzo.
    Non è nostro compito d’entrare qui nella tanto agitata questione di papa Liberio, circa le ragioni che indussero cioè Costanzo a far grazia all’esule Pontefice. Ci basta qui di accennare ai monumenti che dimostrano il culto liturgico ed universale in tutta la Chiesa già attribuito a Liberio; siccome pure, in modo particolare, alla fama di santità che egli godé in Roma nei tempi più vicini alla sua morte. Anche nel medio evo, pare che in qualche calendario romano se ne festeggiasse la memoria il 17 maggio ed il 23 settembre.
    Il calendario bizantino, il 27 agosto celebra la memoria τοῦ ὀσίου πατρὸς ἠμῶν καὶ Λιβερίου Πάπα Ρώμης – Dunque, “Padre nostro, confessore della Fede e Papa di Roma”.
    I Copti lo festeggiano il 9 ottobre : Il riposo di san Liberio, vescovo di Roma e difensore della Fede. Di nuovo ne ricorre la memoria il quarto giorno del loro piccolo mese supplementare: Commemorazione di Liberio vescovo di Roma.
    Quando Liberio venne cacciato in esilio per la fede Nicena, ed in sua vece fu sostituito in Roma Felice II, si suscitò nella Città uno scisma tra il popolo. Vi furono dei tumulti, degli eccidi, e l’eco delle proteste d’ attaccamento al legittimo Papa da parte della maggior parte del popolo, ci è conservato ancora in alcune epigrafi, dove si nomina appositamente Liberio, quasi ad esprimere l’adesione al suo partito.

    (de)FVNCTA EST . EVPLIA . QVAE
    VS . MAIAS . QVAE . FVIT . ANNORV
    QVE . DEPOSITA . EST . IN . PACE . SVB . LIBE(rio episcopo)

    RA
    A . CVMPAVIT
    ONVS . SEBIBO
    (sedent)E PAPA . LIBERIO

    Ma il monumento più importante a dimostrazione della venerazione che riscosse in antico papa Liberio nel cimitero di Priscilla, è la sua stessa epigrafe sepolcrale, trascritta, fortunatamente, dagli antichi collettori.

    Quam Domino fuerant devota mente parentes,
    Qui confessorem talem genuere potentem,
    Atque sacerdotem sanctum, sine felle columbam
    Divinae legis sincero corde magistrum,
    Haec te nascentem suscepit Ecclesia Mater,
    Uberibus fidei nutriens devota beatum,
    Qui pro se passurus eras mala cuncta libenter.
    Parvulus utque loqui cepisti dulcia verba,
    Mox Scripturarum lector pius indole factus,
    Ut tua lingua magis legem quam verba sonaret;
    Dilecta a Domino tua dicta infantia simplex,
    Nullis arte dolis sorde fucata malignis,
    Officio tali iusto puroque legendi,
    Atque item simplex aduliscens mente fuisti
    Maturusque animo ferventi aetate modestus
    Remotus, prudens, mitis, gravis, integer et equus,
    Haec tibi lectori innocua fuit aurea vita.
    Diaconus hinc factus iuvenis meritoque fideli
    Qui sic sincere, caste, intigreque pudice
    Serviveris sine fraude Deo, quanta pectore puro
    Atque annis aliquot fueris levita severus
    Ac tali iusta conversatione beata,
    Dignus qui merito inlibatus iure perennis
    Huic tantae Sedi Christi splendore serenae
    Electus fidei plenus summusque sacerdos,
    Qui nivea mente immaculatus Papa sederes,
    Qui bene Apostolicam doctrinam sancte doceres
    Innocuam plebem caelsti lege magister.
    Quis, te tractante, sua non peccata reflebat?
    In synodo, cunctis, Victor, superatis iniquis
    Sacrilegis, Nicaena Fides electa triumphat.
    Cantra quamplures certamen sumpseris unus
    Catholica praecincte Fide possederis omnes
    Vox tua certantis fuit haec sincera salubris:
    Atque nec hoc metuo, ncque illud committere opto.
    Haec fuit, haec semper mentis constantia firma.
    Discerptus, tractus, profugatusque Sacerdos,
    Insuper, ut faciem quodam nigrore velaret
    Nobili falsa manu portantee aemula caeli
    Ut speciem Domini foedaret luce coruscam
    En libi discrimen vehemens, non sufficit annum;
    Insuper exilio decedis martyr ad astra,
    Atque inter Patriarchas praesagosque prophetas
    Inter Apostolicam turbam Martyrumque potentum
    Cum hac turba dignus mediusque. loctitus adoras
    Mite pium Domini conspectum, iuste Sacerdos.
    Inde Ubi merito tanta est concessa potestas.
    Ut manum imponas patientibus, incola Christi,
    Daemonia expéllas, purges mundesque repletos,
    Ac salvos homines reddas animoque vigentes
    Per Patris ac Filli nomen cui credimus omnes,
    Cumque tuum obitumpraecellens tale vidimus
    Spem gerimus cuncti proprie nos esse beatos,
    Qui sumus hocgue tuum meritum fidemque secuti.

