IRAQ LIBERO – COMITATI PER LA RESISTENZA DEL POPOLO IRACHENO



www.iraqlibero.at



comitato_nazionale@iraqlibero.at



Nel sito www.iraqlibero.at potete trovare informazioni, analisi ed altri documenti utili





Questo bollettino contiene:

1. Noi non la beviamo. La farsa elettorale è passata, la Resistenza rimane

2. Domenica 6 febbraio a Firenze riunione nazionale in preparazione della manifestazione del 19 marzo

3. La Resistenza irachena a Porto Alegre

4. Il 13 febbraio a Francoforte incontro preparatorio per la conferenza internazionale in appoggio alla Resistenza irachena



------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

1. Noi non la beviamo. La farsa elettorale è passata, la Resistenza rimane



Avevamo scritto nell’ultimo bollettino: “il 30 gennaio andrà dunque in scena il grande imbroglio”.

Così è stato.

Da tre giorni il sistema mediatico occidentale, sempre subalterno nei passaggi decisivi alle esigenze di Washington, esalta indecentemente l’esito delle cosiddette “elezioni” irachene.

Da tre giorni ci vengono sfornati numeri non solo smaccatamente falsi, non solo palesemente inattendibili ad ogni esame minimamente serio, ma anche clamorosamente contraddittori.

Alle 13 di domenica (cioè a votazione ancora in corso) la commissione elettorale sparava un assurdo 72% - esattamente la stessa percentuale che Bush in persona aveva “previsto” qualche giorno prima! -, alla fine della giornata veniva indicata una percentuale attorno al 60%, oggi, a 48 ore di distanza non si parla più di numeri.

L’importante è aver fatto entrare nella testa delle persone che “le elezioni sono riuscite”, i “votanti sono stati superiori ad ogni previsione”, eccetera.

Quasi nessuno si chiede come possa essere stato così efficiente nella conta dei votanti un sistema che impiegherà 10 giorni a contare, e certo ad aggiustare, i voti di lista!

L’importante è far passare l’idea di un Iraq in via di normalizzazione, ben felice della “democrazia” americana portata con le bombe.



Ma la cosa davvero grave, anche se non ci stupisce, è che la “verità” degli occupanti è presa per buona un po’ da tutti. In Italia i notiziari del mattino della domenica parlavano di una Bagdad deserta, poi all’improvviso tutti i mezzi di comunicazione hanno iniziato a diffondere le cifre della commissione elettorale, organismo controllato direttamente dagli USA.

Tutti si sono dati da fare per accreditare l’immagine di un paese in coda ai seggi. Già, ma quali seggi? Sarà un caso, ma tutti i giornali fanno riferimento a 5 seggi – quelli dal n° 6001 al n° 6005 – seggi evidentemente preparati in maniera accurata per dare ai giornalisti il quadretto idilliaco congegnato dagli occupanti affinché venisse rilanciato nel sistema mediatico mondiale.



Potremmo fare innumerevoli esempi di questa farsa, ma certo possiamo ben poco di fronte al bombardamento dell’informazione imperialista. In questi casi la cosa migliore è invitare tutti a riflettere.

Riflettere non solo su un potere dispotico che non contento di aver fatto una guerra, di aver occupato militarmente un paese, di averlo ferito e saccheggiato, vuole anche presentarsi come portatore di democrazia e libertà.

No, occorre anche riflettere sulla capacità di questo potere di essere pervasivo, di riuscire ad essere egemone tanto a destra quanto a sinistra. Se l’esultanza del governo italiano è perfettamente in linea con i suoi padroni americani, se quella del centrosinistra è appena un po’ più contenuta solo per non compiacere troppo Berlusconi, che dire delle posizioni espresse da Bertinotti?

Su Liberazione di oggi, in mezzo ad articoli ispirati ad un cerchiobottismo indecente, spunta questa frase di Bertinotti: “Ogni volta che un popolo riesce a votare è un’esperienza che va apprezzata”.

