Istat, statistiche e giornalismo.
dal sito anarchico -- il cammino del lupo --
Scritto da: Uriel , Thursday , 03 Feb 2005
Ho appena terminato un lavoro che verteva principalmente nel riscrivere un
software che si occupa di statistiche. Questo mi ha costretto ad una serie
di discussioni circa i modo che queste persone avevano di calcolarsi le
statistiche, il quale non era proprio quello che "accademicamente" viene
consigliato.
Tutte queste discussioni finivano piu' o meno cosi':
'Questo dato e' cosi' perche' a noi serve calcolato cosi'. Siccome calcola
questo e quello e poi su quel dato ci prendiamo le decisioni pippo e pluto,
se noi calcolassimo come dice lei sarebbe corretto ma prenderemmo sempre
decisioni sbagliate".
In pratica, la scelta del metodo statistico viene pesantemente inficiata
dall'uso che si fara' del dato, e dalle esigenze di chi lo richiede. In
questo modo, un dato puo venire "distorto" al mero scopo non di
rappresentare la realta', ma di permettere a qualcuno di prendere decisioni
corrette.Quindi, prima di gridare alla truffa, spesso e' necessario scendere
nel merito e capire
-A che che cosa serve il dato.
-Che cosa si ripromette di rilevare e come lo rileva.
Uno di questi dati e' Istat. Ci si lamenta spesso del fatto che esso
rappresenti solo una minima parte del reale aumento del costo della vita.
Questo e' dovuto principalmente al fatto che il dato istat NON e' nato per
indicare il costro della vita al consumo. Non misura quello e solo un mix di
politica e cattivo giornalismo ha presentato questo dato come il "costo
della vita".
Per capire che cosa misuri il dato Istat basterebbe osservare l'uso che ne
viene fatto. Ad esempio, con il dato istat il governo pretende di
preventivare la spesa degli enti pubblici, o almeno il suo aumento. Qui
viene un problema: che senso ha accrescere la spesa degli enti pubblici
perche' il dentista costa di piu' dell'anno prima? Gli enti pubblici non
spendono soldi in dentisti.
Allo stesso modo, gli alimentari costano di piu', ma probabilmente la
finanziaria che ci calcola tan taeg e compagnia bella non compra molti
alimentari.
In pratica il dato istat viene usato in ogni campo dell'economia, della
finanza e dell'amministrazione pubblica e privata. Se noi facessimo si che
il dato istat fosse relativo solo al consumatore finale, otterremmo che il
governo si troverebbe a preventivare una spesa pubblica raddoppiata, quando
i costi dell'apparato pubblico NON sono aumentati cosi'tanto.
Allo stesso modo la finanziaria che calcola il vostro mutuo o le rate della
vostra automobile si troverebbero a fare tassi tutto sommato assurdi,
perche' non rispecchierebbero l'aumento delle proprie spese di gestione ma
quello dell'aumento delle spese di gestione del cliente. Il risultato
sarebbe che "siccome il ristorante costa di piu' allora ti faccio pagare di
piu' le rate dell'automobile".
In altre parole, quello che si dovrebbe discutere non e' il paniere istat,
che e' prodotto partendo dalla richiesta del committente: chi ha chiesto il
dato sull'inflazione ad Istat ha chiesto un dato che si potesse applicare
ovunque. E quindi non necessariamente un dato al consumo. Anzi, un dato che
col consumo c'entra poco.
Ovviamente per questioni legate al vecchio SME il dato doveva comprendere
ANCHE i dati al consumo, e questo ha permesso ai giornalisti di prendere il
dato e spacciarlo per "il costo della vita". Cioe' di presentarcelo come la
rappresentazione di quanto spendiamo per andare a far la spesa.