    Quanto dovettero essere devoti a Dio quei genitori
    Che diedero alla luce un sì strenuo confessore della Fede;
    Un vescovo cosi santo, vera colomba senza fiele;
    Un maestro della Divina legge, dal cuore senza doppiezza.
    Te appena nato, accolse quale Madre questa Chiesa,
    E devotamente allattò te, o beato, alle mammelle della Fede,
    Giacché in seguito tu avresti dovuto patire per la Chiesa con tanta generosità!
    Appena pargoletto cominciasti a balbettare, attesa la tua indole pia, venisti eletto a lettore,
    Perché la tua lingua proferisse le parole della Legge e non le ciance.
    Nella tua infanzia, grato al Signore, fosti semplice,
    Ed il sacro Testo giammai venne contaminato da maligne depravazioni,
    Giacché tu leggevi correttamente e con ogni fedeltà.
    Anche da giovinetto, ti distinguesti per candore, ed avanzandoti nell’adolescenza, mostrasti virilità di senno, modesto, amante della ritiratezza, prudente, mite, serio, integro, giusto.
    Questa fu l’aurea età del tuo lettorato.
    Eri ancor giovane, quando pel merito della tua Fede venisti creato diacono; allora tu esercitasti pudicamente il tuo ufficio, con sincerità, purezza, integrità e con coscienza illibata servisti al Signore.
    Trascorsi alcuni anni nell’austera dignità diaconale, attesa la tua intemerata vita, venisti reputato degno di assiderti definitivamente su questa luminosa cattedra di Cristo, divenuto Pontefice supremo della Fede, Papa immacolato, dalla coscienza monda al par della neve, onde insegnassi con santo zelo la dottrina Apostolica e fossi maestro nella divina legge al popolo santo di Dio.
    Quando tu predicavi, chi non piangeva le proprie colpe?
    Nel sinodo, riportasti vittoria sugli empi e per te trionfò la bella fede di Nicea
    Solo contro molti, ingaggiasti la lotta, e forte della tua dottrina cattolica, tutti li abbattesti. Durante il combattimento, questo fu il tuo salutare grido di battaglia: non temo le minacce, né mi arrendo alle intimidazioni.
    Questo fu costantemente il tuo sentire.
    Tu, o Pontefice, fosti allora strappato alla tua sede, trascinato via e cacciato in esilio.
    Di più, per deturpare la tua faccia con qualche neo, ti viene presentato con arte subdola un simbolo che voleva simulare quello divino, affinché il volto radiante del Salvatore ne andasse in qualche modo offuscato.
    Questo gravissimo pericolo durò oltre un anno.
    Finalmente te ne volasti al cielo ornato della palma dei Martiri a cagione del sofferto esilio ; andasti a prender posto tra i Patriarchi, i Profeti cui è svelato il futuro, gli Apostoli e la turba potente dei Martiri. Degnamente ti trovi in mezzo a questa schiera, ed adori, o Pontefice giusto, il mite volto di Dio.
    Ben a ragione dal cielo ti è stato concesso il potere d’imporre le tue mani agli infermi, di cacciare i demoni, di liberare gli ossessi e di restituire i mortali a sanità ed a valida salute. Pel nome del Padre e del Figlio nel quale tutti giuriam fede, poiché fummo testimoni di tua morte tanto gloriosa, noi tutti nutriamo altresì fiducia di giungere alla vera beatitudine, dal momento che siamo altresì solidari della fede e dei meriti tuoi.

