Il Papa e le sue scelte politico-ideologiche«Chi non è disposto a rischiare per le sue idee o non vale nulla lui o non valgono niente le sue idee» (Ezra Pound)
Per la prima volta nella storia, un Pontefice aderisce, non privatamente ma come Papa, ad una ideologia. E’ una scelta deliberata e cosciente. E l’Osservatore Romano si fa banditore in ritardo di questa ideologia. Il Papa ha scelto di tacere sulle torture americane, e invece denuncia lo «stupro domestico» sciita.
Nell'Osservatore romano del 17 aprile scorso, infatti, si pende posizione contro la legge del diritto di famiglia sciita di Kabul che «stabilisce la subordinazione della moglie al marito», che «le mogli debbano assecondare in ogni caso i mariti» e che «in pratica ne autorizza lo stupro». Inoltre, come assicura l’Osservatore Romano, nella legge ci sarebbe «un tacito consenso al matrimoni delle bambine e si proibisce alle donne di uscire di casa senza il permesso del coniuge».
Si è fatta una scelta di campo ben precisa, dimenticando però che quel paese, pur minuscolo, è militarmente occupato da sette anni da potenze straniere che, curiosamente, non riescono a stanare ed a debellare i c.d. "talebani", giudati da un certo .... Osama. E questo nonostante il gran dispiegamento di mezzi militari e tecnologici.
Ma c'è ancora un'altra decisa scelta di campo. La scelta deliberata del Papa, cioè, di non andare a Gaza, in occasione del suo prossimo viaggio in Terra Santa. Piuttosto che confortare le popolazioni travagliate ed angosciate dallo stato d'Israele, egli ha preferito, sempre ideologicamente, prevedere nel suo programma di viaggio l'omaggio al muro del pianto, preferendo la liturgia dell'olocausto con il suo salamelecco al monumeto allo Shoah: simboli dei suoi veri padroni.
Scelte spaventose ed espressione di un altrettanto spaventoso abbaglio morale. Forse la definitva pietra tombale della Chiesa cattolica.




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