Visualizza Risultati Sondaggio: COSA PENSATE DELL'IDEA DI REGOLAMENTARE I CONFLITTI D'INTERESSI?

Partecipanti
48. Non puoi votare in questo sondaggio
  • E' assolutamente necessaria una legge sul conflitto d'interessi!

    42 87.50%
  • Non è così importante che ci sia un tale conflitto di interessi

    4 8.33%
  • Il conflitto di interessi è un problema totalmente inesistente e inventato

    2 4.17%
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Risultati da 1 a 10 di 37
  1. #1
    Dal 2004 con amore
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    Arrow Ci sarai alla GMG 2005?

    La Giornata Mondiale della Gioventù si svolgerà dal 16 al 21 agosto 2005 a Colonia e dintorni, ma già dal 11 - 15 agosto 2005 i giovani di tutto il mondo saranno ospiti delle varie diocesi della Germania per i cosidetti Tage der Begegnung (giornate d'incontro).
    I giovani avranno l’occasione di conoscersi e di prepararsi alla Giornata Mondiale della Gioventù. Il 15 agosto 2005 i giovani si trasferiranno a Colonia, dove il 16 agosto parteciperanno alla cerimonia d’apertura della XX Giornata Mondiale della Gioventù 2005.

  2. #2
    Dal 2004 con amore
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    Io sì.
    Chi si esprime dichiari quel che farà, se può

  3. #3
    Roscetta
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    ...io sicuramente ci sarò!!..................salvo imprevisti.


  4. #4
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    Non sono stato a Roma, a Parigi, a Toronto e non sarò neanche a Colonia. Non ci sarò per due motivi: primo, queste grandi manifestazioni di massa non fanno per me. Troppa confusione, chiasso... non prendetemi per un'aristocratico della fede, ma sinceramente non fanno per me queste cose, avrei serie difficoltà a vivere spiritualmente questo evento. E poi mi vengono in mente diverse pericopi evangeliche dove Gesù sfugge alla confusione, alla massa e cerca il deserto, il monte, l'orto degli ulivi...
    Seconda cosa, c'è una tentazione fortissima sotto queste grandi manifestazioni, quella del numero. Sì, il grande numero come dimostrazione di forza, il grande numero che infonde sicurezza... e mi chiedo se ne abbiamo bisogno... abbiamo dimenticato le Sue parole? "Non temere piccolo gregge"...
    Attenzione cari amici, ciò non vuol dire che tanti giovani abbiamo vissuto un'intensa esperienza di fede, che tanti si siano accostati ai sacramenti o addirittura siano ritornati alla fede. E ciò è un gran bene, ma onestamente mi pare di non vedere una continuità nel quotidiano, nella vita di tutti i giorni. I grandi eventi, quelli veri, sono quelli che accadono nel nostro cuore, quando riascoltiamo la voce di quel Dio che non smette mai di chiamarci e rispondiamo sì, un sì vero, che corrisponde alla nostra vita.

  5. #5
    email non funzionante
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    Oh, yes, se Dio vorrà!
    Solo dal 15, però.

    Lepanto,
    sul primo punto ti dico che ognuno è fatto in modo diverso, quindi nulla di strano se uno predilige il deserto e qualcun altro predilige la compagnia. A me vengono in mente anche passi in cui Gesù non aveva remore a partecipare a feste e banchetti o a stare in compagnia degli apostoli... il primo miracolo l'ha fatto ad una festa di matrimonio!
    Sul secondo punto condivido la tua "analisi del rischio" (detto un po' in termini igegneristici!). Di certo le GMG non sono state pensate per sostituire l'impegno e la preghiera quotidiani, e forse sui "lontani" possono avere effetti di scarso respiro. Però, per esperienza personale, ti assicuro che per chi ha già delle basi di fede lo slancio impresso da queste occasioni è notevole e porta a vivere l'essere cristiani in modo molto più consapevole, attivo e coraggioso.

    Pier

  6. #6
    Roscetta
    Ospite

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    Discorso del Santo Padre Giovanni Paolo II in occasione della Veglia a Downsview del 27 luglio

    Carissimi giovani!

    Quando, nell'ormai lontano 1985, ho voluto dare inizio alle Giornate Mondiali della Gioventù, avevo nel cuore le parole dell'Apostolo Giovanni che abbiamo ascoltato stasera: "Ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita... noi lo annunziamo anche a voi" (cfr 1 Gv 1, 1.3). E immaginavo le Giornate Mondiali come un momento forte nel quale i giovani del mondo avrebbero potuto in-contrare Cristo, l'eternamente giovane, ed imparare da Lui a divenire gli evangeliz-zatori degli altri giovani.
    Questa sera, insieme con voi, benedico e rendo grazie al Signore per il dono fatto alla Chiesa attraverso le Giornate Mondiali della Gioventù. Milioni di giovani vi hanno partecipato, traendone motivazioni di impegno e di testimonianza cristiana. Ringrazio in particolare voi, che accogliendo il mio invito vi siete raccolti qui a Toronto per “dire davanti al mondo la vostra gioia di aver incontrato Gesù Cristo, il vostro desiderio di conoscerlo sempre meglio, il vostro impegno di annunciare il Vangelo di salvezza fino agli estremi confini della terra” (Messaggio per la XVII Giornata Mondiale della Gio-ventù, 5).