    Anche nell’epigrafe funeraria di papa Siricio, gli si ascrive a merito che seguì nel suo esilio papa Liberio, dapprima come semplice lettore, quindi in ufficio di diacono :

    LIBERIVM . LECTOR MOX . ET . LEVITA . SECVTVS

    Insomma, non ostante che la diceria sulla momentanea debolezza dell’esule Liberio abbia ritrovato largo credito anche fra alcuni Padri:

    Insuper, ut faciem quodam nigrore foedaret,

    Roma cattolica rigettò tuttavia questa calunnia sugli stessi persecutori della fede Nicena e dell’intrepido Pontefice. Il Papa punto non si lasciò ingannare dai falsa aemula caeli, ma sostenne a lungo un discrimen vehemens, sempre costante nella professione del simbolo ortodosso, che a Milano gli era già valsa da Costanzo la sentenza dell’esilio. Dopo morto, Liberio venne salutato col titolo di confessore e di martire; la sua tomba nel cimitero di Priscilla divenne celebre per i miracoli che vi si operavano; anzi, tra le rare immagini dei Pontefici della prima età, noi troviamo in una pittura della seconda metà del IV secolo nel cimitero di Pretestato, quella precisamente di papa Liberio insieme coi due stessi Principi degli Apostoli e col celebre martire dell’Appia, Sisto II. Insomma, quando a riguardo di papa Liberio sant’Ambrogio scriveva alla propria sorella Marcellina: «Tempus est, soror santa, ea quae mecum conferre soles, beatae memoriae Lìberii praecepta revolvere, ut quo vir sanctior, eo sermo accedat gratior»*, egli rifletteva la primigenia tradizione della Chiesa Romana, tradizione che, venuta più tardi meno nell’Eterna Città, ci è stata nondimeno conservata intatta dalle più antiche Chiese di Oriente. In onore di Liberio, il cui pontificato in Roma ritrova ancor oggi il suo classico monumento onorario sull’Esquilino, nella basilica Liberiana, riferiremo il seguente verso che adorna i menei greci in
    onore del grande Difensore della fede nicena:

    Τὸν πλοῦτον ἀντελέιβ Λιβέριος νῦν ἔχει
    Ὂν ὀυρανοῖς ἣν ἐφρώνως θησαυρίσας

    Liberio (che partendo per l’esilio di Berea aveva rimandato indietro all’imperatore i cinquanta soldi che questi gli aveva offerti pel viaggio) ora può attingere largamente al tesoro che egli saggiamente ha ammassato per il cielo.

    * «È tempo, santa sorella, di riandare a quei precetti di Liberio di beata memoria. su quali di quando in quando sei solita parlare come me: più caro di riesca questo mio dire quanto è più santo l’uomo [i.e. papa Liberio] da cui esso viene» (De virgin. III, 1)"
    https://i2.wp.com/www.radiospada.org...70%2C630&ssl=1






    “Il 24 settembre 1143 muore Papa Innocenzo II Papareschi, Sommo Pontefice.”








    “24 Settembre -Beata Vergine Maria della Mercede
    https://www.preghiereperlafamiglia.i...la-mercede.htm
    24 SETTEMBRE BEATA VERGINE MARIA DELLA MERCEDE.