La frase successiva, che riconosce che elezioni in stato di occupazione non possono definirsi libere, non modifica l’approccio di fondo, ribadito del resto da altre prese di posizione di dirigenti del Prc.

In questi casi l’ambiguità ha solo un significato, quello di coprire il senso vero di una posizione subalterna e nei fatti collaborazionista.

Se non si denuncia con forza un imbroglio, alla fine di quell’imbroglio si è complici.

Se non lo fa chi ha la tribuna per farlo non di omissione si tratta ma di connivenza di fatto.

Non è questa la sede per analizzare le ragioni di questo comportamento servile, abbiamo però il dovere di denunciarlo.

Le elezioni del 30 gennaio sono state una truffa. Chi lo nega, anche solo omettendo la denuncia di questo inganno, non può pretendere di rappresentare il movimento contro la guerra



Noi siamo fiduciosi sulle capacità di Resistenza del popolo iracheno. La lotta di liberazione andrà avanti ed il tempo restituirà alle elezioni del 30 gennaio il loro significato più vero, quello di essere state le ELEZIONI DEL GRANDE IMBROGLIO.

Qualcuno ha giustamente ricordato un precedente storico assai interessante. Nel 1967 si svolsero le elezioni presidenziali nell’allora Vietnam del Sud retto da un regime fantoccio asservito agli USA. Votò, si disse, l’83% degli aventi diritto nonostante quella che venne definita come “campagna terroristica dei Vietcong”.

Pochi mesi dopo veniva lanciata l’offensiva del Tet, e nel 1975 sappiamo tutti come è andata a finire!

Ma quelle di domenica non sono state semplici “elezioni”, perché attraverso di esse si è realizzata una delle più grandi operazioni ideologiche dei nostri tempi. Un’operazione che ha potuto svolgersi grazie anche all’atteggiamento da coscienza critica degli oppressori che caratterizza la sinistra “politicamente corretta”.



E’ un’operazione che servirà sempre di più ad etichettare i resistenti come “terroristi”, in Iraq come in ogni altra parte del mondo.

In Italia, già oggi, il solito giudice di regime ha preso la palla al balzo per rovesciare la sentenza di Milano riportando in carcere i due militanti islamici messi in libertà da pochi giorni.

Anche su questo fronte di lotta chiamiamo alla mobilitazione.



Libertà per chi combatte contro l’oppressione imperialista!



Con la Resistenza fino alla vittoria!





*************************



2. Domenica 6 febbraio a Firenze riunione nazionale

in preparazione della manifestazione del 19 marzo



DOMENICA 6 FEBBRAIO – FIRENZE – ORE 10 – SALA DELLA BIBLIOTECA PRESSO LA SMS DI RIFREDI – VIA VITTORIO EMANUELE 303

Riunione nazionale di tutte le realtà che condividono l’esigenza di manifestare sabato 19 marzo in occasione del secondo anniversario dell’inizio dell’aggressione all’Iraq.



La riunione dovrà decidere le iniziative da programmare per il 19 marzo nel nostro paese.



19 MARZO 2005

Un anniversario che non deve passare sotto silenzio



Il 20 marzo 2003 è la data di inizio dell’aggressione angloamericana all’Iraq. Quell’attacco era stato preceduto da un’altra guerra criminale nel 1991 e da un embargo genocida che aveva ucciso un milione e 500mila iracheni. Con la nuova guerra, l’esercito più potente del mondo muoveva alla conquista di un paese debilitato che pensava di assoggettare in breve.

Per fortuna le cose sono andate diversamente e, alla presa di Bagdad (9 aprile), non ha fatto seguito un’effettiva normalizzazione, bensì l’avvio della lotta di Resistenza.



Il 20 marzo 2004, in occasione del primo anniversario, hanno manifestato contro l’occupazione milioni di persone in tutto il mondo, ma è stato soprattutto a Roma che le vie si sono riempite di nuovo con gli slogan di centinaia di migliaia di manifestanti e con decine di striscioni a favore della Resistenza.