Lo stato pero' non ha mai chiesto ad ISTAT quale fosse il costo della vostra
spesa. Ne' lo hanno chiesto le grandi industrie che lo usano per fare le
proiezioni di bilancio. L'azienda edile e' interessata quando fa un
preventivo per un lavoro che dura due anni a sapere quanto gli costera' il
cemento fra 10 mesi. Che il dentista sia aumentato di prezzo o che
l'estetista costi di piu' non gliene frega niente perche' e' un'azienda
edile. Quindi il dato macroeconomico di per se' e' utile e veritiero, solo
che non rappresenta il costo della vita.
Semmai chi ha sbagliato e' colui (in genere il politico ed il giornalista)
che ha spacciato il dato istat come il "costo della vita". Certamente se il
dato istat aumentasse di molto significherebbe che e' aumentato di molto
ANCHE il costo della vita. Il dato istat cioe' RISENTE dell'aumento del
costo della vita ma non lo rappresenta. Ma non e' "il costo della vita" e
specialmente il committente NON ha mai chiesto ad istat di rappresentare
fotograficamente il costo della vita al consumo.
Certamente ci si potrebbe chiedere che senso abbia usare un dato cosi'
globale. Il senso e' abbastanza ovvio. Proviamo a pensare che il dato istat
fosse un dato che misurava solo l'aumento al consumo.
Con l'arrivo dell'euro avrebbe dovuto rappresentare un'inflazione vicina al
100%. Indubbiamente le associazioni dei consumatori avrebbero ricevuto la
loro gratificazione personale, perche' finalmente qualcuno gli dava ragione.
A voi invece cosa sarebbe successo?
Sarebbe successo che il padrone di casa avrebbe raddoppiato il costo
dell'affitto. Poiche' il dato istat e' usato sul contratto d'affitto per
calcolare l'aumento annuo del canone, esso si sarebbe adeguato
automaticamente con il nuovo dato. E TUTTI gli affitti d'italia sarebbero
raddoppiati. Anche quelli dei negozi e dei locali ad uso commerciale ed
industriale.
Sarebbe raddoppiata una consistente parte delle nostre bollette, e anche il
costo delle polizze assicurative. Ma attenzione: la nostra azienda edile
invece avrebbe visto i suoi costi rimanere praticamente invariati. Il
calcestruzzo e' aumentato di poco e anche i laterizi. Quindi, a fronte di
un'aumento del doppio di tutto cio' che risente dell'indice istat ci sarebbe
stata una classe di privilegiati (fiat non va dal dentista e non va
dall'estetista) che non ne risentiva affatto. Il Monte dei Paschi di Siena
ad esempio non compra molti generi alimentari al dettaglio, per cui le sue
spese risentono MENO dell'aumento dei prezzi al consumo.
Con il risultato che a parte le associazioni dei consumatori pochi altri dei
consumatori avrebbero realmente gioito di quel dato cosi' veritiero.
A questo punto, semmai il provvedimento da scegliere sarebbe un altro:
mantenere il dato ISTAT per quello che e', smettendo di chiamarlo "costo
della vita", ma semplicemente "aumento dei costi strutturali", cosa che e'.
E creare dall'altra parte un VERO dato sull'aumento dei prezzi al consumo,
che si chiami proprio "aumento dei prezzi al consumo" e che misuri proprio
l'aumento dei prezzi al consumo.
E specialmente, zittire quel branco di analfabeti che sono i giornalisti ed
i politici, i quali continuano a chimare "costo della vita" un dato che non
e' il costo della vita e non ha mai voluto esserlo. Il problema e' stato che
una classe politica di imbecilli ha voluto usare il dato istat a scopi
propagandistici, spacciandolo come il costo della vita. E allo stesso modo
una classe di giornalisti che non fanno il proprio mestiere ha continuato a
convincere la popolazione che il dato istat sia la misura del costo della
vita all'utente finale e non la fotografia dell'aumento globale dei costi
strutturali per cittadini E imprese E pubblica amministrazione.