    Tra le famiglie religiose dedicate alla Madre di Cristo, vi è l'Ordine della beata Vergine Maria della mercede (Misericordia), fondato a Barcellona nel 1218, per la redenzione dei cristiani prigionieri, da san Pietro Nolasco (†1256) con la collaborazione di san Raimondo di Peñafort (†1275} e di Giacomo I († 1276), re di Aragona. La beata Vergine sotto il titolo «della mercede» è venerata soprattutto in Aragona e in Catalogna, come pure in numerose regioni dell'America Latina. La fondazione dell'Ordine Mercedario, fu ispirata a S. Pietro Nolasco da Maria: i Mercedari, fissando la loro attenzione su Maria, le hanno attribuito il titolo della Mercede o della Misericordia perché, come diceva Alfonso X il Savio: "Redimere gli schiavi è opera di grande Merced ", ossia di Misericordia. E' un Ordine religioso profondamente inserito nella vita della Chiesa che opera soprattutto là dove è necessario portare la liberazione redentrice del Vangelo, dove l'uomo viene sfruttato e oppresso, dove la sua fede e la sua dignità di persona sono in pericolo. L' Ordine è composto di sacerdoti e di fratelli cooperatori che vivono la stessa vita religiosa.”





    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 24 settembre. Madonna della Mercede
    http://www.unavoce-ve.it/pg-24set.htm
    “24 SETTEMBRE: MADONNA DELLA MERCEDE.

