Arroganti e boriosi anche nella sconfitta
di MARCELLO VENEZIANI
Li vedo ancora increduli e spaesati, con visi pallidi e tracce vistose di dolore. Parlo dei leader, dei gregari e dei militanti della sinistra biforcuta, quella radicale, in lutto stretto, e quella veltroniana-rutelliana in lutto largo e doppio. Non ho voglia di coglionarli e di sghignazzare alle loro spalle. E non voglio nemmeno consolarli e battere loro la mano sulle spalle. Ma voglio essere sincero fino in fondo. Se cercate l'origine della sconfitta così netta, cari compagni di una volta, non esplorate l'universo astratto dei concetti e la varietà bestiale delle razze umane, ma fermatevi prima su di voi. Le cause sono molte, naturalmente, alcune anche oggettive, cioè indipendenti dalla vostra volontà e le diremo pure. Ma partite da quelle a voi più prossime. Anzi, partite proprio dalla vostra incredulità. Il vostro sguardo si riassume in una domanda d'angoscia: ma come è possibile? Quell'incredulità spiega tante cose, a partire da una: l'incapacità di capire che il mondo non nasce e non finisce con voi, dentro la sinistra. Ci sono molte più cose in cielo e in terra, del vostro modo di fare e di pensare. Il mondo non si riduce all'ideologia o al cinema, i giorni non si riducono ad una notte bianca in cui tutte le vacche sono rosse, le idee e i valori non sono solo i vostri e gli altri sono solo bestie eversive ed egoiste.
La pantomima
Anche quando perdete, voi non leggete la critica degli altri, non la prendete in considerazione, vi trincerate dentro l'autocritica, partendo dallo stesso errore che vi ha reso perdenti: la convinzione di essere autosufficienti, di non avere bisogno degli altri per capire il mondo e come siete percepiti dal resto del mondo. E anche quando sbagliate tocca sempre a voi accorgervi dell'erro re, automodificarvi, condannarvi e assolvervi. È già cominciata la pantomima sui vostri giornali; la terapia di gruppo per soggetti introversi. "Io sono un autarchico" era il titolo di un film di Nanni Moretti; ma è forse la vostra autobiografia collettiva. Voi non considerate l'esistenza dell'avversario, del differente, del mondo; voi vivete di voi e delle vostre astrazioni e credete che ciò sia sufficiente per spiegare il mondo. Per dirla in termini tecnologici, voi avete un'intelligenza satellitare, che va in cielo per orientarsi in terra, ovvero ha necessità di astrarre per poi guidare sulla terra; mentre i vostri avversari hanno un'intelligenza digitale terrestre, nel senso che partono dalla terra, dalle cose concrete, a cominciare dal loro dito. Ad esempio, ve ne cito uno su mille, avete celebrato a Roma un festival di filosofia sul 68, invitando pacchi di studiosi: ce ne fosse stato uno estraneo alla vostra casta, un autore critico ed avverso. Ma no, non può esistere. Esattamente come per i vostri libri e giornali non esistono quelli della parte opposta, non vanno nemmeno citati, sono hearth of darkness, per dirla con Conrad, cuore di tenebra. Cito un esempio culturale perché è il mio terreno, ma ne potrete trovare svariati esempi. La vostra supponenza, la vostra arroganza, la vostra convinzione di essere superiori agli altri, vi rende perdenti e incompatibili con il libero esercizio del voto e della sovranità popolare. Perché quel tipo di atteggiamento va bene in un sistema di caste, ma non in un regime di alternanza delle classi dirigenti, di circolazione delle elites, di democrazia elettorale. Liberatevi dal pregiudizio che il vostro avversario sia inferiore o malvagio: o è un rozzo semideficiente perché interpreta la rozzezza media del popolaccio imbecille; oppure è un criminale che usa cinicamente l'arma del voto e del potere per i suoi fini osceni e loschi. Comunque fuori norma, perché subnormale o illegale. No, c'è tanta gente di testa e di cuore sulla terra, perfino in Italia, per giunta a destra, come a sinistra. Di questo pregiudizio etnico e antidemocratico dovete liberarvi. Perché poi le elaborate prendendo a pretesto futili e marginali indizi: le fucilate virtuali di Bossi, qualche saluto romano... E da lì con la vostra intelligenza satellitare risalite in cielo e ingigantite il tutto con l'Ur-fascismo che torna, il razzismo che torna, la violenza... Rianimate categorie ideologiche universali attaccandovi a tutto, a un cretino che disegna una svastica sul muro o allo stadio, a un promettente idiota che a scuola fa una battutaccia all'amico nero o handicappato... E così perdete di vista la realtà, la stragrande maggioranza della gente, le sue paure e le sue speranze. E vi chiedete come mai non vi hanno votato, non sono venuti da voi. Ma non vi sorge mai il dubbio che sui temi per esempio della pressione fiscale o della sicurezza siano oggettivamente più credibili altre forze politiche rispetto a voi? Non vi viene in mente che non siete il Tutto ma una Parte? La cresta
Poi, certo, si possono evocare le ragioni generali, perfino atmosferiche: per esempio la difficile situazione internazionale, per esempio la regola in vigore da cinque-sei elezioni che vince sempre chi è all'opposizione, per esempio il misterioso conformismo olfattivo degli italiani che appena annusano odore di vittoria accorrono in soccorso dei vincitori o seguono la moda del giorno: quest'anno si usa corto, verde, col risvolto a destra, dunque viva Berlusca e i suoi alleati padani e destrorsi... Sì, ma dietro queste ragioni climatiche, oggettive, imperscrutabili, non vi viene il dubbio che ci sia anche qualche capacità e credibilità dell'av versario e la semplice considerazione che non siete il popolo eletto e non avete nessuna divina predestinazione a governare le menti e le città? Giù la cresta.