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Discussione: Le bugie impossibili

  1. #1
    Israele= Paese terrorista
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    Predefinito Le BUGIE impossibili

    Gia' ieri pomeriggio davano per le elezioni in IRAK con un affluenza del 60%, stamattina danno la stessa percentuale, strano che per un paese come e' messo l'IRAK si abbiano i valori dell'affluenza alle urne, strano anche che i sondaggi" diano vincente il burattino filousa.

    Ora sara' mai possibile che questi dati siano stati dati su di un sondaggio vero e su dei numeri veri? Cosa hanno fatto hanno telefonato agli IRACHENI!!!!!!!!!!!!!!!

    Ma come si fa a credere che le persone siano cosi' sceme, ma forse conoscono qualcuno del forum tipi Hyde e Amati.
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
    I MELONOMI, i sudditi della meloni
    Israele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF

  2. #2
    Israele= Paese terrorista
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    Mi aspettavo che qualche filousa cecato mi smentisse, ma come vedo nessuno e' in grado di farlo, sicuramente eprche' ho ragione io, alla TV hanno dato quei dati gia' stabiliti da giorni dagli USA, come hanno gia' deciso chi guidera' l'IRAQ, un nuovo dittatore mascherato che seguira gli ordini degli USA dandogli il controllo di un grande paese del MO.
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
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  3. #3
    email non funzionante
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    Predefinito

    Anch'io ho dei dubbi sulle cifre, ma penso che, anche se non del tutto regolari, queste elezioni siano sempre meglio di niente.

    Pier

  4. #4
    stellarossa1959
    Ospite

    Predefinito

    Elezioni in Iraq. Un maquillage provvisorio
    I conti non tornano ed i mass media hanno dato il peggio di sé
    Editoriale di Radio Città Aperta 31.01.2005
    Alle cinque del pomeriggio di domenica (le quindici ora italiana), si
    sono chiuse le urne per le elezioni in Iraq. I primi incespicamenti sono
    cominciati proprio sui dati dell'affluenza alle urne. Una settimana
    prima del 30 gennaio, il presidente statunitense Bush aveva profetizzato
    in una conferenza stampa che l'affluenza sarebbe stata del 72%, ed
    effettivamente per almeno due ore e mezzo, le agenzie internazionali e
    le televisioni di domenica 30 gennaio hanno tenuto bordone alla profezia
    di Bush, passando per buono il dato del 72%. Nel primo pomeriggio il
    nuovo segretario di stato americano Condoleeza Rice dichiarava che le
    cose stavano andando meglio del previsto. Intorno alle 17.00 (ora
    italiana) la Commissione elettorale irachena doveva smentirsi rivelando
    che l'affluenza era.del 60% e che quella del 72% era una stima (essendo
    una stima annunciata da Bush era diventata una verità). Ma le agenzie di
    stampa e i colonnini delle televisioni continuavano a mantenere in
    evidenza la dichiarazione di Condoleeza Rice di tre ore prima secondo
    cui "le cose stanno andando meglio del previsto".
    Ed i risultati elettorali? I primi si sapranno dopo una settimana, i
    definitivi dopo dieci giorni. Motivo? La sicurezza ovviamente, lo stesso
    motivo per cui la gente doveva votare candidati anonimi in quanto non
    erano scritti sulle liste. Ma in Iraq c'erano osservatori
    internazionali? Si, c'erano tra i 19 e i 25 funzionari delle Nazioni
    Unite coordinati dal rappresentante Carlos Valenzuela integrati in una
    squadra di 50 esperti internazionali delle Nazioni Unite e di altre
    organizzazioni (tra cui il famigerato International Crisis Group creato
    da George Soros). Ma anche i funzionari delle Nazioni Unite non si sono
    sottratti alle gaffe sulla valutazione dell'affluenza al voto, infatti
    per ore hanno tenuto bordone alla versione del 72%, dopodichè devono
    essersi resi conto che la cosa non era gestibile.

