Scusate il ritardo.
Stavo scrivendo le mie noterelle, la settimana scorsa, quando un fulmine, attraverso la linea telefonica e’ entrato nel modem e ha fuso piastra, memorie e disco lasciandomi a terra.
Vivo in un paese dove il mito racconta del capo degli dei che quando non era contento degli uomini o delle loro azioni, si manifestava lanciando le sue saette, e questo mi ha fatto riflettere, prima di riprendere a scrivere le mie cassate. Poi ho deciso, malgrado tutto di non ritirarmi, anche se ormai so per certo che pure Zeus vota da una certa parte...
Mi scuso per questa lettera che sembra lunghina, ma che in realta’ sono i miei pensieri degli ultimi dieci giorni. E non so dove tagliare.
Portate pazienza, almeno voi…
1
Il declino dell’Occidente
Questa mattina ho fatto sette chilometri di corsa. Ho puntato il timer e mentre correvo sul tapis-roulant della palestra, ho calcolato quanto sono sette chilometri: da casa mia, su per la collina dietro quegli ulivi e poi giu’ dopo le dune fino al braccio di mare dove si puo’ guardare quello scoglio che la leggenda dice sia la barca dei Feaci che riportarono Ulisse a casa e che Poseidone traformo’ in roccia per punizione.
Con la cyclette e’ la stessa cosa: stai fermo a sudare sotto la luce artificiale per ore in fila con gli altri, invece di pedalare fino al paese vicino, a bere una gassosa sotto il pergolato dell’osteria gestita dal sindaco che ti fa assaggiare pure il salame nuovo di quest’anno. Abbiamo detto basta alle strade impervie e pericolose lasciandoci inscatolare in sottoscala al neon, come polli all’ingrasso.
Tutto perduto? Certo abbiamo perso le piccole cose e le piccole distanze, noi che sappiamo andare su Saturno per scoprire eventuali nuove forme di vita, ma non sappiamo piu’ raggiungere una fazzolettata di automobilisti fermi in autostrada per il maltempo. Noi che abbiamo centinaia di amici in giro per il mondo con indirizzi che si scrivono sempre con una @ in mezzo, ma non salutiamo il nostro vicino di pianerottolo, noi che abbiamo inventato una nuova lingua per i messaggini ( diciotto milioni di telefonini venduti quest’anno) ma che ci siamo dimenticati i congiuntivi, che vigiliamo sulla qualita’ della vita degli animali ma lasciamo che migliaia di pendolari si spostino tra una citta’ e l’altra ammassati come bestie.
Abbiamo paura ad attraversare la citta’, a star soli nella nostra casa in campagna, a prendere la metropolitana o l’ascensore di notte, ma giriamo sollevati spingendo i carrelli nei supermercati, non si fa piu’ lo “struscio” su e giu’ per il paese ma passeggiamo con gli amici nei centri commerciali. Ce ne sono in America che dal nome capisci quale sara’ la sorpresa che ti aspetta. Entri nell’Arcade Venice? All’ultimo piano troverai un pezzo di Venezia coi canali e le gondole. Si chiama Arcade Bellagio? C’e’ un pezzo del lago di Como uguale e preciso, ma non autentico. Perche’ noi occidentali l’autentico ormai ce lo siamo scordato. Preferiamo il simile, l’analogo, il somigliante, purche’ asettico e rassicurante. Insomma meglio Disneyland delle Langhe, anche se un certo Collodi gia’ da tempo ci aveva detto di diffidare del Paese dei Balocchi da dove si esce tutti ciuchini. Che se poi ti legano alla macina, anche se e’ del Mulino Bianco, ti accorgi che “dopo aver camminato per cento miglia ti ritrovi a sera, sempre nello stesso posto, senza aver visto ne’ citta’, ne’ villaggi, ne’ natura e nemmeno gli angeli” (Non vi spaventate: e’ solo una dotta citazione dal Vangelo Apocrifo di Filippo, per far capire a qualcuno che non sono proprio un coglione…)
Gia’. E mentre correvo per rimanere sempre nello stesso posto, mi sono chiesto: che sia questo il Declino dell’Occidente?
(continua)
2
La Rosa Purpurea del Cairo
Chissa’ perche’ continuo a scrivere sempre le stesse cose. Che poi mi cacciano dai salotti-bene del Web e dai Forum pseudo-intellettuali. Sembro uno dei comprimari del film “La rosa purpurea del Cairo” lo ricordate? E’ la storia di un personaggio secondario di un film in bianco e nero che scende in platea dove ha visto la donna che ama e va a scoprire il mondo con lei. Quando torna nella sala, spiega le sue sensazioni a quelli rimasti dentro il film finche’ un altro attore grida:
- Io mi domando come sara’ la’ fuori – ma viene redarguito dagli altri benpensanti:
- Non fare discorsi da comunista!- gli dicono.
Ecco, pure io, che non sono contento del film in bianco e nero dove ci ha cacciato la Storia, ogni tanto alzo la testa e mi chiedo: chissa’ come sara’ la’ fuori.