Indubbiamente per il cittadino "aumento dei costi strutturali" significa
proprio il costo della vita al consumo. Ma per la pubblica amministrazione
conta piu' il costo delle fotocopiatrici che quello del pane. E per le
imprese conta piu' il costo di un commercialista che quello di un dentista.
E quindi, il semplice aumento dei costi strutturali se viene riferito alla
globalita' di imprese , pubblica amministrazione e cittadino sara' per forza
di cose molto distante dalla realta'.
Allora voi mi direte: perche' istat non ci spiega questa cosa in TV?
Il motivo e' molto ma molto semplice: se questa cosa divenisse nota,
smentirebbe sia moltissimi politici che moltissimi giornalisti. E in questo
paese e' VIETATO , in TV, essere piu' intelligenti del presidente del
consiglio o di chi ti intervista.
Il guaio e' che non ci vuole molto.
Il secondo problema e' che come tutte le aziende ISTAT ci tiene alle
pubbliche relazioni. E chi tiene alle pubbliche relazioni non vuole
inimicarsi ne' la massa ne' il cliente. La massa si accontenta non
contraddicendola mai. Quando la massa viene contraddetta diventa feroce: se
la massa dice che l'inflazione e' il costo della vita all'utente finale,
questo gli si propina. Anche perche' la massa ha ben ragione di protestare:
l'inflazione ufficiale viene usata anche per aggiornare le piattaforme
sindacali sugli stipendi, anche dopo la fine della scala mobile. E quindi
per il cittadino il concetto che sta alla base e' che dovrebbe rappresentare
i SUOI costi strutturali.
Il problema semmai e' che lo stesso dato viene usato sia per i cittadini che
per le grandi industrie che per la pubblica amministrazione ma fare
diversamente ci impedirebbe di comunicare con gli altri paesi che invece ci
chiedono questo dato proprio in questo modo.
Se Istat invece dicesse "nun ce rompete, l'inflazione raappresenta solo i
costi strutturali globali", improvvisamente l'italiano direbbe: eh ma allora
cosa ci avete raccontato sinora?
Istat direbbe "noi facciamo statistiche, le palle ve le hanno raccontate
altri" e si toglierebbe dagli impicci raccontando la verita'.
Solo che la massa direbbe: "cazzo ma quel dato viene usato per aggiornare il
MIO stipendio"
e si infurierebbe contro "altri che hanno raccontato palle".
Ovviamente "altri" sarebbe il governo, e la politica. Ai quali dispiacerebbe
molto sentirsi chiamare cosi'. Speciamente da uno che e' un loro
raccomandato e lavora a Istat su nomina politica o in gran parte politica. E
cosi' istat stessa non ci tiene molto a smentire questa diceria. Pero' poi,
sotto, ha sempre un governo con delle esigenze tecniche che le richiedono un
dato globale e strutturale perche' ci si devono calcolare i rendimenti netti
dei BOT e il costo preventivo della pubblica amministrazione.
Il risultato e' che tutti i comunicati stampa tenderanno a dire al cittadino
che il dato rappresenta i SUOI consumi, allo scopo di tenersi buono il
cliente. E magari spacceranno anche i cambiamenti che fanno sul paniere per
cambiamenti relativi al consumo medio degli italiani, quando sono invece
richieste specifiche del governo e della grande industria.
Certamente l'aumento dei prezzi dei decoder ci preoccupa. Ma vogliamo che il
nostro affitto di casa aumenti perche' sono aumentati i prezzi delle
partite? Certamente il prezzo del pane e' fondamentale. Vogliamo che ci
aumentino il ticket sulle medicine per questo? Sicuramente il pediatra ci
importa, ma vogliamo cambiare la resa dei BOT per questa ragione?
Perche' tutti queste spese vengono aggiornate proprio sul fato istat. E
quindi l'uso che se ne fa distorce il metodo di calcolo. E non e' nemmeno
detto che sia cosi' tragico come viene spacciato.




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