    Il nuovo millennio si è inaugurato con due scenari contrastanti: quello della moltitudine di pellegrini venuti a Roma nel Grande Giubileo per varcare la Porta Santa che è Cristo, Salvatore e Redentore dell'uomo; e quello del terribile attentato terroristico di New York, icona di un mondo nel quale sembra prevalere la dialettica dell'inimicizia e dell'odio.
    La domanda che si impone è drammatica: su quali fondamenta bisogna costruire la nuova epoca storica che emerge dalle grandi trasformazioni del secolo XX? Sarà sufficiente scommettere sulla rivoluzione tecnologica in corso, che sembra essere regolata unicamente da criteri di produttività e di efficienza, senza un riferimento alla dimensione religiosa dell'uomo e senza un discernimento etico universalmente con-diviso? E' giusto accontentarsi di risposte provvisorie ai problemi di fondo e lasciare che la vita resti in balia di pulsioni istintive, di sensazioni effimere, di entusiasmi passeggeri?
    La domanda ritorna: su quali basi, su quali certezze edificare la propria esistenza e quella della comunità cui s'appartiene?

    Cari amici, voi lo sentite istintivamente dentro di voi, nell'entusiasmo dei vostri giovani anni, e lo affermate con la vostra presenza qui stasera: solo Cristo è la ‘pietra angolare’ su cui è possibile costruire saldamente l'edificio della propria esistenza. Solo Cristo, conosciuto, contemplato e amato, è l'amico fedele che non delude, che si fa compagno di strada e le cui parole riscaldano il cuore (cfr Lc 24, 13-35).
    Il XX secolo ha spesso preteso di fare a meno di quella ‘pietra angolare’, tentando di costruire la città dell'uomo senza fare riferimento a Lui ed ha finito per edificarla di fatto contro l'uomo! Ma i cristiani lo sanno: non si può rifiutare o emarginare Dio, senza esporsi al rischio di umiliare l'uomo.

    L'attesa, che l'umanità va coltivando tra tante ingiustizie e sofferenze, è quella di una nuova civiltà all'insegna della libertà e della pace. Ma per una simile impresa si richiede una nuova generazione di costruttori che, mossi non dalla paura o dalla violenza ma dall'urgenza di un autentico amore, sappiano porre pietra su pietra per edificare, nella città dell'uomo, la città di Dio.
    Lasciate, cari giovani, che vi confidi la mia speranza: questi ‘costruttori’ dovete essere voi! Voi siete gli uomini e le donne di domani; nei vostri cuori e nelle vostre mani è racchiuso il futuro. A voi Dio affida il compito, difficile ma esaltante, di colla-borare con Lui nell'edificazione della civiltà dell'amore.

    Abbiamo ascoltato dalla lettera di Giovanni - l'apostolo più giovane e forse per questo più amato dal Signore - che "Dio è luce e in lui non ci sono tenebre" (1 Gv 1, 5). Dio, però, nessuno l'ha mai visto, osserva san Giovanni. E' Gesù, il Figlio unigenito del Padre, che ce l'ha rivelato (cfr Gv 1, 18). Ma se Gesù ha rivelato Dio, ha rivelato la luce. Con Cristo, infatti, è venuta nel mondo "la luce vera, quella che illumina ogni uomo" (Gv 1, 9).
    Cari giovani, lasciatevi conquistare dalla luce di Cristo e fatevene propagatori nell'ambiente in cui vivete. "La luce dello sguardo di Gesù - è scritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica - illumina gli occhi del nostro cuore; ci insegna a vedere tutto nella luce della sua verità e della sua compassione per tutti gli uomini" (n. 2715).
    Nella misura in cui la vostra amicizia con Cristo, la vostra conoscenza del suo mistero, la vostra donazione a Lui saranno autentiche e profonde, voi sarete "figli della luce", e diventerete a vostra volta "luce del mondo". Perciò io vi ripeto la parola del Vangelo: "Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli" (Mt 5,16).


