Mah... eppure sono "loro" che continuano a MANGIARE ... e tu a pagare.In Origine Postato da fabbio2
Eventualmente dovrebbe mangiare chi, nello stato non fa funzionare le strade.


Mah... eppure sono "loro" che continuano a MANGIARE ... e tu a pagare.In Origine Postato da fabbio2
Eventualmente dovrebbe mangiare chi, nello stato non fa funzionare le strade.


Ottimo questo articolo, finalmente un po' d'aria fresca.In Origine Postato da ciaparat
La disastrosa situazione in cui sono venuti a trovarsi molti automobilisti rimasti intrappolati nell'autostrada Salerno - Reggio Calabria ci obbliga ad interrogarci sul nostro sistema dei trasporti, il quale soffre (e non c'è proprio da stupirsi) di limiti assai gravi derivanti, in primo luogo, dall'assenza di mercato e competizione.
È noto come una certa visione tradizionale, accettata troppo spesso senza alcuno spirito critico, veda proprio nelle strade un monopolio 'naturale'. L'idea è che se si vuole andare da Salerno a Reggio Calabria, per restare al caso in esame, la strada sia solo una e - di conseguenza - sia necessario che la sua gestione sia statale o, comunque, fortemente regolata dai poteri pubblici.
È in questo modo, però, che ci si condanna ad avere servizi inadeguati.
Da tempo la scienza economica ci ha spiegato, in effetti, che per avere produzioni di buona qualità e a basso prezzo è indispensabile avere una libera competizione tra imprese. Bisogna far sì, allora, che anche nel settore dei trasporti si ampli la possibilità per il consumatore di poter scegliere ed è ugualmente indispensabile che ogni investimento sia pensato in vista di un ritorno. Quando non è così (come avviene ora), gli sprechi sono all'ordine del giorno: con il risultato che poi mancano i capitali per realizzare anche le opere più essenziali.
È la statizzazione del sistema dei trasporti che ci ha dato viadotti sospesi a mezz'aria e mai portati a termine, strade che si perdono nel nulla, ferrovie 'olimpiche' inaugurate e mai utilizzate, e via di questo passo. Ovviamente non c'è nessuna fatalità in tutto ciò e molti errori sono conseguenza di sciatteria o peggio, ma è pur vero che la struttura di incentivi in cui operano gli uomini politici e i burocrati di Stato è tale da produrre molto facilmente esiti di questo genere.
D'altra parte, quando un marchigiano e un abruzzese s'incontrano non di rado il primo evidenzia come il fatto di non avere avuto nella propria regione un Remo Gaspari abbia impedito a quel territorio di avere oggi i necessari collegamenti viari (soprattutto per il tratto che conduce dall'Adriatico a Roma). Ma il gioco di favoritismi e scambi clientelari che è all'origine dei vari progetti più o meno 'faraonici' non è affatto la patologia del sistema pubblico, poiché - al contrario - ne rappresenta la fisiologia.
Come d'altra parte ho già sottolineato in un mio breve intervento sulla obsolescenza del comparto della logistica e dei trasporti in Italia (che apparirà sull'Annuario della Logistica. Italia In Movimento, patrocinato dal Ministero delle Infrastrutture), proporre una rete di strade private non significa certo lanciarsi in avventure fantasiose 'ai confini della realtà'.
Dobbiamo infatti ricordare che in Europa la rete stradale è stata in larga misura costruita da soggetti che investivano capitali propri, e che poi riscuotevano 'pedaggi' e 'ponteggi'. Lo stesso è avvenuto nell'America dell'Ottocento e - fatto che merita di essere ricordato - le cose sono tornate a funzionare in tal modo nel Cile di oggi, che ha una parte rilevante delle sue strade possedute e gestite da imprese private.
Di fronte allo scenario della privatizzazione l'obiezione più ricorrente è che si finirebbe di passare da un monopolio pubblico ad uno privato. Non è così. È risaputo, ad esempio, che tra qualche anno si potrà andare da Milano a Brescia lungo percorsi differenti (due distinte autostrade: una più a nord e una più a sud), senza contare che continueranno ad operare strade di rango inferiore. Per giunta il pedaggio autostradale dovrà competere con la ferrovia e gli autobus. Senza dimenticarci delle "autostrade del mare", le quali, in assenza di una vera liberalizzazioni dei porti, resteranno solo sulla carta: settori anch'essi che vanno liberalizzati e in cui devono presto poter operare più soggetti privati autonomi, senza sussidi e finanziamenti pubblici. Anche qui, se non vogliamo abituarci ad assistere a rivolte di pendolari dobbiamo migliorare la qualità dei servizi.
La soluzione consiste allora nel liberalizzare l'intero sistema, superando - questo è un nodo cruciale - i troppi vincoli imposti da quanti impediscono la realizzazione di nuove infrastrutture. Bisogna pure favorire una pluralità di offerte, tale da trasformare i servizi di trasporto in beni di mercato, offerti da imprese che cercano di clienti e sono chiamate a soddisfarli, obbligate a competere con altri fornitori del medesimo servizio.
Essere soltanto 'utenti' (il che significa, 'consumatori senza libertà di scelta') ci ha costretto a stare al freddo e sotto la neve. Non è giunto il momento di cambiare registro?