    Forza e dolcezza.
    Settembre termina con la lettura, nell'Ufficio del tempo, dei libri di Giuditta e di Ester. Ester e Giuditta, liberatrici gloriose, sono figura di Maria, la nascita della quale illumina tutto il mese di un fulgore così puro, che il mondo ha già sperimentato utile.
    Adonai, Signore, tu sei grande; ti ammiro, o Dio, che rimetti la salvezza nelle mani della donna (Antifona del Magnificat ai primi Vespri della IV domenica di settembre). La Chiesa inizia così la storia dell'eroina che salvò Betulia con la spada, mentre, per strappare il suo popolo dalla morte, la nipote di Mardocheo adoperò soltanto fascino e preghiere. Dolcezza dell'una, valore nell'altra, bellezza in tutte e due; ma la Regina, che si è scelto il Re dei re, tutto eclissa con la sua perfezione senza rivali e la festa di oggi è un monumento della potenza che spiega per liberare, a sua volta, i suoi.
    La schiavitù.
    L'impero della Mezzaluna non cresceva più. In declino in Spagna, fermato in Oriente dal regno latino di Gerusalemme, nel secolo XII, lo si vide cercare nella pirateria gli schiavi che le conquiste non fornivano più. Ormai poco molestata dalla Crociata, l'Africa saracena corse i mari, per rifornire il mercato mussulmano. L'anima freme al pensiero di innumerevoli sventurati di ogni condizione, di ogni sesso, di ogni età, strappati alle regioni costiere dei paesi cristiani, o catturati sui flutti, e distribuiti negli Harem o nelle galere. Ma, nel segreto delle prigioni senza storia, Dio non fu meno onorato che nelle lotte degli antichi martiri, perché eroismi ammirabili riempirono il mondo della loro fama e, dopo dodici secoli, sotto gli occhi degli angeli, Maria aprì nel dominio della carità orizzonti nuovi nei quali i cristiani rimasti liberi, votandosi al soccorso dei fratelli avrebbero dato prova di eroismi ancora sconosciuti. Non vi è qui una ragione della presenza del male passeggero di questa terra? Sarebbe senza di esso meno bello il cielo, che deve durare eternamente.
    Gli Ordini per il riscatto degli schiavi.
    L'Ordine della Mercede, a differenza di quello della SS. Trinità, che l'aveva preceduto di 20 anni, fondato in pieno campo di battaglia contro i Mori, ebbe alla sua origine più cavalieri che sacerdoti. Fu chiamato Ordine reale, militare e religioso della Madonna della Mercede per la redenzione degli schiavi e i suoi sacerdoti attendevano all'Ufficio corale nelle Commende dell'Ordine, mentre i cavalieri sorvegliavano le coste e adempivano la missione rischiosa del riscatto dei prigionieri cristiani. San Pietro Nolasco fu il primo Commendatore o Maestro Generale dell'Ordine e quando furono trovati i suoi resti lo si trovò ancora armato di corazza e di spada.
    Leggiamo le righe che seguono, nelle quali la Chiesa, ricordando fatti noti, ci dà oggi il suo pensiero (Festa dei santi Pietro Nolasco e Raimondo di Pegnafort, 28 e 23 gennaio).
    Quando il giogo Saraceno pesava sulla parte più grande e più bella della Spagna, mentre innumerevoli infelici, in una spaventevole schiavitù, erano esposti al pericolo continuo di rinnegare la fede e di dimenticare la loro eterna salvezza, la Beata Regina del cielo, rimediando nella sua bontà a tanti mali, rivelò la sua grande carità, per riscattare i suoi figli. Apparve a san Pietro Nolasco, che pari alla ricchezza aveva la fede e che, nelle sue meditazioni davanti a Dio, pensava continuamente al modo di portare aiuto ai molti cristiani prigionieri dei Mori. Dolce e benigna, la Beata Vergine si degnò dirgli che, insieme con il suo Figlio, avrebbe gradito la fondazione di un Ordine religioso, che avesse lo scopo di liberare i prigionieri dalla tirannia dei Turchi e, incoraggiato da questa visione, l'uomo di Dio si pose all'opera con un ardore di carità che sarebbe impossibile descrivere ed ebbe da quel momento un solo pensiero: consacrare sé e l'Ordine che avrebbe fondato all'altissima missione di carità di rischiare la vita per i suoi amici e per il prossimo.
    Nella stessa notte la Vergine Santissima si era manifestata al beato Raimondo da Pegnafort e al re Giacomo di Aragona, rivelando anche ad essi il suo desiderio e pregandoli di impegnarsi in un'opera così importante. Pietro corse tosto ai piedi di Raimondo, suo confessore, per esporgli ogni cosa. Lo trovò già preparato da Dio e si affidò alla sua direzione. Intervenne allora il re Giacomo, onorato egli pure della visione della Beata Vergine e risoluto di realizzare il desiderio da Lei manifestato. Dopo averne trattato insieme, in perfetto accordo, si dedicarono alla fondazione dell'Ordine in onore della Beata Vergine, che avrebbero intitolato con il nome di Santa Maria della Mercede per la Redenzione degli schiavi.
    Il 10 agosto dell'anno del Signore 1218, il re Giacomo pose in opera il progetto già maturato dai santi personaggi e i religiosi si obbligavano con un quarto voto a restare ostaggio presso le potenze pagane, se si fosse reso necessario per liberare i cristiani. Il Re concedette che i religiosi portassero sul proprio petto le sue insegne ed ebbe cura di ottenere da Gregorio IX la conferma dell'Ordine religioso, che si proponeva così grande carità verso il prossimo. Dio stesso, per mezzo della Beata Vergine, diede all'opera tale sviluppo che fu presto nota nel mondo intero ed ebbe molti membri insigni per santità, pietà e carità e, raccogliendo le offerte dei fedeli di Cristo e impiegandole nel riscatto del prossimo, offrendo spesso per il riscatto sé stessi, liberarono molti. Era doveroso rendere grazie a Dio e alla Vergine Madre per una istituzione così bella e per tanti benefici operati e la Sede Apostolica, con i mille privilegi concessi all'Ordine, accordò la celebrazione di questa festa particolare e il suo Ufficio.
    La Vergine liberatrice.
    Sii benedetta, tu, onore del nostro popolo e nostra gioia (Giudit. 15, 10). Nel giorno della tua Assunzione gloriosa era bello per noi vederti salire a prendere il titolo di Regina (Ester 4, 14) e la storia dell'umanità è piena dei tuoi interventi misericordiosi. Si contano a milioni quelli cui tu hai spezzato le catene, i prigionieri da te strappati all'inferno dei Saraceni, vestibolo dell'inferno di Satana. In questo mondo, che gioisce al ricordo recentemente rinnovato della tua nascita, il tuo sorriso bastò sempre a dissipare le nubi e ad asciugare il pianto. Quanti dolori tuttavia sono ancora su questa terra sulla quale nei giorni della tua vita terrena anche tu hai voluto gustare a lungo il calice della sofferenza! Dolori che santificano, dolori per qualcuno fecondi ma, purtroppo anche dolori sterili, dannosi, di sventurati che l'ingiustizia sociale inasprisce, per i quali la schiavitù dell'officina, lo sfruttamento multiforme del più forte sul debole appaiono peggiore della schiavitù in Algeria o a Tunisi. Tu sola, o Maria, puoi spezzare questi legami inestricabili coi quali l'ironia del principe del mondo incatena una società che ha portato allo sbandamento in nome della libertà, dell'eguaglianza. Degnati intervenire; mostra che tu sei Regina. Tutta la terra, l'umanità, ti dice, come Mardocheo a colei ch'egli aveva nutrito: Parla al re per noi, liberaci dalla morte (Ester 15, 1-3).
    da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. ROBERTI, P. GRAZIANI e P. SUFFIA, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 1104-1106.”







