In arrivo la prima birra transgenica
di Carlo Lottieri
Giù il cappello. Mentre i no-global di Luca Casarini e la bianchissima Coldiretti che fu di Paolo Bonomi sono costantemente mobilitati per impedire che anche un solo chicco di mais trangenico venga introdotto nel suolo italico, è un birraio svedese che ha deciso di rompere i tabù.
Grazie a Kenth Persson sta infatti per essere disponibile anche in Italia una birra, la Go Trans, che è stata prodotta utilizzando anche organismi geneticamente modificati. Oltre che con malto d’orzo, luppolo e lievito di tipo ‘tradizionale’, in effetti, tale birra svedese è stata realizzata con quel mais Bt che in Nord America si è affermato da tempo: con grande soddisfazione degli agricoltori e dell’ambiente.
Deciso a sfidare l’oscurantismo dei sacerdoti dell’ideologia verde, Persson ha deciso di fare arrivare anche da noi questa ‘bionda’ dalla gradazione alcolica di 5 gradi che egli produce a Ystad, nel sud della Svezia. La bibita Ogm sarà quindi a Rimini dal 5 all’8 febbraio in occasione di Pianeta Birra, importante esposizione che si rivolge essenzialmente a pub e locali del genere. Non è escluso, quindi, che presto sarà possibile ordinare una spina transgenica anche nel nostro bar abituale.
Il mastro birraio nordico – per giunta – è del tutto rispettoso della normativa europea. Lo stesso mais da lui utilizzato è coltivato in Europa: nella regione tedesca dell’Oderbruch, vicina al fiume Oder. E vale la pena di ricordare che si tratta di un mais che ha la virtù proteggersi dai parassiti e per la cui coltivazione, quindi, è possibile usare una quantità inferiore di insetticidi: a tutto vantaggio dell’ambiente.
La birra di Persson ci indica già ora come si concluderà lo scontro sugli Ogm. È infatti evidente che – nonostante le resistenze e i ritardi – la dura forza della realtà finirà per dissolvere le perverse fantasie di quanti parlano di ‘cibo Frankestein’ e altre amenità. Tra qualche anno, l’Italia capirà che è assurdo ostacolare il progresso: scopriremo di aver solo perso tempo e danneggiato l’economia. Non ci resterà che berci una birra.
(Da L'Indipendente, 4 febbraio 2005)



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