Tutta invidia.....lo so che vorresti magnare te, e per questo ammiri i pollisti e li voti.In Origine Postato da ciddo
Mah... eppure sono "loro" che continuano a MANGIARE ... e tu a pagare.
Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?
NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf


eppure la tenacia con cui molti continuano a credere che "solo lo stato" possa occuparsi di certe cose sembra incrollabile (v. post precedenti). Salvo poi lamentarsi quando lo stato, naturalmente, fallisce... come se si fosse mai visto uno stato funzionare...In Origine Postato da ciddo
Ottimo questo articolo, finalmente un po' d'aria fresca.


Non lo stato...la collettività. Perdonami se non credo sia necessario avere un'offerta diversificata per quanto riguarda le stradeIn Origine Postato da ciaparat
eppure la tenacia con cui molti continuano a credere che "solo lo stato" possa occuparsi di certe cose sembra incrollabile (v. post precedenti). Salvo poi lamentarsi quando lo stato, naturalmente, fallisce... come se si fosse mai visto uno stato funzionare...![]()
We place no reliance
On virgin or pigeon;
Our Method is Science,
Our Aim is Religion.


Anche per te l'invito.In Origine Postato da ciaparat
eppure la tenacia con cui molti continuano a credere che "solo lo stato" possa occuparsi di certe cose sembra incrollabile (v. post precedenti). Salvo poi lamentarsi quando lo stato, naturalmente, fallisce... come se si fosse mai visto uno stato funzionare...
Ti informo che in Somalia lo stato non c'è piu' da diversi anni. Poiche' è diventato indubitabilmente un paradiso, ti invito CALDAMENTE ad emigrare di la'.
Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?
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No, si vorrebbe solo che gli "utenti (cioe' sudditi obbligati a pagare infrastrutture e servizi scadenti forniti monpolisiticamente dallo stato e dai politici che ci fanno la cresta), possano tornare ad essere "clienti" (cioe' uomini liberi di comprare servizi e infrastrutture se li ritengono utili per loro ... liberi di comprarli da da chi essi ritengano piu' conveniente... liberi anche di mettersi sul mercato per fare concorrenza ai fornitori esistenti...).In Origine Postato da Mastea
Ma questo sta delirando. Già l'ambiente ora è deturpato....si vorrebbero costruire 20 strade parallele con lo stesso tragitto per favorire la concorrenza?![]()
Riporto giusto questo:
"Dobbiamo infatti ricordare che in Europa la rete stradale è stata in larga misura costruita da soggetti che investivano capitali propri, e che poi riscuotevano 'pedaggi' e 'ponteggi'. Lo stesso è avvenuto nell'America dell'Ottocento e - fatto che merita di essere ricordato - le cose sono tornate a funzionare in tal modo nel Cile di oggi, che ha una parte rilevante delle sue strade possedute e gestite da imprese private."


Questo snellirebbe la burocrazia, secondo te?
Certo, mi immagino già la coda ad ogni cambio di quelle che oggi sono Statali, per timbrare i cartellini![]()
Oppure io che mi devo femare a metà di una salita in bici per pagare il pedaggio![]()
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Our Aim is Religion.


ah ah ah ah... no guarda, la punizione di votare la lascio a quei babbei che si fanno prendere per il culo dai nostri rappresentanti democratici ... comunisti in testa. Rappresentanti che non perdono occasione per propinare l'idea che il benessere (di cui le strade sono una delle tante forme) sia una condizione che necessititi della loro ben retribuita presenza in parlamento...In Origine Postato da Fuori_schema
Tutta invidia.....lo so che vorresti magnare te, e per questo ammiri i pollisti e li voti.


caschi male... capita che della Somalia sappia qualcosina e sia abbastanza aggiornato per svariati motivi. E ti posso informare che, nella generale tragedia africana, la Somalia non se la passi neanche troppo male. Economisti e sociologi stanno scoprendo che per certi versi non è mai andata così bene, anzi. C'è un bel libro dell'economista americano Little, "Economy without State", che è illuminante in proposito.In Origine Postato da Fuori_schema
Anche per te l'invito.
Ti informo che in Somalia lo stato non c'è piu' da diversi anni. Poiche' è diventato indubitabilmente un paradiso, ti invito CALDAMENTE ad emigrare di la'.