Rispondo a Zena per confermare l'italianità di Giovannino Guareschi, ma anche per dire che le sue osservazioni sulla "padanità" dello scrittore hanno un giusto fondamento.
Ecco, potremmo dire che Guareschi incarnava lo spirito dell'italiano che fa valere la propria matrice localistica padana. In pratica equivaleva a riconoscere uno stato unico e sovrano (l'Italia) con tante realtà regionali diverse tra loro. Ma secondo Guareschi, la forza dell'Italia stava in queste "diversità" messe assieme. Lo stesso concetto dovrebbe valere per l'Europa: un'unica entità rispettosa della sovranità dei singoli stati che la compongono. Quindi: l'Italia delle regioni al pari dell'Europa delle nazioni.
Caro Zena, credo che se la Lega avesse seguito i "consigli" di Guareschi sul far valere la "regionalità" contro lo statalismo, restando però unita nel considerare lo stato italiano come un "unicum" diverso ma indivisibile, e non si fosse persa per strada con strambi concetti scissionisti (che non incontrano consensi neppure tra i più accesi fautori dell'autonomia regionale) avrebbe avuto maggiori consensi di quelli che riesce a raccattare oggi.
Forse Guareschi, con i suoi scritti, avrebbe potuto rappresentare i concetti di base di una "filosofia" autonomistiche che oggi si è persa per strada in una sterile polemica sulla "divisione dell'Italia" che non convince quasi nessuno.




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