Dopo pochi giorni, nell’aprile 2004, le insurrezioni di diverse città irachene hanno mostrato a tutti il carattere popolare e di massa della lotta di liberazione in corso.



Il 20 marzo 2005 (o meglio il 19, cioè il sabato più vicino alla ricorrenza), rischia invece di passare sotto silenzio.

Il Social Forum Europeo, in evidente ripiegamento ed imprigionato nelle proprie contraddizioni oltre che nelle logiche del “politicamente corretto”, ha infatti deciso di indire una manifestazione per quel giorno solo a Bruxelles.

Eppure, il secondo anniversario non sarà meno significativo del primo, perché il secondo anno di guerra e resistenza è stato ricco di avvenimenti politici e militari di straordinaria importanza, ricco di insegnamenti ed indicazioni.



Il secondo anno di guerra e resistenza, si pensi alla logica sterminista da “soluzione finale” che ha guidato l’attacco americano di novembre alla città simbolo di Falluja, o si richiami alla mente la pratica sistematica delle torture emersa ad Abu Graib, ha messo in luce le caratteristiche più vere e profonde della “Guerra infinita” proclamata da Bush.

Il secondo anno di guerra e resistenza ha mostrato, però, anche le dimensioni, la forza, il radicamento del movimento di liberazione nazionale che sta di fatto bloccando i progetti politico-militari della superpotenza americana.

E’ possibile che su tutto ciò il movimento non abbia niente da dire? No, non è possibile.

I Comitati Iraq Libero ritengono perciò assolutamente inaccettabile la decisione dei vertici del Social Forum. Una decisione che – ne siamo certi – contrasta con il comune sentire del grosso dei militanti che hanno dato vita e forza al movimento contro la guerra nel nostro paese.



A loro ci rivolgiamo perché il 19 marzo sia una giornata di lotta e di mobilitazione.





Basta guerra, basta occupazione!

Via tutte le truppe a partire da quelle italiane!

Con la lotta di resistenza del popolo iracheno per la libertà e l’autodeterminazione!





*************************



3. La Resistenza irachena a Porto Alegre



30 gennaio 2005: la Resistenza Irachena a Porto Alegre


Il 30 gennaio si è svolta a Porto Alegre la manifestazione a sostegno della Resistenza Irachena, organizzata dal Campo Antimperialista, dal Comitato Iraq Libero e dall’Alleanza Patriottica Irachena, insieme ad altre forze brasiliane e non.

Il corteo, cui hanno partecipato circa cinquecento persone, è partito alle 11 dal Gasometro in direzione dell’Anfiteatro. Lo striscione di apertura recitava “Contro l’occupazione con la Resistenza Irachena”; a seguire striscioni di contenuto analogo, striscioni inneggianti alla Resistenza Palestinese, bandiere irachene, palestinesi e del Paese Basco, striscioni e bandiere delle forze partecipanti. Lungo il percorso i partecipanti hanno tenuto un atteggiamento ordinato e militante; niente musica sparata a tutto volume ma comizi volanti, slogans e canti appropriati. Ad un certo punto il corteo ha incrociato una manifestazione dei Sem Terra e una di alcune organizzazioni indigene: nessun problema, saluti e scambi di bandiere. La manifestazione si è conclusa nei pressi della Tenda Palestinese allestita dalla Confederazione Arabo-Palestinese del Brasile, con i seguenti interventi: Jawat Al Kalisi, Partito Comunista Rivoluzionario - Argentina, Movimento Socialista dei Lavoratori (MST) - Argentina, Partito Socialista dei Lavoratori Unificato (PSTU) - Brasile, John Catalinotto - IAC USA, Guerry Hodderson del Freedom Socialist Party - USA, Partito Comunista Rivoluzionario (PCR) Brasile, Sammi Alaa dell’Alleanza Patriottica Irachena, Campo Antimperialista. Inoltre sono intervenuti anche singoli compagni non organizzati. Tutti gli interventi hanno espresso un sostegno convinto ed inequivocabile alla Resistenza Irachena, senza sottilizzare sulla sua composizione e sui suoi metodi di lotta; in molti poi hanno sottolineato che il miglior sostegno alla Resistenza consiste nel lottare contro l’oppressione nei rispettivi paesi, anche se questa oppressione si manifesta in forme diverse dalla vera e propria occupazione militare.



