Roma. Gerardo Bianco, vecchio capo democristiano, a un certo punto non si tiene più. Sbotta:
“Prodi? Ha già lavorato ai fianchi per sfasciare il partito popolare. Adesso fa lo stesso con la Margherita. Il suo disegno è il partito riformista con Fassino e D’Alema, ma non ha ancora capito che il pesce più grosso digerisce quello più piccolo… E’ la politica del carciofo, una foglia per volta fino il torsolo. E se lo mangiano”.
Il giorno dopo il paradossale voto dei parlamentari della Fed che ha disegnato una Margherita dove leader e responsabile organizzativo, Francesco Rutelli e Franco Marini, i due uomini più potenti del partito, sono in minoranza.
E un candidato premier, Romano Prodi, che pure di quel partito è figlio, che li sfotte riducendoli a ramoscelli.
I rutelliani stanno per l’intera giornata sospesi tra la rivendicazione orgogliosa (“ci batteremo ancora di più”, ha fatto coraggio Rutelli) e la riflessione mesta.
E così nella Margherita circolano le ipotesi più strampalate, tra chi sostiene che Rutelli l’avrebbe fatto apposta, “così si è intestato la guida di una forte frazione riformista della Fed”, tesi piuttosto ardita, a chi semplicemente ammette che l’errore c’è stato perché l’assemblea al Senato “è stato un casino indecoroso, non si capiva niente”, e nel parapiglia il leader non avrebbe visto in tempo il baratro della bocciatura, “era convinto di farcela”.
Altri parlano piuttosto di un’insoddisfazione di Marini, che spiegano così:
“Da giorni Franco aveva annunciato il suo documento. Lui semplicemente voleva una conta, per dimostrare di avere il controllo di una componente riformista nella Fed e nella Margherita. Con l’appoggio improvviso di Rutelli, adesso non può più dire che quei voti sono tutti suoi, voti sul suo documento. E’ costretto a condividerli, e questo non gli piace per niente”.
“Fa girare le palle a noi e pure ai Ds”
Tutto questo, per dire del clima. Rutelli giura quello che nessuno crede, “con Prodi nessun problema”, ma i rutelliani nel partito fanno intendere per primi l’esatto contrario.
Lamberto Dini attacca “i toni inaccettabili e offensivi di Prodi”, per Roberto Giachetti sono “valutazioni che da un leader che dovrebbe governare un ampio schieramento non ci si attendono”. E c’è chi si consola: “Prodi fa girare le palle a noi? Beh, almeno le fa girare anche ai Ds”.
Soltanto che per il momento Fassino fa da sponda a Prodi, e Prodi proprio dal bastione diessino spara sul suo partito.
Scuote la testa Paolo Gentiloni, rutelliano di lungo corso: “Noi ci siamo rivelati il partito più ulivista”. Nel senso? “Che siamo andati a quella riunione facendoci attraversare da una discussione unitaria, e questo è avvenuto molto meno tra i nostri colleghi, tra i Ds”. E se dovesse succedere ancora? “Il nostro è un luogo di discussione libera. Se invece serve solo a registrare le posizioni dei partiti, allora bisogna adottare regole conseguenti. A cominciare dal fatto che i partiti non hanno la stessa consistenza numerica. E non può bastare la maggioranza semplice”.
Sull’altro fronte, i prodiani non trattegono la soddisfazione: “E’ la democrazia, bellezza!”.
E maliziosamente sottolineano come, tra i parlamentari che hanno votato il documento bocciato, “sono almeno una decina i componenti dell’esecutivo: la dirigenza è in minoranza”. Mormorano: “Si apre un problema: mai successo che la dirigenza di un partito finisse senza conseguenze in minoranza”.
Ma voci e niente di più, “al momento la questione resta nel cassetto”.
C’è chi la mette così: “Rutelli voleva solo differenziarsi, perché ha l’ossessione di Bertinotti, ma è andato oltre”.
Ammette Renzo Lusetti: “Abbiamo accettato le regole del gioco, i numeri sono chiari. Regole che valgono per la politica estera e la politica economica, ma non su tutto lo scibile umano”.
Accusa ancora Bianco: “Prodi sta portando avanti un’operazione artificiosa, una specie di fecondazione artificiale, peraltro non medicalmente assistita”.
Tormenti non scuotono più di tanto Romano Prodi. Che ieri sera è tornato a esultare felice: “Questa grande innovazione… Queste regole hanno funzionato e sono sicuro che questo avverrà anche in futuro”.
Soprattutto Francesco Rutelli è avvisato.
da Il Foglio
saluti




Rispondi Citando