    Questa sera il Papa insieme con voi, giovani dei vari continenti, riafferma davanti al mondo la fede che sostiene la vita della Chiesa: Cristo è luce delle genti, Egli è morto ed è risorto per ridare agli uomini, che camminano nel tempo, la speranza dell'eternità. Il suo Vangelo non mortifica l'umano: ogni valore autentico, in qualunque cultura si manifesti, è da Cristo accolto e sublimato. Consapevole di ciò, il cristiano non può non sentir vibrare in sé la fierezza e la responsabilità di farsi testimone della luce del Vangelo.
    Proprio per questo io dico a voi questa sera: fate risplendere la luce di Cristo nella vostra vita! Non aspettate di avere più anni per avventurarvi sulla via della santità! La santità è sempre giovane, così come eterna è la giovinezza di Dio.
    Comunicate a tutti la bellezza dell'incontro con Dio che dà senso alla vostra vita. Nella ricerca della giustizia, nella promozione della pace, nell'impegno di fratellanza e di solidarietà non siate secondi a nessuno!
    Quanto è bello il canto che è risuonato in questi giorni:
    "Lumière du monde! Sel de la terre!
    Soyez pour le monde visage de l'amour!
    Soyez pour la terre le reflet de sa lumière!".
    E' il dono più bello e prezioso che potrete fare alla Chiesa e al mondo. Il Papa vi accompagna - lo sapete - con la sua preghiera e con un'affettuosa benedizione.

  7. #7
    più arcipreti, meno arcigay
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    No, non ci sarò come non ci sono mai stato.

    Sono sempre stato contrario a questi eventi di "massa" che servono solo a provocare sensazioni epidermiche, woodstock "cristiane" e stop.... sono cose davvero da "il numero è potenza", con una gerarchia che sull'onda del crepuscolo di questo Papa che agonizza lentamente, paralizzata, tenta di sentirsi viva basandosi sui grandi numeri.

    La qualità è rimpiazzata dalla quantità... il Regno di Cristo sta scivolando via dalla società che è sempre più atea, ma invece di correre ai ripari si preferiscono queste "prove di forza" inutili...

    no, non andrò mai a queste cose.

  8. #8
    Roscetta
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    Originally posted by Dreyer
    No, non ci sarò come non ci sono mai stato.

    Sono sempre stato contrario a questi eventi di "massa" che servono solo a provocare sensazioni epidermiche, woodstock "cristiane" e stop.... sono cose davvero da "il numero è potenza", con una gerarchia che sull'onda del crepuscolo di questo Papa che agonizza lentamente, paralizzata, tenta di sentirsi viva basandosi sui grandi numeri.

    La qualità è rimpiazzata dalla quantità... il Regno di Cristo sta scivolando via dalla società che è sempre più atea, ma invece di correre ai ripari si preferiscono queste "prove di forza" inutili...

    no, non andrò mai a queste cose.
    vabbè che centra,la quantità mica esclude la qualità!!

    ...non è che se c'è tanta gente tu non puoi avere un rapporto intimo e personale con Dio!
    ..e poi c'è una comunione fantastica...anche quella è importante!!

  9. #9
    più arcipreti, meno arcigay
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    Originally posted by Roscetta
    vabbè che centra,la quantità mica esclude la qualità!!

    ...non è che se c'è tanta gente tu non puoi avere un rapporto intimo e personale con Dio!
    ..e poi c'è una comunione fantastica...anche quella è importante!!
    c'entra sì... immoralità diffusa anche fra cattolici, promiscuità... e il Papa che diventa solo una "icona", un simbolo che quasi nessuno poi ascolta...

  10. #10
    Dal 2004 con amore
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    Originally posted by Dreyer
    No, non ci sarò come non ci sono mai stato.

    Sono sempre stato contrario a questi eventi di "massa" che servono solo a provocare sensazioni epidermiche, woodstock "cristiane" e stop.... sono cose davvero da "il numero è potenza", con una gerarchia che sull'onda del crepuscolo di questo Papa che agonizza lentamente, paralizzata, tenta di sentirsi viva basandosi sui grandi numeri.

    La qualità è rimpiazzata dalla quantità... il Regno di Cristo sta scivolando via dalla società che è sempre più atea, ma invece di correre ai ripari si preferiscono queste "prove di forza" inutili...

    no, non andrò mai a queste cose.
    Una cosa è dire che la propria sensibilità è ostile a questi eventi,
    una cosa è attaccarli nella loro natura propria.
    Posso comprendere, e comprendo in certa misura, una attitudine "kierkegaardiana", di fuga dalla folla, che ha i suoi motivi: la folla che spersonalizza e via dicendo: essa è una visione tuttavia parziale, che non "rende giustizia", secondo me, della realtà.
    C'è fede e bellezza anche in questi incontri,
    incontri che dicono molto alla nostra sensibilità e alla nostra ragione, se presi nelle giuste dosi ovviamente.
    Non penso infine che la nostra società sia sempre più atea, la religiosità c'è, il punto è che è disordinata.

 

 
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