Maria Grazia Ardizzone

*************************

4. Il 13 febbraio a Francoforte incontro preparatorio per la conferenza internazionale in appoggio alla Resistenza irachena





Incontro preparatorio per la conferenza internazionale in appoggio alla Resistenza irakena



In solidarietà con la Resistenza del popolo iracheno

contro l’occupazione e il saccheggio imperialista



13 Febbraio 2005, Francoforte, Germania


Nel marzo del 2003, gli USA e i loro alleati imperialisti, con il pretesto della "guerra contro il terrore" e sollevando i pericoli inventati di armi di distruzione di massa, attaccarono e occuparono l'Iraq. L'attacco contro l'Iraq, più che una politica di cambiamento di regime fu un attacco contro il popolo iracheno e della regione, allo scopo di promuovere il progetto dell'imperialismo USA nel Medio Oriente.


Il successivo aumento della resistenza del popolo iracheno contro l'occupazione, e forti colpi che ha inferto alle forze statunitensi e dei loro alleati, ha gravemente ostacolato l'avanzata del progetto USA nella regione.


Le elezioni in programma per la fine di gennaio in Iraq appaiono a tutti come una farsa e un tentativo di apporre la foglia di fico giuridica della democrazia al dominio coloniale statunitense e al suo regime fantoccio in Iraq.


Il completo disprezzo di tutte le convenzioni e dei punti di vista che governano le relazioni internazionali, gli innumerevoli delitti e atrocità statunitensi in Iraq, compreso il genocidio a Falluja e i crimini nel carcere di Abu Ghraib, la pubblica giustificazione della tortura e la nomina di chi la commette ai più alti incarichi di stato negli USA e in Gran Bretagna, la promozione del saccheggio nell'economia, hanno svelato la natura criminale e disumana dell'imperialismo. Questo ha suscitato la più ampia opposizione alla guerra e alla continuazione dell'occupazione dell'Iraq.


Eppure il sostegno alla resistenza del popolo iracheno è tutt'altro che efficace e richiede urgente attenzione e messa a fuoco.


Noi proponiamo un convegno internazionale a sostegno della resistenza del popolo iracheno da svolgersi in Europa. Per discutere e decidere il contesto, il luogo e la data di tale iniziativa, invitiamo tutte le forze che sostengono la resistenza a partecipare all'incontro preparatorio a Francoforte, Germania, il 13 febbraio del 2005.


-Comitati Iraq Libero Germania

-Comitati Iraq Libero Italia

-Comitati danesi per un Iraq libero

-Comitati Iraq Libero Norvegia

-Comitati Iraq Libero Austria

-Comitati Iraq Libero Ungheria

-Comitati Iraq Libero Polonia

-Lega Internazionale dei Popoli in Lotta (ILPS)

-Corrente Comunista Patriottica Irachena

-Campo Antimperialista

-Movimento Sovranità delle 32 Contee, Irlanda

-Comitato d’appoggio alla Resistenza del popolo iracheno, Russia

-Solidarietà con l’Iraq, Bulgaria


Programma proposto



ore 10.00 – 18.00

Francoforte, Germania, 13 febbraio 2005

Conta dei presenti
Approvazione del Programma
Analisi e discussione
l'attuale situazione in Iraq
il movimento contro la guerra e i no global
la necessità di un appello
Proposte di azione
Il convegno internazionale
Altre proposte
Organizzazione e mobilitazione
Pianificazione dell'incontro successivo
Riassunto e chiusura
COMITATI IRAQ LIBERO – 01 FEBBRAIO 2005