Quest’anno e’ raddoppiato il prezzo del ferro e dell’acciaio. Chissa’ come sara’ la’ fuori, dove invece di smantellare il polo siderurgico si sono creati una nicchia produttiva e adesso gli operai godono invece di scendere in piazza per difendere l’indifendibile posto di lavoro!
Chissa’ come sara’ la’ fuori dove invece di progettare il ponte sullo Stretto sono riusciti a completare la Salerno-Reggio Calabria.
E chissa’ come sarebbe in un altro Posto, dove il responsabile della cultura in Rai non fosse Marzullo e ai Beni Cul turali ci fosse altro da Urbani. Avremmo forse programmi televisivi meno indegni, film di cassetta con meno scorregge e best seller in classifica che non fossero libri scritti dai comici di Zelig e Bruno Vespa. Certo ci vorrebbero editori che vivessero dei loro profitti e non di sovvenzioni, e che per questo leggessero manoscritti invece che andare per Fiere a comprare i diritti di talenti di altre culture…
E chissa’ come sarebbero le canzoni in un Paese dove non ci fosse primo in classifica Tiziano Ferro
Ed i suoi incomparabili testi…
Chissa’ come sarebbe se vivessimo in un Paese che invece di andare in Russia a smantellare i sommergibili atomici riuscisse a seppellire le proprie scorie nucleari senza pericoli per la popolazione. E chissa’ come sarebbe se vivessimo in un Paese che veramente crede nella Pace, non andasse ad aggredire i piu’ deboli e vincesse commesse per costruire aratri e non elicotteri da combattimento…
Chissa’ come sarebbe se imparassimo tutti dalla Storia.
Per esempio proprio ieri stavo leggendo un libro con le vicende di Giovanni Agnelli e la Fiat. Quando importo’ la catena di montaggio di Ford, la Balilla veniva venduta a quindicimila lire e diecimila erano il profitto dell’azienda!! Bene, le cronache di allora riferiscono di cariche della polizia contro gli operai della Fiat che lottavano per ridurre il lavoro dalle 14 ore giornaliere a turni piu’ umani e salari che permettessero loro di uscire dalla soglia della poverta’.
Ma non ci fu nessun governo ne’ allora ne’ dopo che si mise in gioco per migliorare la loro condizione economica. Anzi. Il governo di Prodi, tanto per parlare di un governo di sinistra, invento’ la famosa rottamazione, un incentivo per portare ossigeno alle casse della Famiglia Agnelli, senza porre condizioni di gestione, coi bei risultati che tutti vediamo.
Chissa’ cos’avra’ da dire in proposito Prodi, adesso che sta rimettendosi alla guida del Paese…
(segue…)
3
Chissa’ come sara’ la’ fuori
in un Paese dove un giovanotto sano e robusto trova piu’ conveniente andare a fare il precario o il co.co.co a seicento chilometri di distanza per settecento euro al mese, invece che farsi assumere dalla malavita sotto casa sua a mille euro la settimana…
Chissa’ come sara’ la’ fuori
In un Posto dove due cristiani che vogliano figliare, lo possano fare ricorrendo a tutte le tecniche disponibili senza dover emigrare o sentirsi in colpa…
Chissa’ come sara’ la’ fuori
Dove non ricevi ogni tre per quattro una lettera del Presidente che ti parla della sua famiglia, di quanto e’ bravo lui, o di come devi usare i farmaci…
Per esempio, vedo alla tivu una marea di spot indirizzati alle donne per far loro comprare prodotti con le alette contro le piccole perdite tra un ciclo e l’altro, contro i pruriti, le puzzette i bruciori e le irritazioni o vari “disease” alle parti intime. Perche’ invece il ministero non spende una piccola somma per avvertire le donne che se hanno la goccia come il gorgonzola ( e lo stesso odore), e’ meglio che vadano a farsi visitare da un ginecologo?
4
Perche’ la domanda e’ sempre la stessa: essere ipocondriaci e’ una causa o un effetto?
E tutto questo affollamento di spot televisivi che prima ti invitavano a bere alcolici o a fuggire in auto e adesso sono pieni di farmaci, vorra’ dire qualcosa, o no?
Ci sono ben sei pubblicita’ per andare a cagare: se e’ poca, se e’ troppa o se hai bisogno del bifidus essensis come persino otto donne su dieci possono testimoniare…
E a cotanti escrementi corrispondono uguali e contrari ben dodici pubblicita’ di carta igienica, da quella che mal sopporta la vedovanza, su su di spessore in spessore fino a quella col gusto di camomilla…
Insomma, puntelliamo la nostra vita con qualsiasi tipo di pillola, per dormire, per digerire, per stare svegli, per studiare, per sembrare felici e persino per fare all’amore ( per sentirsi potenti e immortali, basta fare un salto di qualita’ e passare direttamente alla cocaina) se poi scopriamo nostro figlio per divertirsi in discoteca prende una pastiglia di ecstasi, non riusciamo a capire il perche’.
Che nemmeno questi giovani se la passano bene.
Sono cresciuti, e pasciuti, griffati e microfonati, con cuffie e portatili, telefonini e lap top. Coccolati fino all’inverosimile, non gli abbiamo fatto mancare mai nulla di superfluo.
Gli manca solo il necessario.




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