    Per le elezioni in Iraq gli aventi diritto erano circa 14.200.000 a cui
    vanno aggiunti circa 1.200.00 iracheni residenti all'estero. Di questi
    ultimi si sono registrati per votare meno del 25% (circa 280.000) , il
    numero più alto di iracheni all'estero registratisi è in Iran, il più
    basso in Francia e Turchia. Il 60% di affluenza alle urne dichiarato in
    Iraq, è un dato "assai dilatato" perché se sono otto milioni gli
    iracheni che sono andati a votare, ne mancherebbero - per far quadrare
    il dato dichiarato- più di mezzo milione, altrimenti il dato scenderebbe
    di almeno 6 punti percentuali, il che si avvicina alle più realistiche
    previsioni fatte dalla IECI (la Commissione Elettorale Indipendente
    Irachena) che parlavano di un 50% di affluenza.
    Gli osservatori confermano che nelle città delle province centrali
    sunnite i seggi erano deserti, ma che anche nel sud sciita o nei
    quartieri sciiti di Bagdad l'affluenza non è stata così massiccia. Alle
    elezioni hanno dunque partecipato praticamente solo i kurdi (che hanno
    votato massicciamente) e circa la metà degli sciiti.
    Al boicottaggio delle elezioni non avevano chiamato solo le forze che
    animano la resistenza armata, ma anche coalizioni di forze politiche
    interetniche ed interreligiose come l'Iraqi National Foundation Congress
    composto da personalità e da una trentina di partiti; il leader sciita
    Moqtada Al Sadr ed intellettuali laici che avevano firmato la
    dichiarazione promossa da Mussa Al Husseini. Si tratta di settori
    importanti della società irachena.

    Elezioni-vetrina. A dicembre si vota di nuovo.
    Queste elezioni sono servite per eleggere due istanze a livello iracheno
    e tre a livello delle province kurde:
    1) l'Assemblea Nazionale di transizione composta da 275 membri che
    funzionerà da parlamento fino allo svolgimento di elezioni per un organo
    permanente;
    2) I consigli regionali delle 18 province irachene, composti da 41
    membri ciascuno, tranne Bagdad che deve eleggerne 51
    3) L'Assemblea Nazionale del Kurdistan solo per le tre province del
    Nord Iraq composta da 111 membri.
    Una volta eletta, l'Assemblea nazionale dovrà scegliere un presidente e
    due vicepresidenti che daranno vita al Consiglio di Presidenza che a sua
    volta nominerà il primo Ministro e i componenti del governo. Inoltre
    l'Assemblea Nazionale dovrà stendere entro il 15 agosto 2005 una
    Costituzione che dovrebbe essere approvata con un referendum da tenersi
    entro il 15 ottobre di quest'anno. Se la Costituzione verrà approvata,
    nel dicembre 2005 si terranno nuove elezioni per il governo vero e
    proprio. Di fatto, queste elezioni per la maggioranza degli iracheni
    sono state più una vetrina internazionale ad uso e consumo
    dell'occupazione militare della coalizione guidata dagli USA che un dato
    sostanziale (infatti a dicembre si dovrebbe votare di nuovo per il
    governo). Gli unici che hanno preso seriamente la vicenda sono i due
    partiti kurdi (PDK e UPK) che puntano al controllo totale delle tre
    province del Nord, inclusa quella di Kirkuk dove i kurdi non sono
    proprio maggioritari ma che è decisiva per mettere le mani sul petrolio.
    In questa provincia, oltre alle minacce della Turchia, cominciano a
    pesare le preoccupazioni per l'ondata di pulizia etnica messa in opera
    dalle milizie kurde con l'obiettivo di "de-arabizzare" Kirkuk e
    stringere la minoranza turcomanna (che ha però il sostegno della
    Turchia). Se le cose dovessero precipitare in Iraq, lo spettro della
    secessione kurda nel nord (con il pieno appoggio di USA e Israele e
    l'aperta ostilità della Turchia) diventerebbe realtà, coronando così il
    progetto di cantonizzazione dell'Iraq accarezzato da decenni dai
    likudzik della Casa Bianca e di Tel Aviv. E' molto probabile che la
    resistenza irachena non sia da ritenersi persuasa del risultato
    elettorale e che pertanto continuerà ad attaccare le forze militari
    d'occupazione ed i collaborazionisti. Le macerie lasciate da questa
    guerra in Iraq non potranno essere ripulite con le operazioni di
    maquillage elettorale.