    www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    http://www.agerecontra.it/

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "Sito dedicato alla crisi dottrinale nella Chiesa Cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio"
    http://www.centrosangiorgio.com/


    C.M.R.I. - "Congregatio Mariae Reginae Immacolata" ("Congregation of Mary Immaculate Queen" "Congregazione di Maria Regina Immacolata"):
    http://www.cmri.org/ital-index.html





    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/


    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    "Home | Traditional Latin Mass Resources"
    http://www.traditionalmass.org/

    http://www.traditionalcatholicpriest.com/





    "Como ovejas sin Pastor"
    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com
    https://moimunanblog.files.wordpress...-img_94751.jpg







    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    http://wordpress.catholicapedia.net/





    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].
    Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la Sainte Messe selon le missel de Saint Pie V»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur”


    “24 septembre
    La fête de Notre-Dame de la Merci est une condamnation de la "religion" du croissant et par anticipation des rencontres interreligieuses.
    Personne ne peut dire combien ont souffert les fidèles au début du VIIème siècle en Espagne sous la tyrannie de la fausse religion : écorchement, supplice du feu, réduction à l'esclavage.
    Aujourd'hui, il y a un esclavage plus terrible : l'apostasie des Nations et le désarroi des hommes d'Église.
    Cette fois encore, notre secours est dans le recours à Celle qui écrase la tête du Serpent, qui a reçu la mission de vaincre toutes les hérésies, dans la fidélité au devoir d'état et dans la pratique des vertus chrétiennes.
    Nous commémorons aussi en ce jour la rencontre des prêtres sortis de la Fraternité avec Monseigneur Guérard des Lauriers arrivée le 24 septembre 1986, après avoir prié Notre-Dame du Bon Conseil.”

    24 septembre : Notre-Dame de la Merci :: Ligue Saint Amédée
    “24 Septembre : Notre-Dame de la Merci.”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...dame_merci.jpg







    AVE MARIA!!!
    MADONNA DELLA MERCEDE PREGA PER NOI!!!
    Nos cum prole pia benedicat Virgo Maria!!!
    Ad majorem Dei gloriam - Per la maggior gloria di Dio!!! A.M.D.G.
    Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen.
    «O Santissima Trinità, vi adoro! Mio Dio, mio Dio, Vi amo nel Santissimo Sacramento!»
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 
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