dal quotidiano LIBERO di oggi 19 febbraio 2005:
" L'Unione che non sfila ha paura dei fischi
di ELISA CALESSI
ROMA - Ha detto bene Francesco Rutelli, uno dei tanti dirigenti delcentr osinistra che oggi, causa impegni precedenti, non parteciperà alla manifestazione in solidarietà di Giuliana Sgrena. « Se ci fosse un motivo politico per non esserci lo direi » . La sua « assenza » , ha spiegato, non ha nulla a che fare con una presa di distanza dalla manifestazione. Pensarlo è « meschino » . E in effetti è vero. Semmai, si spinge ad ammettere qualcuno dei suoi, si tratta di « motivi di opportunità » . Gli stessi che lo hanno tenuto distante da quasi tutte le grandi manifestazioni pacifiste degli ultimi anni. Più banalmente, paura dei fischi. Detto in altro modo, il timore di essere motivo di tensione. È vero che tutti, a destra e a sinistra, hanno espresso solidarietà a Il Manifesto, promotore dell'iniziativa. Marcello Pera, che ieri ha fatto una vista alla redazione del giornale, ha spiegato che « tutto il popolo italiano si deve sentire e si sente unito per salvare la vita della nostra concittadina » . E in via Tomacelli, sempre ieri, è andato Rutelli. Ma il rischio che ilcor teo si trasformi in un'iniziativa contro il governo Berlusconi e per il ritiro delle truppe c'è. Con ovvie conseguenze non solo per gli esponenti della Cdl ( che infatti hanno deciso di non andare), ma anche per una parte del centrosinistra. È ancora caldo, infatti, il voto e il dibattito che c'è stato Nella Fed sul " no" al rifinanziamento della missione in Iraq. Non sarebbe la prima volta, del resto, che un dirigente dell'Ulivo viene fischiato in adunate pacifiste. È capitato a Piero Fassino. È accaduto a Massimo D'Alema, un altro che oggi sarà assente per impegni precedenti ( deve andare a Napoli per una iniziativa dell'Unione sul Mezzogiorno). Sarà un caso, fatto sta che la pattuglia che si è dissociata dalla scelta di votare " no" aldecr eto ( Marini, Dini e gli altri), oggi non ci sarà. In piazza, invece, ci sarà Romano Prodi, quasi sicuramente in testa al corteo. Ci saranno i capigruppo della Margherita Pierluigi Castagnetti eWiller Bordon, che si sono dissociati dalla presa di posizione di Rutelli sul decreto di rifinanziamento della missione. Ci sarà Piero Fassino, anche lui sostenitore della necessità di non avanzare alcun " distinguo" nel dire no. La geografia della piazza, insomma, seppure con qualche eccezione ( Enrico Boselli), finirà per ricalcare in gran parte la geografia dell'Unione sull'Iraq. Un caso, forse. Come sarà un caso che quella di oggi è la prima grande manifestazione " pacifista" a cui partecipa Prodi da quando è tornato in Italia. Sarà un palcoscenico importante per il Professore. Proprio in questi giorni è partita la Fabbrica delpr ogramma. Da mercoledì, il candidato premier delcentr osinistra ha anche un suo blog. La campagna elettorale per il 2006, insomma, è ormai nel pieno. L'iniziativa di oggi, vista da questa prospettiva, sarà il primo bagno di folla nel popolo dell'Unione, nel popolo del ritiro senza se e senza ma. Non deve essere una manifestazione politica, hanno invocato da destra e anche da sinistra. Si marcia per chiedere la liberazione di Giuliana Sgrena. Non tutti, però, la pensano così. Chi l'ha detto più chiaramente è Francesco Caruso, leader dei Disobbedienti di Napoli, secondo cui la giornalista de Il Manifesto e il popolo iracheno sono ugualmente ostaggi « di un'occupazione militare e di una guerra ingiusta e criminale » . Dunque, la manifestazione di oggi deve essere un modo per « rilanciare il movimento contro tutte le guerre senza se e senza ma » . Oggi la piazza, domani il seguito: « Lottiamo, sabotiamo, disobbediamo contro questa guerra globale permanente » . La liberazione di Giuliana Sgrena, hanno detto altri, equivale alla « liberazione del popolo iracheno » ( Rifondazione). Antonio Di Pietro ha spiegato che la sua presenza sarà di « solidarietà anche con il popolo iracheno » ricordando che la stessa giornalista, nel video, ne ha chiesto la « liberazione dall'invasione straniera » . A buttarla in polemica, ieri, è stato anche Vittorio Parlato, uno dei padri nobili de Il Manifesto. Oggetto, l'assenza del centrodestra. « A una sola condizione, li inviterei a venire » , ha risposto su La Stampa alla domanda se volesse rivolgere un appello, « fate autocritica, confessatevi, pentitevi » . Sarà un corteo politico o di solidarietà umana? Gabriele Polo, direttore de Il Manifesto, non si nasconde: « La manifestazione avrà anche un carattere politico perché è coerente con l'obiettivo di liberare Giuliana ed è contro la guerra. Noi siamo sempre stati contro la guerra » . Quindi, è « ovvio che il centrodestra non partecipi » . L'iniziativa di oggi, ha spiegato Fausto Bertinotti, « rappresenta il sentire comune del popolo italiano » . Che chiede sì la liberazione di Giuliana, ma anche la « pace » . L'unità nazionale, insomma, è molto lontana. Se c'erano dei dubbi, Marco Rizzo delPdci li ha spazzati via: tutto il Paese, ha detto, è unito nel volere la liberazione di Giuliana. « Ma questo traguardo, che è importantissimo, è impensabile che possa mettere insieme due parti obiettivamente inconciliabili » . L'ultima polemica ha riguardato la Rai. Doveva esserci una finestra di 15 minuti. Dopo le proteste dell'opposizione si è deciso di dedicare all'iniziativa uno speciale di " Primo Piano": 45 minuti ( dalle 17.25 alle 18.10) su Raitre. "
Saluti liberali




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