    _____

    Mail: <mailto:segreteria@radiocittaperta.it>
    segreteria@radiocittaperta.it
    Sito: <http://www.radiocittaperta.it> http://www.radiocittaperta.it
    .

  5. #5
    stellarossa1959
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    Avete visto le percentuali "bulgare" degli irakeni all'estero?
    HA VOTATO SOLO IL 25%!!!!

  6. #6
    Israele= Paese terrorista
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    Aggiungo una chicca, ieri mattina 30/12 su SKY TG24 alle 12 stavano commentando le elezioni irachene, le domande erano del tipo, L'affluenza alle urne e' stata bassa, il Bnanana intervistato rispondeva, "Lo sapevamo fin dall'inizio che sarebbe stata bassa, siamo pero' contenti del risultato anche se ancora siamo lontani dalle % delle dempocrazie.

    Alle 13 il TG1 apriva con il titolo GARNDE AFFLUENZA ALLE URNE IN IRAQ, molti hanno votato al mattino presto per questioni di sicurezza:

    Ora mi chiedo:

    O l'intervista delle 12 di SKY era registrata oppure dall'alto e' arrivato l'ordine di diffusione di questi dati palesemente falsi anche perche' impossibiliti ad averli in mano viste le condizioni del paese.

    Ma poi i sondaggi che danno per vinvente la'ttulae burattino filousa fa ancora piu' ridere, sopratutto le votazioni a falluja, dove lattuale "presidente" (chiamiamolo dittatore) ha autorizzato l'uso dei bombardamenti facendo milgiai di morti.................. e poi quelli di falluja sono andati a votarlo per ricompensarlo?


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  7. #7
    stellarossa1959
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    Bush aveva profetizzato il 72%
    Condoleeza il 60%.
    Ha vinto la profetessa Condoleeza.
    Non avevo dubbi.
    E tutti i babbei bananas in circolo a saltare di gioia intorno alla BALLA.
    Poveretti.

  8. #8
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    In Origine Postato da stellarossa1959
    Bush aveva profetizzato il 72%
    Condoleeza il 60%.
    Ha vinto la profetessa Condoleeza.
    Non avevo dubbi.
    E tutti i babbei bananas in circolo a saltare di gioia intorno alla BALLA.
    Poveretti.
    Lasciali saltare, d'latra parte saltavano anche 2 anni fa quando dissero che era finita la guerra in IRAQ..... e po se pensi che un imbecille disse chi non salta un italiano eh eh........ difatti loro saltano sono AM.
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  9. #9
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    In Origine Postato da FLenzi
    Mi aspettavo che qualche filousa cecato mi smentisse, ma come vedo nessuno e' in grado di farlo
    Scomparsi!
    Scomparsi pure i cento cloni...fininvest.

  10. #10
    Viva la piadina!!!
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    Gli unici ch e possono avere avuto una afflunenza bassa sono i sunniti nel triangolo, ma questi rappresentano il 20% della popolazione.

    I Curdi (pure loro sunniti e 20% della popolazione) e gli sciiti sono andati a votare abbondatemente, e solo gli sciiti contano per un 60% della popolazione.

    Basta vedere chi e' intervenuto per capire quanto siete attendibili..

 

 
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