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Discussione: Proposta di legge

  1. #11
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    Rispondo a Zena per confermare l'italianità di Giovannino Guareschi, ma anche per dire che le sue osservazioni sulla "padanità" dello scrittore hanno un giusto fondamento.
    Ecco, potremmo dire che Guareschi incarnava lo spirito dell'italiano che fa valere la propria matrice localistica padana. In pratica equivaleva a riconoscere uno stato unico e sovrano (l'Italia) con tante realtà regionali diverse tra loro. Ma secondo Guareschi, la forza dell'Italia stava in queste "diversità" messe assieme. Lo stesso concetto dovrebbe valere per l'Europa: un'unica entità rispettosa della sovranità dei singoli stati che la compongono. Quindi: l'Italia delle regioni al pari dell'Europa delle nazioni.
    Caro Zena, credo che se la Lega avesse seguito i "consigli" di Guareschi sul far valere la "regionalità" contro lo statalismo, restando però unita nel considerare lo stato italiano come un "unicum" diverso ma indivisibile, e non si fosse persa per strada con strambi concetti scissionisti (che non incontrano consensi neppure tra i più accesi fautori dell'autonomia regionale) avrebbe avuto maggiori consensi di quelli che riesce a raccattare oggi.
    Forse Guareschi, con i suoi scritti, avrebbe potuto rappresentare i concetti di base di una "filosofia" autonomistiche che oggi si è persa per strada in una sterile polemica sulla "divisione dell'Italia" che non convince quasi nessuno.

  2. #12
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    Originally posted by indipendente
    Rispondo a Zena per confermare l'italianità di Giovannino Guareschi, ma anche per dire che le sue osservazioni sulla "padanità" dello scrittore hanno un giusto fondamento.
    Ecco, potremmo dire che Guareschi incarnava lo spirito dell'italiano che fa valere la propria matrice localistica padana. In pratica equivaleva a riconoscere uno stato unico e sovrano (l'Italia) con tante realtà regionali diverse tra loro. Ma secondo Guareschi, la forza dell'Italia stava in queste "diversità" messe assieme. Lo stesso concetto dovrebbe valere per l'Europa: un'unica entità rispettosa della sovranità dei singoli stati che la compongono. Quindi: l'Italia delle regioni al pari dell'Europa delle nazioni.
    Caro Zena, credo che se la Lega avesse seguito i "consigli" di Guareschi sul far valere la "regionalità" contro lo statalismo, restando però unita nel considerare lo stato italiano come un "unicum" diverso ma indivisibile, e non si fosse persa per strada con strambi concetti scissionisti (che non incontrano consensi neppure tra i più accesi fautori dell'autonomia regionale) avrebbe avuto maggiori consensi di quelli che riesce a raccattare oggi.
    Forse Guareschi, con i suoi scritti, avrebbe potuto rappresentare i concetti di base di una "filosofia" autonomistiche che oggi si è persa per strada in una sterile polemica sulla "divisione dell'Italia" che non convince quasi nessuno.
    Io credo che si riconosca all'interlocutore ciò che l'interlocutore è disposto a riconoscere a noi. Lo Stato cosa ci riconosce attualmente? Poco o nulla, in termini di sovranità legislativa e fiscale. Quindi, come in fisica, a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. La visione autonomista si impernia, oltrechè sul principio di sussidiarietà, sul diritto all'autodeterminazione, concepito come possibilità da parte di una nazione di esistere in quanto fondata su una volontà conclamata e condivisa dei cittadini, nella misura in cui questi lo desiderano. Ogni possibilità, però, è anche possibilità della soluzione opposta. E' una questione di libera scelta, attraverso cui si vuole trasporre sul piano dei rapporti pubblici ciò che ognuno applica, nella vita quotidiana, a proprio legittimo beneficio personale.
    Chi si riconosce nell'autonomismo, generalmente non si preclude la strada della sovranità, concepita anche come possibilità di aggregazioni diverse e maggiormente corrispondenti agli interessi e ai valori che la storia di volta in volta pone.

  3. #13
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    Caro Zena, i tuoi ragionamenti sono sensati e dimostrano che sei un leghista che ragiona con la propria testa e che non si fa fuorviare da "secessionismi" vari. Certamente è piacevole una conversazione con te, basata su argomentazioni intelligenti. Ma, in concreto, convieni con me che la Lega ha perso di vista quelle opportunità di autonomia (nel disegno dell'unità dello Stato inteso come insieme di entità regionali) che le avrebbero consentito una percentuale elettorale a due cifre (anche in Liguria dove arriva a mala pena al 4%)? Saluti.

  4. #14
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    Originally posted by indipendente
    Caro Zena, i tuoi ragionamenti sono sensati e dimostrano che sei un leghista che ragiona con la propria testa e che non si fa fuorviare da "secessionismi" vari. Certamente è piacevole una conversazione con te, basata su argomentazioni intelligenti. Ma, in concreto, convieni con me che la Lega ha perso di vista quelle opportunità di autonomia (nel disegno dell'unità dello Stato inteso come insieme di entità regionali) che le avrebbero consentito una percentuale elettorale a due cifre (anche in Liguria dove arriva a mala pena al 4%)? Saluti.
    Ti ringrazio per le lodi, Indipendente, ma io credo sia vero l'opposto. La Lega, con la scelta di entrare nella CdL, ha di fatto messo nel cassetto i propositi secessionisti per avviare un processo di devoluzione. Ed è li che molti elettori, complici anche mutamenti di scenari a livello nazionale e internazionale, la hanno punita.
    In Liguria è vero, siamo al 4%. Per diverse ragioni.
    Io credo che, nel quadro di un'Europa unita e di un mercato globale, il problema dell'unità nazionale sia ormai anacronistico e vada letto in un'ottica differente da quello bipolare di unità/secessione. La crisi dei partiti, la crisi di rappresentanza, la crisi delle istituzioni è sintomatica del fatto che la società civile abbisogna di risposte diverse, in cui siano conciliate istanze che solo a livello locale possono trovar risposta. Dire a livello locale non significa chiudersi in un guscio regionale, ma vedere nel "foedus", nel contratto, e nella logica progettuale a cui esso dovrebbe sottostare un possibile nuovo motore per l'Europa.
    Non si può andare avanti con mille persone chiuse in un palazzo a decidere della nostra esistenza, facendoci subire centinaia di angherie burocratiche e fiscali. Non si può continuare a invocare personaggi dell'ottocento in nome di cui legittimare il potere che strutture verticistiche come i partiti esercitano sul paese. Bisogna pensare, ripensare, criticare e avere il coraggio dell'eresia. Il coraggio di dire che alla vita umana e sociale non servono provveditori, prefetti, soprintendenti, sottosegretari, parchi statalizzati. Quello che pensava e diceva anche Guareschi. Serve più sentimento e più libertà. E sotto questo Stato non vedo né l'uno né l'altra.

  5. #15
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    Caro Zena, abbiamo due modi diversi di interpretare sia il pensiero di Guareschi, sia il federalismo (che io chiamo "regionalismo"). Forse abbiamo ragione entrambi, ma penso che entrambi resteremo sulle nostre posizioni. Comunque il dibattito è stato bello e costruttivo. Personalmente ho imparato qualcosa di nuovo (e di più concreto) sulle posizioni della Lega (che tu rappresenti) al di là di certe scontate e sintetiche "informazioni" che stampa e TV offrono e che, a mio avviso, sminuiscono dei concetti più profondi che hai saputo esprimere in maniera efficace e corretta. Grazie.

 

 
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